Documentario su Regeni, Giuli fa un passo indietro

Nuovo capitolo nel caso dei mancati fondi statali al documentario Giulio Regeni – Tutto il male del mondo, pellicola che dopo essersi aggiudicato il Nastro d’argento per la legalità, verrà anche proiettata al Parlamento europeo. Respinto per ben due volte dalla commissione “selettivi” del ministero della Cultura, il docufilm potrebbe ora rientrare in corsa per i finanziamenti previsti dal tax credit (su cui pesa, va detto, il drastico taglio dei fondi a disposizione). Lo ha reso noto il titolare del MiC Alessandro Giuli.

Giuli: «Nessuna censura, rappresentazione priva di fondamento»

Chiamato dalle opposizioni in Parlamento a spiegare le ragioni della bocciatura – a favore di altri progetti oggettivamente meno meritevoli dell’attenzione del pubblico – Giuli si è smarcato dalle accuse di aver “censurato” il documentario: «È una rappresentazione priva di fondamento: il tragico caso di Regeni ha una rilevanza politica, sociale e culturale che prescinde da qualsiasi prodotto audiovisivo lo riguardi». Giuli ha poi spiegato di non condividere «né sul piano ideale né su quello morale» la scelta della Commissione, aggiungendo che tuttavia il ministero «non può intervenire senza violare il principio di terzietà».

Il MiC si aspetta «le dovute dimissioni degli esperti» responsabili della bocciatura

Non è finita qui: come ha spiegato la sottosegretaria Lucia Borgonzoni, che ha la delega sul cinema ed è l’unica rimasta al ministero dopo l’uscita di Gianmarco Mazzi e Vittorio Sgarbi, il Collegio Romano è al lavoro per una proposta di revisione complessiva del sistema delle commissioni. Inoltre, ha aggiunto, il MiC si aspetta «le dovute dimissioni degli esperti responsabili di tali valutazioni». In risposta alla decisione di escludere l’opera dai finanziamenti, il docufilm – uscito come evento al cinema il 2, 3 e 4 febbraio – verrà riproposto al pubblico in oltre 60 sale in tutta Italia.