Tajani alle prese col caso Campania

Forza Italia come una polveriera. E sarà la riunione in programma all’ora di pranzo a Milano tra Antonio Tajani, Marina Berlusconi, il fratello Pier Silvio e Gianni Letta a tentare di mettere un punto fermo. Due i nodi principali: la sostituzione del capogruppo alla Camera ed i congressi regionali. Dopo il cambio al vertice del gruppo del Senato, chiesto dalla presidente Mediaset per favorire una fase nuova, nel mirino torna Paolo Barelli a capo dei deputati alla Camera e fedelissimo del vicepremier. Poco meno di dieci giorni fa lo stesso Tajani, a quanto avevano raccontato, non aveva escluso un suo addio alla guida del partito nel caso di sostituzione dell’attuale presidente dei deputati. Tutto sembrava congelato, almeno fino a qualche giorno fa. Ma la tensione è tornata a salire complice anche la rivolta di vertici azzurri in atto in molte Regioni. Una slavina che ha colpito la Puglia, la Sicilia, la Campania e ultime in ordine di tempo la Lombardia e la Sardegna. La richiesta che arriva dai dirigenti locali è sempre la stessa: “stop ai congressi”. Un tema caro al leader di Forza Italia che, al contrario vorrebbe accelerare per chiudere poi con l’assise nazionale nella primavera del prossimo anno, prima delle elezioni politiche. Le tensioni dei dirigenti locali si sommano al caos che regna dentro il gruppo azzurro della Camera. Difficile che Barelli resti al suo posto, ma anche trovare il suo successore non è cosa semplice. Della questione sarebbe stato investito anche Gianni Letta nel ruolo di mediatore tra il vicepremier e le richiesta della famiglia Berlusconi. Il nome che circola maggiormente è quello di Enrico Costa anche se in realtà sono in molti i parlamentari azzurri che, sotto anonimato, non nascondo i malumori. A ‘pesare’ su Costa il doppio addio (prima con Angelino Alfano e poi in Azione di Calenda) a Forza Italia in cui è rientrato nel 2024. Non solo, a complicare il quadro è la ricerca di ‘via d’uscita’ per l’attuale capogruppo. Tra le ipotesi ci sarebbe quella del governo, in una casella vuota di quelle da sottosegretario che Fdi o Lega dovrebbero però decidere di lasciare agli azzurri. Un’ipotesi che però non troverebbe conferma tra chi sostiene che Barelli, essendo presidente della Federnuoto, sarebbe incompatibile con ruoli di governo. Tra le voci ci sarebbe anche quella che vedrebbe un doppio passaggio e cioè l’approdo di Maurizio Casasco al governo con Barelli che a quel punto diventerebbe presidente della commissione di vigilanza sull’analisi tributaria, incarico al momento ricoperto dallo stesso Casasco. Insomma le teorie si rincorrono come quella che sostiene che, nel caso Barelli dovesse opporre resistenza a lasciare l’incarico, verrebbe convocata una riunione del gruppo con l’ipotesi di una raccolta firme per sfiduciarlo.

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