di Erika Noschese
Geppino Parente, sindaco di Bellosguardo (centrosinistra), e Pasquale Aliberti, primo cittadino di Scafati (centrodestra): dovrebbero essere loro i due candidati alla presidenza della Provincia di Salerno, con le elezioni in programma lunedì 4 maggio. Questa mattina, alle ore 11, si terrà l’ultimo consiglio provinciale guidato da Giovanni Guzzo, presidente facente funzioni dopo le dimissioni di Vincenzo Napoli da sindaco di Salerno e, di conseguenza, decaduto anche dalla carica di presidente di Palazzo Sant’Agostino. All’ordine del giorno sono previsti diversi provvedimenti amministrativi, oltre alla designazione dei tre membri di diritto del Consiglio dei Delegati del Consorzio di Bonifica in Destra del Fiume Sele, per conto della Provincia di Salerno e del Consorzio di Bonifica Velia. Ieri, invece, è stata una giornata di incontri per la coalizione di centrodestra, mentre il Partito Democratico si è riunito presso la sede di via Manzo. Ai dem spetta il compito di indicare il candidato presidente, e la figura individuata è quella di Geppino Parente, sindaco di Bellosguardo e fedelissimo di Vincenzo De Luca, un dettaglio tutt’altro che secondario. Sul nome di Parente non si registrano contrasti, anzi. A prendere la parola sono stati i sindaci Mimmo Volpe, il presidente facente funzioni Giovanni Guzzo, Fortunato Della Monica e Paolo De Maio. Da via Manzo assicurano: nessuna spaccatura, il partito è compatto sul nome di Parente, che – secondo indiscrezioni – dovrebbe restare in carica per poco più di un anno. Successivamente, sono previste le dimissioni e un ritorno al voto per fare spazio a Vincenzo De Luca che, in caso di vittoria, guiderebbe la Provincia di Salerno. Nel Partito Democratico non hanno dubbi: De Luca vincerebbe al primo turno e tutto procederebbe secondo i piani. Dal Cilento, intanto, si dà quasi per scontata la vittoria di Parente, anche in considerazione del fatto che si tratta di elezioni di secondo livello. Emblematico il caso di Domenico Cavallo, ex funzionario del Museo Archeologico Nazionale di Paestum e responsabile eventi di TerraCilento Aps, che sui social ha annunciato con anticipo l’esito della competizione: “Geppino Parente eletto presidente della Provincia di Salerno. L’elezione di Geppino Parente rappresenta molto più di un traguardo personale: è il riconoscimento di un lungo percorso fatto di impegno, ascolto e presenza costante sul territorio. Sindaco di Bellosguardo, uomo profondamente legato alla sua comunità, ha attraversato oltre cinquant’anni di vita pubblica con la forza di chi non ha mai smesso di confrontarsi, di mettersi in discussione, di restare vicino alla gente. Perché la gente non è solo voto, ma è bisogno, dignità, speranza”.. Parole che arrivano, però, quando sindaci e consiglieri comunali saranno chiamati al voto soltanto il 4 maggio. Intanto, nel centrodestra, sembra aver centrato l’obiettivo il deputato di Forza Italia, Pino Bicchielli. Dopo il suo appello all’unità, ieri sera si è tenuto un incontro tra Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati e Forza Italia. Sul tavolo delle trattative, oltre al nome del sindaco di Scafati Pasquale Aliberti, anche quello del primo cittadino di Mercato San Severino, Antonio Somma. “I vertici provinciali di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati si sono incontrati presso la federazione di Fratelli d’Italia per scegliere il candidato del centrodestra alla presidenza della Provincia di Salerno, considerata la presenza di due proposte autorevoli, espresse rispettivamente da Fratelli d’Italia e Forza Italia, in vista delle elezioni del 4 maggio. Lega e Noi Moderati hanno invitato le altre forze della coalizione a trovare una sintesi condivisa. I partiti, accogliendo la proposta, si sono aggiornati a giovedì 9 aprile”, si legge nella nota diffusa nella serata di ieri. All’incontro erano presenti Giuseppe Fabbricatore per Fratelli d’Italia, Aurelio Tommasetti per la Lega, Roberto Celano per Forza Italia e Gigi Casciello e Bruno D’Elia per Noi Moderati. Il clima resta disteso, nonostante le polemiche interne e i continui attacchi degli “azzurri” nei confronti degli alleati. Il tavolo si aggiornerà il 9 aprile, ma appare sempre più probabile una convergenza sul nome di Pasquale Aliberti, attuale capogruppo in consiglio provinciale per Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati. LO SCENARIO LOCALE E IL PRESSING NAZIONALE. Il centrodestra campano prova a ritrovare compattezza e lo fa sotto una spinta sempre più evidente che arriva dai livelli nazionali della coalizione. Negli ultimi giorni, infatti, si sono intensificate le interlocuzioni tra i partiti, accompagnate da un pressing politico chiaro: rafforzare l’unità in una regione strategica e riallineare i territori alla maggioranza che governa il Paese. I primi segnali concreti di questo processo si sono già visti in occasione del tavolo sulle elezioni provinciali a Salerno, dove le forze del centrodestra hanno ritrovato una sintesi, dimostrando che un percorso comune è possibile. Un passaggio tutt’altro che scontato, considerando le tensioni e le divisioni che negli ultimi mesi avevano caratterizzato il quadro politico campano.Ma è soprattutto sui comuni capoluogo che si gioca la partita più rilevante. A Salerno e Avellino, in particolare, sono in corso interlocuzioni sempre più serrate per ricostruire un perimetro unitario e competitivo. L’obiettivo è chiaro: tornare a presentarsi agli elettori con una proposta politica credibile, coesa e riconoscibile, in grado di contendere il governo del territorio al campo largo.Determinante, in questo quadro, è il ruolo dei vertici nazionali della coalizione, che stanno seguendo direttamente il dossier Campania. Non si tratta più soltanto di un confronto locale, ma di una vera e propria questione politica nazionale. La consapevolezza è che non può esistere una coalizione forte a Roma e divisa sui territori, soprattutto in una regione complessa e decisiva come la Campania.In questo contesto si inserisce anche la prossima visita di Arianna Meloni, che rappresenta un ulteriore segnale dell’attenzione e della volontà di accompagnare da vicino il processo di ricomposizione. Una presenza che viene letta come un messaggio chiaro: il tempo delle divisioni deve lasciare spazio a una nuova fase politica fondata sulla responsabilità e sulla visione comune.Il lavoro in corso, dunque, non è solo tattico ma strategico. Si tratta di costruire una coalizione solida, capace di interpretare le esigenze dei territori e di tradurle in una proposta di governo credibile. In questo senso, il modello resta quello nazionale: un centrodestra unito, plurale ma coeso, capace di tenere insieme identità diverse dentro un progetto condiviso.Le prossime ore saranno decisive per capire se questi segnali si tradurranno in scelte politiche concrete. Ma la direzione sembra ormai tracciata: il centrodestra in Campania si muove verso una ricomposizione, spinto da una consapevolezza sempre più diffusa, sia a livello locale che nazionale, che solo l’unità può garantire competitività e governo.Un passaggio che, se consolidato, potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase per il centrodestra campano, finalmente allineato con la propria responsabilità di forza di governo e pronto a giocare un ruolo da protagonista anche sui territori.
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