I dati sul reddito di cittadinanza nel rapporto Inps a febbraio 2020

L'Istituto nazionale della previdenza ha pubblicato i dati a partire da aprile 2019. In Italia le famiglie titolari sono quasi due milioni, per un importo medio di 496 euro. E un costo complessivo di 4 miliardi per il 2019.

Sono 1 milione 119 mila le domande di reddito e pensione di cittadinanza accolte dall’Inps. Tra le famiglie che hanno ottenuto il beneficio 60 mila sono decadute. Quindi le famiglie titolari di reddito (933 mila, per 2,419 milioni di individui) e di pensione di cittadinanza (126 mila con 143 mila persone coinvolte) sono nel complesso 1 milione e 59 mila, corrispondenti a 2 milioni 562 mila ‘teste’. Sono i dati riportati dall’osservatorio Inps sul reddito di cittadinanza aggiornato a inizio febbraio. L’importo medio mensile percepito ammonta a 496 euro.

LEGGI ANCHE: Il progresso? Robot al lavoro e umani col reddito di cittadinanza

COSTO DEL REDDITO SOTTO I 4 MILIARDI

Nel dossier è stato anche calcolato il costo della misura per il 2019 che ha raggiunto quota 4 miliardi e 358 milioni di euro circa. Il calcolo è stato ottenuto sommando gli importi erogati per il sussidio dal mese di avvio, ovvero da aprile. Nel 2019 l’esborso è rimasto sotto la soglia dei quattro miliardi, risultando pari a 3 miliardi 849 milioni di euro a fronte dei 5,6 miliardi stanziati nella legge di bilancio per il 2019 (5,6 miliardi) è stato quindi maturato un risparmio di quasi 1,8 miliardi.

PRESENTATO OLTRE UN MILIONE E MEZZO DI DOMANDE

Nelle tabelle Inps aggiornate a inizio febbraio si legge che le domande di reddito e pensione di cittadinanza sono state 1 milione 677 mila, tra queste 1 milione 119 mila sono state accolte (67%), 113 mila (6,7%) sono ancora in lavorazione mentre 445 mila (26%) sono state respinte o cancellate. Da aprile 2019 ad oggi invece sono poco più di 60 mila i nuclei decaduti dal diritto.

OLTRE IL 60% DEL REDDITO AL SUD

Per quanto riguarda la distribuzione geografica sul milione e 58 mila famiglie che risultano percettrici della misura oltre 641 mila sono del Mezzogiorno. È del Sud o delle Isole quindi il 61% dei nuclei che beneficiano del sussidio. Il Nord ne conta invece 258 mila e il centro 160 mila. Tra le Regioni al primo posto c’è sempre la Campania, con 205 mila famiglie interessate, seguono la Sicilia (184 mila) e la Puglia (97 mila). Le differenze tra Nord e Mezzogiorno riguardano anche gli importi: 426 contro i 533. Il sussidio quindi nel Sud e nelle Isole risulta del 25% più alto.

IL 39% DEI REDDITI A PERSONE SOLE

Tra i nuclei beneficiari, al netto dei decaduti dal diritto, quelli per cui la cittadinanza del richiedente è extra Ue sono il 3,6% (60.772), se si guarda al numero delle persone la quota sale al 7,4% (188.311). Le famiglie percettrici di Reddito o pensione di cittadinanza con all’interno minori sono 386 mila (36,4% ) mentre quelle dove sono presenti disabili sono 216 mila (20,4%). I nuclei con un solo componente, fatti quindi di persone sole, sono 412 mila, il 39%. Il 19,6% delle famiglie riceve importi sotto i 200 euro, il 65% invece va da i 200 agli 800 e un altro 15% è oltre, considerando che in tutto le famigli che superano la soglia del 1.200 euro sono 6.125.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Conte difende il reddito di cittadinanza dopo le critiche del Fmi

Secondo il premier la misura non può essere valutata a meno di un anno dalla sua entrata in vigore. Ma per il Fondo monetario internazionale gli assegni troppo alti disincentivano la ricerca di un lavoro.

«La valutazione di una misura complessa quale il Reddito di Cittadinanza, che richiede, proprio in riferimento alla componente di attivazione sociale e lavorativa, il rafforzamento dei relativi servizi, non può essere effettuata, sarebbe irragionevole, a meno di un anno dalla sua entrata in vigore, in quanto richiede un tempo congruo per poterne valutare con completezza l’efficacia», ha detto il premier Giuseppe Conte rispondendo al Question Time al Senato. La riforma «è in linea con le migliori pratiche di welfare già sperimentate in Ue», ha aggiunto, «resta fermo l’impegno del governo ad attuare nella sua massima potenzialità il Reddito di Cittadinanza, al fine di migliorarne la capacità di contrasto alla povertà e di incentivare il reinserimento socio-economico, nell’ambito della definizione dell’Agenda 2020-2023».

LE CRITICHE DEL FMI AL REDDITO

Solo il 29 gennaio, il Fondo monetario internazionale ha ribadito che gli assegni del reddito sono troppo alti, superiori agli standard internazionali e che di fatto disincentivano la ricerca di un lavoro. Inoltre questa norma favorisce i single e le famiglie con pochi componenti mentre lascia fuori quelle numerose. I benefici – avvertiva – «diminuiscono troppo rapidamente con le dimensioni della famiglia, penalizzando le famiglie più grandi e più povere».

IL 4% DEI BENEFICIARI HA AVUTO UN CONTRATTO DI LAVORO

Secondo gli ultimi dati dell’Anpal (riferiti al 10 dicembre mentre i più recenti sono attesi per la prossima settimana) sono 28 mila i beneficiari del reddito che hanno avuto un contratto di lavoro dopo l’ok al sussidio, quindi circa il 4% della platea delle persone attivabili. Oltre 420 mila persone sono state comunque convocate dai centri per l’impiego nelle varie regioni per iniziare il percorso verso la ricerca del lavoro e il 78% di questi si è presentato alla prima convocazione, Oltre 220 mila persone hanno già firmato il patto di servizio.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

I numeri del reddito di cittadinanza a un anno dalla legge

Oltre un milione di beneficiari. Importo medio di 493 euro. Solo il 4% ha trovato un lavoro dopo il sussidio. E secondo il Fmi l'assegno disincentiva la ricerca di un'occupazione.

A un anno dall’entrata in vigore del decretone che ha introdotto il Reddito di cittadinanza sono oltre 1,04 milioni i beneficiari del sussidio per oltre 2,5 milioni di persone coinvolte nelle loro famiglie mentre resta ancora un miraggio l’attivazione della parte che dovrebbe favorire l’ingresso nel mondo del lavoro. L’erogazione del beneficio ha rispettato i tempi (prime card erogate su aprile) mentre la cosiddetta fase due resta in salita con una percentuale irrisoria di persone che hanno rinunciato al sussidio perché hanno trovato un lavoro. Proprio oggi il Fondo monetario internazionale ha ribadito che questi assegni sono troppo alti, superiori agli standard internazionali e che di fatto disincentivano la ricerca di un lavoro. Inoltre questa norma favorisce i single e le famiglie con pochi componenti mentre lascia fuori quelle numerose. I benefici – avverte – «diminuiscono troppo rapidamente con le dimensioni della famiglia, penalizzando le famiglie più grandi e più povere». L’importo medio per nucleo è di 493 euro ma è più alto per il Reddito rispetto alla pensione di cittadinanza. I beneficiari del reddito che hanno obbligo di attivazione sono circa 730 mila, ha spiegato oggi il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico che però precisa che non si può parlare di fallimento della misura perché non hanno ancora funzionato le politiche attive per il lavoro. «Nel reddito di cittadinanza», dice, «esiste una parte, il patto per l’inclusione, che prevede una condizionalità slegata dal mondo del lavoro, esisteva anche nel Rei. Non possiamo dire che il reddito minimo non funziona perché non crea lavoro. Il lavoro lo crea il mercato e lo Stato. Questo è un provvedimento contro la povertà». Secondo gli ultimi dati dell’Anpal (riferiti al 10 dicembre mentre i più recenti sono attesi per la prossima settimana) sono 28 mila i beneficiari del reddito che hanno avuto un contratto di lavoro dopo l’ok al sussidio, quindi circa il 4% della platea delle persone attivabili. Oltre 420 mila persone sono state comunque convocate dai centri per l’impiego nelle varie regioni per iniziare il percorso verso la ricerca del lavoro e il 78% di questi si è presentato alla prima convocazione, Oltre 220 mila persone hanno già firmato il patto di servizio. La ricerca di lavoro sarà complicata soprattutto al Sud (dove risiedono il 61% dei beneficiari del reddito). Intanto l’Alleanza contro la povertà sottolinea che la misura «fatica ad attivare le politiche per l’inclusione e penalizza minori e stranieri e che sarebbe meglio ripartire dall’eredità del Reddito di Inclusione. Il Rei, seppure con differenze territoriali e a fronte di risorse molto più esigue (poco più di 2 miliardi di euro rispetto agli 8 miliardi previsti per il 2020 dal reddito), aveva raggiunto in 15 mesi il 28% dei nuclei in povertà assoluta, che non erano in molti casi noti ai Servizi sociali».

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Scoperti in Calabria 237 furbetti del reddito di cittadinanza

Titolari di ville e di Ferrari erano riusciti a ottenere complessivamente 870 mila euro in nove mesi in maniera indebita: denunciati.

C’era chi aveva la villa e chi la Ferrari, chi era titolare di un’impresa ma si era ‘dimenticato’ di fare la dichiarazione dei redditi e chi, invece, era direttamente in galera perché mafioso: sono i 237 furbetti che tra aprire e dicembre del 2019 hanno chiesto il Reddito di cittadinanza e che sono stati scoperti dalla Guardia di Finanza di Locri nell’ambito di un’indagine, coordinata dalla procura, nata da una precedente inchiesta sui falsi braccianti agricoli e sui falsi rimborsi fiscali.

I furbetti, che in soli 9 mesi avevano ottenuto in maniera indebita complessivamente 870 mila euro, sono stati scoperti dai finanzieri grazie ad ulteriori approfondimenti su coloro che erano già stati denunciati nella precedente inchiesta. Gli uomini delle fiamme gialle hanno riscontrato così diverse anomalie nelle Dsu, le Dichiarazioni sostitutive uniche che sono alla base della richiesta di Reddito: in molti casi vi era l’omessa indicazione di componenti del nucleo familiare anagrafico, del coniuge non separato, nonché del possesso di redditi, di beni mobili (veicoli e moto) ed immobili (terreni e fabbricati). I casi più eclatanti venuti alla luce sono quello di due detenuti per mafia, in carcere dall’estate scorsa nell’ambito dell’inchiesta denominata ‘Canada connection’, quello di un’intera famiglia, riconducibile ad una cosca della ‘Ndrangheta, la cui maggioranza dei componenti ha una condanna condanna penale definitiva con conseguente interdizione dai pubblici uffici, e quello di diversi soggetti titolari di redditi, alcuni anche oltre i 55 mila euro, che però non sono stati indicati nel nucleo familiare. Vi sono poi alcuni intestatari di ville ed auto di lusso, tra cui appunto una Ferrari, e titolari di attività imprenditoriali con partita Iva che, pur avendone l’obbligo, non avevano presentato alcuna dichiarazione dei redditi. Le indagini si sono quindi concluse con il deferimento all’autorità giudiziaria di 237 furbetti del reddito e di altri 73 che avevano sottoscritto le false Dsu, in base all’articolo 7 commi 1 e 2 del dl 4/2019 che prevedono, rispettivamente, la reclusione da due a sei anni e da uno a tre anni. I furbetti sono inoltre stati segnalati all’Inps affinché l’Istituto recuperi gli 870mila euro già elargiti e blocchi il pagamento del Reddito per i prossimi mesi.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Il reddito di cittadinanza va a 1 milione di famiglie e vale in media 493 euro

In tutto presentate 1,6 milioni di domande: il 67% è stato accolto. Nel Sud e nelle Isole oltre il 61% dei percettori (record in Campania). Misura erogata per il 90% a italiani. Tutti i numeri.

A fare notizia di solito sono i furbetti – e la Guardia di finanza di Brescia ne ha trovati altri che lavoravano in nero nella ristorazione -, ma sui percettori del reddito di cittadinanza ci sono anche i numeri. Quelli nudi e crudi che servono a comprendere quanto e come sta funzionando la misura bandiera del Movimento 5 stelle. L’Inps ne ha forniti parecchi per delineare il quadro italiano.

OLTRE 2,5 MILIONI DI PERSONE COINVOLTE

Innanzitutto sono 1,1 milioni le domande accolte fino all’inizio di gennaio 2020. Ma 56 mila sono decadute. Dunque le famiglie titolari di reddito (916 mila per 2,4 milioni di persone coinvolte) e di pensione di cittadinanza (126 mila con 143 mila persone coinvolte) sono nel complesso 1 milione e 41 mila per oltre 2,5 milioni di persone coinvolte dal sussidio. L’importo medio mensile ammonta a 493 euro.

L’1% DEI NUCLEI PRENDE PIÙ DI 1.200 EURO

In media vengono erogati 532 euro per il reddito di cittadinanza e 222 euro per la pensione di cittadinanza. Rispetto ai 493 medi complessivi del beneficio l’importo è in media superiore del 7% rispetto a quello nazionale nelle regioni del Sud e delle Isole mentre è inferiore dell’8% e del 14% rispettivamente nelle regioni del Centro e del Nord. Il 67% dei nuclei percepisce un importo inferiore a 600 euro mentre solo l’1% (poco più di 10 mila famiglie) ha un importo superiore a 1.200 euro. Ci sono 202 mila nuclei con un solo componente che percepiscono tra i 400 e i 600 euro.

CON DISABILI IL 21% DELLE FAMIGLIE BENEFICIARIE

Nel mese di dicembre è aumentato l’importo medio (a 558 euro) poiché si è deciso di non valorizzare il reddito di inclusione erogato nel 2019 nel computo del reddito familiare. Nel mese si è avuto il conguaglio degli importi decurtati in precedenza. Le famiglie con minori sono 378 mila (il 36% del totale, ma coprono il 58% delle persone interessate). I nuclei con disabili sono 214 mila (il 21% del totale). Il 37% dei beneficiari sono nuclei con un solo componente. Degli oltre 2,5 milioni di persone coinvolte 664 mila sono minorenni.

IMPORTO MEDIO PIÙ ALTO CON UN MUTUO

L’importo medio più alto è quello di percettori di reddito con un mutuo (620 euro) mentre quello più basso (219 euro) è dei nuclei con pensione di cittadinanza e un canone di locazione da pagare. A dicembre risultano ancora in pagamento 41 mila prestazioni di reddito di inclusione. Per il beneficio il picco massimo è stato raggiunto a fine 2018 con 360 mila beneficiari e un importo medio di 281 euro.

RDC QUASI IL DOPPIO DEL REI

L’Inps ha rilevato che l’importo medio del Rei erogato da aprile a dicembre 2019 (non si potevano più presentare domande ma restavano in essere quelle accolte) è stato di 297 euro, mentre quello del Reddito di cittadinanza è stato di 532 euro, quasi il doppio del primo.

L’80% DELLE DOMANDE TRASMESSE DAI CAF

Le domande arrivate all’Inps al 7 gennaio 2020 sono state 1,6 milioni, tra queste 1,1 milioni sono state accolte (il 67%), 88 mila (il 5%) sono ancora in lavorazione mentre 457 mila (il 28%) sono state respinte o cancellate. Da aprile 2019 all’inizio del 2020 56 mila nuclei sono decaduti dal diritto. L’80% delle domande è stata trasmessa dai Caf mentre il 20% è stata presentata attraverso le Poste (quest’ultimo canale è stato utilizzato soprattutto al Nord con il 31%). Dalle regioni del Sud e delle Isole sono arrivate il 56% delle domande.

RECORD IN CAMPANIA: PIÙ DI PIEMONTE, LOMBARDIA E VENETO ASSIEME

Altri dettaglio: oltre sei percettori di reddito e pensione di cittadinanza su 10 risiedono nel Sud o nelle Isole: nel Meridione ci sono oltre 600 mila famiglie con questo sussidio (il 61% del totale dei nuclei beneficiari) a fronte del 24% al Nord e del 15% al Centro. Se si guarda alle domande accolte (1,1 milioni nel complesso) in Piemonte, Lombardia e Veneto ci sono in totale poco più di 188 mila famiglie beneficiarie a fronte delle 210 mila della sola Campania. La seconda Regione per numerosità di beneficiari è la Sicilia (189.921) mentre l’Emilia si ferma a 39.170.

SOLO IL 6% DEL REDDITO VA AGLI EXTRACOMUNITARI

Il provvedimento grillino aiuta soprattutto gli italiani (il 90% dei casi), mentre solo il 6% risulta erogato a extracomunitari e per il 3% a cittadini europei. Per l’1% è erogato a familiari di queste categorie. Questa composizione percentuale, ha spiegato l’Inps nel suo report, «non è variata rispetto a quella delle domande presentate fino a settembre, pur in seguito allo sblocco dei pagamenti di 40 mila domande di cittadini extracomunitari avvenuto nel mese di dicembre».

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Il governo smentisce la revisione di reddito di cittadinanza e Quota 100

Dopo le polemiche fra Italia viva e M5s, Palazzo Chigi chiude a eventuali modifiche delle due misure-simbolo del governo gialloverde.

Il governo ha ufficialmente smentito di essere al lavoro su eventuali modifiche da apportare al reddito di cittadinanza e alle pensioni con Quota 100. «Dopo l’approvazione della manovra, non è all’ordine del giorno alcuna revisione», ha fatto sapere Palazzo Chigi.

Il riferimento è alla ricostruzione giornalistica offerta dal quotidiano La Stampa in edicola il 30 dicembre, ma la nota del governo suona anche come una risposta alla polemica aperta dalla ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova. L’esponente di Italia viva, infatti, aveva chiesto all’esecutivo di cancellare il reddito e di ridiscutere quota 100. L’ex ministra M5s Barbara Lezzi aveva replicato: «Se il reddito le fa schifo allora si dimetta e faccia cadere il governo».

Secondo La Stampa, tuttavia, il premier Giuseppe Conte sarebbe disponibile a ridiscutere entrambe le misure. In particolare, per quanto riguarda il reddito, Conte vorrebbe intervenire sui navigator, sul ruolo dell’Anpal e sui rapporti con gli enti locali, mentre il Pd vorrebbe una stretta sui criteri d’accesso al sussidio. Per quanto riguarda invece Quota 100, per il quotidiano torinese non sarebbe da escludere una riforma strutturale del sistema pensionistico in grado di superare sia tale meccanismo, sia la legge Fornero. Ma la secca smentita di Palazzo Chigi fa capire che non ci sono margini per procedere in questo senso.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

L’Inps ha sbloccato il reddito di cittadinanza per gli immigrati extracomunitari

Ma gli aventi diritto che provengono da una lista di 19 Paesi dovranno produrre una documentazione aggiuntiva.

Si sblocca la procedura per l’erogazione del reddito di cittadinanza alle famiglie di extracomunitari che ne hanno diritto. Lo chiarisce l’Inps spiegando che il decreto del ministero del Lavoro di concerto con gli Esteri ha definito l’ambito di applicazione della norma sui documenti da produrre per ottenere la carta Rdc. Solo i cittadini provenienti da 19 Paesi dovranno produrre la documentazione aggiuntiva mentre per gli altri, se ci sono i requisiti, si sblocca la domanda e arriva la carta. Con cadenza quindicinale arriveranno anche gli arretrati

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Bocciato l’emendamento contro il reddito di cittadinanza ai terroristi

Forza Italia voleva togliere l'assegno a chi lo percepisce mentre sta scontando ancora la pena: «Specialmente per reati come l'omicidio, la pedofilia, la violenza sessuale». La maggioranza ha respinto la proposta di modifica.

Mentre si discute sull’efficacia del reddito di cittadinanza c’è una delicata questione proprio legata alla misura bandiera del Movimento 5 stelle introdotta dal governo gialloverde che rischia di diventare un caso politico. Quella dell’assegno percepito dai condannati per terrorismo. Che dovrebbe restare così com’è.

PROPOSTA DELL’AZZURRA GIAMMANCO

Gabriella Giammanco, vice presidente del gruppo Forza Italia al Senato, ha infatti spiegato che l’emendamento che ha presentato alla legge di Bilancio per togliere il reddito a certi tipi di condannati è stato respinto dalla maggioranza in Commissione: «Ora dovranno giustificarlo agli italiani».

I CASI DI CRONACA TRA CONTRABBANDIERI E PORSCHE

La Giammanco ha detto che «il reddito di cittadinanza è una misura che fa acqua da tutte le parti, come i casi di cronaca (tra contrabbandieri di sigarette e spacciatori con la Porsche pagati dallo Stato, ndr) hanno dimostrato. Tra tutte le falle credo che la più ingiusta e assurda sia quella che consente ai terroristi di percepirlo mentre stanno ancora scontando la loro pena».

LA POLEMICA PER LA VICENDA DELL’EX BR

A settembre 2019 fece discutere la vicenda di Federica Saraceni, ex brigatista, agli arresti domiciliari e col reddito di cittadinanza. Ma per l’Inps era tutto in regola: i requisiti reddituali, patrimoniali e occupazionali c’erano.

Ci sarebbe stato un risparmio per le casse dello Stato che sarebbe andato al fondo per le politiche attive del lavoro


Gabriella Giammanco di Forza Italia

Ora la parlamentare azzurra voleva privare dell’assegno «chi si è macchiato di reati particolarmente odiosi, come l’omicidio, la pedofilia, la violenza sessuale». Ma «la bocciatura dell’emendamento è surreale, considerato anche il fatto che avrebbe comportato un risparmio per le casse dello Stato che sarebbe andato al fondo per le politiche attive del lavoro. Una scelta simbolica, ma anche etica, un aiuto concreto ai tanti lavoratori disoccupati che non cercano elemosine ma un lavoro vero».

DI MAIO: «CHI CRITICA LA MISURA NON CONOSCE LA VITA REALE»

Il capo politico del Movimento 5 stelle Luigi Di Maio però da sempre difende il provvedimento, come quando ha postato il messaggio che gli ha inviato una donna di 39 anni: «Ogni giorno talk-show, tg e pseudo-opinionisti fanno a gara per attaccare il reddito di cittadinanza e lo fanno perché non conoscono la vita reale, perché non sanno cosa vuol dire non avere i soldi per curarsi o curare il proprio figlio, perché non gli sono mai mancati i soldi per mangiare».

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Quei contrabbandieri di sigarette col reddito di cittadinanza

Blitz della guardia di finanza nel Casertano, eseguite 11 misure cautelari. Indagine della Dda di Napoli. Arrestato il 69enne capo banda, che assieme ai due figli percepiva l'assegno introdotto da Lega e M5s.

Cos’hanno in comune uno spacciatore con la Porsche, una ex brigatista, un rapinatore e 10 contrabbandieri di sigarette? Percepiscono (o percepivano) tutti il reddito di cittadinanza, per la “gioia” dei detrattori della misura-bandiera fortemente voluta dal Movimento 5 stelle. Nonostante il piano anti-furbetti della guardia di finanza, i casi di storture non si sono fermati: l’ultimo è accaduto in Campania, dove sono stati scoperti alcuni spacciatori di sigarette di contrabbando per conto di un’agguerrita organizzazione criminale che si intascavano l’assegno introdotto dal governo gialloverde.

TRE DIVIETI DI DIMORA IN CAMPANIA

La scoperta è stata fatta dalla guardia di finanza di Capua (Caserta) nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Napoli, che ha portato all’esecuzione su ordine del gip di 11 misure cautelari, un’ordinanza in carcere, tre divieti di dimora e sette obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.

ARRESTATO IL 69ENNE CAPO DELLA BANDA

In totale sono 21 gli indagati, 10 i percettori del reddito di cittadinanza. Dietro le sbarre è finito colui che è ritenuto il capo del gruppo, un 69enne di Crispano, più volte arrestato per contrabbando di sigarette; i finanzieri guidati dal capitano Eliana Minoia hanno scoperto che aveva il reddito di cittadinanza così come i due figli, raggiunti dalla misura del divieto di dimora nella Regione Campania.

IN SICILIA BECCATO UN PANETTIERE FURBETTO (ED EVASORE)

A Partinico, in provincia di Palermo, il blitz delle Fiamme gialle ha invece interessato un panificio dove i quattro lavoratori erano tutti occupati in “nero”. Uno di loro percepiva il reddito di cittadinanza. Nei confronti di quest’ultimo, un 38enne residente nel Comune siciliano, è scattata la denuncia per violazione della norma sulla misura di sostegno. Rischia la reclusione da due a sei anni. Per il proprietario del panificio è stata invece accertata non solo una violazione delle norme sul lavoro, ma anche una consistente evasione fiscale (15 mila euro di Iva non pagata e imposte evase su un reddito non dichiarato pari a 275 mila euro).

FALSE DICHIARAZIONI ALL’INPS NEL FRUSINATE

Altra operazione a Sora, nel Frusinate, dove è stato scoperto che in una attività di vendita di bibite e alimenti, a lavorare costantemente era il padre del titolare dell’impresa che percepiva da giugno 2019 il reddito di cittadinanza. Per ottenerlo aveva presentato all’Inps false dichiarazioni sulla propria posizione lavorativa.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Arrestato spacciatore con la Porsche e il reddito di cittadinanza

L'uomo è stato fermato in provincia di Siracusa. In casa aveva 120 grammi di cocaina e risulta percettore dell'assegno di sostegno.

Viaggiava in Porsche, a casa nascondeva 120 grammi di cocaina e percepiva il reddito di cittadinanza. La Guardia di finanza di Siracusa ha arrestato Paolo Nastasi, 41 anni, accusato di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. La droga era occultata in doppi fondi ricavati nelle lattine di alcune bevande e di un piccolo estintore. Nastasi è stato fermato a bordo della sua Porsche Macan per un controllo. Risulta percettore del reddito di cittadinanza e aveva con sé 600 euro. Nel corso della perquisizione nella sua abitazione sono stati trovati altri mille euro in contanti.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it