Donald Trump, che aveva mostrato ottimismo in vista nei negoziati in Pakistan organizzati dopo l’accordo di due settimane di cessate il fuoco con l’Iran, ha fatto un’altra delle sue giravolte accusando Teheran di fare «un pessimo lavoro, alcuni direbbero persino imbarazzante» nella gestione dello Stretto di Hormuz, ancora lontano dall’apertura completa invocata dal presidente Usa come condizione essenziale per lo stop alla guerra. Trump su Truth ha sottolineato che «non erano questi gli accordi», minacciando di tornare a colpire «più duramente di quanto chiunque abbia mai visto».
L’Iran starebbe imponendo dei pedaggi alle petroliere
L’Iran rivendica un ruolo di gestione del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz e, secondo i media locali, starebbe imponendo dei pedaggi alle petroliere che transitano nel braccio di mare, spartendo poi il denaro con l’Oman. «È meglio che non lo facciano e, se lo stanno facendo, è meglio che smettano subito!», ha avvertito Trump, sempre su Truth. Il presidente Usa si è inoltre scagliato contro il Wall Street Journal, che lo aveva accusato di aver cantato vittoria troppo presto: «Grazie a me l’Iran non avrà mai un’arma nucleare e, molto presto, vedrete il petrolio iniziare a scorrere, con o senza il loro aiuto e, per me, non fa alcuna differenza. Il Wsj, come al solito, dovrà rimangiarsi le sue parole».

I pasdaran: «Nuova fase della gestione di Hormuz»
Il Comando Navale delle Guardie Rivoluzionarie ha annunciato che la gestione dello Stretto di Hormuz è entrata in una nuova fase. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Tasnim, citando un comunicato dei pasdaran: «In questi due giorni di silenzio militare, nemici e amici hanno compreso che la gestione dello Stretto di Hormuz è entrata in una nuova fase. Se Dio vuole, ringraziamo Dio».
