Il padre di Saman è tornato in Italia, ora affronterà la giustizia

Shabbar Abbas, accusato dell’omicidio della figlia Saman avvenuto nel 2021 a Novellara, in provincia di Reggio Emilia, ed estradato dal Pakistan in Italia, è arrivato nella notte a Roma. L’uomo ha viaggiato a bordo di un Falcon 900 dell’Aeronautica militare. Proveniente da Islamabad, il Falcon 900 dell’Aeronautica Militare (a bordo anche personale del servizio per la cooperazione internazionale di polizia della direzione centrale della polizia criminale insieme ai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Reggio Emilia), è atterrato poco dopo la mezzanotte sulla pista dell’aeroporto di Ciampino. Sbarcato dall’aereo, Shabbar Abbas, preso in consegna dalla polaria di Ciampino, è stato condotto presso il locale ufficio di polizia giudiziaria dello scalo romano, dove gli è stato notificato il decreto di custodia cautelare e il verbale. Dopo di che la polizia penitenziaria ha effettuato il suo trasferimento in un carcere della Capitale, in attesa della definitiva traduzione in una casa circondariale emiliana a disposizione dell’autorità giudiziaria di Reggio Emilia.

Il padre di Saman è tornato in Italia, ora affronterà la giustizia
Saman Abbas (Facebook).

L’8 settembre Abbas sarà in aula

L’arresto e l‘estradizione del padre di Saman non sono stati facili. Prima bisognava trovarlo, poi che la polizia pachistana lo arrestasse. Ed è avvenuto nel Punjab a metà novembre 2022, dopo un anno e mezzo di latitanza. La mancanza di precedenti e di accordi tra Italia e Pakistan rendevano complessa la procedura e lo testimoniano gli oltre 30 rinvii delle udienze per discutere la legittimità della richiesta del ministero della Giustizia italiano. L’ok dei giudici di Islamabad è arrivato il 4 luglio, il consenso del Governo pachistano il 29 agosto. L’8 settembre Abbas potrà essere in aula, in presenza e non più in collegamento video, davanti alla Corte di assise reggiana che lo sta processando insieme a quattro familiari per aver assassinato la diciottenne, probabilmente strangolata, e averne nascosto il corpo, ritrovato in una buca, non lontano da casa, il 18 novembre scorso.

Sua moglie è ancora latitante

Quel giorno, l’8 settembre, sarà sentito come testimone l’altro suo figlio, il fratello minore di Saman, che con le sue parole ha contribuito a rafforzare il quadro a carico dei parenti. Carabinieri e Procura di Reggio Emilia accusano Shabbar di avere agito in concorso con la moglie Nazia Shaheen, l’unica ancora ricercata, e con i cugini della ragazza Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq, arrestati nei mesi seguenti al delitto in Francia e Spagna, oltre che con lo zio e fratello del padre Danish Hasnain, anche lui rintracciato in territorio francese. Proprio Danish ha indicato agli inquirenti dove scavare per trovare il cadavere, sepolto nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021 in un casolare diroccato. Poche ore dopo Shabbar e la moglie presero un volo per il Pakistan.