Mazzi al Turismo, la scelta in trincea di Meloni: cosa c’è dietro

Gianmarco Mazzi è diventato, nel venerdì santo che precede Pasqua, il nuovo ministro del Turismo: oltre che un segnale politico, è anche un messaggio all’ex presidente del Coni Giovanni Malagò e a chi lo riteneva pronto a diventare il successore di Daniela Santanchè, oltre che un assist a coloro che lo vogliono sulla sedia lasciata vuota alla Figc da Gabriele Gravina.

Mazzi al Turismo, la scelta in trincea di Meloni: cosa c’è dietro
Giovanni Malagò con Daniela Santanchè (Imagoeconomica).

Il ministero della Cultura gli stava un po’ stretto

Il potentissimo Mazzi lascia la compagnia del ministero della Cultura, dove era sottosegretario. Un ambiente che in realtà “gli stava un po’ stretto”, prima con Gennaro Sangiuliano (quando Genny si dimise travolto dal caso Boccia, il suo nome circolò tra i papabili successori) e poi con Alessandro Giuli. Ora è diventato, quasi per caso, un “ministro a tutto tondo”.

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Mazzi al Turismo, la scelta in trincea di Meloni: cosa c’è dietro
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Mazzi tra l’altro era finito anche nella polemica sull’annullamento del concerto del direttore d’orchestra russo Valery Gergiev alla Reggia di Caserta, come ha subito ricordato la dem Pina Picierno puntandogli il dito contro.

Fratelli d’Italia non vuole mollare nemmeno una poltrona

Si tratta di «una trincea, quella di Giorgia Meloni», dicono da Forza Italia, sottolineando che «Fratelli d’Italia non vuole mollare nemmeno una poltrona, come quella del Turismo, per darla a un esterno». In effetti sul post Santanchè, uscita dal ministero dopo il disastro referendario e associata alla cacciata del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, dopo le voci di un «nome famoso ma non politico» era stato il gruppo di Ignazio La Russa a puntare i piedi. Ma da Palazzo Chigi pare ci sia stata una presa di posizione contro gli esponenti dello stesso partito della premier provenienti dalla Sicilia.

Mazzi al Turismo, la scelta in trincea di Meloni: cosa c’è dietro
Gianmarco Mazzi e Ignazio La Russa (foto Imagoeconomica).

Dentro il partito è stato Gianluca Caramanna a farne le spese

Così chi ne ha fatto le spese, in primo luogo, è stato Gianluca Caramanna, che nonostante all’anagrafe sia nato in Germania, con studi al liceo romano Righi, esperto di turismo tanto da ricoprire l’incarico di capo del dipartimento settoriale nel partito di via della Scrofa, è stato eletto in Trinacria nel collegio plurinominale. Isola che per Fratelli d’Italia è un’autentica polveriera, con il caso dell’addio di Manlio Messina che ancora non ha finito di produrre i suoi effetti.

Mazzi al Turismo, la scelta in trincea di Meloni: cosa c’è dietro
Gianluca Caramanna (foto Imagoeconomica).

Un trampolino per diventare poi sindaco di Verona?

E allora Meloni ha puntato decisamente a un nome del Nord, ma non nella Lombardia dominata da ‘Gnazio (a cui comunque il nome di Mazzi va certamente bene, visto che i due sono molto vicini) che fa venire il mal di testa ad Arianna Meloni, bensì in quel Veneto, e precisamente Verona, che ha sempre dato grandi soddisfazioni alla destra, nonostante le spaccature che alle ultime elezioni comunali hanno permesso di consegnare la città all’ex calciatore Damiano Tommasi, che non ha tessera di partito ma guida una compagine alternativa alla maggioranza di governo, in carica dal 2022.

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Il sindaco di Verona Damiano Tommasi (Imagoeconomica).

Non è un mistero che Mazzi abbia spesso pensato di diventare primo cittadino di Verona, e non manca troppo al termine del mandato di Tommasi: vestendo i panni di ministro la visibilità è assicurata, e in futuro la strada verso Palazzo Barbieri, sede del municipio scaligero, potrebbe farsi brevissima.

Primo appuntamento, non a caso, al Vinitaly di Verona

Mazzi, classe 1960, vanta un curriculum dove si legge: «Dirigente d’azienda, produttore televisivo, autore televisivo». È stato direttore artistico del Festival di Sanremo dal 2004 al 2006 e dal 2009 al 2012. Sempre dominando gli uffici, anche al Collegio Romano, con pugno di ferro. Quale sarà la sua prima grande uscita ufficiale? In casa, naturalmente, a Verona, dove va in scena Vinitaly: dal 12 al 15 aprile 2026 Veronafiere diventa l’epicentro del settore vinicolo e non solo, dato che è il salone internazionale di riferimento a livello europeo, con quattro giorni dedicati al business.

Mazzi al Turismo, la scelta in trincea di Meloni: cosa c’è dietro
Francesco Lollobrigida (da Fb).

Immancabile la presenza della premier Giorgia Meloni e quella del ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida (che proprio sul vino ne ha dette di cotte e di crude). L’unico “esterno” sarà il governatore della Regione Veneto, Alberto Stefani, leghista, il successore di Luca Zaia. Testimonial perfetto del Prosecco.