L’ultima conferenza stampa di Draghi da governatore della Bce

Dal monito sui «rischi al ribasso» in Eurozona fino alla sferzata alla Germania: con queste parole l'ex Bankitalia chiude la sua esperienza all'Eurotower.

Un ultimo avvertimento prima di lasciare la poltrona di governatore della Banca centrale europea (Bce). Il 24 ottobre Mario Draghi ha messo in guardia dai «rischi [che] restano al ribasso» all’interno dell’Eurozona, citando in particolare fattori geopolitici, dazi, vulnerabilità dei mercati emergenti. «Il rischio principale è un downturn (recessione) dell’economia, che sia globale o dell’Eurozona», ha detto. Nella sua ultima conferenza stampa da numero uno dell’Eurotower, Draghi è poi tornato a spingere per una politica più espansiva da parte di Paesi come la Germania: «Di fronte alle prospettive indebolite e alla prevalenza di rischi al ribasso, i governi che hanno spazio di manovra di bilancio devono agire in modo efficace e tempestivo». Allo stesso tempo, Draghi ha nuovamente invitato i Paesi ad alto debito a una politica «prudente».

DRAGHI DIFENDE LE MISURE STRAORDINARIE DELLA BCE

Secondo l’ex Bankitalia, la Banca centrale europea resta pronta a modificare tutti i suoi strumenti monetari per far risalire l’inflazione, e ritiene che sia necessaria una «posizione altamente accomodante» ancora a lungo, di fronte ai rischi per la crescita e lo scenario inflazionistico. Draghi ha detto che «tutto ciò che è accaduto dalla decisione di politica monetaria di settembre ha mostrato abbondantemente che la nostra determinazione ad agire tempestivamente era giustificata». E ancora: «Il giudizio complessivo sui tassi negativi è positivo. I miglioramenti dell’economia hanno più che bilanciato gli effetti indesiderati negativi».

Come mi sento? mi sento come qualcuno che ha cercato di rispettare il mandato nel miglior modo possibile

Mario Draghi

Draghi, infine, ha spiegato di non voler dare consigli a Christine Lagarde, chiamata a succedergli dal primo novembre: «Come mi sento? mi sento come qualcuno che ha cercato di rispettare il mandato nel miglior modo possibile». Il 24 ottobre la Bce ha lasciato invariati i tassi e confermato il Quantitative easing da 20 miliardi di euro al mese a partire da novembre.

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