La Guardia di finanza di Monza continua nella sua indagine sulla presunta maxi frode fiscale sui bonus edilizi. Entrando più nello specifico, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla procura della Repubblica, ha sottoposto a sequestro crediti fiscali per 32 milioni di euro e aggiunto altri 40 soggetti tra gli indagati. Ciò che viene contestato è la possibilità che si sia verificata una truffa aggravata ai danni dello Stato con indebite compensazioni di crediti fittizi.
Truffa sui bonus edilizi a Monza
L’operazione segue quanto già fatto nella prima metà dell’anno dagli specialisti del Nucleo di Polizia economico – finanziaria di Monza, con il sequestro che, in quel caso, era stato di 90 milioni di euro. Proprio gli sviluppi di quella indagine hanno portato all’aggiornamento della lista degli indagati e ad altri sequestri. La Guardia di finanza di Monza contesta infatti ad altre 40 persone fisiche i reati di truffa aggravata e indebite compensazioni e, per questo, sono stati confiscati crediti d’imposta per oltre 32 milioni di euro. Tali somme giacevano nei cassetti fiscali degli operatori economici individuati.
Le indagini
Nella prima fase delle indagini, la Guardia di finanza di Monza aveva individuato delle anomalie antiriciclaggio e alert di rischio emersi nei confronti di un commercialista legnanese. Quest’ultimo, nello specifico, avrebbe acquistato crediti derivanti dal bonus facciata 90 per cento da una platea molto ampia di persone fisiche. Gli stessi crediti sarebbero poi stati venduti, a catena, per poi essere infine monetizzati presso un istituto finanziario. Inoltre, gli sviluppi delle indagini avrebbero fatto emergere un insieme di anomalie nelle operazioni relative ai bonus edilizi svolte da una serie soggetti tra loro collegati. Un sistema fraudolento, dunque, gestito da più persone fisiche attraverso la costituzione di 70 soggetti economici tra ditte individuali e società, che avrebbe avuto il principale obiettivo della creazione, della circolazione di crediti d’imposta inesistenti e dell’ottenimento di ingenti quantitativi di liquidità attraverso l’utilizzo illecito della cessione dei crediti fiscali.
