Scommesse, Fagioli patteggia: sette mesi di squalifica

Nicolò Fagioli non sarà squalificato per tre anni ma per sette mesi. L’annuncio sul patteggiamento, da parte della Procura federale, dovrebbe arrivare già nelle ore successiva ai vari colloqui intercorsi tra i giudici e il calciatore della Juventus. Quest’ultimo avrebbe così uno sconto di pena importante, grazie all’autodenuncia e alla collaborazione nel caso scommesse che sta sconvolgendo il calcio italiano ed europeo. Decisivo anche l’aver messo a nudo la sua ludopatia. Come sottolinea Gazzetta dello sport, ai colloqui in Procura ha partecipato anche Paolo Jarre, lo psichiatra che segue Fagioli da due mesi.

Scommesse, Fagioli patteggia sette mesi di squalifica
Nicolò Fagioli durante una partita con la maglia della Juventus (Getty Images).

Fagioli salterebbe l’intera stagione

Il patteggiamento e la collaborazione hanno permesso a Fagioli di abbattere metà della pena, sfruttando quanto previsto dal codice Figc. E poi è stato chiesto uno sconto ulteriore, grazie al comma 2 dell’articolo 126 del Codice. Il testo specifica che resta «la possibilità di applicare le ulteriori diminuzioni derivanti dall’applicazione di circostanze attenuanti». Adesso la Procura informerà il procuratore generale dello Sport del Coni, Ugo Taucer, che avrà tempo dieci giorni per formulare eventuali «rilievi». Poi toccherà al presidente della Figc Gabriele Gravina confrontarsi con il Consiglio federale. Bisognerà aspettare 15 giorni e sarà deciso se la sanzione è da considerare congrua. Se così sarà, la proposta di accordo diventerà definitiva e Nicolò Fagioli rientrerà dopo sette mesi. Salterà tutta la stagione 2023/2024 e potrà tornare arruolabile dalla prossima.

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Gravina sulla ludopatia: «Una piaga»

Proprio il presidente della Figc ha parlato in mattinata della vicenda, nel corso di un evento all’ambasciata italiana a Londra in vista di Inghilterra-Italia. Gravina ha dichiarato: «Mi attribuiscono le responsabilità su quelli che successo. Ma non mi sento minimamente coinvolto. Umanamente si. Per me i ragazzi sono dei figli. Questi ragazzi non sono carne da macello. Non si possono lanciare elenchi così. La ludopatia è una piaga sociale. Non del calcio. Non solo del calcio. Un milione e mezzo sono malati di ludopatia. Chi ha sbagliato deve essere punito, ma chi chiederà aiuto, e c’è chi lo ha già fatto, noi lo aiuteremo. Non li abbandoneremo mai questi ragazzi».

Scommesse, Fagioli patteggia sette mesi di squalifica
Il presidente Gravina (Getty Images).

Scommesse, la presunta fonte di Corona: «Su Zalewski ho inventato tutto»

La presunta fonte di Fabrizio Corona ha rivelato al Cerbero Podcast di essersi inventato il nome del terzino della Roma Nicola Zalewski, inserito tra quelli dei calciatori al centro del caso legato alle scommesse nel calcio. L’uomo ha dichiarato: «Non conosco Zalewski e non ho le prove che scommetta. Corona mi aveva offerto un compenso di 20 mila euro». Un’offerta accetta a fronte di una «una situazione economica finanziaria difficile». Tutto sarebbe nato da un commento sulla pagina Dillinger News. La presunta fonte ha dichiarato «di possedere delle informazioni. In realtà non avevo niente. Poco dopo vengo contattato dalla redazione».

La chiamata di Corona: «Mi ha proposto tre nomi»

Il racconto dell’uomo poi è ancora più dettagliato. Corona lo avrebbe chiamato dopo qualche ora: «Ha cominciato a parlare di alcune situazioni di cui era a conoscenza e mi dice tre nomi della Roma. Tra questi c’era Zalewski. Mi disse che se avessi confermato questo nome mi avrebbe dato una ricompensa di 20 mila euro. Così mi propone un’intervista a volto coperto dove sarei stato irriconoscibile». E ancora: «Mi propone una cena. Ma prima avrei dovuto dare delle informazioni telefoniche». Ed è qui che è arrivata la conferma.

Scommesse, la presunta fonte di Corona «Su Zalewski ho inventato tutto»
Fabrizio Corona è al centro, con le sue rivelazioni, dell’intera inchiesta (Getty Images).

«Ha registrato la chiamata senza il mio consenso»

Ma la presunta fonte ha proseguito nel racconto: «Senza il mio consenso registra la chiamata e diffonde l’audio». Poi non c’è stato alcun altro contatto tra i due. L’uomo si è anche pentito e ha spiegato di aver «scritto un messaggio su Instagram a Zalewski per chiedergli scusa. Sono sicuro della sua innocenza». La versione è stata smentita dallo stesso Fabrizio Corona. L’ex re dei paparazzi ha spiegato sui social che porterà «le prove in televisione».

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Tennis, Peter Lundgren costretto all’amputazione del piede per un’infezione

L’allenatore che portò al primo trionfo Slam Roger Federer, ha subito l’amputazione del piede sinistro in seguito a un’infezione. A dare la notizia sui social è stato lo stesso Peter Lundgren, 58 anni, che nel mese di settembre, come riportano i media svizzeri, si era fratturato la caviglia. Da quel momento in poi, complice il diabete di tipo 2 di cui soffre, sono iniziate le difficoltà che hanno portato prima all’infezione e, successivamente, all’amputazione.

Presto la riabilitazione

Lundgren, ex tennista professionista arrivato fino al n. 25 della classifica mondiale, è in condizioni stabili e inizierà presto la riabilitazione. Solo nel mese di marzo, l’allenatore si stava dedicando come coach al 21enne Dominic Stricker. L’allenatore, oltre a Federer, nella sua carriera ha seguito campioni come Marat Safin, Stan Wawrinka, Grigor Dimitrov, Marcos Baghdatis.

Le sofferenze della Sampdoria tra crisi di campo e incognite societarie

Un anno vissuto pericolosamente è stato messo alle spalle. Rimane un futuro da decifrare. E nel mezzo c’è un presente reso possibile dal complicato procedimento condotto per impedire che la società fallisse e fosse costretta a ripartire dai dilettanti, come toccato a altre realtà del calcio italiano. Continua a essere travagliata la vicenda della Sampdoria, che in Serie B viaggia al penultimo posto in classifica. A trascinarla lì sono state le nuove magie del Maestro Andrea Pirlo, capace di accumulare quattro sconfitte nelle quattro gare casalinghe. Ma la verità è che per la società blucerchiata è stato già un grande traguardo esserci, in questo campionato di Serie B. Sul tema crescono le perplessità, espresse dal moltiplicarsi delle analisi che circolano via web e chat o già esplicitate in articoli di stampa. La situazione economico-finanziaria rimane drammatica, in attesa di un nuovo compratore che ancora non si è manifestato. Per il momento governa il duo Andrea Radrizzani-Matteo Manfredi, che è dichiaratamente di passaggio. In questa situazione anche due così possono sembrare i salvatori della patria. Che però si è salvata soprattutto grazie allo scattare di altri meccanismi utilizzati per evitare il fallimento della società, ma alquanto generosi. C’è inoltre la questione della probabile sopravvalutazione di un credito iscritto a bilancio. Ma vediamo quali sono i punti maggiormente contestati.

Le sofferenze della Sampdoria tra crisi di campo e incognite societarie
Andrea Radrizzani (Imagoeconomica).

L’anno prossimo in Serie A, altrimenti sono guai…

Il piano di ristrutturazione del debito presentato da UC Sampdoria SPA al tribunale di Genova prevede, fra le condizioni di scenario, la promozione in Serie A della squadra blucerchiata al termine dell’attuale stagione e la permanenza nella massima categoria al termine della stagione 2024-25. Una condizione quantomeno aleatoria, ma evidentemente presa sul serio. Invero, da un estratto dell’accordo che Lettera43 ha avuto modo di leggere, emerge che è stato valutato anche uno scenario alternativo, in cui si prevede la permanenza in B anche per le stagioni 2024-25 e 2025-26. Con annessa previsione di perdita d’esercizio abbastanza rilevante, specie se si tiene conto che andrebbe a impattare su una situazione già complessa. Ma questa seconda ipotesi viene data come secondaria nonché poco spendibile per il piano di risanamento. Dunque si scommette tutto sull’immediato ritorno in Serie A.

Le sofferenze della Sampdoria tra crisi di campo e incognite societarie
L’allenatore della Samp Andrea Pirlo (Imagoeconomica).

Tutti gli sconti sui debiti: dalle Entrate ai tassi agevolati

C’è stata una certa generosità da parte dei creditori nei confronti della società blucerchiata. A partire dai creditori pubblici. L’Agenzia delle entrate, creditrice di 49,1 milioni di euro, ha accettato di incassarne soltanto 17,7 milioni, così rinunciando a 31,4 milioni. Un capitolo a parte è quello relativo all’esposizione col sistema finanziario, che ammontava a circa 71 milioni e è stata in buona parte coperta dall’escussione della garanzia Sace, messa a disposizione dallo Stato durante la crisi generata dal Covid. Si tratta di circa 48 milioni che la società blucerchiata deve allo Stato. Per farlo sono state contrattate condizioni di restituzione di tutto comodo. La Sampdoria potrà ridare l’intero debito in unica soluzione il 31 dicembre 2043, cioè fra vent’anni. Il tasso d’interesse applicato sarà del 2,5 per cento, nettamente inferiore a quelli di mercato. Gli interessi decorreranno soltanto dal 2026. Alla Sampdoria è stata data anche la possibilità di pagare soltanto lo 0,25 per cento annuo e capitalizzare il restante 2,25 per cento. Inoltre, in caso di cessione prima del 2043 (ciò che da tutti è auspicato), l’investitore sarebbe tenuto a pagare soltanto il 50 per cento di quanto dovuto a Sace, mentre il restante 50 per cento dovrebbe essere versato soltanto se per la cessione della società giungerà una quantità rilevante di denaro.

Le sofferenze della Sampdoria tra crisi di campo e incognite societarie
Una protesta dei tifosi blucerchiati per le vicissitudini giudiziarie (Getty).

Il possibile buco di bilancio: occhio a quel credito legato a Ferrero

Nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2022 viene calcolato fra gli attivi un credito da concordato fiscale con Sport Spettacolo Holding (Ssh), il veicolo attraverso cui l’ex presidente e proprietario Massimo Ferrero controllava la società blucerchiata. Si tratta di una posta da 28 milioni di euro che, viene fatto notare, rischia di essere virtuale per due motivi. Il primo: dopo il passaggio di proprietà la US Sampdoria non ha più rapporti con Ssh, dunque decade anche lo schema di concordato fiscale con l’effetto che quei crediti si trasformano in debiti per la società blucerchiata. Il secondo: quand’anche la Sampdoria fosse stata ancora in regime di concordato fiscale con Ssh, sarebbe stata ipotesi molto audace immaginare che dalla galassia societaria di Ferrero giungessero quelle risorse. Dunque il bilancio della società doriana conterrebbe un buco potenziale da 28 milioni di euro, che se tenuto in considerazione avrebbe completamente ridisegnato l’equilibrio dei conti societari. Con conseguenze determinanti per il complesso piano di salvataggio.

Le sofferenze della Sampdoria tra crisi di campo e incognite societarie
L’ex presidente della Samp Massimo Ferrero (Imagoeconomica).

Un favore pure sul “paracadute”? Il Coni ha detto no

Intanto la società blucerchiata ha cercato in questi giorni l’ennesimo sconto, ma stavolta la missione era impossibile. La coppia di proprietari Radrizzani-Manfredi aveva provato a ottenere dalla Lega di B uno sconto sulla percentuale del cosiddetto “paracadute” (la cifra di indennizzo che viene versata alle retrocesse dalla Serie A per ammortizzare le perdite da declassamento) da corrispondere alle altre società di Serie B. Si tratta del 10 per cento su 25 milioni di euro. Il Collegio di garanzia del Coni ha bocciato la richiesta: quei 2,5 milioni di euro dovranno essere versati. Non tutti gli sconti riescono col buco.

Under 21, pugno e setto nasale rotto a Matteo Ruggeri: cacciato Marco Nasti

C’è una lite con epilogo violento alla base della decisione del tecnico della nazionale di calcio Under 21, Carmine Nunziata, di mandare a casa Marco Nasti. L’attaccante del Bari, riporta l’Ansa, ha colpito con un pugno il compagno di nazionale Matteo Ruggeri, dell’Atalanta, provocandogli la sospetta frattura del setto nasale.

Le scuse e l’espulsione

Dopo l’accaduto, Ruggeri è tornato a Bergamo per le cure, mentre Nasti ha presentato le sue scuse, pubblicandole anche sui social: «Ho grande rispetto per i valori dello sport e della maglia azzurra. Mi dispiace molto per quanto accaduto nel ritiro della Nazionale, questa deve essere e sarà per me un’occasione di crescita». Le sue parole non sono tuttavia bastate a evitare il provvedimento di esclusione dal gruppo degli azzurrini.

Scommesse, il quarto nome di Corona è Zalewski della Roma

Nicola Zalewski potrebbe essere il quarto calciatore coinvolto nel caso scommesse. Dopo Fagioli, Tonali e Zaniolo, l’inchiesta potrebbe allargarsi ancora dopo che Fabrizio Corona ha diffuso, sul suo sito Dillinger News, il nome promesso a inizio giornata. L’esterno mancino milita nella Roma guidata da Josè Mourinho. Dopo aver concluso positivamente la passata stagione ed essere entrato nel giro della nazionale polacca, il classe 2002 ha iniziato al di sotto delle aspettative il campionato in corso. Tanto da aver mancato la convocazione con la Polonia nella sosta d’ottobre ed essere stato relegato in Under 21.

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Scommesse, il quarto nome di Corona è Zalewski della Roma
Nicola Zalewski (Getty Images).

I legali di Zalewski pronti alla querela

Non ci sono ancora conferme ufficiali sul suo coinvolgimento. Secondo quanto rivela Repubblica, la Roma sarebbe pronta a pubblicare un comunicato stampa in difesa del calciatore. E lo stesso Zalewski sta pensando a come difendersi dalla notizia: i suoi legali sarebbero pronti a sporgere querela contro Fabrizio Corona.

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Scommesse, Gravina: «Abbiamo risposto con serietà e coerenza»

Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ha commentato la vicenda che ha scosso il calcio italiano, con Nicolò Fagioli, Nicolò Zaniolo e Sandro Tonali al centro del caso calcioscommesse. Il numero uno del calcio italiano al Festival dello sport di Trento ha dichiarato: «È evidente che la vicenda non è stata preventivata, non era assolutamente preventivabile. Io credo che questa situazione abbiamo risposto con grande serietà e coerenza, grande rispetto per le situazioni e per i ragazzi e in particolar modo per la maglia azzurra. Stiamo parlando di una delle piaghe sociali che interessa diversi giovani e concittadini ed è molto diffusa a livello internazionale. La ludopatia non è un problema del calcio ma corrode dall’interno senza guardare in faccia a nessuno».

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Spalletti: «Molta amarezza»

Dal ritiro della Nazionale, è intervenuto anche il ct Luciano Spalletti: «È stata una notte difficile, c’era molta amarezza per quello che è successo, tutta la squadra era vicina a loro e lo faremo anche quando caleranno i riflettori. È giusto cercare di aiutarli a difendersi, poi c’è la giustizia farà il suo corso. Ma se sono state fatte delle cose irregolari è giusto pagare. Dobbiamo parlare del rischio di cadere in queste tentazioni, spiegare a questi giovani che ci sono queste insidie».

Parlando di calcio giocato, a poche ore dalla gara contro Malta, Spalletti ha poi dichiarato: «Zaniolo è un giocatore straordinario e pulito da alcuni vizietti di campo e ora parlo di campo». I due calciatori, Tonali e Zaniolo, sono stati interrogati a Coverciano dalla polizia giudiziaria, prima di lasciare il ritiro.

Scommesse, Gravina «Abbiamo risposto con serietà e coerenza»
Luciano Spalletti durante un allenamento con la Nazionale (Getty Images).

Donnarumma: «Dispiaciuti e vicini a Sandro e Nico»

Anche il capitano della Nazionale, Gigi Donnarumma, ha parlato dei compagni: «Ci dispiace tantissimo perché sono due ragazzi forti, noi tutti siamo vicini e lo saremo sempre a Sandro e a Nico. Io non ho avuto modo di parlare direttamente con loro prima della loro partenza, ma sono molto dispiaciuto e, ripeto, vicino a entrambi». Il portiere del Psg guarda poi all’impegno contro Malta: «Quanto è successo non ci tocca, siamo professionisti e dobbiamo dare tutto in campo. Abbiamo lavorato benissimo in settimana, il ct si ha stimolato e noi siamo pronti, per domani con Malta e per l’Inghilterra, a dare il massimo. Da parte mia provo una grande emozione a tornare a Bari, dove ho debuttato in nazionale. Non vedo l’ora di giocarci. Ci sarà un grande pubblico a sostenerci».

Il ministro Abodi sul calcioscommesse: «Lavoriamo per elaborare una carta dei doveri»

«Lavorerò per l’elaborazione di una carta dei doveri, i contratti e i codici etici non bastano». Lo ha assicurato il ministro dello Sport Andrea Abodi, a margine dell’evento Tennis&Friends al Foro Italico, per commentare il caso calcioscommesse che sta colpendo la Serie A.

Abodi vuole un’ulteriore stretta su chi sbaglia

Il ministro dello Sport si è detto pronto a confrontarsi con gli «altri colleghi e il mondo dello sport, per l’elaborazione di una carta dei doveri, nella quale doping, scommesse illecite e visioni di trasmissioni su piattaforme pirata siano esplicitate in un atto che ogni tesserato, soprattutto di sport professionistici, dovrà sottoscrivere, perché evidentemente quello che recitano i contratti e i codici etici non bastano». Poi ha aggiunto:  «Ci vuole un’ulteriore presa di coscienza e assunzione di responsabilità, individuale e di sistema».

Sandro Tonali e Nicolò Zaniolo
Sandro Tonali e Nicolò Zaniolo in Nazionale (Getty images).

Giusto mandare via dal ritiro della Nazionale Tonali e Zaniolo

Già nella giornata del 12 ottobre, Abodi era intervenuto sul caso calcioscommesse dichiarando di aver ritenuto giusto l’allontanamento dal ritiro di Coverciano dei calciatori coinvolti nell’indagine. Si tratta di Tonali e Zaniolo, che per il ministro sarebbero stati in questo modo tutelati. «Su Fagioli era già emerso qualcosa» ha detto Abodi, «sugli altri abbiamo appreso in questa giornata, fermo il fatto che ci dobbiamo adeguare alle attività investigative che verranno svolte. Da queste situazioni bisogna saper cogliere l’opportunità, quel che emerge si affronta con tempestività e la giusta cautela. Questo fenomeno della ludopatia non lo abbiamo saputo interpretare in profondità. Non c’è solo il rispetto per il lavoro che è stato fatto, ma anche la necessità di comprendere la dimensione del fenomeno». E ancora: «Non bisogna voltarsi dall’altra parte. Sapremo affrontarlo insieme anche con qualche scelta dolorosa».

Corona insiste sul calcioscommesse: «Il quarto nome coinvolto gioca nella Roma»

Continuano a girare le indiscrezioni sulla vicenda calcioscommesse. Fabrizio Corona, l’ex re dei paparazzi, è pronto a rendere pubblici i nomi di altri giocatori che avrebbero scommesso illegalmente sul campionato di calcio e, dopo Fagioli, Zaniolo e Tonali, l’attenzione potrebbe finire su un altro protagonista della Serie A. Sui suoi social Corona ha detto solo che il quarto calciatore «gioca nella Roma». Non ci sono al momento altre indicazioni, con la rivelazione che dovrebbe arrivare alle ore 14. Da Trigoria (ovviamente) tutto tace. Lo scandalo che sta travolgendo il calcio italiano è solo all’inizio?

Dopo Fagioli, Tonali e Zaniolo come si può sviluppare il caso calcioscommesse

Il caso del calcioscommesse sembra essere destinato ad allargarsi. Oltre a Nicolò Fagioli, Sandro Tonali e Nicolò Zaniolo, infatti, potrebbero essere coinvolti altri 10 calciatori che avrebbero utilizzato le piattaforme online per scommettere illegalmente. L’obiettivo degli investigatori, che hanno interrogato Tonali e Zaniolo a Coverciano, è quello di capire l’entità delle scommesse e se i calciatori si siano indebitati per giocare. Sarà fondamentale comprendere anche se i soggetti coinvolti abbiano scommesso su partite di calcio che li vedevano protagonisti in prima persona e, soprattutto, chi abbia fatto da tramite per la piattaforma priva di licenze. Secondo alcune ricostruzioni, dietro il circolo di scommesse per clienti danarosi potrebbe esserci la criminalità organizzata e il fatto che a coordinare le indagini sia la pm Manuela Pedrotta, solitamente impegnata nella lotta alla mafia, è un ulteriore indizio.

Il sequestro dei telefoni dei calciatori

Così come emerge da più fonti, le indagini avrebbero dovuto essere rese pubbliche dopo la partita Italia-Malta in programma nella giornata di sabato 14 ottobre 2023, ma la fuga di notizie avrebbe accelerato l’intero processo. Il primo a essere indagato è stato lo juventino Nicolò Fagioli e, dall’analisi delle sue chat, sarebbe emerso anche il coinvolgimento di Nicolò Zaniolo, ex Roma oggi all’Aston Villa, e di Sandro Tonali, del Newcastle e con un passato al Milan. Dalle conversazioni avute con Fagioli emergerebbe la prova, inequivocabile secondo la Repubblica, che i due abbiano scommesso. Entrando più nello specifico, Zaniolo avrebbe scommesso avvalendosi delle piattaforme Evoz9.fx e Gaming.net, mentre Tonali di worldgame365.me. Si tratta, in tutti i casi, di sistemi illegali privi di licenze. Come detto,  gli inquirenti nella giornata del 12 ottobre sono arrivati nella sede del ritiro della Nazionale italiana di calcio e hanno interrogato Tonali e Zaniolo, consegnato ai due gli avvisi di garanzia e sequestrato i telefoni che utilizzavano per collegarsi alle piattaforme. Dalla ricostruzione dei fatti, inoltre, sarebbe emerso che la Figc avrebbe conoscenza dei fatti da agosto e sarebbe stata informata direttamente dall’avvocato di Fagioli.

Coinvolti altri 10 calciatori: ci sarebbe almeno un altro juventino

L’indagine potrebbe presto allargarsi. Ne è convinta la Repubblica che parla di almeno altri 10 giocatori coinvolti. Tra questi ci sarebbe un altro giocatore della Juventus descritto, però, come «non di primo piano», mentre, secondo l’Ansa, tra i nomi ancora non noti ci sarebbe uno dei nuovi giocatori dei bianconeri. Fondamentali nel capire la rete di calciatori scommettitori sarebbero le chat avute dagli stessi con dei loro colleghi coinvolti. Queste, tuttavia, non sono al momento pubbliche.

Fabrizio Corona saprebbe i nomi di tutti i calciatori coinvolti

Un ruolo, quantomeno mediatico, in tutto il sistema del calcioscommesse lo sta esercitando Fabrizio Corona che, nella giornata del 12 ottobre, ha annunciato sul suo canale Telegram e sul suo sito DillingerNews di essere in possesso dei nomi di altri calciatori coinvolti e di essere pronto a rivelarli. L’ex re dei paparazzi sarebbe ben informato sui fatti, almeno stando a quanto sostenuto da La Stampa, e avrebbe un dossier molto dettagliato sulla vicenda. Corona sostiene che la sua fonte gli avrebbe riferito che Zaniolo avrebbe scommesso mentre era in panchina con la Roma per una partita di Coppa Italia e che la Juventus sarebbe stata a conoscenza della situazione di Fagioli già ad agosto, ma avrebbe omesso di denunciare l’accaduto all’autorità giudiziaria. Quest’ultima informazione Corona l’ha rivelata nel corso di un suo intervento telefonico a Sportitalia dove ha anche comunicato di aver ricevuto, sempre nella giornata del 12 ottobre 2023, un visita dalla squadra mobile di Milano interessata a sentire la sua versione e per, come dice lui, «non fare la figura» di chi non riesce a tenere segreta un’indagine delicata.

Cosa rischiano la Juventus e i calciatori coinvolti

Benché ancora all’inizio, l’inchiesta sul calcioscommesse potrebbe portare a importanti conseguenze per i club e i giocatori coinvolti. Per Fabrizio Corona la Juventus, per aver omesso di rendere nota la notizia di Fagioli, meriterebbe la retrocessione. Al di là delle vedute dell’ex re dei paparazzi, cerchiamo di comprendere cosa dice la legge. L’articolo 720 del Codice penale prevede che chi partecipa al gioco d’azzardo possa essere punito con un massimo di 6 mesi di carcere e un’ammenda di 516 euro. Queste pene, tuttavia, possono essere aumentate in presenza di cifre rilevanti e sembra essere proprio questo il caso. Sembrerebbe, per esempio, che il solo Fagioli possa aver scommesso centinaia di migliaia di euro. I rischi più grandi per i soggetti e le società coinvolte, tuttavia, derivano dall’articolo 24 del Codice di giustizia sportiva, secondo il quale i tesserati non possono scommettere sugli incontri di Figc, Uefa e Fifa. Al venir meno di questa legge, i calciatori possono essere soggetti a tre anni di squalifica, riducibili solo nel caso in cui vi sia un collaborazione con la giustizia. Per quanto riguarda le società, invece, non c’è nessun rischio, a meno che non vi sia un caso di illecito sportivo.

Forze dell’ordine a Coverciano, a colloquio con Zaniolo e Tonali

Poche ore dopo le dichiarazioni in questura di Fabrizio Corona, la polizia giudiziaria incaricata dalla procura di Torino, è arrivata a Coverciano, sede del ritiro della Nazionale, attorno alle 18 di giovedì 12 ottobre, per ascoltare i due centrocampisti di Galatasaray e Newcastle Sandro Tonali e Nicolò Zaniolo. Gli ex giocatori di Milan e Roma, sono coinvolti anche loro nell’inchiesta della procura di Torino sul calcio scommesse, la stessa che riguarda Nicolò Fagioli, centrocampista della Juventus.

La dichiarazione della Figc

«La Federazione» – si legge nella nota della Figc – «comunica che, nel tardo pomeriggio di oggi, la procura della Repubblica di Torino ha notificato atti di indagine ai calciatori Sandro Tonali e Nicolò Zaniolo, attualmente in raduno con la Nazionale presso il Centro tecnico federale di Coverciano. A prescindere dalla natura degli atti, ritenendo che in tale situazione i due calciatori non siano nella necessaria condizione per affrontare gli impegni in programma nei prossimi giorni, la Federazione ha deciso di consentire il loro rientro presso i propri club, anche a tutela degli stessi».

 

L’Inghilterra vieta le bandiere israeliane a Wembley: le reazioni

Nessuna bandiera israeliana allo stadio di Wembley, in Inghilterra, anche se, prima dell’amichevole con l’Australia, prevista per venerdì 13 ottobre, sarà osservato un minuto di silenzio, e i giocatori indosseranno fasce nere al braccio per ricordare le vittime degli attacchi terroristici in Israele. Ai tifosi che assisteranno alla partita sarà vietato inoltre di introdurre nello stadio bandiere diverse da quelle delle due squadre che giocano, per evitare manifestazioni filo-palestinesi o filo-israeliane.

«Una risposta senza spina dorsale»

La Federcalcio inglese ha anche respinto la proposta del consigliere del governo sull’antisemitismo, Lord John Mann, di illuminare l’iconica struttura di Wembley nella serata di giovedì 12 ottobre invece che durante la partita. La FA e la Football Australia avevano pensato di spegnere le luci dell’arco di Wembley in segno di rispetto. Immediata la condanna arrivata dal Chelsea Jewish Supporters Group, che ha postato su X: «Questa risposta senza spina dorsale è il motivo per cui abbiamo bisogno che le persone si esprimano contro il terrorismo».

«E la solidarietà ai russi?»

La decisione non è stata presa con favore neanche dal Jewish Leadership Council: «La FA ha mostrato solidarietà ai russi che sono stati colpiti dalla risposta ucraina alla sua invasione?» L’arco di Wembley infatti era stato illuminato con i colori della bandiera ucraina a distanza di 24 ore dopo l’invasione da parte della Russia. Intanto, la bandiera israeliana è stata proiettata a Downing Street e su altri monumenti di Londra.

Milan, Scaroni: «Il nuovo stadio sarà il più bello del mondo, nel 2028 la prima partita»

Il presidente del Milan Paolo Scaroni fa sognare i tifosi rossoneri. Durante un’intervista a Sky Sport, il numero uno del club ha parlato della struttura che nel prossimo futuro dovrebbero sorgere a San Donato. Scaroni ha dichiarato: «Vogliamo costruire lo stadio più bello del mondo. Nei nostri piani la prima partita sarà all’inizio della stagione 2028-2029. Quindi direi luglio-agosto 2028». E analizzando il progetto ha spiegato: «Sarà un luogo che vivrà tutto l’anno. Ci saranno partite e concerti. Sarà un’area viva. Faremo un’attività commerciale, ci saranno ristoranti e attività di entertainment».

Scaroni: «Sarà da 70 mila spettatori ed ecofriendly»

Il presidente del Milan ha proseguito: «Sarà un impianto da 70 mila spettatori ed ecofriendly. Vogliamo portare valore a un’area isolata e persa. Intorno a Milano ci sono tanti comuni che sono vicini al centro della città. Questa è una soluzione da grandi club. Ci piaceva anche San Siro, meno costosa perché avremmo diviso tutto, ma non ci avrebbe dato quel senso di identità che ci darà il nuovo stadio. Così abbiamo deciso di fare lo stadio da soli a San Donato. Sarà un investimento miliardario, ci sarà una parte di capitali propri, circa un terzo del valore della costruzione, e due terzi di denaro preso a prestito».

Milan, Scaroni «Il nuovo stadio sarà il più bello del mondo, nel 2028 la prima partita»
Tifosi del Milan (Getty Images).

Su San Siro: «La questione si è trascinata»

Poi Scaroni ha parlato anche dello storico stadio San Siro: «Sto lavorando da anni su questo tema. Fin dal primo giorno, parlando con il sindaco Sala, ho cercato di convincerlo nello scegliere San Siro. La questione si è trascinata per anni, poi è arrivato il colpo di grazia con l’indicazione della Sovrintendenza sul secondo anello di San Siro. Questo non ha chiuso la questione definitivamente, ma ha bloccato i sogni di Milan e Inter. E così abbiamo iniziato a valutare la possibilità di costruire un nuovo stadio da soli. Se nel 2018 fossimo riusciti a convincere l’amministrazione a costruire il nuovo San Siro, ora lo stadio sarebbe probabilmente già in costruzione. Abbiamo perso tempo, ma a volte gli ostacoli si trasformano in opportunità. E per me San Donato lo è. Deve diventare iconico come San Siro».

Il Cio ha sospeso il Comitato olimpico nazionale russo

Il Cio ha sospeso il Comitato olimpico nazionale russo «con effetto immediato», per aver posto sotto la sua autorità diverse organizzazioni delle regioni ucraine occupate, ovvero Donetsk, Kherson, Luhansk e Zaporizhzhia. Il Comitato olimpico russo, afferma il Cio, non ha più il diritto di operare come Comitato olimpico nazionale e non può perciò ricevere alcun finanziamento dal movimento a cinque cerchi.

Il Cio deve ancora decidere sulla partecipazione dei russi a Parigi

La «decisione unilaterale della Russia», ha detto a Mumbai il portavoce del Cio Mark Adams, costituisce una violazione della Carta Olimpica perché intacca l’integrità territoriale del Comitato olimpico nazionale dell’Ucraina. Il Cio si riserva il diritto di decidere sulla partecipazione di singoli atleti neutrali con passaporto russo ai Giochi Olimpici di Parigi 2024 e ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 al momento opportuno. Tra le altre conseguenze della sospensione c’è l’esclusione dalla distribuzione dei fondi destinati periodicamente ai comitati olimpici nazionali.

Il Cio ha sospeso il Comitato olimpico nazionale della Russia: Mosca ha violato il regolamento a cinque cerchi.
Thomas Bach, presidente del Cio (Ansa).

L’Ucraina ha minacciato di boicottare i Giochi olimpici del 2024

Dall’inizio dell’invasione, il Cio ha vietato agli atleti russi e bielorussi di gareggiare anche sotto una bandiera neutrale. A marzo del 2023 è arrivata una apertura per una partecipazione degli atleti come neutrali. Ma la decisione non è stata presa. Intanto, l’Ucraina ha minacciato di boicottare i Giochi di Parigi se non verrà rispettato il divieto totale per gli atleti russi e bielorussi. A fine settembre, con una votazione in Bahrain, il Comitato Paralimpico Internazionale ha stabilito che, dopo l’esclusione ai Giochi invernali di Pechino 2022, gli atleti russi potranno partecipare alle Paralimpiadi di Parigi 2024: con ogni probabilità gareggeranno senza bandiera in qualità di atleti neutrali.

La Juventus pensa a un Bernardeschi-bis dopo i casi Pogba e Fagioli

Non c’è pace in casa Juventus: dopo il caso di doping di Paul Pogba e le nuove vicende giudiziarie riguardanti sul presunto vizio scommesse di Nicolò Fagioli, si apre l’emergenza a centrocampo. L’inevitabile squalifica del francese e le possibili sanzioni sul giovane centrocampista italiano hanno portato la società torinese a riflettere se intervenire sul mercato. Alla Continassa si fa il nome di Federico Bernardeschi, classe 1994 attualmente in forze al Toronto, ceduto proprio dalla Juve nell’estate del 2022 e non certo rimpianto dai tifosi. Il giocatore però ha la stima del tecnico Massimiliano Allegri e gradirebbe un rientro in Italia, anche in ottica Nazionale. L’operazione, se si concretizzerà, prenderà forma nel mercato di riparazione di gennaio.

Corona svela: «Anche Tonali e Zaniolo scommettono»

Fabrizio Corona ha svelato sul profilo Instagram del sito Dillinger News i due calciatori presunti scommettitori di cui aveva parlato dopo il caso di Nicolò Fagioli. Si tratta, secondo quanto dichiara il re dei paparazzi, di «Tonali e Zaniolo». «Anche loro scommettono», ha scritto in un post poi cancellato. Negli stessi minuti Corona ha diffuso degli audio tramite stories parlando dell’arrivo della polizia in casa sua e annunciando che per questo motivo «le prime prove sui calciatori coinvolti slittano alle 18».

Corona svela: «Anche Tonali e Zaniolo scommettono»
Nicolò Zaniolo e Sandro Tonali a contrasto durante un match con le rispettive ex squadre, Roma e Milan (Getty Images).

Corona: «Presto tutte le prove e i documenti»

Nelle story sul proprio profilo ufficiale, Corona ha raccontato: «Sto andando in questura volontariamente a essere sentito come persona informata sui fatti. Per queste problematiche le prime prove slittano alle 18». Nel post cancellato, inoltre, ha aggiunto: «Nel corso della prossima settimana tutte le prove e i documenti con audio e nomi». Il paparazzo aveva anticipato l’inchiesta su Fagioli, che si è poi autodenunciato. Diverso il caso di Tonali e Zaniolo: non c’è alcuna conferma del loro coinvolgimento nel mondo delle scommesse.

Inter, la Curva Nord contro Lukaku: «Non ci interessa cos’hai da dire, ti aspettiamo a Milano»

Lo sfogo di Romelu Lukaku dal ritiro del Belgio non è piaciuto ai tifosi dell’Inter. L’attaccante della Roma, impegnato con la propria nazionale, ha volto lo sguardo agli ultimi mesi, dopo un’estate turbolenta in chiave mercato. E ha dichiarato: «Se dicessi davvero come è andata l’estate scorsa, tutti rimarrebbero scioccati. Sono state scritte tante cazzate sul mio conto». Poi, però, ha anche parlato delle chance da gol mancate in finale di Champions: «I primi giorni mi sentivo un po’ a disagio, ma la mia mente era spenta per quello che era successo nei giorni precedenti. Ne parlerò più avanti». Giustificazioni che non sono piaciute alla Curva Nord.

Inter, la Curva Nord contro Lukaku «Non ci interessa cos'hai da dire, ti aspettiamo a Milano»
Lukaku sorride durante un allenamento con il Belgio (Getty Images).

Un capo ultras attacca Lukaku: «Milano ti aspetta»

Uno dei capi ultras della Curva Nord nerazzurra, infatti, ha risposto al gigante belga con un messaggio pubblicato su Instagram. Ha scritto: «Romelu Lukaku … non ci interessa quello che hai da dire, non ci interessano le tue giustificazioni, non vogliamo minimamente sentire la tua voce! Se hai le palle (dubito) vieni al Meazza. Milano ti aspetta». Il 29 ottobre allo stadio San Siro l’Inter ospiterà la Roma e sarà il primo incrocio tra Lukaku e i suoi ex tifosi. L’accoglienza rischia di essere non delle migliori, anche alla luce delle ultime dichiarazioni dell’attaccante.

Inter, la Curva Nord contro Lukaku «Non ci interessa cos'hai da dire, ti aspettiamo a Milano»
Romelu Lukaku nel riscaldamento del match della Roma contro il Cagliari (Getty Images).

50 mila fischietti per l’arrivo di Lukaku

In attesa della gara, i tifosi hanno distribuito centinaia di volantini durante le ultime uscite dell’Inter. Il messaggio è chiaro: «29 ottobre data da segnare in rosso per far sentire tutto il disgusto che proviamo verso chi ci ha voltato le spalle nel modo più indegno. Un personaggio che si è dimostrato un piccolo uomo, perché prima di essere un campione bisogna essere uomini e saper rispettare la parola data; ti abbiamo difeso a spada tratta e ci hai ripagato voltandoci le spalle. Prima dell’incontro con la Roma la Nord distribuirà 50 mila fischietti da utilizzare a perdifiato ad ogni tocco di palla di chi ha tradito la nostra maglia. Facciamo vedere a tutti come merita di essere trattato chi si è mostrato indegno di indossare i nostri colori».

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Osimhen: «Arrivato al Napoli dicevano che non avrei fatto 4 gol»

«Quando sono arrivato al Napoli c’erano persone che dicevano che non avrei segnato neanche 4 gol perché la Serie A è molto fisica. Ed è così ma quando mi dici che non posso fare una cosa, anche se non so farla, voglio imparare e sfidare quelle persone. Chi diceva certe cose adesso si sta nascondendo». Lo ha detto Victor Osimhen in un’intervista in Nigeria al canale Kortyeo, prima dell’amichevole della sua nazionale contro l’Arabia Saudita.

Osimhen: «Maradona? Il più grande di tutti»

Osimhen ha parlato del suo legame sentimentale alla città quando gli è stato chiesto di Maradona: «Diego per me è il più grande di tutti i tempi, nessun altro potrà mai fare qualcosa a Napoli di comparabile a lui». L’attaccante ha ricordato anche l’infortunio alla faccia del novembre 2021: «È stato nel match contro l’Inter. Il pallone stava arrivando e volevo prenderlo, il difensore (Milan Skriniar dell’Inter, ndr) ha colpito con la testa la mia faccia e hanno dovuto operarmi. È stato quasi un infortunio mortale, ringrazio Dio che sono ancora vivo».

«La fama non significa niente, non mi interessa»

Poi Osimhen ha analizzato il presente e la sua infanzia: «La fama oggi non significa niente per me, non mi interessa. Ci sono tante persone famose, ma col conto in banca in rosso. Non è semplice mostrare amore nel mondo in cui viviamo, per questo quando persone vengono da me e mostrano apprezzamento, mi ringraziano, mi dicono di continuare così, per me è un privilegio. Da piccolo potevo solo immaginare di diventare un calciatore, la situazione per la mia famiglia era dura, andavo a vendere i giornali o le bottiglie di acqua. Adoro Lagos, quando ho 4 giorni liberi vengo qua, mi piace stare in mezzo alla gente. Adoro tutto, lo stress, le vibrazioni, l’amore, le gelosie». Ultimo passaggio sul suo arrivo in Europa al Wolfsburg a 18 anni: «Quando ero in Nazionale e siamo andati al Mondiale in Cile, con l’Under 17, feci bene e vincemmo il torneo. I grandi club guardano queste competizioni e decisi di andare in Germania. Quando firmai c’erano molte voci a riguardo».

Corona e l’altra bomba sul calcio scommesse: «Coinvolto un calciatore della Nazionale»

Non si ferma l’affaire scommesse nel mondo del calcio. Dopo NicolòFagioli, indagato dalla procura di Torino con l’accusa di aver giocato su circuiti illegali, Fabrizio Corona in un video sul suo profilo Instagram ha annunciato che ci sarebbe un altro giocatore italiano nell’elenco dei calciatori con il vizio del gioco d’azzardo. L’ex re dei paparazzi ha detto: «Giovedì 12 ottobre alle 18 secondo giocatore famosissimo coinvolto nel calcioscommesse». Nel video poi viene fornito un breve identikit del nuovo profilo coinvolto: il secondo nome farebbe infatti parte della Nazionale. Si tratterebbe di un calciatore ora impegnato in un campionato estero. Di chi si tratta?

Corona: «Non solo scommetteva, ma lo faceva mentre era in panchina»

Nel corso di un’intervista su TvPlay, Corona ha aggiunto: «Fagioli non è l’unico che fa questo nel campionato italiano, soprattutto di giocatori che ora sono in attività. Io, nell’arco delle prossime settimane, a partire da giovedì 12 ottobre, attraverso il mio sito Dillinger News, comunicherò il secondo calciatore coinvolto, che è molto più famoso di Fagioli e in questo momento gioca all’estero. Non solo scommetteva, ma lo faceva sulla propria squadra mentre era in panchina». L’annuncio è poi proseguito la mattina di giovedì 12 ottobre, Corona ha ulteriormente rilanciato parlando di due nomi che sarebbe pronto a svelare, di cui uno appartenente sempre alla Juventus.

Caso scommesse, Fabrizio Corona annuncia: «Coinvolto un calciatore della nazionale»
Lo staff tecnico della Nazionale di calcio italiana (Getty).

L’ex re dei paparazzi coinvolge la Juventus: «Sapevano tutto»

Corona aveva anticipato il caso Fagioli già due mesi fa attraverso il suo canale Telegram. All’epoca scrisse: «Quando ho saputo la notizia non ci credevo, perché di solito a pelle riesco a capire come sono fatte le persone, anche guardando semplici fotografie, video e immagini. La notizia, infatti, mi ha sconvolto. Avere una grave dipendenza dalle scommesse/gioco, specie a 20 anni, è un problema a dir poco clamoroso». Nel corso dell’intervista su TvPlay, Corona ha poi aggiunto: «Quando ho dato questa notizia cinque mesi fa cioè che Fagioli era inguaiato, perché scommetteva da tantissimo tempo e aveva debiti con gente pesante, serba, è stato messo fuori rosa da Massimiliano Allegri, trovando motivi diversi dalla realtà dei fatti. La società lo sapeva e non ha denunciato, sapendo che il giocatore era ludopatico e scommetteva da un anno intero. Quindi, oltre la responsabilità di Fagioli vi è anche quella della Juventus». La testimonianza di Corona però è risultata essere lacunosa in alcuni aspetti, soprattutto quelli legati alle presunte responsabilità della società torinese. Infatti nel corso dell’ultima stagione Fagioli non è mai stato messo fuori rosa, ha solo trascorso alcune partite in panchina.

MotoGP, Marc Marquez con Ducati Gresini nel 2024

Il team Ducati Gresini ha ufficializzato l’accordo con Marc Marquez per la stagione 2024. Lo spagnolo, otto volte campione del mondo, aveva recentemente annunciato la propria separazione da Honda e a partire dalla prossima annata.

Il motociclista gareggia a fianco del fratello Alex

Marquez è il nuovo alfiere del Team Gresini nel mondiale classe MotoGP, al fianco del fratello Alex. Per l’occasione Marc ha dichiarato: «Sono entusiasta di questa nuova sfida. Non è stata una decisione facile perché sarà un grande cambiamento sotto tutti gli aspetti. A volte nella vita bisogna uscire dalla propria zona di comfort e mettersi alla prova per continuare a crescere. Per quanto riguarda il cambio di moto, so che dovrò adattare molte cose nel mio stile di guida e non sarà facile. Ma sono convinto che tutto il Team Gresini mi aiuterà molto. Non vedo l’ora di conoscere la squadra e di iniziare a lavorare con tutti loro». Così Marquez ha salutato il primo passo della sua nuova avventura, che è prevista nel 2024 in sella alla Ducati del team Gresini dopo 11 anni alla Honda, con la quale ha vinto sei titoli mondiali in MotoGP. Il motociclista ha aggiunto: «Per quanto riguarda il cambio di moto, so che dovrò adattare molte cose nel mio stile di guida e non sarà facile. Ma sono convinto che il Team Gresini mi aiuterà molto».

Al via il Festival dello Sport di Trento: calcio, atletica e ciclismo nella prima giornata

Prende il via giovedì 12 ottobre 2023 il Festival dello Sport di Trento. Per quattro giorni, fino a domenica 15 ottobre, la manifestazione, arrivata alla sua sesta edizione ha come tema conduttore la Grande Bellezza. Durante queste giornate, tanti gli ospiti presenti che si raccontano, da Baggio a Ibrahimovic, da Pogacar a Tamberi fino a Egonu.

Gli ospiti della prima giornata

Nella sua giornata d’apertura, il Festival dello Sport di Trento accoglie un campione che proviene dal mondo del calcio: Roberto Baggio. Fuoriclasse, Pallone d’Oro nel 1993, il calciatore è solamente il primo che ha confermato la sua presenza. Assieme a lui, a parlare della loro carriera e appassionare i più giovani, anche Ronaldinho, Shevchenko, Papin e Rummenigge e il più atteso, Zlatan Ibrahimovic oltre che Antonio Conte. Durante la kermesse previsti anche gli Stati generali del calcio, un forum per discutere del futuro del mondo del calcio tra sostenibilità dei costi, costruzione di nuovi stadi e il tema dei vivai. Durante il Festival spazio anche al ciclismo con la presentazione del Giro d’Italia 2024 e l’inaugurazione della mostra Campionissime, con le leggende Giuseppe Saronni e Andrea Tafi. Nei giorni seguenti arrivano anche Tadej Pogacar, Primoz Roglic, Filippo Ganna e Peter Sagan che proprio a Trento ha intenzione di annunciare l’addio al ciclismo. Nell’ambito dell’atletica è Mike Powell, primatista del mondo di salto in lungo nel 1991, a inaugurare la manifestazione, insieme alla coppia di amici e rivali Tamberi-Barshim e Marcello Fiasconaro. Ultime ma non ultime, sono pronte a raccontare la loro passione sportiva anche la sciatrice Sofia Goggia e la pallavolista Paola Egonu.

Morto Antonio Rosellini, l’agente Fifa che portò in Italia nomi come Falcao e Careca

Aveva compiuto 89 anni lo scorso gennaio: Antonio Rosellini, decano degli agenti Fifa, è morto in Brasile, dove aveva scelto di vivere anche se non aveva mai dimenticato le sue origine umbre, di Foligno. Il nome di Rosellini è legato ai tanti campioni brasiliani arrivati in Italia dopo l’apertura delle frontiere nel 1980: Junior al Torino, Falcao e Cerezo alla Roma, Careca e Alemao al Napoli sono solo alcuni dei suoi colpi.

La carriera

Dopo aver lavorato nelle assicurazioni e poi alla Siae, Rosellini a cavallo degli anni 60-70 diventa dirigente del Foligno. Organizza amichevoli e comincia i suoi viaggi in Sud America per portare in Europa i club più blasonati. Quando nel 1980 l’Italia, dopo 14 anni, riapre agli stranieri, Rosellini vive in Brasile e praticamente tutti i club si rivolgono a lui che fu l’artefice dello sbarco nel nostro campionato di tantissimi giocatori. «Alemao lo avevo proposto a Cataldo del Lecce per quattro centesimi, non lo prese, lo vendetti in Spagna per dieci volte tanto e poi ancora di più in Italia» raccontò Rosellini in una intervista.

Lautaro Martinez condannato, la moglie replica: «La famiglia della ragazza si approfitta di noi»

Lautaro Martinez e la moglie Agustina Gandolfo hanno rotto il silenzio e commentato la notizia della condanna del tribunale di Milano all’attaccante per licenziamento illegittimo. Su Instagram, i due hanno fatto chiarezza e attaccato la famiglia della 27enne babysitter, prima assunta e poi licenziata dopo le tante assenze per una grave malattia. Agustina ha scritto che la giovane: «Era un’amica e l’abbiamo aiutata. La sua famiglia si approfitta di noi».

La famiglia Martinez: «Abbiamo fatto tanto»

Nella story su Instagram, condivisa anche dal marito Lautaro Martinez, Agustina Gandolfo ha scritto: «Avevo deciso di rimanere in silenzio per rispetto. Ma non permetterò che venga infamata la mia famiglia. Abbiamo assunto una persona che era già malata, nostra amica da una vita. Abbiamo fatto molto per lei e la sua famiglia. Abbiamo pagato viaggi, aiutato a trovare i letti in ospedale, aiutato con le cure, con la sistemazione della famiglia che abbiamo dovuto convincere affinché venisse ad occuparsi della figlia che stava morendo».

L’attacco: «Che razza di persone siete?»

Poi l’attacco ai familiari: «E la sua famiglia, mentre la figlia stava morendo, ha tentato di ottenere soldi da noi, ha tentato di approfittarsi della situazione anche dopo la morte. Noi l’aiuto, un grande aiuto, lo abbiamo dato a lei quando aveva bisogno. E ora tentate di infamarci? Che razza di persone siete che tentate di approfittare della morte di un figlio per ottenere denaro?».

Lautaro Martinez condannato, la moglie replica «La famiglia della ragazza si approfitta di noi»
La story pubblicata sia da Agustina Gandolfo sia da Lautaro Martinez (Instagram).

Fagioli a rischio squalifica per scommesse illecite: «Si è autodenunciato ed è sereno»

Il calciatore della Juventus Nicolò Fagioli, indagato perché avrebbe effettuato scommesse online su siti non autorizzati, rischia fino a tre anni di squalifica. Dopo il caso plusvalenze, la manovra stipendi e la penalizzazione, ancora scossa per la positività al doping di Paul Pogba, un altro guaio per il club bianconero. Ma il centrocampista classe 2001, che si «è autodenunciato» alla giustizia sportiva, è «sereno» sulla vicenda che lo vede indagato dalla Procura della Repubblica di Torino. Lo fanno sapere all’Ansa i due legali Luca Ferrari e Armando Simbari.

Fagioli della Juventus a rischio squalifica per scommesse illecite, i legali: «Si è autodenunciato ed è sereno».
Nicolò Fagioli (Getty Images).

«Nicolò è massimamente concentrato sulla Juventus e sul campionato»

«Nicolò è sereno ed è massimamente concentrato sulla Juventus e sul campionato», hanno dichiarato i due avvocati. «In riferimento alle notizie apparse sulla stampa, possiamo rappresentare che il nostro assistito sta affrontando con responsabilità la vicenda, in un’ottica di massima trasparenza e collaborazione con l’Autorità giudiziaria ordinaria e sportiva, come dimostra il fatto di essersi attivato per primo e tempestivamente nei confronti della Procura Federale».

Lautaro Martinez condannato per aver licenziato la babysitter in fin di vita

Il Tribunale di Milano, sezione Lavoro, ha condannato Lautaro Martinez a risarcire la famiglia di una giovane per licenziamento illegittimo. La vicenda risale a diversi mesi fa, quando l’attaccante dell’Inter aveva assunto una 27enne come babysitter per la figlia Nina. Ma la giovane, otto mesi dopo, ha scoperto di avere una grave malattia che l’ha portata prima al ricovero e poi alla morte. Durante il periodo passato in ospedale, la 27enne ha fatto i conti anche con l’amarezza scaturita dall’essere stata licenziata. Lautaro Martinez aveva motivato la scelta con lo sforamento del tetto massimo previsto per le assenze per malattia.

Lautaro Martinez dovrà risarcire la famiglia

Il licenziamento è stato impugnato dai legali dello studio Gagliano-Vadalà, che difendevano l’ex babysitter e la famiglia. E da parte loro erano scaturiti i primi tentativi di conciliazione bonaria. È mancato, però, l’accordo e si è arrivati in tribunale. Dopo la morte della ragazza, la causa è passata agli eredi. Il giudice del lavoro ha tentato così nuovamente la via della conciliazione, ma anche in questo caso è saltato l’accordo, stavolta per la mancata adesione dell’attaccante. Infine, la sentenza: il licenziamento è stato dichiarato illegittimo e Lautaro Martinez ora dovrà risarcire gli eredi della giovane e provvedere al pagamento delle spese legali.

Lautaro Martinez condannato per aver licenziato la babysitter in fin di vita
Lautaro Martinez in azione con la maglia dell’Inter (Getty Images).

Lukaku: «Su di me dette tante cazzate, se dicessi com’è andata restereste scioccati»

Romelu Lukaku è tornato a parlare dell’estate che l’ha visto protagonista di un lungo intreccio di mercato, culminato con il suo arrivo alla Roma. L’attaccante sta vivendo un momento positivo, con 5 gol in 6 gare in giallorosso. Ora, dal ritiro del Belgio, ha deciso di lanciare un messaggio preciso: «Parlerò a tempo debito, aspetterò il momento giusto». Le parole del centravanti hanno incuriosito i fan. Il gigante belga ha aggiunto: «Se dicessi davvero come è andata l’estate scorsa, tutti rimarrebbero scioccati. Sono state scritte tante cazzate sul mio conto».

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Lukaku «Su di me dette tante cazzate, se dicessi com'è andata restereste scioccati»
Lukaku in conferenza stampa (Getty Images).

Lukaku: «Ho pensato di poter esplodere»

Il riferimento di Lukaku è alla vicenda che ha visto protagonista lui, il Chelsea, l’Inter, la Juventus e la Roma. Il belga ha concluso la stagione con i nerazzurri, in prestito dal club londinese, e sembrava chiuso l’accordo per il trasferimento a titolo definitivo a Milano. Poi la notizia del presunto sì alla formazione bianconera. La trattativa è sfumata e soltanto ad agosto Lukaku è riuscito a trovare una nuova destinazione, la Roma di Josè Mourinho, con cui è subito nato l’amore. Ora le parole dell’attaccante: «Sapete che non mi piace girare intorno a un argomento. Ci sono stati momenti in cui ho pensato davvero di poter esplodere, cinque anni fa probabilmente lo avrei fatto. Ora mi sono concentrato su quello che so fare meglio: giocare a calcio».

Lukaku «Su di me dette tante cazzate, se dicessi com'è andata restereste scioccati»
Lukaku esulta con i compagni di squadra dopo un gol (Getty Images).

L’attaccante: «Sono come LeBron James»

«Sono come LeBron James, gioca da tanti anni e ha dovuto sopportare molte cose», ha proseguito Romelu Lukaku. «Ma ogni estate lavora duro e smentisce tutti. Rispondo anch’io in campo. Sono state dette tante cose su di me, ma sono concentrato sulla Roma e sul Belgio. Ho lavorato duro tutta l’estate, come vedete sono in buona forma e voglio continuare così. Anche lo staff tecnico della Roma è rimasto colpito dal mio stato di forma al mio arrivo. È il campo che parla». E commentando il trasferimento nella Capitale, ha voluto ringraziare il connazionale Radja Nainggolan: «Alla Roma mi sono trovato subito bene fin dalla trattativa e devo ringraziare anche Radja per il contatto con la società. Mi ha informato sulla squadra e sui tifosi».

Olimpiadi Milano-Cortina, si pensa di usare la pista da bob di Pechino

Più che una pista da bob è una pista da… boh. Il tempo scorre, il 2026 si avvicina, ma ancora non si sa dove saranno in programma le gare di bob, slittino e skeleton delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Anzi, una cosa quasi certamente è nota: che non si faranno dentro l’Italia, ma fuori. E già qui, figura barbina. Ma quanto fuori? Un conto è contemplare, come si è fatto, le alternative di Saint Moritz, in Svizzera, o di Innsbruck, Austria. Ben altro è ragionare su un’ipotesi che avrebbe del clamoroso ma sta prendendo sempre più piede: cioè Pechino, Cina. A quasi 8 mila chilometri di distanza da Cortina. Giusto un pelo fuori mano.

Olimpiadi Milano-Cortina, si pensa di usare la pista da bob di Pechino
La distanza Cortina-Pechino: 7.822 chilometri.

La soluzione è meno strampalata di quello che si pensi, semplicemente perché la pista da bob cinese è quella più “fresca”, essendosi conclusa lì l’ultima edizione delle Olimpiadi invernali, quelle del 2022 che hanno consegnato il testimone proprio a Milano-Cortina. Ma che ora sono pronte a vederselo spedito indietro, in una richiesta d’aiuto piuttosto disperata.

Olimpiadi Milano-Cortina, si pensa di usare la pista da bob di Pechino
Il cantiere per la costruzione del villaggio olimpico (Imagoeconomica).

Malagò si era arreso all’idea di una sede fuori dall’Italia

D’altronde il presidente del Coni Giovanni Malagò aveva ammesso che il Comitato organizzatore era pronto ad arrendersi all’idea di «identificare un’altra sede fuori dall’Italia». Smentendo il presidente della Federazione italiana sport invernali (Fisi), Flavio Roda, che aveva invece ribadito l’impegno nel cercare di «investire il possibile per costruire la pista nel nostro Paese».

Olimpiadi Milano-Cortina, si pensa di usare la pista da bob di Pechino
Il presidente del Coni Giovanni Malagò (Imagoeconomica).

L’ipotesi scartata del recupero della pista di Torino 2006

Tra le ipotesi passate al vaglio ma scartate per infattibilità c’era anche quella di riattivare la (derelitta) pista di Cesana Pariol, quella usata per Torino 2006 e abbandonata. Un’infrastruttura costata alla fine 110 milioni di euro, a cui vanno sommati 2 milioni di manutenzione all’anno fino al 2012, a fronte di un prezzo preventivo che nel 1998 era quasi la metà: 60 milioni. Senza contare che nel 2018 l’allora sindaca di Torino Chiara Appendino si sfilò, non senza polemiche, dall’organizzazione dei Giochi.

Olimpiadi Milano-Cortina, si pensa di usare la pista da bob di Pechino
Andrea Varnier, amministratore delegato di Milano-Cortina 2026 (Imagoeconomica).

Costo di 80 milioni, 800 giorni di tempo, aste deserte

Adesso il costo di questo impianto è oltre 80 milioni. A Cortina le aste sono andate deserte, in Veneto non si trova una ditta che voglia fare i lavori a quelle condizioni, cioè con pochi soldi e soprattutto poco tempo (circa 800 giorni) per costruire l’impianto, con buona pace del governatore Luca Zaia. Ecco perché la Cina è sempre più vicina. Olimpiadi Milano-Cortina-Pechino 2026. Suona come uno scherzo, ma una soluzione non può slittino, pardon slittare, ancora per molto.

Floyd Mayweather invierà aiuti in Israele con il suo jet privato

Floyd Mayweather si schiera per Israele. L’ex pugile americano, vincitore di tutti i 50 incontri della carriera, ha infatti annunciato con alcuni post su Instagram che invierà viveri alla popolazione vittima della guerra. Come ha riportato Tmz, a bordo del suo jet privato, il campione americano organizzerà una spedizione di cibo, acqua e vestiti per i civili oltre a giubbotti antiproiettile per l’esercito israeliano contro Hamas. Air Mayweather, questo il nome della missione umanitaria dell’ex mattatore del ring, sarà guidato dai suoi quattro piloti personali AJ Ramey, Chris Javier, Sam Kniskern e Freeman Blakney. «Io sono per la pace, per i diritti umani», ha scritto l’ex pugile sul suo profilo Instagram. «Condanno l’antisemitismo in ogni sua forma e con ogni mezzo. Il terrorismo non è mai la risposta».

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Floyd Mayweather: «I terroristi di Hamas attaccano vite innocenti»

In altri post su Instagram, l’ex pugile americano si è scagliato violentemente contro Hamas, che ha definito «un gruppo terroristico che sta attaccando vittime innocenti». Floyd Mayweather ha poi spiegato di volersi schierare dalla parte di Israele in quanto convinto difensore «di tutti gli esseri umani». Auspicando il ritorno in patria dei cittadini americani coinvolti negli attacchi di Hamas, ha espresso solidarietà per le vittime e per le famiglie delle persone rapite «durante gli orribili crimini di guerra». Assieme ai suoi post ha anche condiviso una foto che lo ritrae a Gerusalemme durante uno dei suoi viaggi nel Paese. «Questo non è il momento della politica, ma della solidarietà e della sicurezza», ha concluso l’ex pugile sui social. «Dio benedica il genere umano».

L’ex pugile, ritiratosi da imbattuto nel 2017, manderà viveri alla popolazione e giubbotti antiproiettile ai militari. Il messaggio su Instagram: «Non è il momento della politica, ma della sicurezza». Già in estate aveva pagato alloggio e cibo agli abitanti di Maui.
L’ex pugile americano Floyd Mayweather (Getty Images).

Il trasporto di viveri in Israele non sarà la prima missione umanitaria di Floyd Mayweather. In estate infatti, come hanno riportato Tmz e il Daily Mail, pagò cibo e acqua per circa 70 famiglie di Maui colpite dai terribili incendi che hanno devastato l’isola delle Hawaii. Ha inoltre fornito loro un alloggio in vari alberghi per settimane e pagato pranzi e cene nei ristoranti. In collaborazione con H&M ha persino inviato una fornitura di vestiti a tutti coloro che hanno perso o hanno dovuto lasciare la loro casa. Bronzo ai Giochi di Atlanta 1996, il pugile ha poi dominato in varie categorie Wbc, Ibf e Wba. Ha concluso la sua carriera nel 2017, dopo un incontro con il campione di arti marziali miste Conor McGregor, ritirandosi da imbattuto. Fra le 50 vittorie, ben 27 (oltre il 50 per cento) sono arrivate per KO.

De Laurentiis incontra Conte per affidargli il Napoli

Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis avrebbe in programma nella giornata di mercoledì 11 ottobre un incontro con il tecnico Antonio Conte per valutare la possibilità che sia lui a guidare il Napoli al posto di Rudi Garcia. La situazione viene descritta al momento come molto complicata, ma se dovesse sbloccarsi, Conte potrebbe arrivare subito a Castel Volturno per guidare la squadra e il rapporto con Garcia potrebbe risolversi in maniera anticipata e consensuale.

De Laurentiis stanco dei flop di Rudi Garcia

A spingere Aurelio De Laurentiis a muoversi in prima persona è il rapporto mai nato con Rudi Garcia e le prestazioni decisamente sottotono della squadra campione d’Italia in questo avvio di stagione. Già nella giornata del 10 ottobre, infatti, il patron del Napoli aveva rotto il silenzio sul rapporto con il tecnico francese, ammettendo di stare pensando a una possibile soluzione. «Con Garcia sto vivendo un momento no, prenderò le decisioni opportune quando sarà il momento di prenderle. Ogni decisione affrettata è sbagliata», ha detto De Laurentiis che ha poi aggiunto: «Quando prendi un allenatore che non conosce più il calcio italiano, forse fa fatica. Sarebbe accaduto a qualunque altro. Non è scritto da nessuna parte che ci siano delle soluzioni matematiche per vincere nello scudetto. Io credo che anche quest’anno fino alla fine ce la giocheremo. L’unica responsabilità che ho oltre ad aver scelto l’allenatore è che non ho avuto la possibilità di stargli tutti i giorni vicino a Castel Volturno».

Rudi Garcia
Rudi Garcia, allenatore del Napoli (Getty images).

Con il no di Conte pronti Tudor o Galtier

Nel momento in cui l’accordo con Antonio Conte non dovesse concretizzarsi, Adl avrebbe già delle alternative in agenda. Si tratterebbe, in ordine di preferenza, di Igor Tudor e di Christophe Galtier. Scelte secondarie che non convincerebbero del tutto, con la dirigenza che starebbe facendo dunque il possibile per arrivare all’accordo con Antonio Conte.

La campionessa Sofia Goggia è la nuova ambassador Armani

La campionessa Sofia Goggia è la nuova ambassador Armani. Portavoce e volto del brand, indosserà abiti Giorgio Armani per le occasioni istituzionali e capi EA7 Emporio Armani per le performance sportive. A partire dalla stagione autunno/inverno 2023/24, Sofia Goggia si aggiunge infatti agli atleti testimonial della linea EA7 Emporio Armani. La sua partecipazione alla Coppa del Mondo di Solden, che avrà inizio con le gare del 28 ottobre 2023, segnerà l’inizio della collaborazione. La sciatrice, campionessa olimpica nella discesa libera a Pyeongchang 2018, vincitrice di quattro Coppe del Mondo di discesa libera e di due medaglie mondiali va ad affiancarsi agli altri testimonial EA7, eccellenze italiane e internazionali nelle rispettive discipline: i tennisti Fabio Fognini, Simone Bolelli, Lorenzo Sonego, Alexander Bublik, Nikoloz Basilashvili, Veronika Kudermetova, i pallavolisti Paola Egonu e Simone Giannelli e il nuotatore Simone Barlaam.