Il progetto per la città, facciamolo insieme! (l’amministrazione pubblica)

di Alfonso Malangone*

E’ davvero confortante leggere che la proposta di trasformare Salerno in una Città Smart, cioè semplice e intelligente, abbia trovato consenso nelle dichiarazioni di un ex Consigliere Comunale, dimissionato ma in procinto di ricandidarsi. L’avevamo presentata su queste pagine più volte, ultima il 07/03 scorso, anche rappresentando la necessità di investire qualche soldo per passare da una modalità di gestione ancora analogica a una completamente digitale fondata su sistemi, reti e procedure. Non solo. Perché, se l’obiettivo è davvero quello di migliorare la vita dei cittadini e diffondere un più profondo sentimento di orgogliosa appartenenza, è anche essenziale la riorganizzazione dell’Ente accompagnata da un mirato decentramento delle attività. E, quindi, dar corso in primo luogo all’elaborazione di un nuovo Organigramma, cioè del prospetto nel quale sono esposte le posizioni reciproche di ogni Ufficio, con la distribuzione coordinata dei ruoli e delle responsabilità all’interno della struttura, così da evitare ogni interferenza e garantire risposte immediate e professionali alle richieste degli utenti. A collaterale, deve essere risolto pure il problema della localizzazione degli Uffici, attualmente dispersi sul territorio comunale con costi e difficoltà non più tollerabili. In verità, possibili contenitori già sono presenti e, tra essi, sarebbero validamente utilizzabili i cosiddetti Edifici Mondo nell’ambito di una loro complessiva riqualificazione volta a consentirne una parziale fruizione in chiave turistica. Sarebbe un miracolo per la rivitalizzazione di tutto il centro storico. Oltre a questo, è indispensabile attuare un mirato decentramento gestionale per veicolare nella Comunità i vantaggi della tecnologia. La creazione di non meno di sette sub-ambiti territoriali. assimilabili ai quartieri, aggregati per condizioni geografiche, storiche ed economiche, è una scelta ineludibile nell’ottica di facilitare la vita quotidiana di tutti e di esercitare il monitoraggio continuo delle condizioni così da disporre immediati interventi almeno relativi alle manutenzioni, alla pulizia, alla sicurezza, all’assistenza sociale e a quella sanitaria. In queste strutture, definibili ‘Officine’, un operatore-terminalista deve provvedere al rilascio di certificati e attestazioni, deve ricevere denunce, segnalazioni e richieste, nonché offrire una prima informazione per pratiche di competenza superiore, liberando i cittadini dall’obbligo di frequentare il Palazzo per i più elementari adempimenti. Nelle stesse sedi, alcuni ‘Operatori’ dotati delle esperienze e delle giuste abilità, debbono garantire gli interventi urgenti come manutentori e le prestazioni di primo soccorso di carattere sanitario e di assistenza, soprattutto per anziani e prima infanzia. In conclusione, solo un intervento complesso, sebbene non complicato e neppure costoso, può dare a Salerno la qualità delle Città Smart nelle quali è possibile vivere una vita più informata, più responsabile, più consapevole, grazie alla dotazione tecnologica di reti stabilmente connesse e alle innovative modalità organizzative e gestionali. Di fatto, saranno pannelli stradali, o app dedicate, a far sapere quando arriva un autobus, dove trovare parcheggi liberi, se si deve cambiare itinerario per un incidente o un ingorgo, se l’aria è respirabile senza protezioni, se il mare è balneabile, se ci sono allarmi per la sicurezza, nonché a segnalare la funzionalità dei diversi servizi fino all’irrigazione dei prati e alla disponibilità dei servizi igienici pubblici. E’ evidente, però, che una tale rivoluzione impone la contestuale modifica delle logiche di indirizzo relative alle scelte di più forte impatto sulla vita quotidiana. Possiamo segnalare le principali, precisando che le esigenze di spazio ne consentono solo l’elencazione, benché sia disponibile il dettaglio puntuale anche delle modalità applicative: 1 – PUC: La trasformazione urbana deve essere rivisitata alla luce di più profonde sensibilità ambientali e in funzione delle reali condizioni della Città per vocazione, identità, territorio, ricchezze, andamento demografico. La nuova elaborazione deve rispettare una ‘visione sociale’, prima che urbanistica, perché la Città possa divenire un contenitore organizzato con la precisa finalità di garantire i massimi livelli di soddisfazione e di qualità della vita; 2 – Ambiente: è necessaria una rete di rilevazione e di certificazione dell’aria, dell’acqua, del mare, contro ogni possibile fonte di inquinamento. Il titolo di ‘Città Certificata’ può costituire motivo di forte richiamo nei confronti dei flussi turistici, a parte la felicità dei residenti; 3 – Beni Comuni: definibili come utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali delle persone e al loro libero sviluppo, debbono essere considerati ‘Patrimonio della Comunità’ e tutelati in funzione delle specifiche utilità apportate alla vita. In tale ottica, una precisa rilevazione deve consentirne la suddivisione in quattro categorie aventi conseguenti e specifici controlli: i Naturali, gli Essenziali, i Funzionali, i Culturali; 4 – Le Partecipate: assolutamente in linea con le disposizioni del Dlgs. 175/2016, debbono dimostrarsi integrate, efficaci, efficienti, finanziariamente sostenibili e coerenti rispetto alle esigenze della Comunità. Una nuova Partecipata, magari denominata ‘Salerno Cultura e Vita’, deve essere dedicata al recupero e all’utilizzo economico delle memorie storiche, culturali e delle strutture destinate al tempo libero; 5 – Igiene Urbana e decoro: squadre operative stabili per sub-aree e modalità ‘personalizzate’ di intervento per ciascuna di esse debbono favorire la creazione di un rapporto collaborativo con i residenti a difesa del decoro dei luoghi e della dignità dei lavoratori; 6 – Mobilità Pubblica: grazie ad autobus in circolarità per sub-aree, a pensiline di interscambio con quelli in circolarità urbana di lungo percorso e alle opportunità delle connessioni, debbono essere garantite velocità e frequenza per invogliare all’utilizzo del trasporto pubblico; 7 – Assistenza e Sicurezza: il monitoraggio delle prestazioni rispetto ai bisogni sono i presupposti di una più moderna gestione di questi servizi. Saranno fondamentali le presenze di Operatori specifici nei centri di riferimento delle nuove sub-aree territoriali; 8 – Cultura e Arte: l’Ente deve sviluppare le ricchezze culturali e le doti umane diffondendo una nuova sensibilità attenta a tutte le espressioni dell’arte. La trasformazione dell’ex Seminario in una Cittadella delle Arti Umane potrà offrire nuove opportunità di crescita ai giovani dotati di talento; 9 – Affissioni: l’installazione di vetrine digitalizzate, oggetto di precise modalità di utilizzo da parte degli operatori del settore, deve porre fine all’indecoroso spettacolo offerto dagli attuali spazi pubblici, magari da mettere a libera disposizione dei cittadini per offerte e richieste private; 10 – Sport per i giovani: l’inserimento nell’elenco dei Beni Comuni Funzionali delle aree sportive in libera fruizione deve favorire l’esercizio fisico diffuso in ogni parte della Città; 12 – Verde: gli spazi a giardino, quali Beni Comuni Essenziali, debbono essere affidati alle cure di squadre fisse di operatori per le diverse sub-aree e alla gestione digitalizzata della manutenzione. Come già detto, si tratta di una semplice elencazione delle voci meritevoli di una gestione innovativa perché di più diretto impatto ai fini del miglioramento del benessere collettivo. In verità, di questo avrebbe almeno bisogno la Città per crescere di qualità visto che, come disse qualcuno, il livello di civiltà di un popolo non si stabilisce osservando la grandezza delle sue mega-opere, ma la condizione dei suoi servizi igienici. Guardando in giro, forse siamo ancora nel paleolitico. Ne parleremo ancora, nella prossima riflessione. Questa Città ha bisogno dell’amore vero dei cittadini di cuore. *Ali per la Città

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