San Marino Song Contest: l’avamposto kitsch che porta all’Eurovision

Prendete il Sanremo dei vostri peggiori incubi, quello che si materializza nelle notti insonni dei discografici quando le grandi firme scappano, il budget evapora e il proscenio resta a un’allucinazione collettiva dove Stefano De Martino si defila, la Clerici non firma e Conti si dà alla macchia verso lidi più sicuri. Immaginate questo vuoto pneumatico riempito da una conduzione che parrebbe partorita da un algoritmo impazzito, con Sal Da Vinci a menare le danze e il vicedirettore del Corriere Aldo Cazzullo a fargli da contrappunto intellettuale: ecco, solo allora avrete la misura della filosofia profonda che anima il San Marino Song Contest.

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Il monte Titano è l’ultimo avamposto del kitsch militante

L’ultimo porto franco del kitsch militante, un avamposto dove la geopolitica si risolve a colpi di cassa dritta tra le nebbie di un Monte Titano che ha smesso di essere un’enclave fiscale per trasformarsi nel terminal del trash d’esportazione per spettatori ipnotizzati. Tutto questo baraccone, oggi diventato orgogliosamente sistemico, trova la sua genesi in quel 2022 in cui Achille Lauro decise di forzare la mano al destino con un’operazione che all’epoca parve a molti un atto di disperazione, il gesto di chi tenta il tutto per tutto pur di non restare al palo. Respinto dalle giurie di casa nostra, il performer romano comprese prima degli altri che la Serenissima Repubblica poteva essere il cavallo di Troia per espugnare l’Eurovision (allora ospitato a Torino): si presentò sul Titano, la spuntò su una concorrenza impalpabile e volò sul palco europeo cavalcando un toro meccanico. Fu un flop storico, un’eliminazione bruciante in semifinale, eppure quel sacrificio sull’altare della bizzarria ha tracciato il solco in cui oggi tutti saltano con entusiasmo.

San Marino Song Contest: l’avamposto kitsch che porta all’Eurovision
San Marino Song Contest: l’avamposto kitsch che porta all’Eurovision
San Marino Song Contest: l’avamposto kitsch che porta all’Eurovision
San Marino Song Contest: l’avamposto kitsch che porta all’Eurovision
San Marino Song Contest: l’avamposto kitsch che porta all’Eurovision
San Marino Song Contest: l’avamposto kitsch che porta all’Eurovision
San Marino Song Contest: l’avamposto kitsch che porta all’Eurovision
San Marino Song Contest: l’avamposto kitsch che porta all’Eurovision
San Marino Song Contest: l’avamposto kitsch che porta all’Eurovision
San Marino Song Contest: l’avamposto kitsch che porta all’Eurovision
San Marino Song Contest: l’avamposto kitsch che porta all’Eurovision
San Marino Song Contest: l’avamposto kitsch che porta all’Eurovision

Un appuntamento per chi già si sente orfano di Sanremo

Perché buttare via la possibilità di accaparrarsi un posto per Vienna (dove avrà luogo la kermesse quest’anno) quando Lauro ha dimostrato che la dignità può essere barattata con un pass internazionale? Se l’anno scorso ha vinto persino Gabry Ponte, legittimando la “scorciatoia” sanreminese, oggi il San Marino Song Contest gode di riflettori insperati proprio perché conserva quella trasgressione che attira chi di Sanremo si sente già orfano.

San Marino Song Contest: l’avamposto kitsch che porta all’Eurovision
Gabry Ponte (Ansa).

Simona Ventura con il suo «crederci sempre» al timone

In questo prevedibile acquario di ambizioni, al quinto, ostinato giro di giostra, il baraccone ha deciso di indossare l’abito buono, o almeno di provarci, affidando il timone a Simona Ventura. La SuperSimo nazionale, colei che ha svezzato generazioni tra naufraghi seminudi a caccia di cocchi e domeniche calcistiche vissute sull’orlo di una crisi di nervi, sbarca sulla Repubblica come una sovrana decaduta ma armata della solita grinta del «crederci sempre».

San Marino Song Contest: l’avamposto kitsch che porta all’Eurovision
Simona Ventura (Ansa).

Del resto l’ex regina di Quelli che il calcio resta l’unica protezione civile possibile per una manifestazione che ogni anno colleziona disastri tecnici come fossero figurine Panini, nonostante l’organizzazione diretta della Rai (oltre che San Marino Rtv, venerdì sera è in diretta su RaiPlay e Rai Radio 2). Gestirà gli spazi morti, le scenette improvvisate e i fonici che sembrano sempre aver appena finito un giro di sangiovese? Probabile.

La Giuria di qualità promette il caos primordiale

Ma la vera domanda è: quanto potrà reggere l’urto di una giuria che pare uscita da un esperimento sociale di fine Anni 90? Perché se la conduzione è, sulla carta, “un passo avanti” rispetto al passato, la giuria di qualità è un tuffo nel Giurassico più rissoso e imprevedibile. Mettete insieme Iva Zanicchi, Morgan e Red Ronnie e avrete servito su un vassoio d’argento il caos primordiale. C’è da scommetterci i 100 euro che non abbiamo: forse il Castoldi spiegherà le strutture armoniche del Settecento a un povero concorrente albanese, l’Aquila di Ligonchio racconterà una barzelletta spinta per smorzare i toni e il custode del Roxy Bar cercherà tracce di complotti alieni nei testi dei gareggianti.

Sul palco da Rosa Chemical a Dolcenera

Accanto a loro un’Arca di Noè del “vorrei ma non Sanremo”, dove i confini tra generi e nazioni sfumano sotto i colpi del bit. I nostri? Eccoli schierati come fanti: Rosa Chemical, reduce da Ballando e trattato con i guanti di velluto dopo essere stato ripudiato dai palchi nobili, Dolcenera accanto all’energia cacofonica dell’Orchestraccia e allo swing di un Paolo Belli (pure lui passato tra i concorrenti della regina Milly), e l’accoppiata che sulla carta sembra un errore del sistema operativo: Senhit e Boy George. È l’estetica del Stasera tutto è possibile (così cara proprio a De Martino, che andrà ad occupare Sanremo) che solo San Marino sa regalare.

Immancabile l’estone Tommy Cash

In attesa dei super ospiti, un quartetto da brividi composto dall’estone Tommy Cash, l’immortale Al Bano, il paroliere col ciuffo Cristiano Malgioglio, e la regina del twerking Elettra Lamborghini (troverà anche sul Titano gli ormai celebri «festini bilaterali»?), ci godiamo lo spettacolo consapevoli che questo è l’unico baluardo dove il kitsch è ancora una cosa seria.

San Marino Song Contest: l’avamposto kitsch che porta all’Eurovision
Cristiano Malgioglio (Ansa).