Di Olga Chieffi
E’ una rassegna, Sinfonie in Salone, lanciata dal già consigliere Antonia Willburger, catalizzatrice della Musica in città, la cui vocazione inclusiva e pubblica si è affermata quale spazio di incontro tra scuola, istituzioni e cittadinanza, nel segno della musica e dedicata per intero alle nuove generazioni. Il cartellone che è stato bissato, dopo il successo ottenuto nel 2025, è giunto con un ottimo riscontro di pubblico, al terzultimo appuntamento, che ha salutato protagonista l’orchestra scolastica dell’Istituto Comprensivo Barra-Mari, diretta dal Maestro Francesco D’Arcangelo. Vetrina prestigiosa questa offerta dal Comune di Salerno, con dei concerti in pomeridiana, il cui scopo è di porre a confronto i ragazzini che si affacciano al mondo della musica, con grande gioia, portando nella loro vita musicale, un ricordo di impegno e lavoro, che gli auguriamo di risolvere sempre “in avanti”, verso il futuro, verso una nuova scuola che è il liceo musicale, quindi il Conservatorio, per quanti siano convinti di intraprendere questa carriera. Solo una trentina d’anni or sono, era veramente difficile poter “uscire” in pubblico, si provava tanto e ci si esibiva poco, erano i Maestri stessi che pensavano a procurare spazi ed occasioni e, naturalmente per i più bravi, il cosiddetto “saggio”, poi, era il momento più alto del Conservatorio, al quale partecipavano per ascoltare allievi e docenti di ogni corso. Oggi invece, posso affermare con certezza che suonano tutti, in ogni dove e badando, nella maggior parte dei casi, veramente poco alla qualità, esibendo titoloni da far tremare le vene alle grandi orchestre. Si “esce” perché lo si deve, per vanto della scuola, progetti, per qualche titolo in più, che si cominciano a raccogliere, oramai, sin dalla culla, il concorsino, la produzione, la trasferta, oggi addirittura all’estero. E lo studio “vero”, testa, strumento e leggìo? Per obbedire veramente e con serietà ai dettami della scuola attuale ci vorrebbe qualche giornata di trentasei ore no stop. Ma, sposare una qualsiasi arte, sia essa la Musica, il Teatro, la Danza, la scrittura, le arti visive, significa dedicarsi ad esse 24 ore su 24, sino alla propria scomparsa. I ragazzini ascoltati al Salone dei Marmi, tra cui i figli d’arte Joseph D’Acunto accompagnato da papà Vincenzo e la madre Francesca Guerrasio e Niccolò Pittari, con il padre Francesco Pong in Scala per Turandot del centenario e mamma Lucrezia Benevento, pianista, hanno ancora la gioia assoluta, dentro, di fare musica, un sorriso e quel dàimon, che va coltivato, di suonare senza secondi fini, quali quello del titolicchio, del diplomino, della vetrinetta. Siamo certi che la dirigente, Maria Ida Chiumiento, e i Maestri Claudia De Simone (flauto), Tina Vicinanza, Domenico Spetrini ed Elena Petrella, (pianoforte), Alfonso Vietri (Violino), Carlo Inglese (chitarra), Andrea Sessa (percussioni), Loredana Laureana (sassofono) e lo stesso direttore Francesco D’Arcangelo (violoncello), sapranno mantenere nei loro allievi quel “profumo” dello studio assoluto. Il concerto è stato aperto dal Canto degli Italiani e dall’inno Europeo, ovvero il finale della IX Sinfonia di Ludwig Van Beethoven, con il suo An Die Freude, quest’ultimo in salsa rock. Contaminazioni, già dalle scuole medie, per un approccio plurilinguista, quindi, si è passati a due famosi numeri da “Die lustige witwe” di Franz Lehàr, il Tanzduett e Wie die Weiber Marsch, il settetto, con percussioni in grande spolvero, eseguiti con efficace collaborazione tra i ragazzini che, naturalmente, hanno letto spartiti adatti alla loro preparazione. Quindi, una pagina dell’ Edvard Grieg del Peer Gynt, op.23, “Nell’Antro del Re della Montagna”, sempre tendente a denotare un clima costruito con saldo senso formale e timbrico, per chiudere in bellezza con I Pirati dei Caraibi, colonna sonora di Hans Zimmer, il suo tema epico in progressione che schizza Jack Sparrow, il quale arriva su di una barca a remi e i sogni del più grande pirata di tutti i tempi, pari a quelli dei ragazzi, che hanno ricevuto il plauso del pubblico intervenuto, concedendo il bis.
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