Due governatori per il post Tajani. L’incontro di Antonio Tajani con i Berlusconi nella sede di Mediaset è andato male. E in Forza Italia si cerca di tamponare, mentre cominciano a emergere profili in vista del congresso che si dovrebbe tenere dopo le Politiche.

I due nomi che possono dare del filo da torcere al ministro degli Esteri sono, allo stato, quello del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che, a dicembre a Palazzo Grazioli, aveva presentato la sua corrente “liberale”, salvo poi ritrarsi dopo poco; e quello del collega governatore, il piemontese Alberto Cirio.

Cirio avrebbe proposto Costa al posto di Barelli
Proprio Cirio di recente avrebbe assunto un ruolo di rilievo – e di mediazione – proponendo di affidare l’incarico di capogruppo alla Camera a Enrico Costa, ex di Azione, per sostituire Paolo Barelli che i figli di B vedono come fumo negli occhi. Cirio dovrebbe incontrare Marina Berlusconi martedì e con la figlia del Cavaliere affrontare anche il nodo, più spinoso, dei congressi. Mentre su Costa sarebbero state superate le resistenze di larga parte dei deputati, in un primo tempo poco propensi a votare come presidente uno entrato in FI solo un anno e mezzo fa. Sui congressi, Tajani dovrebbe cedere e rallentare, almeno nelle Regioni in cui il partito è più spaccato – Sicilia, Basilicata, Lombardia, Puglia e Abruzzo – con la minoranza che accusa i vertici di aver gonfiato le tessere.

Il futuro di Barelli tra commissione Anagrafe tributaria e Mimit
E se Tajani non vuole rinunciare alle assise regionali per ‘blindarsi’, gli altri non mollano, anche perché – è il ragionamento – se si fosse votato avrebbero potuto eleggersi il nuovo capogruppo da soli. Ma questo non è stato fatto perché sia la famiglia che Gianni Letta si sono convinti che si dovessero evitare segnali di rottura in questo momento. Giorgio Mulè per esempio aveva tutti i numeri per fare il capogruppo, ma per Tajani sarebbe stato ritrovarsi un “nemico in casa”. Troppo da digerire, al momento. Costa potrebbe essere eletto tra martedì e giovedì. Per quanto riguarda il futuro dell’ormai uscente capogruppo alla Camera, Barelli probabilmente prenderà il posto di Maurizio Casasco alla presidenza della commissione Anagrafe tributaria (Casasco, a sua volta, potrebbe ambire a un posto di governo). Oppure sostituire Valentino Valentini come viceministro al Mimit. Certo, rispetto all’operazione chirurgica di scambio di ruoli tra Maurizio Gasparri e Stefania Craxi al Senato (capogruppo e presidente commissione Esteri), l’affaire Barelli si è maggiormente avviluppato su se stesso, con il risultato di tenere il capogruppo alla Camera più a lungo sulla graticola e, con lui, di conseguenza, anche il consuocero Tajani.

