Crans Montana, la protesta dell’ambasciata italiana: «La Svizzera nega le indagini comuni»

Continua il braccio di ferro tra Roma e Berna sulla strage di Crans Montana. «Perché la Svizzera nega una squadra investigativa comune con l’Italia?», si legge in un tweet comparso sul profilo ufficiale dell’ambasciata italiana in Svizzera, in cui si lamenta la mancanza di collaborazione tra le autorità giudiziarie dei due Paesi. «Dal 2020 al 2025 vi sono state ben 15 squadre investigative comuni tra l’Italia e la Svizzera. Perché proprio quella sulla strage di Crans Montana è stata negata dall’Ufficio federale di giustizia alla procura della Repubblica di Roma?», continua il post. Che arriva quasi 10 giorni dopo l’incontro, avvenuto il 19 febbraio, tra una delegazione italiana guidata dal procuratore di Roma Francesco Lo Voi, l’ufficio federale di giustizia e la titolare dell’inchiesta Beatrice Pilloud. In questa occasione si era arrivati alla conclusione che sarebbero stati scambiati gli atti d’indagine ma non costituita una squadra comune.

L’Italia aveva richiamato l’ambasciatore

Insomma, non si placa l’irritazione delle autorità italiane per come la Svizzera sta svolgendo le indagini sulla strage, che era già stata dimostrata quando il governo Meloni aveva richiamato l’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado all’indomani della scarcerazione di Jacques Moretti, il proprietario del locale. Cornado non ha ancora fatto rientro nella sede di Berna.