Cavese, il bilancio del Presidente Lamberti

di Francesco De Pisapia

CAVA DE’ TIRRENI – Con il pa- reggio contro il Cosenza è ca- lato il sipario sul campionato di Serie C che ha visto gli aquilotti conquistare sul campo la permanenza in ca- tegoria per il secondo anno consecutivo. Non è stata un’annata semplice in quanto nel mese di luglio ci fu una vera e propria rivoluzione con cambi di uomini e strategie come il subentro di Vincenzo De Liguori per Pasquale Lo- giudice nel ruolo di direttore sportivo, passando per il cambio in panchina con l’ar- rivo di Fabio Prosperi dopo l’addio di Vincenzo Maiuri. Poi si è passati alla nuova filosofia societaria ovvero non più cal- ciatori in prestito che grava- vano sul bilancio ma un mix di calciatori esperti e soprat- tutto giovani di proprietà su cui costruire un futuro e ma- gari lanciare nel calcio che conta. Di tutto ciò ne ha par- lato il presidente in pectore Alessandro Lamberti (foto tratte dal profilo facebook di cavesecalcio) che nella sala stampa “Raffaele Senatore” ha voluto non solo salutare e ringraziare tutti, ma anche disquisire sull’annata calci- stica appena trascorsa, dilun- gandosi poi sulle sfide che attendono la Cavese nella prossima stagione e nel fu- turo:“È stato un anno molto interessante e secondo me il più difficile rispetto alla pas- sata stagione quando siamo saliti in serie C dal momento che ci siamo trovati in una si- tuazione nuova perchè con il nuovo allenatore dovevamo valutare chi in rosa dei vecchi potesse farne parte cercando di essere attenti all’equilibrio economico-finanziario dato che come ben sapete è una base obbligatoria da cui si partirà da settembre con il salary cup. La partita col Co- senza è stata la dimostra- zione di quanto questo gruppo guidato da Prosperi e dal suo staff abbia fatto bene. Ci sono stati momenti brutti all’inizio ma io sono sempre stato molto tranquillo sul fatto che avremmo raggiunto la salvezza perchè conosco la dedizione al lavoro dell’alle- natore e dei ragazzi. De Li- guori quest’anno ha fatto veramente un ottimo lavoro. Alcuni mi hanno detto che ho rischiato scegliendo un diret- tore sportivo alle prime armi ma in realtà non è proprio così perchè io lo conoscevo già da due anni. Per noi è stato un anno difficile ma impor- tante perché ora abbiamo tanti calciatori di proprietà e

stasera c’era anche Igor Amerighi che è stato un no- stro calciatore fino a gennaio prima di passare all’Inter. Ringrazio tutti, tifosi com- presi, nonostante ci siano stati tanti “mugugni” dopo il difficile avvio di stagione ma fa parte del gioco. Noi sa- remmo stati salvi anche senza le penalizzazioni delle altre squadre. Ieri lo ha riba- dito l’allenatore ma mi piace sottolinearlo che ad oggi sa- remmo stati salvi anche senza le penalizzazioni delle altre squadre. Come ho sem- pre ribadito da quando mi sono insediato, solo con l’unione di intenti si può an- dare nella direzione giusta e ad oggi posso affermare che ripartiremo da una buona base per la prossima sta- gione. Noi nelle partite ab- biamo espresso del buon calcio, forse tranne contro il Latina che secondo me è stata una gara un po’ problematica per tanti motivi dove però c’era stato anche un segnale di stanchezza che ovvia- mente ti porta a fare delle ri- flessioni in generale e non solo sull’allenatore, ma il la- voro fatto dal tecnico e dal suo staff però mi lasciavano tran- quillo.

Anno zero questo? Lo scorso anno non poteva essere l’anno zero perché ritorna- vamo tra i professionisti dopo diciotto anni e siamo andati si sui giovani ma anche sul- l’usato sicuro con calciatori d’esperienza. Invece, ad inizio stagione, dopo la scelta fatta su De Liguori e Prosperi, ho chiesto al direttore di creare una base da cui ripartire per costruire il futuro e que- st’anno il mix tra giovani e calciatori di esperienza che li hanno accompagnati è stato ottimo. Un esempio, in ter- mini economici, è stata l’ope- razione sia di acquisto che di cessione di Amerighi. Pro- speri per me non è stato mai in discussione. Ci siamo sem- pre confrontati e anche sul suo futuro ne abbiamo già di- scusso ma è legittimo che abbia chiesto una riflessione dopo un’annata così dispen- diosa e così gli ho detto di prendersi qualche giorno perché siamo soddisfatti come società del suo operato e vorremmo andare avanti insieme. Qui vogliamo per- sone molto convinte di starci a Cava de’ Tirreni: non è il caso di Prosperi e lo aspetteremo tranquillamente; è vero che non c’è fretta ma vogliamo già parlare di programma- zione per la prossima sta- gione per fare le cose per bene. Difficoltà nel corso della stagione? Ci sono stati dei

 

confronti interni ma ero tran- quillo perché vedevo come la- voravano i ragazzi con lo staff tecnico; poi però il calcio è fatto da episodi e mi riferisco alla gara di Bergamo dove ab- biamo creato almeno dodici occasioni da gol e non siamo stati fortunati o poco cinici come in altre situazioni. Credo che siamo in debito con la fortuna perchè avremmo dovuto avere al- meno cinque sei punti in più. Essere presidente di un club di calcio ma anche tifoso come lo sono io, ti porta via tanto e ti assorbe una quan- tità di energia fisica e men- tale, oltre che di tempo e di risorse importantissime. La squadra non sarà smantellata perchè non avrebbe senso e sicuramente guarderemo al mercato in entrata facendo tesoro delle cose che pote- vamo fare meglio e tenendo conto del salary cup che ci imporrà determinate scelte di strategia. De Liguori resterà l’anno prossimo ma gli rinno- verò l’incarico anche per il successivo e come detto aspettiamo un pochino il mi- ster e da quel momento an- dremo ad investire per migliorare la squadra par- tendo da una base solida e va- lutando cosa ci offrirà il mercato, anche perché dura tre mesi, provando così ad anticipare le scelte quanto possibili per arrivare in ritiro nel modo giusto.

Essere in regola con i conti oggi non è facile e lo dimo- strano Ternana, Siracusa ed altre realtà, per cui bisogna avere la lucidità nel gestire la situazione. I sacrifici che sono stati fatti per la Cavese sono enormi, ci sono dei dispendi economici importanti e que- st’anno siamo andati più in equilibrio perché ci siamo

mossi bene. Se trascuriamo le squadre che possono per- mettersi di investire grosse cifre, il salary cup porterà un maggiore equilibrio tra le squadre ai nastri di partenza. Sicuramente dovremo fare meglio perché teoricamente quest’anno, anche se di poco, non saremmo rientrati nei parametri richiesti, per cui servirà un grande lavoro da parte di tutti. La serie C sta cambiando e ci sono state tante novità da quando c’è Marani; su tutti la riforma Zola. I diritti tv sono in crisi dappertutto. Il discorso tra- sferte? Inutile toccarlo perché non serve aggiungere altro quando non hai tifosi per venti partite consecutive, ma questo vale anche per chi non viene al “Simonetta Lam- berti”. C’è una repressione troppo forte che mi lascia sin- ceramente perplesso però credo che siano problemi che vadano affrontati e risolti prima o poi. Per quanto con- cerne la questione stadio, at- tendiamo chi sarà il prossimo

sindaco a Cava de’ Tirreni e quindi non posso andare oltre ma comunque lo stadio rappresenta una nostra prio- rità altrimenti una crescita sia della squadra che della so- cietà sarà sempre complicata e non sostenibile alla lunga. Sicuramente c’è bisogno di migliorare le nostre infra- strutture e spero che chi sarà al ruolo di primo cittadino avrà a cuore le nostre sorti. Sulla questione reti, da parte nostra abbiamo già adem- piuto ma dobbiamo aspettare dei lavori che competono al Comune in questo momento e che sono sostanziosi e quindi possiamo fare poco da parte nostra. Il momento più bello della stagione? Sicura- mente la vittoria di Bene- vento e l’aver festeggiato la salvezza con chi c’era a Sira- cusa. Come presidente mi hanno fatto piacere entrambi i derby contro la Salernitana, soprattutto al ritorno c’è stata una bella emozione ma sicu- ramente mi piacerà di più la prossima stagione”.

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