Nome di Nino Savastano tirato in ballo in passato dai collaboratori di giustizia

di Pina Ferro

Giovanni Savastano, nel corso del tempo, è stato tirato in ballo da alcuni collaboratori di giustizia che hanno descritto il legame tra il consigliere comunale ed alcuni soggetti noti alle forze dell’ordine. Si tratta di personaggi di spicco nel panorama criminale della città di Salerno. Va precisato che in passato Savatano è stato coinvolto in vicende giudiziarie. Era accusato di concorso esterno in associazione camorristica, abuso di ufficio aggravato dalla finalità di agevolare l’associazione a delinquere facente capo a D’Agostino Giuseppe . Procedimento che si concluse con un’assoluzione. “E se in tempi trascorsi -scrive il Gip – tali accordi erano stati qualificati in sede processuale come mero scambio di favori nei confronti di “amici di quartiere” (il riferimento è agli accertati rapporti tra il Savastano ed i fratelli D’Agostino Giuseppe e D’Agostino Antonio”, che “erano sì camorristi, ma anche i compagni di infanzia del Savastano cresciuto nel Rione Petrosino”), essendo carente la prova di un nesso tra le condotte contestate al Savastano e le competizioni elettorali nel corso delle quali il medesimo aveva ottenuto l’appoggio del clan D’Agostino – Panella, le indagini effettuate nel presente procedimento penale non lasciano, invece, residuare dubbi sulla contiguità tra patto corruttiva elettorale e condotte illecite finalizzate a plurimi delitti di turbativa d’asta, con lo Zoccola”.
A parlare, per la prima volta, di Giovanni Savastano e del suo coinvolgimento con Peppe D ‘Agostino è il collaborante di giustizia Pisapia Adamo.
Alle sue dichiarazioni hanno fatto eco le successive dichiarazioni di Cuomo Andrea, Esposito Carmine, Iannone Bruno e, da ultimo, in seguito alla scelta di collaborare con la giustizia maturatasi nell’aprile del 2006, anche Ubbidiente Angelo.
Il primo riferimento a Savastano fu fatto, infatti, da Pisapia nel corso dell’interrogatorio rilasciato il 6 novembre 2000, dunque, in epoca precedente all’ultima competizione elettorale dell’anno 2001.
In particolare, Pisapia riferiva che in entrambe le competizioni elettorali in cui la lista aveva avuto a capo il sindaco Vincenzo De Luca, “era stato portato” un politico, Nino Savastano, su ordine di Peppe D’Agostino.
E’ evidente il riferimento di Pisapia alle elezioni tenutesi negli anni 1993 e 1997, elezioni in cui, a Salerno, concorreva per la carica di sindaco Vincenzo De Luca, e Pisapia riferiva testualmente: “Si, l’abbiamo portato noi questo politico perché… Peppe D’Agostino disse (…) anche perché nel rione nostro si può dire, Rione Petrosino, via Capone, stiamo là… e Peppe disse di portare lui, assolutamente lui e infatti nelle votazioni ci mettemmo tutti davanti alle scuole e chiunque persona passava li là gli dicevamo di dare questo voto a questa persona perché serviva per … tante cose insomma, avere un politico come amico… tipo gare d’appalto insomma, qualche lavoro che si doveva prendere soldi”.
Secondo la ricostruzione di Pisapia l’assessore Savastano era stato sempre molto vicino al clan essendo legato a Matteo Palumbo, ed era stato proprio il clan a spingere il Savastano a candidarsi confidando nella possibilità che questi, dopo De Luca, potesse diventare addirittura sindaco con il loro appoggio poiché essi, anche attraverso Ciro Marigliano ed il Panella, avevano il controllo in varie zone di Salerno. Successivamete Pisapia precisò di non sapere come facesse Savastano a far prendere i lavori alla ditta di Palumbo in quanto questi argomenti venivano discussi tra Savastano, Giuseppe D ‘Agostino e Matteo Palumbo anche se gli altri associati ne erano, comunque, a conoscenza.
Il 12 aprile 2006 il Pisapia, dichiarrò, inoltre di conoscere Fiorenzo Zocco/a , persona che riferiva essere legalissima a D ‘Agostino Giuseppe e che aveva ricevuto tanti soldi con i lavori ricevuti al Comune da costruirsi una mega villa nei pressi dell’aula bunker dì Salerno. Alla domanda del magistrato circa le modalità con cui venivano assegnati i lavori a Zoccola Pisapia rigferì,: <venivano assegnati perché questi apparteneva al D’Agostino e pertanto veniva favorito.
Preciso meglio che dei rapporti tra il D ‘Agostino ed esponenti del Comune di Salerno, in particolare Savastano e qualcun altro, beneficiava lo Zocco/a. E’ stato proprio quest’ultimo a consigliare al D’Agostino di aprire una ditta per fare tali lavori sul Comune di Salerno> Dei rapporti di amicizia tra Savastano e D’Agostino hanno parlato anche i collaboratori di giustizia Andrea Cuomo, il l9 gennaio 2005, Carmine Esposito il 6 dicembre del 2005, Bruno Iannone. Anche Angelo Ubbidiente, interrogato dai magistrati nel giugno 2006 riferì di conoscere Giovanni Savastano da una vita “rapporti proprio, cose normali” ed alla domanda su cosa significasse l’espressione “cose normali” replicava: “ha fatto cambiare il cognome a mio figlio, prima perchè portava il cognome di…mi sono rivolto a lui come dovevo fare, che carte… poi lui mi spiegò quali cose, qualche sussidio che ha fatto mia moglie, però rapporti di cose no, di illeciti no, non l’ha mai fatto. Lo conosco proprio…da ragazzi ci conosciamo”.
Ubbidiente ricordò anche dell’episodio in cui si era presentato nella stanza di Savastano, al Comune, in quanto l ‘assessore gli aveva organizzato un incontro con una persona che aveva una ditta per conto del Comune al fine dì verificare la possibilità dì poter esserne assunto.
Le indagini della Dia hanno accertato che la persona con cui Angelo Ubbidiente si incontrò al Comune era Bruno De Rosa B presidente del Consiglio di Amministrazione della Cooperativa Albanova, dalla data della sua costituzione fino al mese di ottobre dell’anno 2002.

Le intercettazioni/ Angelo Caramanno si rifiuta di partecipare alla giunta comunale

Durante una conversazione telefonica intercettata, l’assessore Caramanno si mostra chiaramente preoccupato per la vicenda cooperative e per l’adozione di questa ulteriore proroga, affermando in maniera tassativa di non voler aver nulla a che fare con loro: “Noooooooooo, io non mi gioco niente perché io con quella gente … no ci voglio avere a che fare”. In quell’occasione, Caramanno non partecipa alla giunta comunale, forse fuori Salerno.
Luca Caselli ad un certo punto non ti sentivo più…
Angelo Caramanno neanche io, scusami…
Luca Caselli: chiama un attimo, per me c’è la fate anche domani non è un problema, cioè voglio dire..•
Angelo Caramanno domani- quindi oggi scade comunque..
Luca Caselli: oggi scade il rapporto di lavoro del giorno 15, per fare io poi le proroghe con le determine senza soluzione di continuità, le devo fare entro domani, dopodomani·- insomma posso scrivere dal 15 in poi, non è che posso andare troppo oltre, sarebbe stato bene…•pronto…•
Angelo Caramanno: ehi …
Luca Caselli: sarebbe stato buona norma che avessimo fatto tutto prima, però come al solito non si sa mai niente ·- pareva che queste benedette Commissioni le riuscivano a fare, invece non le hanno fatte,
Angelo Caramanno: però vista la delicatezza dell’argomento io te lo chiedo a livello personale • e visto che io sto in “mezzo al fuoco” per questa cosa, anche a livello personale-· informami non •••
Luca Caselli: ma io per questo ieri ti ho mandato la determina-·
Angelo Caramanno: ho capito, ma comunque ieri .•. (si accavallano le voci)-·
Luca Caselli: a me ieri hanno scritto, perché onestamente, se tu .. si io avevo detto “guardate dopo il 15 possiamo andare perché abbiamo scritto che non c’era una proroga, era la risoluzione del rapporto di lavoro”, poi visto e considerato che come al solito le gare perdono tempo, ma c’è ancora il fatto che sono sempre…
Angelo Caramanno: e l’hai messa a proposta mia … l’hai messa quindi·-
Luca Caselli: e come delibera d’indirizzo la proposta tua, che da solamente l’indirizzo a me di fare le proroghe, come tutte le altre volte Angelo, •.. no, c’è grande differenza •.. è come le altre volte che le abbiamo fatte, io adesso in questo momento visto e considerato che non hanno terminato diciamo gli atti di gara •.. che erano relativi alla cosa, si prorogano per altri due mesi nelle more che si finisce· tieni conto che sono già stati tutti quanti ammessi alla fase successiva, eh
Angelo Carammanno: ok.••
Luca Caselli: quindi stiamo più tranquilli…
Angelo Caramanno: ok..
Luca Caselli: no, no, stasera è una cazzata, anzi ti posso dire una cosa giocatela in un altro modo, nel senso che …
Angelo Caramanno: Noooooooooo, io non mi gioco niente perché io con quella gente … no ci voglio avere a che fare
Luca Caselli: ho capito, però voglio dire questa è una cosa buona, che stai facendo per i dipendenti per evitare che vadano in mezzo alla strada … per i prossimi mesi..
Angelo Caramanno: va bene, fammi chiamare un attimo al Sindaco…ciao..

Consiglia

Lara Comi intercettata e quella «spasmodica ricerca di soldi»

Al telefono con la sua avvocata, l'ex europarlamentare di Forza Italia arrestata per tangenti si confidava così: «Dirò che non ho mai preso 17 mila euro». Caianiello, figura chiave del sistema corruttivo, ai pm: «Temeva di non essere rieletta». E spiega la presunta truffa a Bruxelles.

Dopo che il suo nome emerse nella maxi indagine per tangenti in Lombardia, l’ex europarlamentare di Forza Italia Lara Comi, finita agli arresti, parlava così al telefono: «Oggi io dirò che non ho mai preso 17 mila euro, non ho mai avuto consulenze con Afol né a società a me collegate che non esistono… Se mi chiedono “perché dicono questo?” posso dire che eri tu che facevi loro consulenza».

INTERCETTAZIONE CON L’AVVOCATA BERGAMASCHI

La conversazione intercettata, datata 9 maggio, era con l’avvocata Bergamaschi, sua collaboratrice, e fa riferimento al denaro che la Comi avrebbe ottenuto da Afol. Il dialogo si trova nell’ordinanza cautelare.

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PER 10 ANNI AL PARLAMENTO EUROPEO

Comi, 36 anni, tra la sua passione per il Milan e le sempre più frequenti apparizioni tivù era riuscita nella sua scalata politica passando da Saronno a Bruxelles grazie agli sponsor “giusti”. È stata in Europa per 10 anni, dal 2009 al 2019 (in mezzo la rielezione del 2014), ma all’ultima tornata elettorale europea non le sono bastati 32.365 voti: finì solo terza nel Nord-Ovest dietro a Silvio Berlusconi e Massimiliano Salini, risultando la prima dei non eletti.

L’IMBARAZZO DI FORZA ITALIA E L’ESCLUSIONE NEL 2019

Il Cav, imbarazzato per i guai giudiziari che l’hanno colpita, ha scelto di mantenere il proprio seggio nel Nord-Ovest, nonostante fosse stato eletto anche nel Sud e nelle isole, escludendo così la Comi dall’europarlamento.

Nonostante la giovane età, Comi ha mostrato una non comune esperienza nel fare ricorso ai diversi, collaudati schemi criminosi


Un passaggio dell’ordinanza

Nell’ordinanza Comi viene descritta con queste parole: «Nonostante la giovane età, ha mostrato nei fatti una non comune esperienza nel fare ricorso ai diversi, collaudati schemi criminosi volti a fornire una parvenza legale al pagamento di tangenti, alla sottrazione fraudolenta di risorse pubbliche e all’incameramento di finanziamento illeciti».

LUNGHE INDAGINI SU CONTRATTI DI CONSULENZA

I pm di Milano da tempo indagano su contratti di consulenza per un valore di 38 mila euro ottenuti da «una società riconducibile alla Comi». Contratti che sarebbero stati ottenuti attraverso Gioacchino Caianiello, ex coordinatore di Forza Italia nel capoluogo lombardo, ritenuto il “burattinaio”, la figura chiave al centro del presunto sistema corruttivo fatto di mazzette, finanziamenti e nomine pilotate.

Comi temeva fortemente per la sua rielezione al parlamento europeo, ragione per la quale ha iniziato ad andare spasmodicamente alla ricerca di finanziamenti e alleanze politiche


Nino Caianiello

Caianiello il 2 settembre ha messo a verbale che Lara Comi «a seguito della mancata candidatura alle elezioni politiche nazionali cui lei fortemente aspirava», ha «iniziato a spaventarsi fortemente per la sua rielezione al parlamento europeo, ragione per la quale ha iniziato ad andare spasmodicamente alla ricerca di finanziamenti e alleanze politiche». Ha raccontato anche che «la Comi voleva che io intercedessi in suo favore nei confronti di Mariastella Gelmini (di cui da giovane fu assistente, ndr)» e ha parlato di un incontro.

IL NODO DEI SOLDI DA GIRARE A CAIANIELLO

Caianiello da tempo sta collaborando coi pm milanesi. Ai quali ha detto: «Più volte avevo espresso alla Comi la necessità di trovare una modalità attraverso cui retrocedere delle somme in favore della mia persona, in ragione dei costi che la quotidiana attività politica mi comportava».

LO STRATAGEMMA: GONFIARE LO STIPENDIO DELL’ADDETTO STAMPA

Il passaggio riguarda la presunta truffa al parlamento europeo – di cui è accusata, tra le altre cose, la Comi – attraverso uno “stratagemma”: gonfiare fino a 3 mila euro al mese lo stipendio dell’addetto stampa dell’epoca dell’eurodeputata, rimborsato dall’europarlamento, per poi girare 2 mila euro a Caianiello. «Comi», ha spiegato il “burattinaio”, «era recalcitrante a retrocedere una parte del suo stipendio per finanziare le strutture del partito di Forza Italia, anche in vista delle imminenti elezioni europee, escogitammo lo stratagemma di far maggiorare lo stipendio del giornalista Aliverti».

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