Informativa di Meloni sull’azione di governo: le parole della premier

Durante l’informativa tenuta alla Camera dei deputati sull’azione di governo, Giorgia Meloni ha ancora escluso le dimissioni e anche un eventuale rimpasto dell’esecutivo, a seguito della batosta del referendum sulla giustizia. «Non servono nuove linee programmatiche, perché le nostre sono da sempre scritte nel programma. Governeremo per cinque anni, come ci siamo impegnati a fare», ha assicurato la presidente del Consiglio: «Non scapperemo, non indietreggeremo, non ci metteremo al riparo facendo pagare ai cittadini i soliti giochi di palazzo». La maggioranza, ha affermato Meloni, è «solida e coesa». Quanto alle dimissioni di Daniela Santanchè, Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi, la premier ha detto di aver «chiesto un passo indietro ad alcuni esponenti del governo» che «avevano lavorato bene», anteponendo «di nuovo l’interesse della nazione a quella del partito».

Meloni: «Sul referendum abbiamo la coscienza a posto»

Così sulla fallita riforma della giustizia «L’auspicio che formulo è che il cantiere di questa riforma non venga abbandonato come probabilmente qualcuno si augura, perché i problemi sul tappeto rimangono e abbiamo il dovere di trovare soluzioni concrete, coraggiose ed efficaci, possibilmente in un clima di collaborazione non certo contro la magistratura ma a favore di una magistratura libera da condizionamenti politici e ideologici». E poi: «Sul referendum la nostra coscienza è a posto, perché la riforma costituzionale della giustizia era uno degli impegni presi con gli italiani quando ci siamo presentati al loro cospetto».

La premier ha smentito la sua «subalternità» a Trump

Per quanto riguarda il conflitto in Medio Oriente, smentendo la sua «subalternità al presidente americano Donald Trump», Meloni ha detto che «la collocazione internazionale dell’Italia non l’ha inventata questo governo, ma è la stessa da circa 80 anni a questa parte». Poi, rivolgendosi alle opposizioni: «Lo scenario internazionale non consente più a nessuno di cavarsela dicendo è tutta colpa della Meloni, finanche l’aumento del costo mondiale del petrolio». Inoltre al premier ha detto che, in caso di una recrudescenza del conflitto in Iran «dovremo porci seriamente il tema di una risposta europea non dissimile per approccio e strumenti da quella messa in campo per la pandemia». In quel caso, ha spiegato, «non dovrebbe e essere un tabù ragionare sulla possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita: non una deroga per singolo Stato membro ma un provvedimento generalizzato».

Le parole sul caso del selfie col pentito del clan Senese

Meloni ha poi parlato del caso politico causato dal selfie (del 2019) con Gioacchino Amico, pentito del clan Senese: «Mentre alcuni usano il tema per propaganda, a me interessa costruire gli anticorpi su un tema che ci riguarda tutti. E non accetto che i miei sacrifici possano essere usati per interessi di quelli che combatto dal 19 luglio del 1992 senza se e senza ma e non accetto lezioni su questo tema». E poi: «Mi permetto di chiedere alla Commissione parlamentare antimafia di occuparsi dei tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata nei partiti, compreso FdI». Infine: «Vogliamo andare avanti sulla proposta di legge della presidente della commissione Antimafia Colosimo per togliere la potestà genitoriale ai boss mafiosi. Tanto per rispondere ancora una volta con il sorriso e i fatti all’ultima palata di fango infilata nel ventilatore da un’opposizione disperata che costruisce surreali teoremi su una mia presunta vicinanza con la criminalità organizzata, tirando in ballo un padre, morto per altro, che non vedo da quando avevo 11 anni». La premier terrà l’informativa anche al Senato alle 13.