Teheran ha comunicato di aver stabilito un «piano amministrativo» in base al quale le «navi non ostili» ora possono attraversare lo Stretto di Hormuz: occorre però coordinare il passaggio in anticipo con le autorità iraniane e in alcuni casi il via libera prevederà un pagamento. Il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, tramite il comandante della Marina dei pasdaran Alireza Tangsiri, ha precisato che resta proibito il passaggio a imbarcazioni associate a Israele, agli Stati Uniti e ad altre parti legate al conflitto.
Una petroliera thailandese è passata, semaforo rosso per una portacontainer di Saint Kitts and Nevis
Una petroliera thailandese ha già attraversato senza incidenti lo Stretto di Hormuz dopo un coordinamento diplomatico tra Bangkok e Teheran. I Guardiani della rivoluzione, nella serata del 24 marzo, avevano esercitato in senso contrario l’atto amministrativo, rifiutando il passaggio alla portacontainer Selen, battente bandiera di Saint Kitts and Nevis e di proprietà dell’armatore emiratino Exceed 2 Oceanic Co, a causa del mancato rispetto dei protocolli legali e della mancanza di autorizzazione al transito. L’imbarcazione, che trasporta derrate alimentari, intendeva transitare dal Golfo Arabico al Golfo di Oman, per raggiungere Karachi, in Pakistan. Dopo essersi avvicinata alla corsia di separazione del traffico controllata dall’Iran vicino a Qeshm ha però invertito la rotta, ancorandosi al largo della costa sud-occidentale dell’isola.
