Decreto Sicurezza, perché preoccupa il gelo tra Quirinale e Palazzo Chigi

Sarà lo smacco per la sconfitta al referendum, sarà la tensione per le frizioni con Donald Trump, sta di fatto che lo stop del Quirinale alla norma contenuta nell’ultimo decreto legge sulla sicurezza ha fatto saltare i nervi alla maggioranza. Un’interferenza ai limiti dello sgarbo, secondo molti esponenti del centrodestra, da parte di Sergio Mattarella. Che invece tale non l’aveva considerato. «I rapporti con palazzo Chigi non sono mai stati tanto sereni», sussurrava qualcuno sul Colle più alto non più tardi di una settimana fa.

Decreto Sicurezza, perché preoccupa il gelo tra Quirinale e Palazzo Chigi
Giorgia Meloni con Sergio Mattarella (Imagoeconomica).

La moral suasion di Mattarella e le prerogative del Colle

Da parte sua il presidente della Repubblica si è ‘limitato’ a fare quel che ha già fatto decine di altre volte in passato: mettere sull’avviso il governo circa un testo per evitare di andare allo scontro. Si chiama moral suasion. Visto che la Costituzione affida al capo dello Stato il potere di emanare un decreto e di promulgare una legge, il Quirinale fa sapere in fase di preparazione di un provvedimento se ritiene che ci siano elementi di palese incostituzionalità, dando il tempo al governo di correggerli. In caso contrario può negare la firma e, se si tratta di una legge, rinviarla alle Camere. Mattarella ha rinviato una sola legge, sulle mine antiuomo, durante il governo Gentiloni, sostenuto dalla maggioranza che lo aveva eletto Presidente. Più volte ha firmato allegando una nota in cui sottolineava alcune criticità, anche durante il governo Draghi che era ritenuto sua emanazione diretta. Molte volte, come ha confessato lui stesso, ha firmato leggi sulle quali non era d’accordo, e tutti hanno capito che tra queste ce n’erano diverse dei governi Conte e Meloni. Insomma, nel suo curriculum, per chi lo vuole leggere bene, c’è un atteggiamento concreto il più possibile super partes.

Decreto Sicurezza, perché preoccupa il gelo tra Quirinale e Palazzo Chigi
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (Imagoeconomica).

Il nervosismo sospetto di Palazzo Chigi e della Lega

Eppure questa volta, sarà la fuga di notizie, sarà il delicato momento politico, lo stop del Quirinale non è andato giù a palazzo Chigi e tantomeno alla Lega. Ora l’ordine di scuderia di Giorgia Meloni sembra quello di voler salvare capra e cavoli, con una soluzione all’italiana che preservi il senso della norma contestata anche dagli avvocati senza arrivare allo scontro con il Colle. Dopo il gelo del caso Garofani di cinque mesi fa, i rapporti sembravano sereni, complice anche una rinnovata sponda sul piano internazionale, come dimostra la nota di solidarietà di Mattarella a Meloni dopo gli attacchi del giornalista russo Solovyev. Ma è bastato un tocco di moral suasion a far tornare l’orologio indietro di mesi, a un rapporto che è sempre stato di diffidenza reciproca, insomma a far scattare di nuovo l’allarme, segno del nervosismo che caratterizzerà gli ultimi mesi di legislatura, pochi o tanti che saranno.

Decreto Sicurezza, perché preoccupa il gelo tra Quirinale e Palazzo Chigi
Antonio Tajani, Giorgia Meloni e Matteo Salvini (Imagoeconomica).