L’attuale presidente del Barcellona, Joan Laporta, è stato iscritto sul registro degli indagati in Spagna per il cosiddetto “caso Negreira”, riguardante sospetti di presunti pagamenti illeciti ad arbitri da parte del club calcistico catalano. Come si apprende da una nota ufficiale, a Laporta (presidente del Barça tra il 2003 e il 2010 e di nuovo a partire dal 2021) sono attribuite principalmente accuse di corruzione e corruzione sportiva.

Il club avrebbe pagato sette milioni per avere favori arbitrali
Tra i principali sospettati della trama c’è José María Enríquez Negreira, ex arbitro e poi vicepresidente del Comitato Tecnico Arbitrale spagnolo, a cui il club catalano avrebbe pagato oltre sette milioni per ottenere favori durante le partite. Il Barcellona e i suoi ex presidenti Josep Maria Bartomeu e Sandro Rosell erano già stati accusati di corruzione, così come Negreira e suo figlio.

Laporta, per il giudice non vale la prescrizione del reato
Laporta sarebbe stato coinvolto nell’inchiesta perché il giudice Joaquín Aguirre non ha condiviso i criteri della Procura Anticorruzione, che lo escludevano in quanto il reato era andato in prescrizione. Secondo Aguirre, infatti, vanno presi in considerazione tutti gli eventi accaduti dal 2008 in poi. Avvisi di garanzia sono arrivati infatti anche ad altri dirigenti della prima presidenza di Laporta. In ambito Uefa, se dovessero emergere nuovi elementi potrebbe essere possibile l’esclusione da tutte le competizioni europee per la stagione successiva. Per quanto riguarda invece la Liga, è ormai tutto andato in prescrizione in quanto sono passati più di tre anni dall’ultimo versamento: Impossibile dunque intervenire per cancellare i successi della squadra nel massimo campionato spagnolo.
