Tivoli, camion del latte a fuoco di fronte l’ospedale: “Svegliati dal boato di un’esplosione”


Un camion frigo della centrale di latte, carico di prodotti, è andato a fuoco attorno alle 5.00 di questa mattina di fronte l'ospedale di Tivoli. Il mezzo è stato completamente distrutto dalle fiamme nonostante il tempestivo intervento dei vigili del fuoco. Illeso il conducente del furgone che è riuscito a scendere dall'abitacolo.
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Pomezia, esplosione nella cartiera: trema tutta la città, fiamme alte e una nube nera


L'incendio si è sviluppato all'interno della Intercarta di Pomezia a via Naro. Operai e impiegati sono riusciti ad allontanarsi senza problemi e non risultano esserci feriti o intossicati. Al lavoro sul posto sette squadre dei vigili del fuoco, impegnati nel domare le fiamme. Da quanto si apprende si sarebbe trattato di un incidente.
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Incendio a Vigna Stelluti, arrestato proprietario appartamento: ha appiccato il fuoco per suicidarsi


L'uomo di 49 anni che ieri ha appiccato il fuoco al suo appartamento con lo scopo di togliersi la vita, è stato arrestato con l'accusa di incendio doloso. A causa del rogo sono rimaste ferite tre persone, mentre un cane maltese di piccola taglia è purtroppo deceduto. L'inferno di fiamme è divampato alle 8.30 del mattino in largo di Vigna Stelluti.
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Incendio a Vigna Stelluti, a fuoco appartamento al terzo piano di un condominio: strada chiusa


Questa mattina, per cause ancora da accertare, un incendio è scoppiato al terzo piano di un palazzo a Roma Nord, in largo di Vigna Stelluti. Le fiamme hanno letteralmente divorato un appartamento al terzo piano di un palazzo: sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, che sono saliti nell'abitazione con un'autoscala.
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Bracciano, incendio su un bus Cotral in via Ansuini Guardati: le fiamme a pochi metri da una scuola


Un autobus Cotral è andato a fuoco a Bracciano, in via Ansuini Guardati. Le fiamme hanno divorato il mezzo a pochi metri da una scuola. Sul posto sono intervenuti carabinieri e Vigili del Fuoco, che hanno provveduto a spegnere il rogo. Non risultano feriti, l'autista ha fatto scendere tutti i passeggeri appena ha visto il fumo uscire dal cofano.
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Devastante incendio via Casilina, in fiamme capannone industriale della Gemafar a Colleferro


Questa mattina, intorno alle 5, un capannone industriale della Gemafar a Colleferro ha preso fuoco. Un incendio di vaste dimensioni, che ha richiesto l'intervento di cinque squadre dei Vigili del Fuoco con autobotti e carro schiuma. Ancora ignote le cause del rogo: sul posto i carabinieri per le indagini del caso.
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Inferno di fuoco nella notte: bruciano capannoni pieni di miglia di cassette di plastica


Il rogo, di probabile origine dolosa, a San Cesareo comune dell'area metropolitana di Roma. In fiamme due capannoni all'interno di un'azienda agricola. I vigili del fuoco sono stati a lavoro tutta la notte per domare le fiamme, mentre i carabinieri hanno aperto un'indagine per appurare la dinamica di quanto accaduto e individuare eventuali responsabili.
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Campo rom di Castel Romano: vasto incendio in una discarica di 2000 metri quadri


Il rogo si è sprigionato ieri sera e i vigili del fuoco sono ancora a lavoro questa mattina dopo aver affrontato un inferno di fuoco. L'incendio ha interessato un'area di 2000 metri quadri trasformata in una discarica abusiva piena di materiali di risulta, scarti ferrosi e di plastica. Su tutta l'area una densa nube di fumo tossico.
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L’Apocalisse australiana e l’allarme ignorato di Jared Diamond

Nel 2005 il geografo e biologo metteva in guardia sulla fragilità del continente. Una terra poco fertile, arida e sfruttata come una miniera. Consigliava di puntare sulla viticoltura e sull'export di carne di canguro. Ma nessuno gli diede ascolto.

Esportare vino e carne di canguro invece che lana, carni ovine o cereali: è il consiglio che Jared Diamond, antropologo, biologo e geografo statunitense, diede all’Australia in tempi non sospetti.

Allora, era il 2005, molti australiani si indignarono, snobbando le riflessioni dell’esperto premio Pulitzer. Ma ora, nel mezzo dell’emergenza incendi definita una “Chernobyl australe”, le sue parole tornano attuali.

I NUMERI DELL’APOCALISSE AUSTRALIANA

Dallo scorso settembre oltre 10 milioni di ettari sono ormai andati in fiamme; 25 persone e oltre un miliardo di animali sono morti; oltre 2500 case sono andate distrutte. Nella capitale Canberra sono state distribuite ai cittadini 100 mila maschere con filtri protettivi per permettere alla popolazione di sopravvivere con un livello di respirabilità dell’aria che è stato registrato come «il peggiore al mondo». Per ora sono scattati almeno 183 arresti per incendi nel solo Nuovo Galles del Sud, tra cui una quarantina di minorenni. 

LE RESPONSABILITÀ POLITICHE

Ma per i cittadini ci sono evidentemente anche responsabilità politiche, e il primo ministro Scott Morrison è stato ripetutamente contestato. A parte andarsene in vacanza natalizia alle Hawaii nel mezzo della crisi, a parte aver voltato le spalle durante una visita in una comunità devastata dai roghi a una donna incinta che chiedeva più risorse, a parte fare arrabbiare i connazionali per uno spot in cui si vantava per il dispiegamento di forze quando invece era accusato di aver risposto con colpevole ritardo all’emergenza, Morrison è nel mirino soprattutto per aver dichiarato che il suo governo non farà nulla per combattere i cambiamenti climatici.

Il primo ministro australiano Scott Morrison in visita all’osola dei Canguri devastata dalle fiamme (Getty images)

La Carbon Tax che in due anni aveva ridotto le emissioni di gas serra dell’1,4% è stata tolta nel 2014, e la delegazione australiana al recente vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici è stata accusata di ostacolare i negoziati per concordare piani di riduzione delle emissioni di carbonio a livello globale. L’Australia è il più grande esportatore mondiale di carbone e gas naturale liquefatto, e la relativa lobby è potente. 

LA COMBINAZIONE FATALE DI TRE FATTORI

Incendi dolosi a parte, il Paese in questi ultimi mesi è stato colpito da una eccezionale combinazione di tre fattori. Caldo estremo, innanzitutto: a metà di dicembre la temperatura media era arrivata a 41,9 gradi, e secondo il locale Bureau of Meteorology le temperature sono aumentate di oltre un grado Celsius dal 1920. Poi, siccità prolungata: la primavera più secca da quando 120 anni fa si è iniziato a registrare il dato. Terzo elemento, venti fortissimi: fino a 60 miglia l’ora. Gli incendi boschivi sono cosa normale in Australia, ma se il caldo aumenta anche la loro intensità cresce, fino a oltrepassare il livello di guardia. 

Abitazioni distrutte dalle fiamme nel Galles del Sud (Getty Images).

Vero, l’Australia può contare su centinaia di migliaia di vigili del fuoco volontari che lavorano 24 ore su 24 per cercare di tenere gli incendi sotto controllo. Ma secondo gli esperti bisognerebbe puntare di più sulla prevenzione, a partire dall’edilizia nelle zone a rischio incendi: costruire case resilienti e realizzare zone cuscinetto più ampie tra le proprietà e il Bush, la tipica vegetazione australiana. 

L’ALLARME LANCIATO DA DIAMOND NEL 2005

Forse però occorrerebbe andare oltre. E ricordare Jared Diamond: il biologo, fisiologo, ornitologo, antropologo e geografo il cui best-seller Armi, acciaio e malattie nel 1997 rivoluzionò la storiografia lanciando il genere definito “storia mondiale”. L’Australia è una terra che Diamond conosce bene. Ne parla anche nel suo recentissimo Crisi. Come rinascono le nazioni. Ma a questo Paese un altro capitolo lo aveva dedicato in Collasso. Come le società scelgono di morire o vivere del 2005. E lì il suo avvertimento era stato proprio questo: l’Australia è il continente ecologicamente più fragile del Pianeta e per sopravvivere la sua economia dovrebbe cambiare in maniera radicale. Non solo sul fronte del carbone.

UN’ECONOMIA BASATA SULLO SFRUTTAMENTO

«L’attività mineraria in senso stretto (ovvero l’estrazione di carbone e metalli) è oggi un fattore chiave nell’economia australiana, perché rappresenta la quota più cospicua delle esportazioni», ricorda Diamond. Aggiungendo: «La miniera è anche una chiave metaforica per comprendere la storia ambientale dell’Australia e la sua difficile situazione attuale». Lo ripetiamo: scriveva nel 2005. «L’estrazione mineraria, fondamentalmente, non è che lo sfruttamento fino all’estremo di risorse che non si rinnovano con il tempo. Dato che l’oro non cresce nei campi anno dopo anno e che dunque non c’è bisogno di tener conto del ritmo con cui si rinnovano i giacimenti, i minatori estraggono il minerale da un filone fino a quando si esaurisce».

Una donna cammina con una mascherina a Sydney (Getty Images).

Dunque, l’estrazione di minerali deve essere «tenuta ben distinta dallo sfruttamento di risorse rinnovabili» che si rigenerano per riproduzione biologica o per la formazione di un nuovo strato di suolo, e che possono essere sfruttate indefinitamente «a condizione che vengano prelevate con un ritmo più lento rispetto a quello con cui si rinnovano». Ma «l’Australia ha sempre trattato le sue risorse rinnovabili (e continua a farlo) alla stregua di minerali: le sfrutta molto più velocemente di quanto non si rigenerino». 

UNA TERRA SENZA MINERALI E POCO FERTILE

Come ricorda Diamond, «ecologicamente, l’ambiente dell’Australia è eccezionalmente fragile». Per questo «sono già diventati gravi molti problemi che potrebbero prima o poi paralizzare anche altri Paesi ricchi (e che già imperversano in molte zone del Terzo Mondo)». La siccità da cui i continui incendi, infatti, è dovuta al fatto che «l’Australia è il continente meno fertile: ha il suolo mediamente meno ricco di sostanze nutrienti, il tasso di crescita vegetale più basso e la più bassa produttività». E questo «perché il suolo australiano è, per la maggior parte, così vecchio che i suoi minerali sono stati trascinati via dalle innumerevoli piogge. Le rocce più antiche presenti sulla superficie terrestre (quasi 4 miliardi di anni) si trovano nella catena montuosa del Murchison Range, nell’Australia occidentale». La mancanza di vulcani, glaciazioni e sollevamenti non ha permesso un ripristino. Di conseguenza l’agricoltura australiana dipende da un uso e abuso di fertilizzanti e carburanti che aumenta non solo i costi di produzione, ma anche l’impoverimento del suolo e l’effetto serra.

UNA RICONVERSIONE MAI AVVENUTA

Diamond consigliava una riconversione massiccia verso prodotti a più alto valore aggiunto, che ridurrebbero questo impatto. Benissimo dunque il vino. La viticultura australiana è fortunatamente in rapida espansione ed è un boom che secondo l’esperto va incoraggiato. Più si brinda con vino degli antipodi e più si contribuisce a salvare l’ambiente. Ma anche gli allevamenti ovini per Diamond dovrebbero lasciare il passo all’esportazione di carne di canguro, che in molti Paesi è apprezzata, e la cui produzione sarebbe perfettamente sostenibile.

Un koala salvato dai Vigili del fuoco.

Però, come osservava lo stesso geografo con sarcasmo, «gli australiani considerano i canguri soltanto degli animali fastidiosi e dannosi, e non credono che la loro carne possa rimpiazzare una buona cena tradizionale all’inglese, a base di carne di montone e di manzo. Molte organizzazioni per la difesa degli animali si oppongono alla caccia dei canguri, dimenticando però che le condizioni di vita e i metodi di macello degli ovini e dei bovini sono molto più crudeli di quelli dei canguri selvatici. Gli Stati Uniti proibiscono esplicitamente l’importazione di carne di canguro perché questo animale è ritenuto ‘carino’ e perché la moglie di qualche senatore deve aver sentito dire che è una specie a rischio di estinzione. In effetti alcune specie di canguro sono in pericolo, ma non (ovviamente) quelle di cui è autorizzata l’uccisione, che sono anzi molto numerose».

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Incendio nel cantiere del viadotto Polcevera a Genova

Al momento non si registrano feriti. Via Fillak è stata chiusa al traffico per consentire le operazioni in sicurezza.

Un grosso incendio è divampato all’interno del cantiere per il nuovo ponte di Genova. A prendere fuoco materiale dentro la pila 13 della nuova struttura. Sul posto stanno intervenendo cinque squadre dei vigili del fuoco. Le fiamme hanno avvolto l’intera pila. Al momento non si registrano feriti. Via Fillak è stata chiusa al traffico per consentire le operazioni in sicurezza.

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Incendio in un sottotetto a Milano: morta una coppia

Le fiamme si sono sviluppate intorno alle 3 e mezza di notte. Le vittime, un uomo di 29 anni e una donna di 27, sorprese nel sonno. In corso gli accertamenti dei Vigili del fuoco.

Due persone sono morte, a Milano, a seguito dell’incendio di un sottotetto avvenuto la scorsa notte nella zona dei Navigli. Quando i pompieri hanno spento le fiamme hanno trovato un uomo e una donna deceduti. Una terza persona invece si è salvata e non ha avuto bisogno di cure mediche.

Secondo quanto riferito dai Vigili del fuoco le fiamme si sono sviluppate intorno alle tre e mezza di notte in una palazzina in alzaia Naviglio Grande 156, quando i due stavano dormendo profondamente. Secondo le prime informazioni di 118 la coppia sarebbe stata sorpresa nel sonno e sarebbe morta sia per l’intossicazione sia per le ustioni.

Si tratta di una donna di 27 anni e di un uomo di 29. La terza persona sarebbe, invece una parente della donna. L’autorità giudiziaria ha demandato gli accertamenti tecnici al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco mentre le indagini sono a cura dei Carabinieri.

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Tir a fuoco in galleria sull’A10: 32 intossicati

Il camion è andato in fiamme in un tunnel tra Spotorno e Savona. I vigili del fuoco sono riusciti a domare l'incendio.

È di 32 persone intossicate il bilancio dell’incendio avvenuto questa mattina intorno alle 10 sull’autostrada A10 tra Spotorno e Savona. Per cause ancora da chiarire un Tir ha preso fuoco all’interno della galleria Fornaci: il denso fumo nero ha invaso la galleria intossicando gli automobilisti rimasti intrappolati all’interno.

Alla fine 32 persone sono state portate negli ospedali San Paolo di Savona e Santa Corona di Pietra Ligure. Molte di loro erano a bordo di un autobus che si trovava subito dietro il Tir. Il conducente del mezzo pesante è uscito indenne dal rogo. Sul posto diverse ambulanze e i vigili del fuoco, che sono riusciti non senza difficoltà a domare le fiamme. Il tratto di autostrada è chiuso con uscite obbligatorie a Savona e Pietra Ligure.

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A Centocelle va a fuoco anche il Baraka bistrot

Il Baraka Bistrot aveva espresso solidarietà alla libreria antifascista bruciata per la seconda volta in pochi mesi. Era uno dei primi ad aver aperto nel quartiere.

Ancora un rogo, un altro incendio appiccato in un locale a Centocelle a pochi passi dal punto in cui la notte del 5 novembre è stato dato fuoco per la seconda volta alla libreria antifascista ‘La Pecora elettrica, già oggetto di un attacco incendiario durante la notte del 25 aprile. Ad andare a fuoco, stavolta, nella notte tra l’8 e il 9 novembre, è stato il ‘Baraka bistrot‘ in via dei Ciclamini, vicino allo storico centro sociale Forte Prenestino . Dai primi accertamenti l’atto potrebbe essere doloso: la serranda è stata divelta e ci sono tracce di liquido infiammabile. Sul posto polizia e carabinieri. Con questo sono quattro i locali andati a fuoco nel quartiere di Centocelle in pochi mesi.

NESSUN DANNO STRUTTURALE

Sono stati distrutti dalle fiamme gli arredi interni del pub. La palazzina in cui si trova il locale è stata evacuata a scopo precauzionale. L’incendio è divampato intorno alle 4.30 ed è stato domato dai vigili del fuoco, che sono riusciti così a evitare che si provocassero danni strutturali all’edificio. Nessuno è rimasto ferito o intossicato. Sulla vicenda indagano i carabinieri della compagnia Casilina e della stazione Centocelle. Nei giorni precedenti l’incendio, sulla pagina Facebook del locale erano stati pubblicati post di solidarietà alla libreria antifascista ‘La Pecora elettrica’, che sarebbe dovuta riaprire il 7 novembre dopo il rogo avvenuto nell’aprile del 2019. Il sospetto è che dietro questa serie di incendi ci sia la pista della droga. Un giro di spaccio “infastidito” dalle attività serali nel quartiere. Il ‘Baraka bistrot’ è uno dei primi locali aperti a Centocelle.

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