Dopo il pressing di Giorgia Meloni, che aveva auspicato pubblicamente le sue dimissioni, la ministra del Turismo Daniela Santanché ha ceduto e si è dimessa. Nonostante avesse confermato la sua agenda di mercoledì 25 marzo per dar prova di non voler lasciare la poltrona, alla fine ha deciso di farsi da parte. Di seguito la lettera integrale che ha scritto alla premier.
La lettera integrale con cui Santanchè ha rassegnato le dimissioni
«Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione. Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del Turismo. Ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo perché, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte ad una tua esplicita e pubblica richiesta. Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilità, che faccio un passo indietro, non dovuto, solo di fronte alla richiesta che il capo del mio Partito ritiene utile e opportuna. Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio. Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d’animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione perché volevo fosse separata dai commenti sul referendum perché non vorrei essere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio. Volevo che le mie dimissioni inoltre fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l’On Delmastro che pure paga un prezzo alto. Chiarito questo non ho difficoltà a dire “obbedisco” e a fare quello che mi chiedi. Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri. Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento».
Applauso delle opposizioni in Aula
Alla notizia delle dimissioni di Santanchè, è scattato un applauso dai banchi delle opposizioni in Aula alla Camera. «Non capivo, pensavo applaudiste me…poi ho visto le agenzie e ho capito», ha detto il vicepresidente di turno Giorgio Mulè. Intanto sono arrivati anche i primi commenti da parte degli esponenti del centrosinistra. Parlando con i cronisti davanti a Montecitorio, Nicola Fratoianni di Avs ha affermato: «Finalmente si è concluso questo indegno teatrino con le dimissioni della ministra del Turismo che per oltre un giorno e mezzo ha tenuto sotto scacco l’intero governo Meloni e l’intera maggioranza di destra. Un altro segno della crisi politica che in tutta evidenza si è aperta dopo la batosta referendaria».
