Il governo libanese chiede colloqui diretti con Israele

All’indomani dei bombardamenti dell’IDF che hanno provocato oltre 200 morti e più di mille feriti in Libano, il governo di Beirut ha richiesto colloqui diretti con Israele. Lo riportano corrispondenti di Al Jazeera nel Paese dei cedri. Tel Aviv, da parte sua, non ha mai mostrato interesse per colloqui con Beirut che non coinvolgessero anche Hezbollah. E l’organizzazione antisionista ha sempre affermato di non voler negoziare con Israele, soprattutto se sotto attacco. Difficile, dunque, che la richiesta venga accolta. Resta tuttavia da vedere cosa diranno gli Stati Uniti al riguardo e se, eventualmente, sosterranno un qualsiasi tipo di dialogo in tal senso.

Il governo libanese chiede colloqui diretti con Israele
Benjamin Netanyahu (Imagoeconomica).

Trump ha chiesto a Netanyahu di ridurre gli attacchi

Intanto, Nbc riporta che Donald Trump ha chiesto a Benjamin Netanyahu di ridurre gli attacchi in Libano per garantire il successo dei negoziati in Pakistan. Il primo ministro israeliano aveva dichiarato che Israele «continuerà a colpire Hezbollah ovunque sarà necessario». In vista dei negoziati di Islamabad, il primo ministro libanese Nawaf Salam ha chiesto al suo omologo pakistano Shehbaz Sharif di confermare l’inclusione del Libano nel cessate il fuoco della guerra con l’Iran. Da parte sua, Sharif ha già dichiarato che lo stop agli attacchi contro il Paese dei cedri fa parte degli accordi. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha detto che i raid di Israele contro il Libano sono una violazione del cessate il fuoco e rendono i negoziati senza senso. Più dure le parole del presidente del Parlamento, Mohamad Bagher Ghalibaf, atteso a Islamabad: «Le violazioni del cessate il fuoco porteranno a forti risposte».

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