Cava. Casa del Commiato, si indaga nella concorrenza

Cava de’ Tirreni. Mentre si contano i danni per l’attentato di venerdì mattina (oltre 30.000 euro) alla Casa del Commiato in via XXV Luglio a Cava de’ Tirreni, la procura di Nocera Inferiore indaga soprattutto sul racket anche se i soci della Gafc, proprietaria della funeral home, non avrebbero ricevuto alcuna richiesta estorsiva. Si fa largo, quindi, anche l’ipotesi che si tratti di un attentato legato all’illecita concorrenza all’interno dello stesso settore, finalizzato a bloccare l’ascesa di un operatore nel campo delle pompe funebri. In particolare, quello delle case del commiato è un ambito finito sotto la lente di imprenditori che gestiscono o intendono aprire in futuro strutture simili, inserendosi nel lucroso business, anche provenienti da altre zone della provincia e oltre. Alcuni vorrebbero infatti evitare un aumento dell’offerta in territori limitrofi.
Al momento ogni ipotesi resta aperta e molte potrebbero essere solo suggestioni non ancora supportate da riscontri. I carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore, guidati dal tenente colonnello Gianfranco Albanese, hanno acquisito numerose immagini delle telecamere di videosorveglianza per individuare l’esecutore materiale che, venerdì mattina, ha collocato un ordigno davanti al locale non ancora inaugurato. La deflagrazione ha provocato ingenti danni ed è stata avvertita persino a diversi chilometri di distanza. I soci della Gacf., i quali hanno dichiarato ai militari dell’Arma di non aver ricevuto richieste estorsive.
Grande preoccupazione è stata espressa anche dal sindaco Vincenzo Servalli per un attentato ancora tutto da ricostruire. Nel ribadire la tranquillità della città, il sindaco ha sottolineato l’estrema delicatezza del settore, ricordando come in passato si siano verificati episodi simili. Le indagini proseguono a ritmo serrato e non si esclude una possibile svolta a breve. Al momento non viene scartata neppure l’ipotesi estorsiva, legata al valore economico dell’attività. Non sarebbe il primo caso in cui prima arrivano gli attentati incendiari e le bombe e poi le richieste di pizzo.

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