di Alfonso Malangone*
Le razionali linee-guida utilizzate per l’elaborazione del Progetto per la Città (su queste pagine il 05/03) debbono ora cedere il passo all’elencazione degli interventi individuati per realizzare una Salerno del tutto nuova. Per sceglierli, sono stati applicati elementi di valutazione egualmente razionali, cioè non volti a far ‘sognare i sognatori’ ma a rispondere ai desideri dei cittadini pur se, magari, non totalmente appaganti. In verità, mai nessun progetto deve prevedere di soddisfare esigenze di cui non sia avvertito il bisogno. PER L’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA Come già detto in precedenza, per realizzare una Città Nuova è preliminarmente necessario completare la fase di transizione della macchina Comunale da una modalità ancora in parte analogica ad una completamente digitale idonea ad assicurare il tecnologico utilizzo dei beni, delle strutture e del personale. Più in particolare, debbono essere aggiornate le reti interne, l’organizzazione, le norme regolamentari, le infrastrutture tecniche e diffuse le conoscenze per il loro corretto utilizzo. Di fatto, una ‘Città Semplice’ richiede l’applicazione di due essenziali processi: – l’Economia Circolare dei dati; – la Digitalizzazione delle procedure. L’Economia Circolare è il ‘filo di collegamento’ che deve unire scelte e attività coinvolgendo le attività decisionali e operative negli Uffici, nella mobilità, nei parcheggi, nella sicurezza e nella salute, nella gestione dei rifiuti, nella manutenzione, nella cura del verde e in ogni altro servizio di utilità collettiva, fino all’affissione dei manifesti funebri, visto il vergognoso imbrattamento causato dalle attuali modalità. Per essa, è da applicare il principio del “prendere i dati nell’ambito di un flusso unitario, integrare i valori e utilizzare i risultati per migliorare ogni successiva gestione/comunicazione pubblica”. Tutte le informazioni debbono poi essere messe a disposizione dei cittadini, in modalità interattiva, per le esigenze della vita quotidiana dopo una mirata elaborazione presso le terminazioni digitali di un sistema stabilmente connesso. Alzare la qualità dell’Amministrazione è necessario per introdurre, finalmente, il decentramento delle attività Comunali ed accrescere la partecipazione attiva dei cittadini così da consentire a ciascuno di trovare una risposta ai più elementari bisogni senza dover necessariamente raggiungere il Palazzo e gli Uffici centralizzati. Specifici sub-ambiti operativi, opportunamente posizionati sul territorio, debbono funzionare da sentinelle avanzate volte a garantire anche azioni di pronto intervento con particolare riferimento alle esigenze immediate di natura assistenziale, sociale e di sicurezza. Ovviamente, questo impone di cambiare l’organizzazione generale dell’Ente con un nuovo ‘Organigramma’, cioè il grafico che rappresenta le interrelazioni tra gli Uffici, al fine di adeguare e coordinare i compiti per migliorare la qualità dei servizi, per esaltare la professionalità delle Risorse Umane e anche per una riduzione significativa della spesa. Nessuna paura! Non si tratta di realizzare una rivoluzione, ma solo di concretizzare un adeguamento comunque imposto dagli eventi per non restare nella preistoria. I tempi sarebbero brevi e i costi ampiamente sostenibili. PER LA COMUNITA’ E’ possibile, adesso, passare alle proposte in favore della Città la cui selezione, in massima parte, ha rispettato l’obbligo della sostenibilità finanziaria rispetto allo squilibrio tuttora presente in Bilancio. Per affrontare razionalmente le criticità, sono stati preliminarmente individuati i settori/comparti da recuperare e ipotizzate sei macro-aree urbane nelle quali intervenire nel rispetto delle specifiche stratificazioni storiche e sociali: la zona Antica, la zona Portuale, il quartiere Fratte, la zona Centrale, la zona Orientale, la zona Litoranea. I settori/comparti sui quali agire, invece, sono otto e, precisamente: L’industriale/artigianale – è essenziale la sua ripresa funzionale grazie alla creazione di filiere della tradizione (specializzazione territoriale) e di aziende per: le energie alternative, l’aggiornamento tecnologico dei cicli, le bonifiche ambientali, il risparmio energetico, la mobilità sostenibile, le attrezzature per il benessere, la protezione sanitaria e il tempo libero, nonché di centri e laboratori di ricerca. Sono da privilegiare le strutture ad intensità di manodopera (tecnologiche ma non robotizzate), resistenti alle sfavorevoli congiunture (a domanda anelastica), neutrali dal punto di vista ambientale (verdi per processo e per prodotto), e con cicli rivolti all’utilizzo delle risorse disponibili a costo zero. Si deve puntare sulla collaborazione con i Dipartimenti Universitari per arrivare a superare la classe di merito ‘Ba4’ tuttora assegnata alla Città come “sistema senza nessuna attività manifatturiera e nessuna attività specializzata, nemmeno nel settore terziario”. L’artigianato, da sostenere anche ripristinando e sostenendo le botteghe-scuola nel Centro Storico, deve favorire in particolare l’autoimpiego dei giovani dotati di titoli inadeguati ovvero colpiti da dispersione scolastica; L’area portuale – è necessario prendere atto di una insormontabile deficienza strutturale per specializzarne le funzioni e restituire l’intera via Ligea alla vita economica e sociale della Città con l’insediamento di attività ricettive per i flussi turistici. Ad essi, deve essere consentito l’agevole accesso alla soprastante via Croce con elevatori meccanici di collegamento. L’auspicata riconversione in polo crocieristico, per i traghetti ro-ro e per il diporto deve coinvolgere gli attuali operatori, senza contrapposizioni, per assicurare il riposizionamento del personale nell’ambito dei numerosi, ipotizzabili, insediamenti produttivi; La rigenerazione urbana – l’attività edilizia deve privilegiare interventi di rottamazione con riutilizzo dinamico delle aree a servizio della Città per le primarie esigenze di aria, luce, sole e di spazi per la vita. Ridurre il consumo di suolo e risagomare strade e slarghi debbono essere obiettivi finalizzati a nuovi percorsi viari, soprattutto a est, a nuovi parcheggi, e ad una nuova mobilità pubblica (linee di quartiere e urbane in circolarità), mentre ai residenti nei rioni posti in alto va assicurata la disponibilità di elevatori meccanici; Le attività commerciali – interventi di urbanistica per singole aree debbono ottimizzare le localizzazioni, perché ‘non tutto va bene dappertutto’, anche con modalità innovative di utilizzo dei locali (coworking e trasferimento a fronte strada delle attività professionali oggi svolte, talora irregolarmente, in appartamenti civili). E’ necessario dare un senso al Distretto Urbano Commerciale ‘Salernum’, svilito anche dalla denominazione, e introdurre modalità da centro commerciale almeno in tre aree: a ovest, a nord e a est; I giovani e la scuola – deve essere combattuta la dispersione con azioni di mentoring volte ad indirizzare verso attività professionali e a scoprire il talento artistico grazie anche alla realizzazione di una Cittadella delle Arti nell’ex Seminario; Il turismo – ai visitatori deve essere offerto un complesso di ‘percorsi storico-culturali-ambientali’ per ‘vivere la Città’, visitare i suoi luoghi, meravigliarsi, apprendere, godere dei colori, del calore, dei profumi, degli odori e sapori della nostra cucina. Una rinnovata ‘cultura dell’accoglienza’ deve guidare l’offerta dei servizi, a cominciare da quelli igienici; Lo sport e il verde – è necessario favorire il rafforzamento psicologico e morale dei giovani garantendo l’esercizio degli sport amatoriali dappertutto. Impianti sportivi, Parchi rigenerati e Boschi Urbani debbono concretizzare l’attenzione a favore della salute psico-fisica dei cittadini; Le fiere, le feste e le mostre – una mirata attività promozionale deve assicurare il contatto continuo tra Città, mondo imprenditoriale, attività commerciali e flussi turistici. Solo mettendo in mostra i peculiari caratteri identitari e della tradizione, sarà possibile garantire la continuità delle presenze a supporto della crescita economica e civile. Qui finisce l’indice del Progetto, con riserva di dettagliarne le singole proposte nei prossimi commenti. Quindi, prima di definirlo irrealistico o fantasioso, sarebbe consigliabile leggerle. Dopo, potrà pure essere criticato con proposte alternative perché il confronto tra le idee è il modo migliore per esprimere amore verso la Città. Salerno ha bisogno dell’amore vero dei cittadini di cuore. *Ali per la Città
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