di Erika Noschese
«Via Renato De Martino ostaggio della doppia fila: residenti senza diritti, città senza controllo». La denuncia arriva dall’avvocato Sarel Malan, candidato al consiglio comunale di Salerno con Forza Italia, a sostegno del candidato sindaco Gherardo Maria Marenghi.
Avvocato Malan, è iniziato il mese più intenso della campagna elettorale: che clima si respira?
«Questa campagna elettorale ha chiaramente coinvolto me, gli amici e gli elettori, ma la nota più positiva che ho riscontrato è il forte coinvolgimento di molti giovani, anche giovanissimi. Si stanno riavvicinando alla politica, e questo è un segnale importante. Il loro impegno nasce anche dal disagio che vivono quotidianamente: sono costretti a vivere in una città in cui le condizioni per lo sport, il verde pubblico e i luoghi di aggregazione sono praticamente inesistenti. Non c’è alcuna possibilità, per questi ragazzi, di dedicarsi ad attività sportive: piscine, campi sportivi e strutture sono spesso degradati o del tutto assenti. Se vogliamo trovare un aspetto positivo in questa situazione negativa, è proprio questo: sta crescendo in loro un senso di impegno civico, una nuova attenzione verso la cosa pubblica. Finalmente i giovani stanno tornando a interessarsi alla politica, perché si rendono conto che, probabilmente, le generazioni precedenti non sono riuscite a preservare e valorizzare questa città come avrebbero dovuto».
Parliamo di verde pubblico: ci sono una serie di criticità che anche i cittadini e gli elettori le hanno segnalato. C’è qualcosa da rivedere, dal centro alle periferie.
«Ci sono dei cantieri aperti. Io, onestamente, con grande rammarico vedo il Parco del Mercatello in condizioni davvero disagiate. Uno spazio che sarebbe dovuto servire a riqualificare un’area e un quartiere, ma che in realtà è diventato un luogo di degrado e un cantiere ancora aperto dopo oltre un decennio».
Impianti sportivi: c’è una situazione al collasso nella città capoluogo. La Roller è senza impianto sportivo, i lavori all’Arechi sono fermi, il pattinodromo è ormai in condizioni di degrado.
«Abbiamo una condizione generale di tutti gli sport, anche del calcio ma soprattutto degli sport cosiddetti minori, che è completamente disastrata. Non è più possibile praticare sport per i giovani in modo adeguato. Il Vestuti versa, a mio avviso, anche in condizioni di potenziale pericolo pubblico. Si continua a consentirne l’accesso perché immagino che gli amministratori, per senso di responsabilità o per pudore, non lo chiudano, ma in realtà è una struttura che presenta criticità tali da rappresentare, secondo me, anche un rischio per la sicurezza».
Qual è l’impegno che intende assumere con la comunità in caso di vittoria?
«Il mio impegno è quello di sempre e prescinde dall’impegno politico: stare vicino a chiunque, persone amiche o non amiche, e in particolare alle fasce più fragili, giovani e anziani. Non dimentichiamo che proprio quest’ultima fascia vive un disagio assoluto. La cura dell’anziano non è affatto gestita né accompagnata in modo adeguato dalla politica locale, e questo porta molte famiglie a trovarsi completamente abbandonate dalle istituzioni».
È sua la denuncia di quanto sta accadendo in città per quanto riguarda il traffico. Ci sono disagi per gli automobilisti ad ogni ora…
«È un disagio continuo: di notte si sfreccia a velocità folli, con incidenti che, spero, non possano prima o poi provocare conseguenze gravissime. Durante il giorno, invece, si registra una completa assenza di controlli che porta, soprattutto in alcune zone del centro cittadino, a una situazione di forte criticità, tra difficoltà di parcheggio, problemi di sosta e anche di semplice mobilità pedonale».
Lei di recente ha acceso i riflettori anche su quanto accade in via Renato De Martino, zona ostaggio della doppia fila…
«A Salerno c’è un problema che si continua a ignorare perché è sotto gli occhi di tutti: il caos quotidiano dei parcheggi in doppia fila. Via Renato De Martino e le strade limitrofe ne sono l’esempio più evidente. Non si tratta più di episodi isolati, ma di una condizione strutturale di disordine che rende la vita dei residenti sempre più difficile. Le immagini parlano chiaro: auto lasciate ovunque, carreggiate ridotte a un corridoio, passaggi ostruiti. In queste condizioni non circolano solo le vetture, ma si muovono a fatica anche pedoni, anziani e mezzi di emergenza. La città, in quel tratto, perde ogni regola. Il punto centrale è uno: chi vive in zona paga regolarmente per un diritto – quello di parcheggiare nella propria area di residenza – che di fatto non esiste più. Il risultato è paradossale: cittadini che rispettano le regole sono costretti a lasciare l’auto lontano da casa, mentre chi viola sistematicamente le norme occupa spazi e blocca strade senza conseguenze. Si tende spesso a spostare il dibattito sui parcheggiatori abusivi. Ma qui il problema è un altro, più profondo: l’assenza totale di controllo. Non c’è vigilanza, non c’è prevenzione, non c’è sanzione. E quando manca il controllo, la città diventa una giungla. Non è una percezione, è un dato quotidiano. C’è poi un elemento politico che non può essere eluso. Si prova a raccontare questa fase come un cambio di passo, una discontinuità. Ma nei fatti non è così. A Salerno, la gestione amministrativa degli ultimi venti anni è riconducibile a un’unica linea politica, che si è espressa anche attraverso figure diverse ma sempre nello stesso solco. In questo senso, parlare di discontinuità tra De Luca e Napoli non regge: siamo di fronte a una continuità sostanziale, e i problemi irrisolti – come quello di via Renato De Martino – ne sono la prova concreta. Una città che rinuncia a far rispettare le regole rinuncia anche a garantire i diritti. E il diritto alla vivibilità urbana è il primo a essere sacrificato.
Non si può chiedere ai cittadini di pagare servizi che non ricevono. Non si può tollerare che intere aree diventino zone franche dove tutto è consentito. Non è una battaglia ideologica, ma di civiltà. Il tema non è “trovare parcheggio”, ma ristabilire ordine. Senza ordine non esiste comunità, esiste solo sopraffazione. Via Renato De Martino non è un caso isolato. È il sintomo di una città che ha smesso di controllare sé stessa. E quando il controllo viene meno, il degrado diventa normalità. La domanda è semplice: a Salerno vogliamo continuare a convivere con il disordine o tornare a essere una città governata dalle regole?».
L'articolo Sarel Malan: la video intervista proviene da Le Cronache.
