Scontro tra treni della linea 1 della metro di Napoli

Lo scontro tra tre convogli è avvenuto alle 7.45 di martedì 14 gennaio. Almeno cinque le persone portate in ospedale. Decine i feriti lievi e curati sul posto.

Erano circa le 7.45 di martedì 14 gennaio quando tre treni della linea 1 della metropolitana di Napoli si sono scontrati appena fuori dalla stazione Piscinola. Nello scontro, dato che i convogli erano carichi di pendolari che si stavano recando a lavoro, ci sono stati diversi feriti. La circolazione dei treni è stata sospesa sull’intera tratta creando diversi disagi al traffico.

LA DINAMICA DELL’INCIDENTE

Lo scontro sarebbe un tamponamento a catena coinvolgendo un convoglio appena uscito dal deposito, uno che aveva già caricato passeggeri a bordo e partito dal binario due della stazione di Piscinola e un terzo treno, questo ancora senza passeggeri. L’incidente è avvenuto tra le stazioni di Colli Aminei e Piscinola quasi all’altezza della strettoia dopo la fermata dei Colli Aminei. Ancora da chiarire che cosa non abbia funzionato provocando l’incidente.

IL NUMERO DEI FERITI

Sono in tutto cinque le persone trasportate in ospedale dopo l’impatto. L’ospedale Cardarelli ha accolto i due macchinisti: uno per trauma toracico e l’altro per trauma cervicale. Entrambi gli uomini non sono in pericolo di vita e i traumi riportati non sarebbero gravi. Tre invece sono i contusi tra i passeggeri: due sono stati trasferiti al Cto per un trauma lombo sacrale e un altro per contusioni agli arti inferiori, infine una terza persona è stata ricoverata per trauma alla mano. Diversi invece sono i passeggeri che sono stati medicati sul posto per lievi escoriazioni piuttosto che per lo choc riportato subito dopo lo scontro.

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Guasto a Roma Termini: treni soppressi e ritardi fino a due ore

Sul sito web, Trenitalia ha spiegato che è «in corso la riprogrammazione dell'offerta commerciale». La situazione.

Il 13 gennaio 2020 è iniziato con gravi disagi per i pendolari. A causa di un guasto tra Orte e Roma Termini, infatti, alcuni treni sono stati soppressi, mentre altri stanno viaggiando con ritardi fino a due ore. Sul sito web di Trenitalia, alla pagina “Notizie infomobilità“, la società ha stilato un elenco di tutti i convogli coinvolti direttamente e ha specificato che è «in corso la riprogrammazione dell’offerta commerciale». Al momento, la circolazione allo scalo di Roma Termini è in graduale ripresa. Da questa mattina, informa Trenitalia, sono stati cancellati cinque treni. La situazione più delicata riguarda i convogli in arrivo a Termini.

I TRENI COINVOLTI

TRENI IN RITARDO

FR 9512 Napoli Centrale (5:45) – Milano Centrale (10:50)
FR 9501 Roma Termini (7:00) – Napoli Centrale (8:12)
FR 9610 Roma Termini (7:20) – Milano Centrale (10:35)
FR 9691 Roma Termini (7:25) – Napoli Centrale (8:33)
FB 35606 Roma Termini (6:57) – Torino Porta Nuova (13:40)
IC 703 Roma Termini (7:28) – Bari Centrale (14:00)
RV 3244 Roma Termini (7:05) – Fiumicino Aeroporto (7:37)
R 12226 Roma Termini (6:42) – Civitavecchia (8:04)
R 2379 Roma Termini (6:56) – Napoli Centrale (9:50)
R 7144 Roma Tuscolana (7:03) – Ladispoli-Cerveteri (7:52)
R 26260 Roma Termini (7:15) – Avezzano (9:47)

TRENI CANCELLATI

RV 3248 Roma Termini (7:50) – Fiumicino Aeroporto (8:22)
RV 3251 Fiumicino Aeroporto (8:38) – Roma Termini (9:10)
R 21984 Colleferro (7:37) – Roma Termini (8:34)
R 22844 Latina (8:10) – Roma Termini (8:54)
R 22845 Roma Termini (9:06) – Latina (9:50)

TRENI PARZIALMENTE CANCELLATI

IC 588/589 Roma Termini (10:22) – Trieste Centrale (18:37) : origine da Orte (11:02)
IC 533 Ancona (5:47) – Roma Termini (9:35): limitato a Orte (8:50)
RV 2305 Firenze Santa Maria Novella (6:40) – Roma Tiburtina (10:49): limitato a Chiusi Chianciano Terme (8:29)
RV 2308 Roma Termini (9:02) – Firenze Santa Maria Novella (12:50): origine da Chiusi Chianciano Terme (10:58)
R 7571 Viterbo Porta Fiorentina (6:50) – Roma Termini (8:27): limitato ad Orte (7:43)
R 7145 Ladispoli-Cerveteri (7:10) – Roma Termini (8:03): limitato a Roma Aurelia (7:33)
R 7147 Ladispoli-Cerveteri (7:37) – Roma Termini (8:33): limitato a Maccarese (7:49)
R 12234 Roma Termini (8:42) – Civitavecchia (9:59): origine da Roma Aurelia (9:08)

TRENI INSTRADATI SU PERCORSO ALTERNATIVO TRA ROMA TIBURTINA E ROMA PRENESTINA

FR 9308 Napoli Centrale (7:58) – Torino Porta Nuova (14:20)
FR 9520/9522 Salerno (6:51) – Milano Centrale (12:50)

TRENO INSTRADATO SU PERCORSO ALTERNATIVO TRA ROMA PRENESTINA E ROMA TIBURTINA

FR 9595/9597 Milano Centrale (5:10) – Salerno (11:27)
FR 9603 Milano Centrale (6:00) – Napoli Centrale (10:33)
FR 9511/9513 Milano Centrale (6:10) – Salerno (12:06)

TRENO INSTRADATO SU PERCORSO ALTERNATIVO VIA FORMIA, CON MAGGIO TEMPO DI PERCORRENZA FINO A 60 MINUTI

FR 19400/9414 Napoli Centrale (8:05) – Venezia Santa Lucia (13:34)

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Il punto sulla sicurezza a bordo dei treni e nelle stazioni ferroviarie

Ogni giorno su rotaia si spostano più di 5 milioni di passeggeri. Sotto lo sguardo di 4.400 agenti PolFer. Per i sindacati ancora troppo pochi.

Una donna in fin di vita, colpita con 15 coltellate, un viaggiatore ferito in modo più lieve e i passeggeri che alla fine riescono a bloccare l’aggressore arrestato a Bologna. Quanto avvenuto il 7 novembre a bordo del Frecciarossa Torino-Roma riporta all’attenzione il tema della sicurezza sui treni, un contesto operativo e di viaggio certamente particolare per gli spazi ridotti e il grande numero di persone a bordo. 

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Che i treni possano essere obiettivi sensibili, lo dice anche la cronaca. Senza andare lontano, e solo per citarne alcuni, il 21 agosto 2015 veniva divulgata la notizia del tentativo di attentato a bordo del convoglio Thalys, in viaggio da Amsterdam a Parigi: un foreign fighter marocchino, di ritorno dalla Siria e armato di pistole e fucile da assalto, tentò di compiere una strage ma venne fermato da un gruppo di soldati americani liberi dal servizio e da alcuni passeggeri. Mentre – restando nel nostro Paese – nel 2001 un anarchico torinese lanciò una molotov a bordo dell’Eurostar Roma-Milano, poco fuori la stazione di Modena: per miracolo non ci furono morti. Ci sono poi le manomissioni agli impianti di navigazione dei treni (l’ultimo è avvenuto questa estate, sullo snodo di Rovezzano, nel Ffiorentino) o eventi di “ordinaria” delinquenza come le aggressioni nei confronti del personale delle Ferrovie e dei passeggeri. 

donna accoltellata frecciarossa
La stazione di Bologna dopo l’accoltellamento sul Frecciarossa del 7 novembre.

A VIGILARE SU TRENI E STAZIONI 4.400 AGENTI POLFER

Nel nostro Paese ogni giorno viaggiano 9 mila treni passeggeri e 800 convogli merci, su oltre 16.700 chilometri di linea, per più di 5 milioni di passeggeri. A vigilare su treni, passeggeri e stazioni, a oggi ci sono 4.400 agenti della Polizia Ferroviaria (PolFer). Non abbastanza. All’appello, secondo i sindacati, mancano infatti circa 800 agenti

SAP: «AGIAMO IN UN CONTESTO DI ISOLAMENTO»

«Il treno è un ambiente operativo certamente complesso», spiega a Lettera43.it Stefano Paolone, segretario generale del sindacato autonomo di Polizia (Sap), «perché qualsiasi cosa accada, la pattuglia a bordo non può ricevere rinforzi nella tratta di viaggio tra due stazioni ed è costretta a operare con le sole risorse a bordo, in un contesto di isolamento fino alla stazione successiva». Sul treno, aggiunge Paolone, «non è possibile utilizzare neanche lo spray al peperoncino, come PolFer chiediamo che ci venga fornito quello in gel, utilizzabile in ambienti chiusi». A breve, dice il sindacalista, in dotazione dovrebbero arrivare anche 1800 teaser, «una soluzione ottimale in un contesto come quello del treno considerando che, secondo le statistiche, su 15 interventi in cui viene estratto il teaser, 14 volte vi è desistenza da parte di chi delinque alla sola vista dello strumento». Ma all’appello secondo il Sap mancano anche i giubbetti sottocamicia di protezione, più facilmente indossabili in un contesto operativo come quello ferroviario, rispetto al più pesante giubbotto antiproiettile, e dotazioni come i guanti antitaglio.

Controlli in stazione.

I PRIMI RINFORZI IN ARRIVO A DICEMBRE

A dicembre, intanto, dovrebbero arrivare ulteriori rinforzi, ma si tratta di un incremento parziale. «A dicembre di quest’anno» conferma Paolone, «saranno assegnati a livello nazionale 35 uomini alla PolFer. La città che riceverà più agenti sarà Milano perché ha avuto l’inaugurazione della stazione di Milano Rogoredo. Un ulteriore incremento avverrà poi nell’aprile 2020, con 80 uomini: di questi, 10 andranno a Roma». All’appello a quel punto ne mancheranno però ancora quasi 700 per coprire in modo adeguato treni e posti di vigilanza.

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SILP: «ANCHE LA POLFER SOFFRE LA CARENZA DI ORGANICO»

Vero è che l’episodio del Frecciarossa, spiega Daniele Tassone, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil, poteva accadere in qualsiasi contesto: in una discoteca o un supermercato. «Non ha senso dal nostro punto di vista dire che quel treno avesse una particolare criticità», dice a Lettera43.it. «Alcuni treni più di altri sono presidiati dalle scorte della polizia ferroviaria: la scelta è legata a variabili come il numero di viaggiatori presenti, gli orari, le denunce di reati segnalati in quella tratta. I numeri, aggiunge Tassone, «dicono che a oggi non ci può essere una pattuglia a bordo di ogni treno o un presidio PolFer in ognuna delle 2.700 stazioni ferroviarie italiane». Questo perché la polizia ferroviaria «soffre delle carenze di organico di tutta la polizia e delle forze dell’ordine». Come ha denunciato recentemente e più volte anche il prefetto Franco Gabrielli, la polizia ha oggi poco meno di 99 mila uomini rispetto ai 117 mila previsti e ai 106 mila che poi la legge Madia ha certificato. «Nello specifico», conclude il rappresentante Silp, «occorre implementare gli uffici della PolFer nelle stazioni e nelle tratte ove il numero di viaggiatori è maggiore, tenendo conto che si tratta di una situazione in mutamento perché una tratta ferroviaria oggi frequentata domani può diventare secondaria e viceversa».

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