Il 20 gennaio del 2026 sarà un anno da quando Donald Trump ha prestato giuramento a Washington per il suo secondo mandato come 47esimo presidente degli Stati Uniti. L’inizio dell’anno è stato caratterizzato dal rapporto (rapidamente naufragato) con Elon Musk e la creazione del Dipartimento per l’efficienza governativa, chiuso a novembre. È poi stata la volta della politica economica aggressiva dei dazi, preludio della nuova postura di Washington verso l’esterno. Nonostante infatti una campagna elettorale fortemente incentrata sullo slogan “America First“, il secondo mandato di Trump è stato finora caratterizzato da una politica estera più aggressiva e interventista rispetto al primo: dai dazi alla gestione burrascosa e ambigua del sostegno all’Ucraina, fino all’attacco sui siti nucleari dell’Iran e la cattura di Nicolàs Maduro in Venezuela. Ripercorriamo il primo anno di Trump in 12 scatti.
Il 20 gennaio Trump presta giuramento a Washington
Donald Trump giura come 47esimo presidente degli Stati Uniti, al fianco della First Lady Melania Trump.

11 febbraio, Elon Musk con il figlio X parla nello Studio Ovale
All’inizio del mandato Trump mostra collaborazione con il magnate tecnologico: discutono di innovazione, infrastrutture spaziali e digitale. L’incontro riflette l’influenza crescente dei leader tech nella politica americana.

28 febbraio, Trump e il vicepresidente J.D Vance attaccano Volodymyr Zelensky nello Studio Ovale
I due hanno criticato pubblicamente il presidente ucraino sulle tattiche negoziali e militari in Ucraina. L’incontro fece scalpore perché mise in luce la scarsa condotta diplomatica di Trump con i leader mondiali, con i quali si confronta più come un imprenditore aggressivo che come un politico.

2 aprile, Trump annuncia i dazi
Il presidente annuncia i dazi con una tabella di tariffe calcolate a casaccio. La misura genera le prime tensioni con con Europa e Cina.

21 giugno, gli attacchi ai siti nucleari iraniani
Trump e il vicepresidente Vance seguono nella Situation Room le operazioni su Fordow, Natanz ed Esfahan.

15 agosto, l’incontro con Vladimir Putin in Alaska
Trump riceve Putin alla base di Elmendorf-Richardson. Il vertice aveva attirato diverse critiche per il mancato coinvolgimento dei diplomatici ucraini ed europei. Inoltre, aveva portato a un nulla di fatto nei negoziati.

13 ottobre, il summit per il cessate il fuoco a Gaza a Sharm El-Sheikh
Trump in Egitto insieme ad altri leader internazionali per cercare soluzioni diplomatiche al conflitto nella Striscia di Gaza. Gli Stati Uniti si presentano come garante principale con un piano in due fasi.

30 ottobre 2025, la stretta di mano con Xi Jinping in Corea del Sud
La stretta di mano tra i due leader in un periodo di forte competizione economica e militare tra le due superpotenze.

21 novembre, Trump incontra il nuovo sindaco di New York Zohran Mamdani
Il presidente incontra il primo sindaco socialista e musulmano di New York, dopo averlo attaccato a più riprese minacciando anche di tagliare i fondi federali alla Grande Mela.

3 gennaio 2026, la cattura di Nicolàs Maduro
Trump supervisiona l’Operation Absolute Resolve in Venezuela in una stanza allestita nella sua residenza privata di Mar-a-Lago, in Florida.

