L’idea del Pentagono: dirottare in Medio Oriente le armi destinate all’Ucraina

Il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti sta valutando la possibilità di dirottare verso il Medio Oriente armamenti destinati all’Ucraina. Lo scrive il Washington Post, citando tre fonti vicine al Pentagono secondo cui la guerra in Iran sta riducendo le scorte di munizioni più cruciali delle forze armate americane.

Quali armi potrebbero finire in Medio Oriente

Tra le munizioni più richieste nel conflitto in Medio Oriente ci sono gli intercettori ad alta tecnologia per la difesa aerea, compresi i sistemi Patriot e Thaad, ordinati da Kyiv tramite un programma Nato avviato nel 2025, in base al quale sono i Paesi partner a pagare le armi Usa per l’esercito ucraino. Separatamente, il Pentagono ha notificato al Congresso l’intenzione di dirottare circa 750 milioni di dollari di fondi forniti dai Paesi Nato attraverso il programma Purl (Prioritized Ukraine requirements list) per ricostituire le scorte militari nazionali, anziché destinarli a Kyiv.

Gli Usa hanno già speso più di 30 miliardi di dollari

Anche se non è stata ancora presa una decisione definitiva, il solo fatto che gli Usa stiano valutando una mossa del genere non fa che mettere in luce i crescenti compromessi necessari per sostenere la guerra contro l’Iran, dove il Comando Centrale degli Stati Uniti ha colpito oltre 9 mila obiettivi in poco meno di quattro settimane di combattimenti, con un enorme esborso economico, già superiore (secondo le stime) a 30 miliardi di dollari. Secondo Axios, che cita due funzionari statunitensi, Washington sta lavorando a opzioni militari contro Teheran che potrebbero includere l’uso delle forze di terra e una massiccia campagna di bombardamenti.