La prima ministra danese Mette Frederiksen, leader dei Socialdemocratici che dal 2022 guida un governo di coalizione, ha indetto elezioni anticipate. Si terranno il 24 marzo: il termine della legislatura è tra meno di un anno e il voto era previsto entro il 31 ottobre. La decisione di anticipare le elezioni è dovuta all’aumento di popolarità che Frederiksen e il suo partito hanno riscosso – almeno nei sondaggi – per il modo deciso in cui sono state gestite le rivendicazioni di Donald Trump sulla Groenlandia, territorio autonomo del Regno di Danimarca.

La risalita dei Socialdemocratici dopo la disfatta a Copenaghen
A novembre i Socialdemocratici avevano clamorosamente perso le elezioni a Copenaghen, città di cui avevano espresso il sindaco ininterrottamente dal 1903. Poi Trump ha rimesso nel mirino la Groenlandia e da lì è cominciata la risalita del partito, con Frederiksen capace di radunare gli alleati europei a Copenaghen e Nuuk, nonostante le minacce di tariffe di ritorsione da parte di Washington. Secondo l’ultimo sondaggio i Socialdemocratici sono ora al 22-23 per cento, un notevole balzo in avanti rispetto al 18 per cento di dicembre: quasi il doppio rispetto alla seconda forza politica del Paese, il Partito Popolare Socialista.

Frederiksen dal 2022 guida un governo di larghissime intese
L’attuale governo danese, formato nel 2022, è espressione di una maggioranza trasversale e di larghe intese, formata dai Socialdemocratici, dal centrodestra liberale di Venstre e dai Moderati centristi. Una coalizione interpartitica piuttosto insolita e con visioni molto diverse su questioni cruciali, come quella dell’imposta patrimoniale, che sarà al centro della campagna elettorale di Frederiksen. Altri temi caldi le pensioni, l’immigrazione, le politiche abitative e, ovviamente, la Groenlandia.
