Intervistata da Bloomberg, Giorgia Meloni ha spiegato che «il ruolo del governo» nel Monte dei Paschi di Siena «è terminato». La quota residua del 4,9 per cento «chiaramente non dà la possibilità di esercitare un’influenza significativa sulla governance» e pertanto l’esecutivo «non parteciperà alla nomina dei nuovi organi amministrativi e di vigilanza» di Mps. La premier, descrivendo il salvataggio e la ristrutturazione della banca senese come «molto ambiziosi», ha rivendicato l’ottima gestione del dossier, uno dei più complessi ereditati dal suo governo. Mps ora è «un’istituzione solida», ha aggiunto la premier. Il cda del Monte dei Paschi di Siena ha appena approvato il Piano Industriale 2026–2030: utile a 3,7 miliardi, 16 miliardi di dividendi agli azionisti e 700 milioni di sinergie a regime dalla piena integrazione con Mediobanca.
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