Il Regno Unito ha revocato il permesso d’ingresso al rapper americano Kanye West, che in estate avrebbe dovuto esibirsi al Wireless Festival di Londra. Il provvedimento era stato preceduto dalle critiche del premier Keir Starmer, che aveva definito «profondamente inquetante» la partecipazione dell’artista all’evento londinese a causa delle sue posizioni antisemite – in passato West aveva dichiarato di «amare i nazisti» e aveva pubblicato una canzone intitolata Heil Hitler. Alle dichiarazioni del premier era seguito l’annuncio del governo di una revisione del visto.
Inutile la difesa degli organizzatori del festival e l’apertura al dialogo di West
A nulla è valsa la difesa degli organizzatori del festival, che avevano invocato una seconda chance per West, né la sua disponibilità a incontrare di persona esponenti della sdegnata comunità ebraica britannica per scusarsi. In un comunicato, il rapper noto come Ye aveva infatti dichiarato di volersi esibire a luglio nella capitale britannica e presentando «uno spettacolo all’insegna del cambiamento, portando unità, pace e amore attraverso la musica». Aveva anche aggiunto di essere pronto all’incontro «per ascoltare», precisando: «So che le parole non bastano e che dovrò dimostrare il cambiamento attraverso le mie azioni». Ma Downing Street non ne ha voluto sentire.
A luglio è atteso in Italia
Rimane invece confermata la presenza di West in Italia. L’artista è atteso alla Rcf Arena di Campovolo (Reggio Emilia) il 18 luglio 2026 come headliner dell’Hellwatt Festival, format crossover che unirà musica, visioni e performance. Sarà il primo live europeo di Ye negli ultimi 10 anni e il primo in Italia se si escludono i listening party in playback a inizio 2024 fra i Forum di Assago e Casalecchio di Reno per l’album Vultures.
