“L’Avvocato Antonio Melillo, Presidente della Commissione Centrale esami avvocato per l’anno 2025/2026, e l’avvocato Carmine Foreste, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, hanno deciso di ribadire la propria posizione in merito al prospettato ritorno al precedente modello di esame di abilitazione alla professione forense, antecedente alle misure emergenziali adottate durante il periodo pandemico. “Non possiamo condividere – dichiarano Melillo e Foreste – la scelta di ripristinare integralmente un modello d’esame ormai superato, concepito in un contesto normativo e professionale profondamente diverso dall’attuale. L’esperienza maturata negli ultimi anni ha dimostrato la necessità di ripensare le modalità di verifica delle competenze, valorizzando maggiormente la preparazione concreta e l’effettiva pratica svolta dal candidato”. Secondo Melillo e Foreste, infatti, qualora si ritenesse imprescindibile “un ritorno ad un modello ispirato a quello previgente alle misure emergenziali Covid, sarebbe quantomeno opportuno introdurre una soluzione più coerente con la realtà della formazione forense attuale. Riteniamo più ragionevole prevedere due prove scritte entrambe sulla medesima materia processuale scelta dal candidato, selezionata anche sulla base del percorso di pratica forense svolto nei 18 mesi obbligatori. Le prove dovrebbero consistere nella redazione di un atto giudiziario pratico e di un parere motivato nella stessa materia. In tal modo si garantirebbe una verifica seria, tecnica e mirata delle competenze, evitando una frammentazione artificiosa delle conoscenze e premiando la specializzazione maturata sul campo”, hanno proseguito i due avvocati. Sottolineando ancora: “Tale proposta consentirebbe di coniugare rigore, coerenza formativa e aderenza alla concreta esperienza professionale dei praticanti, rendendo l’esame uno strumento realmente selettivo ma anche equo”. In questo contesto, Melillo e Foreste si associano dunque alle considerazioni espresse dal Presidente di Assotutela, Michel Emi Maritato, “in merito alla necessità di valutare con attenzione una proroga dell’esame di abilitazione, al fine di garantire condizioni organizzative adeguate e tutelare i candidati in una fase di transizione normativa particolarmente delicata. L’esame di Stato per l’accesso alla professione forense – concludono – deve rappresentare uno strumento di qualificazione della futura classe forense, non un ritorno nostalgico a modelli del passato che non rispecchiano più le esigenze del sistema giustizia e del mercato professionale. Riteniamo improcrastinabile e necessario un incontro con il ministro della Giustizia Carlo Nordio”.
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