
Oggi, venerdì 30 giugno, Biagio Antonacci partirà per il suo tour estivo da Ferrara, alle 21 sul palco in Piazza Trento e Trieste. Qui i brani con cui si potrebbe esibire, già visti nella scaletta del suo Palco Centrale tour.
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È stato formalizzato giovedì 29 giugno 2023 l’avvio dei lavori del tunnel subportuale di Genova, un’opera da circa 900 milioni di euro che verrà realizzata nei prossimi cinque anni. L’ufficializzazione ha avuto luogo a Palazzo San Giorgio alla presenza dei rappresentanti del Comune, della Regione Liguria, delle autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, del gruppo autostrade per l’Italia e Renzo Piano Building Workshop.
Con un tracciato lungo circa 3,5 km, l’infrastruttura si sviluppa da San Benigno, a ponente, fino alla Foce, a levante, passando al di sotto del bacino portuale. È costituita da due gallerie principali separate, una per ogni direzione di marcia, del diametro esterno di scavo pari a 16 metri, con un doppio rivestimento in conci prefabbricati, per un diametro interno di circa 14 metri. Ogni galleria ospita una strada urbana di scorrimento con carreggiata a due corsie di marcia e una di emergenza con altezza minima di 4,80 m e ampiezza di piattaforma pari a 11,25 m. In corrispondenza dei tratti in curva vi è un allargamento della carreggiata di circa 1,10 metri per favorire la visibilità. La velocità limite di progetto all’interno del tunnel è pari a 70 Km/h. Sul lato di ponente, il tunnel si collega alla viabilità di Lungomare Canepa e, da questa, attraverso la strada a scorrimento veloce Guido Rossa, al casello autostradale di Genova Aeroporto (A10). Il collegamento con il casello di Genova Ovest (A7) è, invece, garantito attraverso l’allacciamento alla viabilità del nuovo nodo di San Benigno. Sul lato di levante, il raccordo alla viabilità cittadina avviene su viale Brigate Partigiane, ricalcando il collegamento attualmente garantito dalla strada Sopraelevata Aldo Moro. Nella zona centrale del Porto Antico, il nuovo tracciato si collega con un apposito svincolo all’asse viario di via Madre di Dio, dando accesso al centro città.
In superficie, il progetto porta con sé altre tre opere di rilevanza per la città: la ricongiunzione tra la Lanterna, simbolo di Genova, e l’area di Sampierdarena, l’espansione verso nord del Parco della Foce, che diventa così il parco più grande della città, e il recupero delle mura storiche di corso Aurelio Saffi nascoste negli anni dalla costruzione di una serie di sovrastrutture. Il progetto prevede anche la realizzazione di un grande parco pubblico che, circondando l’imbocco sotterraneo del tunnel, possa collegare le principali direttrici urbane, ovvero l’asse Lungomare Canepa-Via Pietro chiesa con Via Milano-Porto Antico attraverso una passeggiata ciclo-pedonale e rappresentare una seconda via d’accesso, oltre alla attuale passerella sospesa lungo le mura storiche, alla Lanterna di Genova. Il Parco della Lanterna, che si estenderà su una superficie di 6 ettari e ospiterà 800 alberi, sarà costituito da un grande piano inclinato con pendenza inferiore al 5 per cento in grado di raccordare la quota della terrazza nord sotto la Lanterna (+23.40 m s.l.m.) con via Milano (+11.60 m s.l.m.), proseguendo infine verso via Pietro Chiesa (+4.10 m s.l.m.). Le aree verdi interne al parco avranno diverse funzioni in modo da poter essere sfruttate per eventi e manifestazioni pubbliche, per lo sport libero individuale, per il gioco dei bambini e il tempo libero. Dal parco sarà soprattutto possibile riacquisire la vista del mare e di tutto il bacino portuale per gli abitanti di Sampierdarena.

Congratulazioni ad Annalisa Scarrone e a Francesco Muglia, che si sono sposati nelle scorse ore “a sorpresa” con una cerimonia riservata a pochi fortunati a loro molto vicini e che si è tenuta ad Assisi.
La notizia delle nozze di Annalisa era stata confermata ormai diversi giorni fa grazie alle pubblicazioni di nozze apparse al Comune di Savona. Successivamente, sul Corriere della Sera erano apparse nuove indiscrezioni in anteprima che facevano riferimento ad un matrimonio previsto per sabato 1° luglio a Tellaro, nel borgo di Lerici, ma la coppia alla fine è riuscita a stupire tutti, cambiando le carte in tavola rispetto ai pettegolezzi.
La cerimonia (officiata da padre Giuseppe Sagrino) si è dunque celebrata nelle scorse ore ad Assisi, con un rito civile al quale hanno assistito per l’appunto pochissimi intimi. Terminata la celebrazione religiosa tenutasi presso la chiesa San Francesco la coppia di neo sposi ha organizzato un ricevimento a dir poco spettacolare in un ristorante della città, la Locanda del Cardinale.

Muglia, di origine padovana, è vice presidente del settore marketing di Costa Crociere. I due si sono conosciuti nel 2016, in una delle lussuose navi della flotta, nel corso di un evento a cui Annalisa aveva partecipato come guest star.
Se la cerimonia è stata per un gruppo ristretto di eletti, diverso sarà il discorso per i festeggiamenti post nozze. Stando agli ultimi rumor sembra che Annalisa e Muglia abbiano organizzato un ricevimento nel borgo di Tellaro per sabato 1 luglio. Successivamente, sembra, la coppia si imbarcherà su una scialuppa in direzione Baia dell’Eco del mare: qui gli sposini accoglieranno i loro ospiti per una festa da sogno che dovrebbe includere tra gli invitati anche Chiara Ferragni, Fedez, Zucchero e tutti gli altri amici a loro più cari.
La top model Naomi Campbell è diventata mamma per la seconda volta. L’ha annunciato su Instagram condividendo un post con una foto che la ritrae in braccio con il suo secondogenito. «Benvenuto Babyboy» la didascalia a corredo dell’immagine.
«Mio piccolo tesoro, sappi che sei amato oltre misura e circondato dall’amore dal momento in cui ci hai onorato con la tua presenza. Un vero dono di Dio», ha scritto nel dolce post su Instagram. Un pensiero di benvenuto per presentare al mondo il suo bambino del quale però non ha svelato il nome. Così come per la primogenita, Naomi Campbell ha preferito mantenere il più stretto riserbo non rivelando altri dettagli. Solo una tenerissima foto che mostra la neo mamma e le manine della sua prima figlia che tengono quella del neonato. Tantissimi i messaggi di auguri in risposta da parte dei fan, degli amici e dei colleghi. Tra questi anche quello di Donatella Versace.

«Non è mai troppo tardi per diventare madre», ha aggiunto Naomi al post che annuncia l’arrivo del bambino. La top model ha sempre dichiarato di volere dei figli e il suo desiderio si è esaudito per la seconda volta. Da sempre riservata circa la sua vita privata, non ha mai parlato di chi fosse il padre di sua figlia e anche in questa occasione tutto è avvenuto in gran segreto. Non è noto neanche se la top model abbia o meno un compagno. Nel 2021, quando nacque la primogenita, dichiarò a Brithish Vogue: «Non è stata adottata. È mia figlia. È la cosa migliore che abbia mai fatto».











Dopo un fine settimana ad alta tensione, in Russia sembra essere tornato tutto come prima. Vladimir Putin, che ha avviato le purghe contro i traditori, cerca ora di ricompattare la nazione. Eppure lo scenario per lo zar è cambiato. Come riporta Meduza, il livello di fiducia dei russi nei confronti del loro presidente è sceso da un minimo del 9 a un massimo del 14 per cento, a seconda della regione.
Prima della ribellione di Prigozhin, il livello di fiducia dei russi nei confronti di Putin si attestava al 78,9 per cento. Questo secondo i dati del Centro russo per lo studio dell’opinione pubblica, pubblicati dalla Tass. Il livello di approvazione dell’operato del presidente era persino salito di 1,4 punti percentuali al 76,1 per cento. E le cifre sarebbero rimaste queste: numeri molto diversi da quelli indicati dal Levada Center, organizzazione russa indipendente e non governativa, che compie sondaggi e ricerche sociologiche, (e bollata come agente straniero) secondo cui la fiducia in Putin non andrebbe oltre il 42 per cento.

Da -9 a -14, a seconda della regione in cui è stato effettuato il sondaggio: un calo paragonabile solo al crollo della fiducia che Putin ha dovuto fronteggiare nel 2018, quando aveva perso il 12 per cento dopo l’innalzamento dell’età pensionabile. Ad agitare i sonni dello zar, l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali in Russia in programma il 17 marzo 2024. Per questo Putin sta correndo ai ripari e si sta adoperando per convincere i russi che, in fondo, non è successo nulla di grave e che nessuno in realtà rema contro di lui.
State TV reporter Pavel Zarubin has just posted this clip of Putin "meeting the people of Derbent" after he held a meeting on tourism there with local officials
The message his trip to Dagestan is meant to send out is clear: Things are back to normal and the people are with me pic.twitter.com/qKeNvvussQ
— Francis Scarr (@francis_scarr) June 28, 2023
Dopo che gli era stato ordinato di «contrastare questo disastro nelle pubbliche relazioni e di trovare urgentemente qualcosa per dimostrare l’amore dei russi per Putin», come ha spiegato a una fonte vicina al Cremlino a Moscow Times, lo spin doctor Sergei Kiriyenko ha riempito l’agenda presidenziale di impegni. Mettendo da parte i noti timori di contagio Covid, Putin si è così concesso un bagno di folla a Derbent, città del Daghestan affacciata sul Mar Caspio. Baci, strette di mano, selfie, distanziamento sociale non pervenuto: di tutto pur di mostrare che gode del sostegno dell’intera nazione e non è stato indebolito dalla ribellione, concetti ribaditi intanto dal Cremlino.

Accolto «come una rock star» in Daghestan, come ha detto la presentatrice russa Olga Skabeyeva, Putin si è rivolto alla folla assicurando di «non aver mai avuto dubbi» durante l’ammutinamento della Wagner. Una sicurezza ostentata dal capo del Cremlino anche il 30 giugno a Mosca in occasione del forum dell’Agenzia per le iniziative strategiche dove allo stand di NexTouch, brand che produce display touch, ha disegnando sullo schermo una faccina sorridente. Ricordando che «la Russia non è crollata a causa delle sanzioni e del ritiro delle aziende occidentali» e che, al contrario, «le opportunità per gli imprenditori si sono moltiplicate».
In his latest installment of trying to pretend everything is fine after Wagner’s failed uprising, Putin draws a weird face on a Russia-produced screen https://t.co/cagZkdndYR pic.twitter.com/sxPNFMXfvN
— max seddon (@maxseddon) June 29, 2023
«Con l’occupazione di Rostov sul Don e la marcia che ha quasi raggiunto Mosca senza alcuna resistenza, si è diffusa l’idea che nessuno stia dalla parte del capo. Questo contraddice l’immagine del leader amato a livello nazionale», ha detto un funzionario russo a Moscow Times. Un’altra fonte, sempre vicina al Cremlino, ha ammesso parlando con Meduza che «ci sono problemi», spiegando che il blocco di governo intende affrontarli «aumentando la frequenza» delle apparizioni pubbliche di Putin: «Ci saranno più contatti tra il presidente e il popolo».




Un grave lutto sconvolge la Marina Militare: si è spento nelle scorse ore in circostanze tragiche il giovane tenente di vascello Michele Savarese. Fatale un malore avvenuto dopo che aveva effettuato in un’immersione.
Niente lasciava presagire che dopo quell’esercitazione in mare il militare avrebbe perso la vita. Savarese, 31 anni appena, era impegnato da un paio di mesi in un duro corso per conseguire l’abilitazione per le immersioni con le quali si sarebbe occupato di pulire le carene, a non più di 15 metri di profondità.
Purtroppo intorno alle ore 10:30 di ieri, giovedì 19 giugno, qualcosa è andato terribilmente storto: Savarese è stato colpito da un malore improvviso, secondo le prime ricostruzioni potrebbe essersi trattato di un infarto fatale. A nulla è servito l’intervento tempestivo dell’unità medica presente come sempre durante simili esercitazioni per sicurezza: nonostante i tentativi di rianimarlo, Savarese è morto poco dopo.
Sul corpo del giovane, ora, sarà disposta un’autopsia per cercare di capire cosa possa averlo condotto a questa morte così improvvisa con maggior precisione.
Sono stati tantissimi, in queste ultime ore, i messaggi di cordoglio degli amici e degli ex colleghi della Marina Militare della vittima, che era originario Vico Equense (dove vive la famiglia) ma di stanza a La Spezia. A esprimere sconcerto e tristezza è stato anche lo stesso presidente della Regione Giovanni Toti, che sui social ha scritto: «Condoglianze e vicinanza da parte di tutta la Regione Liguria alla Marina militare e alla famiglia Savarese».
Molto commovente anche il post Facebook dell’ex collega Alessandro Balugani, che sul social ha condiviso una bella foto di Savarese e ha raccontato un toccante aneddoto: «Ero arrivato su nave Trieste da un paio di mesi, un giovane ufficiale mi si avvicina e mi dice: WE BALU!!! Ma sei tu?! Io: Certo che sono io, ma tu chi sei? (Ridendo) Sono Michele, Savarese ti ricordi?!. Io:Cavolo!!! e chi ti aveva riconosciuto!!! Io vi ho lasciato che eravate ragazzini e vi ritrovo uomini!!! Ci siamo abbracciati, un ragazzo d’oro. Che peccato!!! 31 anni, una vita spezzata così,il mondo a volte è troppo ingiusto. Spero che in paradiso ci sia una cambusa e un cambusiere come me, che ti lasciava riposare sui sacchi di farina, quando eri troppo stanco per l’addestramento. Oggi qui a Marinalles è stata una giornata tragica».
Tragedia sfiorata davvero per un soffio a Canazei, dove nelle scorse ore un pulmino con diverse persone a bordo è caduto in una scarpata: sei i feriti, tra cui un bambino.
Il mezzo coinvolto nel sinistro stradale è finito fuori strada mentre stava percorrendo la ss 242 che dalla valle di Fassa conduce in val Gardena, in Alto Adige. A cadere nella scarpata è stato più nello specifico un furgone appartenente allo Ski Team Fassa che a quanto sembra trasportava alcuni volontari diretti verso la parte finale del percorso della Val di Fassa running, una gara organizzata in zona. Non è ancora chiaro, almeno per il momento, cosa possa aver fatto sbandare il mezzo facendolo uscire dalla carreggiata: tra le ipotesi prese in considerazione fino ad ora c’è un malore avuto dal conducente, ma si tratta di una semplice teoria che ancora non è stata confermata.
Gli occupanti del furgone precipitato sulla retta sopra il ponte a Pian Schiavaneis sono poi finiti nel torrente Antermont. Immediato l’intervento dei soccorsi, che hanno dovuto trasportare 4 di loro in codice rosso in ospedale (sembra che, ad ogni modo, fossero tutti coscienti quando il mezzo è stato recuperato).
Tra gli occupanti del mezzo rimasti feriti c’è anche un ragazzino di soli 10 anni, trasportato al vicino nosocomio di Bolzano. Tutte le altre persone coinvolte, invece, hanno tra i 62 e i 67 anni e sono tutte provenienti dalla Val di Fassa.
Dopo il lancio del primo allarme, sul posto sono arrivati 4 elicotteri, due provenienti da Trento e due da Bolzano, oltre a diverse ambulanze giunte anche dalla Valle di Fiemme. Sono attualmente al lavoro sul posto per tutte le rilevazioni di routine anche i carabinieri e la polizia locale della Valle di Fassa.
Mario Virano, attuale direttore generale di TELT, già presidente dell’osservatorio Torino-Lione, è morto all’età di 79 anni, dopo breve malattia. La notizia è stata confermata con una nota dalla stessa Tunnel Euralpin Lyon Turin, stretta «intorno alla famiglia dell’architetto Virano, ricordando l’uomo e il professionista che ha dedicato la sua vita alla realizzazione della nuova ferrovia Torino-Lione, promuovendo il dialogo e il confronto all’interno e all’esterna della società».

Tra le prime persone a esprimere il proprio cordoglio per la morte di Mario Virano, vi è il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio: «Con la scomparsa di Mario Virano, Torino e il Piemonte perdono un uomo di grande valore che ha dato il suo straordinario contributo nelle tante esperienze professionali e umane della sua vita, a partire dal suo impegno per arrivare alla realizzazione della Torino-Lione che oggi è un cantiere in corso e che tra pochi anni sarà completata portando il Piemonte nel cuore dell’Europa. Da oggi continueremo con ancora più determinazione con la forza del suo ricordo e con l’esempio del suo impegno».
Mario Virano, classe 44, laureatosi in Architettura al Politecnico di Torino nel 1969, ha svolto negli anni attività professionale nel campo dell’architettura, dell’urbanistica e dei trasporti. Dal 2006 al 2014, ha presieduto l’Osservatorio Torino-Lione, in qualità di Commissario Straordinario del Governo. Ha svolto inoltre incarichi internazionali nel Comité de Transport Public des Communautés Européennes e nella Uitp. Virano, per un decennio, ha diretto la Eidos spa (Studi, Ricerche, Progettazione), ed è stato AD della società autostradale Sitaf spa e Consigliere di Amministrazione di ANAS.
Nel 2015, su incarico del Governo italiano, è stato direttore generale di TELT, il promotore pubblico binazionale incaricato per la realizzazione e la gestione della sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino-Lione. Nel 2009, è stato insignito della Legion d’Onore dalla Repubblica Francese. La Camera di Commercio di Torino l’ha nominato Torinese dell’Anno 2012 e nel 2013 è stato insignito del titolo di Grande Ufficiale al Merito dal Presidente della Repubblica. È stato professore a contratto al Politecnico di Torino e allo IUAV di Venezia con corsi su Infrastrutture e territorio.




