25 aprile: Sangiuliano a Sarracino, regressione culturale della sinistra

“L’onorevole Sarracino costituisce un punto di regressione culturale e politico della sinistra italiana rispetto al lungo lavoro di rielaborazione iniziato da Enrico Berlinguer e proseguito da Luciano Violante e altri. Il suo è un atteggiamento da cekista, un ritorno a Pol Pot alle pagine più tragiche del comunismo. Togliatti, responsabile dell’assassinio degli anarchici in Spagna e della morte dei dirigenti comunisti polacchi , minacciò fisicamente Benedetto Croce. Domando: è questo il suo modello? Ho già chiarito che partecipare a una discussione non significa aderire alle posizioni degli organizzatori ma interrogarsi su un’ampia questione del nostro tempo che attiene alla sicurezza dei nostri territori, alla lotta al degrado e alla lotta all’immigrazione illegale, sempre nel rispetto del diritto e respingendo ogni discriminazione. L’immigrazionismo indiscriminato della sinistra italiana ci ha portato a uno snodo pericoloso, è tempo di porre un argine . Quando ero ministro il 25 aprile sono stato al museo della Resistenza di Roma, dove Sarracino non c’era, come sono stato sulla tomba di Rolando Rivi il seminarista di appena 13 anni massacrato dai partigiani perché era cattolico”. Lo dichiara Gennaro Sangiuliano capogruppo di FDI alla regione Campania.

L'articolo 25 aprile: Sangiuliano a Sarracino, regressione culturale della sinistra proviene da Le Cronache.