Il mister X per federare la sinistra secondo Bindi e le altre pillole del giorno

Mister X inizia a prendere forma. L’Italia non andrà ai Mondiali di calcio per (almeno) 16 anni, ma ora c’è un’altra mission apparentemente impossible da provare ad affrontare: unire il centrosinistra. Con un mediatore, facilitatore, federatore, chiamatelo come vi pare. Qualcuno ha provato a spulciare tra i nomi degli ex diccì, ma quei profili si adattano meglio al toto-Quirinale. Tra le più divertite in questo giochino della caccia al nome sembra esserci Rosy Bindi. Che, dopo aver detto di avere in testa una “carta coperta” (papa, non papessa, spiace per Silvia Salis), ha parlato al Corriere della sera: serve «un facilitatore di programma che costringa Elly Schlein e Giuseppe Conte a superare le antinomie. Una cosa di buon senso. Che poi, potrebbe anche essere il candidato premier». Tipo chi? Circolano i nomi di Roberto Gualtieri, Antonio Decaro, Gaetano Manfredi, Ernesto Maria Ruffini. Ma secondo Bindi ci vuole qualcuno «riconosciuto, che non sia in competizione. Altrimenti non si risolve il problema». Magari un Romano Prodi più giovane? «Esatto», ha risposto l’ex presidente del Partito democratico. Tutti gli indizi portano a… Pier Luigi Bersani, 12 anni meno anziano del Professore (74 contro 86), di certo non proprio una ventata di freschezza. Sarebbe il cavallo giusto su cui puntare? «Ora devo proprio andare», ha tagliato corto Bindi, sfoderando la mossa-Stefania Craxi (che per svicolare è arrivata a dire ai giornalisti di dover andare dal parrucchiere). E comunque qualcuno che tifa per la sindaca di Genova c’è, per esempio l’ex ministro M5s e fondatore di Primavera Vincenzo Spadafora: «Io resto convinto che se Salis partecipasse alle Primarie le vincerebbe. Ma rispetto quello che deciderà», ha detto in un colloquio con La Stampa.

Il mister X per federare la sinistra secondo Bindi e le altre pillole del giorno
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Mattarella diserta Napoli per il maltempo

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha annullato il viaggio a Napoli dove, secondo l’agenda istituzionale, avrebbe dovuto partecipare alla cerimonia organizzata in occasione del 103esimo anniversario di costituzione dell’Aeronautica militare. La decisione del capo dello Stato è stata motivata con le pessime condizioni meteorologiche previste nel capoluogo campano. E pensare che Fiorello avrebbe potuto “giocare” facilmente sulla visita napoletana presidenziale, dato che nelle sue imitazioni a La Pennicanza su Rai Radio 2 prende di mira sia Mattarella sia il governatore della Regione Campania Roberto Fico, che nella cerimonia doveva stringere la mano al capo dello Stato.

Tra Zangrillo e Pichetto non mettere il Piemonte

In Piemonte, con Forza Italia che vanta oltre 10 mila tesseramenti – di cui la metà fra Torino e Cuneo -, viene evocato il nome del ministro Paolo Zangrillo per guidare nella Regione, per un secondo mandato, il partito berlusconiano. Ma c’è il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che pare non gradire: e lui è stato pure coordinatore regionale forzista dal 2014 al 2018, anche se c’è chi ne parla sempre dicendo che «non l’hanno visto arrivare», un po’ come accade con Elly Schlein nel Pd. Eppure sta sempre dappertutto, in particolare su ogni dossier “caldo”, non solo nel governo ma anche nel partito. E allora, come capita sempre, tra i due litiganti potrebbe godere un terzo, ossia Roberto Rosso, attualmente segretario provinciale a Torino. Anche se viene definito come «vicino a Maurizio Gasparri», cioè «il perdente delle ultime settimane». Comunque di quote rosa tra gli azzurri, in Piemonte, nemmeno a parlarne…

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Tornano i Craxi. E pure Sigonella…

«Neanche a farlo apposta, abbiamo portato Stefania Craxi al posto di Maurizio Gasparri, alla guida del gruppo di Forza Italia al Senato, e dopo lei torna pure la storia di Sigonella»: la nemesi storica appare nei racconti dei forzisti, che contano anche le presenze televisive di Bobo Craxi, chiamato per evocare cosa successe in quel lontano 1985. Ora che il ministro della Difesa Guido Crosetto ha negato Sigonella agli aerei statunitensi, non resta che riparlare di Bettino invitando i suoi eredi.

Copasir, l’Artico, Cuperlo e il ricordo di Pomicino

Si avvicina Pasqua, ma le giornate sono intense per i parlamentari, alle prese con i lavori delle commissioni, e non solo. Mercoledì primo aprile a Palazzo San Macuto il Copasir, ossia il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, ospita l’audizione di Giovanni Caravelli, direttore dell’Aise, l’Agenzia informazioni per la sicurezza esterna. Subito dopo, il comitato permanente sulla politica estera per l’Artico ascolterà Paul McCarthy, senior research fellow per gli affari europei al Margaret Thatcher Center for Freedom della Heritage Foundation, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle dinamiche geopolitiche nella regione dell’Artico. Nella sala della Lupa di Montecitorio, presentazione del libro di Gianni Cuperlo La frontiera ferita – Guerre, fascismo, foibe, esodo, con il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana, Gianfranco Fini e Luciano Violante. Infine, nell’aula di Montecitorio verrà commemorato il democristiano Paolo Cirino Pomicino, morto il 21 marzo a 86 anni. E nella giornata del 2 aprile la Camera aderirà «visibilmente» all’iniziativa della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, con la facciata di Montecitorio che sarà illuminata di colore blu.