Referendum giustizia, ad Albanella il fronte del sì

Incassa un’altra serata di successo il Comitato Cittadini per il Sud. Venerdì sera ad Albanella si è svolta una tappa della campagna elettorale per il sì al referendum sulla giustizia. L’incontro, organizzato dal presidente del comitato cittadino Giovanni Lamberti e Luigi Cerruti, si è rivelato un successo senza precedenti, con centinaia di cittadini che hanno affollato la sala del ristorante La Mimosa. Al tavolo dei relatori, moderati dal presidente Lamberti, l’avvocato Lello Ciccone, il magistrato onorario di Vallo della Lucania Massimo Apicella, il sindaco di Scafati Pasquale Aliberti e l’avvocato Mario Manzo e i deputati di Forza Italia Annarita Patriarca e Pino Bicchielli. Ogni partecipante, ciascuno per le proprie competenze, ha ribadito le ragioni per votare sì, mentre l’avvocato Aliberti ha ripercorso le tappe della sua vicenda giudiziaria, conclusasi con un’assoluzione. «Il sì è un voto per una giurisdizione più forte perché più autonoma e indipendente, realmente terza nell’esprimere il giudizio, per un autogoverno più credibile e per una giustizia che non sia percepita come parte, ma come arbitro. Non è una riforma contro qualcuno. È una riforma per i cittadini», ha dichiarato l’onorevole Patriarca. «La nostra architettura processuale è chiaramente orientata al modello accusatorio e un modello accusatorio esige, come presupposto logico e sistemico, un giudice realmente terzo e imparziale. Aggiungerei che il giudice non solo deve essere tale, ma deve anche apparire ed essere percepito come tale», ha poi aggiunto il deputato di Forza Italia, che ha ripercorso le tappe della sua vicenda giudiziaria. Sulla stessa linea l’onorevole Pino Bicchielli, vice responsabile nazionale Enti locali. «Queste serate sono importanti perché bisogna far capire alle persone quanto sia importante andare a votare. Scegliere, tra i giudici, la composizione dei due CSM tramite sorteggio è sicuramente un elemento di garanzia. Il giudice che andrà a far parte di quel CSM non è certamente una persona priva di competenze. I decreti attuativi, in caso di vittoria del sì, riguarderanno magistrati che possiedono anche determinate caratteristiche», ha spiegato l’onorevole Bicchielli. «Noi ci troviamo in un sistema di tipo fascista. La responsabilità dei giudici è un elemento essenziale perché ognuno di noi, se non ha la responsabilità e non sente sulla propria pelle il peso di una scelta, non prende decisioni con la dovuta ponderazione e serietà – ha aggiunto il deputato salernitano – Ogni anno in Italia ci sono mille persone che vengono arrestate ingiustamente. Vuol dire che ogni giorno, compresi sabati e domeniche, tre persone vengono arrestate senza motivo. Persone che finiscono in carcere, che perdono la dignità, che si ritrovano con famiglie distrutte, che perdono il lavoro. Ci sono persone che vengono arrestate per casi di omonimia. Negli ultimi cinquemila errori che ci sono stati in Italia, i magistrati dichiarati responsabili sono stati nove. Da questo si capisce che qualcosa, sicuramente, non funziona».

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