Quei contrabbandieri di sigarette col reddito di cittadinanza

Blitz della guardia di finanza nel Casertano, eseguite 11 misure cautelari. Indagine della Dda di Napoli. Arrestato il 69enne capo banda, che assieme ai due figli percepiva l'assegno introdotto da Lega e M5s.

Cos’hanno in comune uno spacciatore con la Porsche, una ex brigatista, un rapinatore e 10 contrabbandieri di sigarette? Percepiscono (o percepivano) tutti il reddito di cittadinanza, per la “gioia” dei detrattori della misura-bandiera fortemente voluta dal Movimento 5 stelle. Nonostante il piano anti-furbetti della guardia di finanza, i casi di storture non si sono fermati: l’ultimo è accaduto in Campania, dove sono stati scoperti alcuni spacciatori di sigarette di contrabbando per conto di un’agguerrita organizzazione criminale che si intascavano l’assegno introdotto dal governo gialloverde.

TRE DIVIETI DI DIMORA IN CAMPANIA

La scoperta è stata fatta dalla guardia di finanza di Capua (Caserta) nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Napoli, che ha portato all’esecuzione su ordine del gip di 11 misure cautelari, un’ordinanza in carcere, tre divieti di dimora e sette obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.

ARRESTATO IL 69ENNE CAPO DELLA BANDA

In totale sono 21 gli indagati, 10 i percettori del reddito di cittadinanza. Dietro le sbarre è finito colui che è ritenuto il capo del gruppo, un 69enne di Crispano, più volte arrestato per contrabbando di sigarette; i finanzieri guidati dal capitano Eliana Minoia hanno scoperto che aveva il reddito di cittadinanza così come i due figli, raggiunti dalla misura del divieto di dimora nella Regione Campania.

IN SICILIA BECCATO UN PANETTIERE FURBETTO (ED EVASORE)

A Partinico, in provincia di Palermo, il blitz delle Fiamme gialle ha invece interessato un panificio dove i quattro lavoratori erano tutti occupati in “nero”. Uno di loro percepiva il reddito di cittadinanza. Nei confronti di quest’ultimo, un 38enne residente nel Comune siciliano, è scattata la denuncia per violazione della norma sulla misura di sostegno. Rischia la reclusione da due a sei anni. Per il proprietario del panificio è stata invece accertata non solo una violazione delle norme sul lavoro, ma anche una consistente evasione fiscale (15 mila euro di Iva non pagata e imposte evase su un reddito non dichiarato pari a 275 mila euro).

FALSE DICHIARAZIONI ALL’INPS NEL FRUSINATE

Altra operazione a Sora, nel Frusinate, dove è stato scoperto che in una attività di vendita di bibite e alimenti, a lavorare costantemente era il padre del titolare dell’impresa che percepiva da giugno 2019 il reddito di cittadinanza. Per ottenerlo aveva presentato all’Inps false dichiarazioni sulla propria posizione lavorativa.

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Arrestato spacciatore con la Porsche e il reddito di cittadinanza

L'uomo è stato fermato in provincia di Siracusa. In casa aveva 120 grammi di cocaina e risulta percettore dell'assegno di sostegno.

Viaggiava in Porsche, a casa nascondeva 120 grammi di cocaina e percepiva il reddito di cittadinanza. La Guardia di finanza di Siracusa ha arrestato Paolo Nastasi, 41 anni, accusato di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. La droga era occultata in doppi fondi ricavati nelle lattine di alcune bevande e di un piccolo estintore. Nastasi è stato fermato a bordo della sua Porsche Macan per un controllo. Risulta percettore del reddito di cittadinanza e aveva con sé 600 euro. Nel corso della perquisizione nella sua abitazione sono stati trovati altri mille euro in contanti.

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I piani dei giallorossi su deficit, quota 100 e reddito

Il governo pronto a chiedere più flessibilità all'Europa. Indebitamento verso il 2,2-2,3%. Ma il Tesoro smentisce le cifre. Si punta al taglio delle tasse sul lavoro. Senza toccare le due misure cardine di Lega e M5s.

Archiviata la fiducia, è tempo di impostare la manovra economica. Che «si farà in Italia», ha assicurato il premier Giuseppe Conte. Come a dire che non sarà Bruxelles a dettare la finanziaria, ipotesi malignamente prospettata dalle opposizioni. Anche se con l’Unione europea bisogna mediare. L’obiettivo è sminare clausole per 23 miliardi, coprire le spese indifferibili (3-4 miliardi) e riuscire a fare almeno un primo passo per ridurre le tasse sul lavoro (il cosiddetto cuneo fiscale, almeno 4-5 miliardi). Anche il nuovo governo giallorosso ha però bisogno di mettere mano al deficit, cercando di strappare all’Europa maggiore flessibilità.

Tra le priorità dunque lo stop ai possibili aumenti dell’Iva. Ma senza toccare le due misure di bandiera gialloverdi, cioè reddito di cittadinanza e Quota 100 sulle pensioni. Già si parla di una richiesta di spazi di deficit per 10-12 miliardi che farebbero lievitare l’indebitamento dall’1,6% tendenziale, che dovrebbe essere certificato con la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def) a fine settembre, fino al 2,2-2,3%. Un nuovo target di deficit, hanno precisato però dal Partito democratico e dal Movimento 5 stelle, ancora non è stato fissato ed è «prematuro» parlarne.

Il governo è impegnato verso una solida prospettiva di crescita, assicurando la sostenibilità della finanza pubblica


Fonti del ministero dell’Economia

Anche il Tesoro ha frenato: secondo fonti del Mef «qualsiasi cifra su presunti obiettivi di deficit per l’anno prossimo in questa fase non può trovare alcun riscontro». Quel che è certo è che «il governo è impegnato a definire una legge di bilancio che indirizzi il Paese verso una solida prospettiva di crescita, assicurando la sostenibilità della finanza pubblica».

GUALTIERI ALLA PROVA DI ECOFIN ED EUROGRUPPO

La prima occasione per il nuovo ministro del Tesoro Roberto Gualtieri di registrare il clima europeo si presenta già venerdì 13 e sabato 14 settembre, quando sono previste le riunioni informali di Ecofin ed Eurogruppo dopo la pausa estiva. A Helsinki Gualtieri può probabilmente confrontarsi con Pierre Moscovici, commissario uscente agli Affari economici e che sarà sostituito da Paolo Gentiloni, e con Valdis Dombrovskis, che resta uno dei principali interlocutori anche con l’avvicendamento della Commissione, che deve essere ufficializzato dal primo novembre.

PRIMA I LAVORATORI, POI LE IMPRESE

Nel frattempo Conte in Aula ha detto che la manovra deve intervenire per dare sollievo prima di tutto ai lavoratori e poi, quando si potrà, anche alle imprese. Questione di scarsità di risorse. A confermare che con la legge di Bilancio dovrebbe arrivare un intervento sul taglio del cuneo è anche il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, che ha assicurato, allo stesso tempo, che non sono previste grosse sorprese sul fronte di Quota 100, tra le voci ipotizzate come fonti di copertura per i nuovi piani giallorossi.

RISPARMI PER 4 MILIARDI NEL 2020

Anche senza interventi, tra l’altro, le due misure potrebbero portare in dote, secondo i primi calcoli, risparmi per circa 4 miliardi anche nel 2020. Una verifica, con il monitoraggio effettivo del tiraggio di entrambe le misure, sarebbe prevista entro la metà del mese, in virtù di quel decreto salva-conti approvato all’inizio dell’estate per riportare il deficit entro il 2% ed evitare la procedura Ue.

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