di Arturo Calabrese
Lustra e Rocca Cilento, frazione del borgo cilentano, piangono Serafina Izzo, una delle ultime custodi di saperi antichi. La donna è venuta a mancare presso l’ospedale di Roccadaspide ed oggi si svolgeranno le esequie presso la chiesa della Madonna della Neve proprio in quel di Rocca Cilento. Serafina, molto attiva con la Pro Loco, era anche la detentrice di un piccolo museo.
La famiglia del marito, infatti, annoverava tra gli avi la maestra Adele Mazzei, giovane maestra salernitana che nel 1908 giunse nel borgo per portare istruzione. Quell’aula, tra registri, pennini, calamai, quaderni, un tricolore del Regno e tanti ricordi, è immutata. Entrando al suo interno è come affrontare un viaggio nel tempo.
Era il mese di ottobre del 2017 quando il Fai, il Fondo Ambiente Italiano, scelse la scuola di Rocca Cilento come uno dei sei luoghi del cuore e Serafina ne dischiuse le porte alla cittadinanza, ai visitatori, alle scolaresche e alla stampa.
Da quella giornata nacque un approfondimento pubblicato nelle pagine culturali di questo giornale, un focus poi riproposto anche sull’allegato “La Felce”. Serafina era la custode di quell’aula, una finestra sul passato, una pagina del lungo diario della storia.
Oggi Rocca Cilento, Lustra e l’intero territorio perdono una testimone del tempo che fu. Serafina non negava a nessuno l’ingresso in casa sua, dove l’aula occupava una parte dell’antico palazzo. Non ha mai voluto cambiare nulla e ha preteso che tutto rimanesse immutato. La maestra Adele ha insegnato ai bambini ma anche agli adulti. In quegli anni l’analfabetismo era diffusissimo, in particolare tra le classi più povere.
Il suo apporto fu importante per quella comunità, vogliosa di imparare, di conoscere, di sapere. Quell’aula, si scriveva ad ottobre, è uno scrigno che contiene dentro di sé un piccolo tesoro, in attesa di essere visitato e vissuto, ma soprattutto pronto a insegnare ancora.
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