Nei documenti dell’Fbi sul caso Epstein pubblicati il 5 marzo dal Dipartimento di Giustizia Usa ci sono anche descrizioni di alcuni interrogatori condotti dall’agenzia federale nel 2019, in cui una donna accusava il finanziere e Donald Trump di averla aggredita sessualmente quando aveva tra i 13 e i 15 anni.

National Public Radio aveva accusato la procuratrice federale Bondi di insabbiamento
Seguendo l’ordine di numerazione dei documenti diffusi in precedenza dal Dipartimento di Giustizia, l’organizzazione indipendente National Public Radio aveva evidenziato l’assenza di 53 pagine, accusando la procuratrice federale Pam Bondi di insabbiamento. Successivamente, il Dipartimento di Giustizia ha spiegato di non aver diffuso in precedenza i documenti perché erano stati erroneamente contrassegnati come “duplicati”. Il 5 marzo, poi, è arrivata la pubblicazione di 16 delle 53 pagine: non è dato sapere perché ne manchino ancora 37.

L’abuso, il morso, le telefonate minacciose: la testimonianza
L’accusatrice di Epstein e Trump raccontò di essere stata portata «a New York o nel New Jersey» dal finanziere, morto suicida nello stesso anno degli interrogatori, il quale l’aveva presentata a Trump. Il futuro presidente Usa avrebbe tentato di costringerla a praticargli del sesso orale. A quel punto la ragazza lo avrebbe morso, riuscendo a evitare l’abuso. O, almeno, un abuso ancora peggiore. La donna raccontò inoltre di essere stata raggiunta negli anni successivi da telefonate minacciose che le intimavano di tacere. Trump, da parte sua, ha sempre negato qualsiasi accusa relativa al caso Epstein.
