Si conferma tra gli appuntamenti più rilevanti del panorama scientifico nazionale il Corso di Neuroradiologia Interventistica, giunto alla XIX edizione, in programma fino ad oggi presso il Lloyd’s Baia Hotel di Salerno. L’evento è organizzato sotto la responsabilità scientifica del Prof. Luigi Cirillo (IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna – Ospedale Bellaria), in collaborazione con la UOC di Neuroradiologia dell’A.O.U. “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, diretta dal Dott. f.f. Daniele Giuseppe Romano. Quest’anno l’obiettivo è un momento di confronto multidisciplinare sui principali sviluppi innovativi e sulle applicazioni della ricerca in ambito neuroradiologico, con particolare attenzione all’evoluzione delle tecniche interventistiche, alla diagnostica avanzata e all’organizzazione delle reti sia territoriali per patologie tempo- dipendenti che nazionali per le patologie ad alta complessità e rare. Dal 1998, anno della prima edizione, la pratica clinica ha subito una trasformazione radicale: dalle tecniche di trattamento delle malformazioni vascolari – che oggi consentono di trattare aneurismi un tempo non operabili – fino ai progressi nella diagnostica di selezione e monitoraggio ed alla gestione dell’impatto dell’intelligenza artificiale che hanno migliorato significativamente l’efficacia e la sicurezza delle terapie. Centrale è divenuto anche il ruolo Neuroradiologico nei board multidisciplinari con i colleghi delle altre branche specialistiche cliniche e chirurgiche e l’integrazione tra l’attività clinica ambulatoriale, diagnostica e terapeutica. Tra i temi principali, l’ictus cerebrale continua a rappresentare una priorità sanitaria. In questo ambito, la neuroradiologia interventistica svolge un ruolo determinante grazie alla trombectomia meccanica, considerata una delle procedure più efficaci della medicina moderna. Secondo i dati del Programma Nazionale Esiti (PNE) di Agenas, la Campania ha registrato un incremento costante delle procedure interventistiche: negli ultimi due anni il ricorso alla trombectomia meccanica è cresciuto di oltre il 15-18% nell’ultimo anno. Complessivamente, i centri HUB dell’area metropolitana di Napoli eseguono oggi 700-800 procedure neurovascolari l’anno con oltre 500 trombectomie meccaniche, mentre solo il polo HUB di Salerno ha superato le 190 trombectomie nel 2025, consolidando un ruolo sempre più strategico nella rete regionale stroke. Parallelamente, si è registrato un netto miglioramento dei tempi di intervento (“door-to-needle” e “door-to- puncture”), elemento cruciale nella gestione dell’ictus secondo il principio “time is brain”. Questi risultati sono stati resi possibili grazie al potenziamento degli organici, all’aggiornamento tecnologico e all’attivazione diffusa di servizi h24 dedicati allo stroke. Gli investimenti hanno riguardato in particolare l’installazione di angiografi biplanari di ultima generazione, il rinnovo delle apparecchiature di risonanza magnetica e tomografia computerizzata e l’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale per l’analisi automatizzata degli studi di perfusione cerebrale, consentendo diagnosi più rapide e trattamenti sempre più mirati. L’innovazione, tuttavia, non riguarda solo la tecnologia, ma anche l’approccio al paziente. Sempre maggiore attenzione viene posta all’umanizzazione delle cure, al rafforzamento del rapporto medico-paziente e al ruolo dell’attività ambulatoriale, fondamentale per accompagnare il paziente nella comprensione dei percorsi diagnostici e terapeutici. “Il Corso non è solo un momento di aggiornamento – sottolineano gli organizzatori – ma il motore di una rete professionale che unisce neuroradiologi a livello nazionale e internazionale, integrando esperienza clinica, innovazione tecnologica e capacità organizzativa per garantire a ogni paziente il miglior trattamento possibile”.
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