Uno scontro frontale destinato a lasciare qualche strascico nel ministero della Cultura. Protagonisti: il ministro Gennaro Sangiuliano e il suo sottosegretario, Vittorio Sgarbi. I toni si sono alzati, e di parecchio, con l’intervista rilasciata da Sangiuliano al Fatto Quotidiano: «Sono indignato da comportamento di Sgarbi», ha detto senza fronzoli. Ma a cosa faceva riferimento? Sgarbi è accusato di aver svolto consulenze d’oro retribuite durante il suo incarico istituzionale. «Lo vedevo andare in giro a fare inaugurazioni, mostre e via dicendo. Ma mai avrei pensato che si facesse pagare per queste cose», ha aggiunto il ministro. Che poi ci è andato giù persino più pesante.
Sangiuliano ha informato l’antitrust sulle attività del suo sottosegretario
Sgarbi risulta indagato a Roma per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Si parla di debiti non pagati per 715 mila euro. Sul caso il ministro ha informato sia la premier Giorgia Meloni sia l’Antitrust, per «verificare una volta per tutte se quell’attività a pagamento è contraria alla legge». Ma è il modo in cui Sangiuliano parla di Sgarbi a fare notizia: «Cerco di tenerlo a debita distanza e di rimediare ai guai che fa in giro, del resto si sa: non l’ho voluto io», ha dichiarato al Fatto. Il ministro ha anche rivelato che l’Agcm, l’organismo che vigili sui conflitti d’interesse degli esponenti del governo, gli aveva fatto pervenire una segnalazione sulle attività e alle società che ruotano attorno a Sgarbi. Segnalazione ricevuta anche da Palazzo Chigi lo scorso venerdì 21 ottobre.

Sgarbi avrebbe incassato almeno 300 mila euro illegalmente
Sangiuliano ha poi descritto in cosa consistono i “guai” di Sgarbi, sostenendo che il sottosegretario alla Cultura vada «in giro a promettere cose irrealizzabili, annuncia acquisti di palazzi e cose da parte del ministero che ha solo 20 milioni in bilancio per acquistare beni», mentre se si facesse «l’elenco delle cose che lui dice che bisogna comprare tocca spendere 1 miliardo». Inoltre, secondo la ricostruzione del Fatto, da febbraio 2023 a oggi il sottosegretario avrebbe incassato 300 mila euro in mostre, presentazioni e premi, insieme al suo capo segreteria e alla sua compagna. L’11 novembre Sgarbi dovrà presiede la giuria di Miss Italia, un ingaggio pagato 10 mila euro. Il suo avvocato ha replicato con ironia: «Meraviglioso è pensare che vi sia incompatibilità tra la funzione di sottosegretario e quella di presidente della giuria di Miss Italia. È inopportuno per ragioni di prostata?». Da vent’anni la legge italiana impone ai titolari di incarichi politici di dedicarsi esclusivamente alla «cura degli interessi pubblici», vietando «attività professionali o di lavoro autonomo in materie connesse con la carica di governo, di qualunque natura, anche se gratuite, a favore di soggetti pubblici o privati».
