Finita la nuova fuga di Elia Del Grande, autore della “strage dei fornai”

I carabinieri hanno rintracciato e arrestato in provincia di Varese Elia Del Grande: l’autore della “strage dei fornai” il giorno di Pasqua era fuggito dalla casa-lavoro di Alba (Cuneo) che doveva frequentare e dalla quale era uscito grazie a una licenza. Del Grande, che era alla guida di un’auto rubata nel parcheggio del cimitero della frazione Lentate di Sesto Calende, ha cercato di eludere i controlli dei militari, che lo hanno bloccato e condotto in carcere su disposizione della Procura di Varese. Dovrà rispondere di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali, in quanto nel tentativo di fuga ha provocato lievi lesioni a un carabiniere.

A ottobre era fuggito da una casa-lavoro del Modenese

Del Grande a fine ottobre era evaso da una casa-lavoro di Castelfranco Emilia (Modena) in cui si trovava dal mese precedente: da una località segreta aveva poi scritto una lunga lettera a Varese News, spiegando il motivo del suo allontanamento dalla struttura a cui era stato assegnato dopo aver scontato 26 anni e 4 mesi di carcere, perché giudicato ancora socialmente pericoloso. Era stato poi rintracciato poco dopo.

La “strage dei fornai”, l’arresto e la condanna

Il 7 gennaio 1998, quando aveva 22 anni, Del Grande sterminò a colpi di fucile la famiglia a Cadrezzate (Varese): il padre Enea, 58 anni, la madre Alida, 53, e il fratello Enrico, 27, che insieme gestivano una panetteria. Fuggì in Svizzera, ma fu arrestato e poi confessò il triplice delitto: alla base contrasti legati alla sua frequentazione con una ragazza della Repubblica Dominicana. Del Grande ha scontato in carcere 25 dei 30 anni ai quali era stato condannato in Appello, dopo l’ergastolo in primo grado e il riconoscimento della semi-infermità mentale. In libertà vigilata si è però reso protagonista di furti e molestie nei confronti del vicinato; da qui la decisione del tribunale di Sorveglianza alla misura cautelare del collocamento nella struttura di Castelfranco Emilia in avrebbe dovuto trascorrere in tutto sei mesi, perché ritenuto socialmente pericoloso.