Il suo obiettivo era di tornare alla Bei, di cui era vice presidente e da cui si è staccato per rispondere alla chiamata di Mario Draghi che lo voleva alla guida di Cassa depositi e prestiti. Ma il governo ha preferito puntare su Daniele Franco, l’ex ministro dell’Economia che dopo aver lasciato via XX Settembre è in attesa di una ricollocazione (avrebbe voluto sostituire Ignazio Visco in Bankitalia, ma con Fabio Panetta non c’era partita). Così ora Dario Scannapieco, sapendo che Giorgia Meloni non ha alcuna intenzione di riconfermargli l’incarico che scadrà nel 2024, ha messo nel mirino la poltrona di vicepresidente della Banca mondiale, dove Ajay Banga, ex presidente di Exor, è appena stato eletto presidente.
Month: Giugno 2023
Salario minimo, le opposizioni trovano l’intesa sulla soglia a 9 euro
I partiti di opposizione hanno trovato l’intesa sul salario minimo. Pd, Movimento 5 stelle, Azione, Sinistra italiana, Europa Verde e +Europa lo hanno annunciato con una nota congiunta in cui si evidenzia come la soglia minima da cui partire è fissata a 9 euro. A firmare il documento sono Elly Schlein, Giuseppe Conte, Matteo Richetti, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e Riccardo Magi. Manca Matteo Renzi, che con il suo partito, Italia Viva, si defila: «Distanti dalle loro posizioni». Nella nota delle opposizioni si legge: «La necessità di un intervento a garanzia dell’adeguatezza delle retribuzioni dei lavoratori, in particolare di quelli in condizione di povertà anche per colpa dell’inflazione, è un elemento qualificante dei nostri programmi elettorali. Per questo abbiamo lavorato a una proposta unica che depositeremo alla Camera nei prossimi giorni».

La nota: «Riconoscere una retribuzione proporzionata»
L’annuncio prosegue: «Vogliamo infatti sottolineare con forza la comune convinzione che è giunto il momento di dare piena attuazione all’articolo 36 della costituzione che richiede che al lavoratore sia riconosciuta una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto e sufficiente a garantire un’esistenza libera e dignitosa per sé e per la propria famiglia». Poi le proposte. I partiti chiedono che «al lavoratore di ogni settore economico sia riconosciuto un trattamento economico complessivo non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative, salvo restando i trattamenti di miglior favore». E ancora che «a ulteriore garanzia del riconoscimento di una giusta retribuzione, venga comunque introdotta una soglia minima inderogabile di 9 euro all’ora, per tutelare in modo particolare i settori più fragili e poveri del mondo del lavoro, nei quali è più debole il potere contrattuale delle organizzazioni sindacali». Una retribuzione considerata «giusta» e che deve riguardare i subordinati, ma anche il lavoro autonomo e i parasubordinati.
Renzi dice no: «Non firmeremo»
A prendere le distanze è Italia Viva. In una nota di risposta ai partiti di opposizione, si spiega che «Matteo Renzi non firmerà la proposta sul lavoro insieme a Fratoianni, Conte e Schlein come non firmerà proposte su giustizia o fisco con Meloni e Salvini. Il fatto di essere all’opposizione del governo Meloni non significa essere in una coalizione alternativa. Nel merito sul salario minimo Italia Viva aveva presentato alle elezioni un testo diverso da quello che è stato proposto dal Campo Largo e dunque in coerenza con il mandato elettorale Italia Viva proporrà degli emendamenti al testo, votando a favore dei punti su cui è d’accordo. Italia Viva si comporterà allo stesso modo sui prossimi disegni di legge su giustizia, su infrastrutture, su sanità. Votiamo le leggi che ci convincono ma restiamo all’opposizione di Meloni e distanti dalle posizioni sul lavoro di Fratoianni, Conte e Schlein».

Ultimo giorno per la rottamazione delle cartelle: come trasmettere le domande
E’ fissata per venerdì 30 giugno, la scadenza per aderire alla definizione agevolata. Con l’adesione alla Rottamazione-quater relativa ai debiti affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 è consentito versare solo l’importo del debito residuo. Attenzione al termine di adesione per i contribuenti che alla data del 1° maggio 2023 avevano residenza, sede legale o sede operativa nei territori interessati dai gravi eventi alluvionali. In questo caso il termine di adesione è posticipato al 30 settembre 2023.

Rottamazione cartelle, come presentare le domande
Per presentare le richieste all’agenzia delle Entrate-Riscossione occorrerà procedere esclusivamente in via telematica andando sul sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it, utilizzando l’apposito servizio disponibile nell’area pubblica, pertanto senza pin e password, o nell’area riservata, per tutti coloro che dispongono di Spid, Cie o Cns e, per gli intermediari fiscali, Entratel. Una volta entrati all’interno, basterà presentare la dichiarazione di adesione tramite la funzionalità che consente di selezionare le cartelle o gli avvisi dall’elenco dei debiti che si vogliono inserire nella domanda. Agenzia delle entrate-Riscossione procederà con l’invio della comunicazione con l’esito, l’ammontare delle somme dovute ai fini della definizione e i moduli di pagamento, entro il 30 settembre 2023.
I guai di Meloni sui migranti per l’ennesima spaccatura dei sovranisti europei
Se due indizi non sono ancora una prova, certo sembra davvero difficile considerali solo una coincidenza. Tre settimane dopo il primo strappo, il fronte sovranista europeo si è spaccato di nuovo. Giorgia Meloni da una parte, Polonia e Ungheria dall’altra. Il motivo è sempre lo stesso: la gestione dei migranti. Il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, che di fatto dovrebbe sostituire il regolamento di Dublino, è visto come fumo negli occhi dalle parti di Varsavia e Budapest.
Polonia e Ungheria contro la maggioranza qualificata
Teatro della nuova frattura è stato così il Consiglio europeo del 29-30 giugno durante il quale i due Paesi hanno deciso di imboccare la strada dell’ostruzionismo, rifiutandosi, al termine del primo giorno, di sottoscrivere qualsiasi documento conclusivo se non fossero state affrontate le loro perplessità sulle questioni migratorie. Che il clima fosse tutt’altro che idilliaco lo si era capitò già l’8 giugno quando, nel corso di un vertice dei ministri degli Interni europei in Lussemburgo, si era consumata la prima vera frattura tra Meloni e gli amici del gruppo di Visegrad. Il nuovo patto Ue sui migranti era stato, infatti, approvato con 25 sì e due no. Un’intesa considerata “illegale” da Polonia e Ungheria perché raggiunta con una maggioranza qualificata e non con il voto unanime.

Ricollocamento o sanzione da 20 mila euro a migrante
Il no di Varsavia e Budapest è legato al meccanismo di solidarietà previsto dalla riforma: per il Paese europeo che si trova ad affrontare un afflusso straordinario di migranti, scatta il ricollocamento dei richiedenti asilo negli altri Stati membri. Chi si rifiuta di accogliere sarà costretto a pagare 20 mila euro a migrante. Strumento che, nelle intenzioni di chi vuole la riforma, serve soprattutto per andare incontro ai Paesi di primo approdo, come l’Italia. Tant’è che da più parti a Bruxelles si considerava proprio Giorgia Meloni come la vera vincitrice dell’accordo. “Sull’immigrazione ha vinto l’Italia” titolava per esempio Politico.eu in un articolo pubblicato il 21 giugno.
L’Italia era riuscita a convincere persino la Germania
La premier italiana era riuscita a piegare soprattutto le resistenze della Germania: «I colloqui», racconta ancora Politico.eu, «erano sull’orlo del fallimento, come da anni. L’Italia voleva più autorità per rimuovere i richiedenti asilo respinti. La Germania temeva che ciò avrebbe creato violazioni dei diritti umani». Nonostante Berlino abbia sempre fatto valere, nelle trattative con gli alleati europei, la sua forza politica ed economica, a spuntarla in questo caso è stata proprio la premier italiana: «È stato un momento significativo. La Germania, il Paese più popolato dell’Ue e la sua maggiore economia, spesso ottiene ciò che vuole quando negozia a Bruxelles. L’Italia, con i suoi governi in continuo cambiamento, no. Questa volta, però, il clima è cambiato», continua Politico.eu.

La contro-proposta dei due dissidenti è un no a tutto
Nonostante i successi celebrati anche dall’establishment europeo, Meloni non può gioire a pieno: i vecchi amici sovranisti che non sentono ragioni sono un problema. E per alleggerire il clima non può bastare l’elegante baciamano alla premier italiana a favore di flash del presidente ungherese Viktor Orban o le dichiarazioni pubbliche di grande intesa del premier polacco e principale alleato nei conservatori europei, Mateusz Morawiecki. La frattura c’è, basta guardare la contro-proposta, portata dal governo polacco al Consiglio europeo. Intitolata “Europa delle frontiere”, di fatto è un “no” a tutto: «No all’immigrazione clandestina, no all’imposizione di sanzioni pecuniarie o sanzioni varie».
Meloni non vuole passi indietro sul dossier tra Ue e Tunisia
Come spiega Europa Today difficilmente, però, l’accordo sul Patto Ue sui migranti verrà rivisto a livello di governi: l’iter legislativo andrà avanti, passando dal parlamento, per poi tornare al tavolo dei leader europei, dove non saranno necessari i voti di Polonia e Ungheria. Per l’Italia, l’importante è che l’ostruzionismo di Orban e Morawiecki non metta a repentaglio i passi avanti sulla cooperazione tra Ue e Tunisia. Dossier molto caro alla Meloni. L’obiettivo della premier è dunque ambizioso quanto difficile: mettere tutti d’accordo evitando la terza frattura in poche settimane con gli amici di Visegrad. Se non ci riuscisse, tre indizi finirebbero per essere la prova che nel sovranismo europeo qualcosa scricchiola.
Chi sono i cinque figli di Bobby Solo: Alain, Chantal, Muriel, Veronica e Ryan
Il celebre Bobby Solo, interprete di brani molto famosi come Una lacrima sul viso, Cuore matto e Non c’è più niente da fare, è stato legato sentimentalmente a 3 diverse donne nel corso della sua vita. Da tutte e tre ha avuto almeno un figlio, per un totale di 5 “pargoli” ormai cresciuti.
Chi sono state le compagne di Bobby Solo e chi sono i suoi 5 figli
Il primo grande amore della vita di Bobby Solo è stata la ballerina Sophie Teckel, con la quale è convolato a nozze nel 1967. Dalla danzatrice francese l’artista ha avuto ben tre figli, nell’ordine Alain (nato nel 1968), Chantal (nata nel 1971), Muriel (nata nel 1975) . Successivamente, il cantante è stato legato anche con un’altra donna, Mimma Foti, con la quale ebbe una relazione piuttosto fugace dalla quale però nacque una figlia, Veronica.
Il quarto figlio Bobby Solo l’ha avuto dalla sua seconda moglie, con la quale è ancora oggi legatissimo: l’hostess coreano-americana Tracy Quade l’ha reso padre nel 2013 dell’ultimo arrivato, Ryan.
Alain, oggi 50enne, ha dovuto affrontare in passato dei gravi problemi di dipendenza da sostanze stupefacenti, che l’hanno costretto ad un lungo ricovero presso la comunità di San Patrignano. Sembra che alla base delle sue sofferenze ci fosse un rapporto complicato con i genitori, che avrebbe però poi ricucito nel corso degli anni. Chantal, oggi 47enne, è una business coach la cui attività è divisa fra Roma e Milano. Muriel, invece, di lavoro fa la cake designer.
La storia di Veronica Satti
La figlia di Bobby Solo più chiacchierata in assoluto è però probabilmente Veronica Satti, influencer e scrittrice che oggi su Instagram vanta oltre 100.000 follower.

L’influncer è nata da una relazione extraconiugale che l’attore intrattenne con Mimma Foti quando ancora era sposato con Sophie Teckel. Veronica, nata a Genova nel 1990, non ha rivolto la parola al padre per ben 14 anni, se non tramite avvocati. Proprio alla luce della sua storia difficile, Barbara d’Urso l’aveva voluta nel cast del suo Grande Fratello, dove la gieffina aveva avuto l’occasione di raccontare qualche dettaglio in più sul suo passato. Alla fine, anche grazie all’insistenza della stessa conduttrice, Bobby Solo e Veronica Satti si sono finalmente rinconciliati e sono oggi più uniti che mai.
Scade un’altra rata del Pnrr e l’Italia è sempre più in ritardo, ci sono almeno 17 obiettivi mancati

Oggi, 30 giugno, è l'ultimo giorno per le scadenze legate alla quarta rata del Pnrr, da 16 miliardi di euro. Mentre il governo Meloni continua a rassicurare sulla terza rata, che doveva arrivare a febbraio e ancora non c'è, l'Italia ha accumulato altri ritardi. Il piano, per l'esecutivo, resta puntare tutto sulla "rimodulazione".
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Aumento del prezzo dei biglietti Atac a Roma, convocata commissione Trasporti alla Regione Lazio

L'audizione dell'assessore regionale ai Trasporti, Fabrizio Ghera, è stata convocata su richiesta della consigliera Roberta Della Casa, capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Regione Lazio e membro della Commissione Mobilità.
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Follia a Prato, ragazzo disteso sul tetto dell’auto in corsa: “Un gioco per festeggiare la maturità”

Il video risalente a ieri e già diventato virale sui social, mostra una Renault bianca girare per Prato con un giovane sdraiato sul tettuccio, aggrappato solo con le mani. I giovani si giustificano: “Un gioco per festeggiare la fine degli esami”.
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Domani i funerali di Fulvio Filace, morto nell’auto esplosa. Lunedì fiaccolata: “Vogliamo giustizia”

Sono stati fissati per domani, sabato 1 luglio, a San Giorgio a Cremano, i funerali di Fulvio Filace, il tirocinante del Cnr morto insieme alla ricercatrice Maria Vittoria Prati nell'esplosione dell'auto-prototipo sul quale viaggiavano lo scorso 23 giugno.
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Lopez si ritira dal tennis, guarda un video in suo onore e si commuove: lo fa piangere Nadal

Il torneo ATP di Maiorca è stato l'ultimo disputato in carriera da Feliciano Lopez. Dopo l'incontro dei quarti è stata organizzata una festa per lo spagnolo, che si è commosso quando ha visto Nadal dedicargli parole splendide in un video.
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Uccide il padre dell’ex fidanzata a colpi di martello, condannato a 23 anni di carcere

Hamadi El Makkaoui è stato condannato a 23 anni di carcere per l'omicidio di Anselmo Campa. Il 26enne lo ha ucciso a colpi di martello in seguito a una lite per un'auto. L'imprenditore era il padre della sua ex fidanzata.
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Jasmine Carrisi parla del suo rapporto con Romina Power: “Ci salutiamo, ma finisce lì”

Ospite di Oggi è un altro giorno, Jasmine Carrisi parla del legame con le sorelle Cristel e Romina, nate dal primo matrimonio di Al Bano con Romina Power e rivela che, invece, con quest'ultima non ha costruito alcun tipo di rapporto.
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Francesco Chiofalo e la somiglianza con Daniele di Temptation: “Volevo scrivergli, ma mi ha bloccato”

Francesco Chiofalo ha commentato su IG la somiglianza con Daniele di Temptation Island: alla domanda di un fan ha ammesso di notare un po' la somiglianza, ma "Non basta avere tatuaggi, i capelli rasati, fare palestra ed essere di Roma per essere la stessa persona". Poi ha aggiunto: "Volevo scrivergli, ma mi ha bloccato".
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Le sorelle Selassiè mai state principesse, padre condannato ma loro continuano a sfoggiare il titolo

Clarissa, Jessica e Lulù Selassiè non sono mai state principesse. Lo ha stabilito il tribunale svizzero che ha condannato il padre Giulio Bissiri per truffa. Ma sui social due delle tre sorelle hanno mantenuto il titolo: si fanno ancora chiamare “Sua altezza imperiale”.
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Conte attacca Meloni: “Parla di dittature? Pensi prima a quella che ha avuto in casa”

"Se Giorgia Meloni vuole parlare di dittature venga a parlare della dittatura che abbiamo avuto in Italia, quella sì totalitaria": lo ha detto Giuseppe Conte, tornando ad attaccare la presidente del Consiglio per alcune affermazioni fatte in Parlamento prima del Consiglio Ue.
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A Napoli i biglietti di bus, metro e funicolari aumentati tre volte in 6 anni: da 1 euro a 1,30

I ticket di viaggio dei trasporti pubblici a Napoli sono aumentati di tre volte dal 2017 ad oggi a causa della crisi economica. Ma sono più economici di Roma e Milano.
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Perché Bella Thorne è apparsa coperta di sangue al Taormina Film Festival 2023

Bella Thorne è stata tra gli ospiti speciali della 69esima edizione del Taormina Film Fest, in occasione del quale ha debuttato nei panni di regista. Perché, però, si è lasciata immortalare ricoperta di sangue?
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La ministra Roccella contro i nomi per bambini ai cani: «Spia di un bisogno di avere figli»
Il cane è mio e me lo gestisco io. Potrebbe essere questo il nuovo slogan delle piazze dopo l’ennesima uscita della ministra per la Famiglia Eugenia Maria Roccella. Dopo aver pontificato su aborto e maternità, eccola tornare all’attacco. «Questo tentativo di dare i nomi dei bambini ai cani, è sintomo di un bisogno che evidentemente c’è, però viene trasferito sugli animali», ha detto intervenendo a Fenix, la festa dei giovani di Fratelli d’Italia. «Serve una rivolta a difesa dell’umano. La famiglia, la filiazione, sono il cuore, sono le basi dell’umano, ma ora sono a rischio». La ministra si è accodata al pensiero del Papa che, circa un mese fa, si era rifiutato di benedire un cagnolino, condividendo la sua idea già espressa in passato: «Invece dei figli preferiscono avere cani e gatti: è l’affetto programmato, un affetto senza problemi».

Roccella, no a cani chiamati «Riccardo, Eugenio, Giovanni Maria»
La ministra ha proseguito la sua «analisi» sulla crisi della natalità nel Paese: «Il problema oggi sono proprio le basi dell’umano che sono a rischio, perché la famiglia è il cuore dell’umano. Perché sono a rischio? Io sono animalista, amo moltissimo cani e gatti, ho quattro gatti e un cane, non è una questione di ostilità nei confronti degli animali, però quando mi capita di portare il cane ai giardinetti sento il richiamo dei proprietari rispetto al proprio cagnolino e sento Giovanni, Eugenio, Riccardo, addirittura anche nomi compositi, ho sentito pure Giovanni Maria, cioè comincia a diventare effettivamente, abbastanza… una confusione non casuale perché questo tentativo di appaiare in qualche modo i nomi che si danno ai bambini, nomi umani, ai cani, è sintomo di un desiderio, di un bisogno che evidentemente c’è, un bisogno di affettività, un bisogno in qualche modo di famiglia, che però viene trasferito in maniera impropria sugli animali, sui cagnolini e così via».
La soluzione? «Una cultura a difesa dell’umano»
Eugenia Roccella ha dato una delle soluzioni per invertire la tendenza: «Manca una cultura a difesa della vita, a difesa dell’umano, che sostenga la vita, l’umano. Penso che la prima cosa che ha fatto il nostro governo, è stato proprio rimettere al centro questo problema, tornare a mettere al centro la famiglia e la natalità. La natalità era qualcosa di cui neanche si poteva parlare, famiglia e natalità sono ormai vocaboli che non sono più nel lessico internazionale, nei documenti internazionali; maternità è ad esempio una parola completamente cancellata. Noi veniamo dagli anni 60 in cui il club di Roma, l’élite intellettuale e scientifica internazionale diceva che c’era un problema di equilibrio tra le risorse e la popolazione, che c’era troppa popolazione, troppe nascite, che gli umani dovevano essere ridotti perché altrimenti non ci sarebbe stata appunto la possibilità di sfamarci, la possibilità di avere un minimo di benessere, e che quindi il problema era ridurre la natalità. E’ così è stato fatto in tutto il mondo». Una cultura definita dalla ministra come profondamente antinatalista: «La famiglia come criterio premiante, sono una mamma, sono un papà devono essere qualcosa di premiante, serve un cambiamento culturale con il coinvolgimento di tutti gli attori in gioco».
Linda Sabbadini: «L’aumento della natalità non è la soluzione»
L’intervento della Roccella arriva a due giorni esatti dall’evento che si è svolto a Roma martedì 27 giugno, dal titolo «Demografica: Popolazione, persone, natalità» durante il quale è intervenuta Linda Laura Sabbadini, direttore centrale Istat: «Parlare di calo di natalità senza considerare anche la progressiva perdita di popolazione in età lavorativa rischia di non dare quella visione di insieme necessaria per affrontare il problema nella sua interezza». Sabbadini ha parlato di «politiche miopi, prive di una visione di lungo periodo» che «hanno portato alla situazione attuale» e indica due linee di intervento: «incentivare l’occupazione femminile con politiche sociali e risolvere il problema della carenza di popolazione in età lavorativa con politiche che includano l’immigrazione, come ad esempio è stato fatto in Germania nel 2015. Non è realistico e corretto dire che il problema del calo demografico si possa risolvere solo con un aumento della natalità».
La t-shirt più irriverente di Aurora Ramazzotti: l’ananas sulla pizza è “un amore proibito”

Con il suo ultimo look Aurora Ramazzotti scherza su un grande tabù culinario: la pizza con l'ananas, la kryptonite di tutti gli amanti della buona forchetta.
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Il matrimonio di Decibel Bellini e Valentina Guida: testimoni di nozze Jorginho e Koulibaly

Lo speaker ufficiale del Napoli ha sposato Valentina Guida. Testimoni di nozze, i suoi migliori amici ed ex azzurri Jorginho e Kalidou Koulibaly. Ospiti vip: Clementino, Andrea Sannino e Cristiana Dall'Anna.
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A Bracciano si continua a cercare il 19enne scomparso nell’acqua. I genitori: “Sembrava uno scherzo”

Ad Anguillara Sabazia i vigili del fuoco stanno continuando le ricerche del 19enne scomparso ieri nelle acque del lago di Bracciano.
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Nausea e vomito durante il campeggio in Val Rendena con la parrocchia: 20 bambini intossicati

Venti bambini si sono sentiti male durante un campeggio con la parrocchia in Val Rendena. I piccoli sono fortunatamente stati medicati in poco tempo dal personale del 118.
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Giuntoli alla Juventus, via libera: accordo col Napoli per la risoluzione del contratto

Cristiano Giuntoli dovrebbe formalizzare oggi la risoluzione contrattuale col Napoli, dopo aver raggiunto ieri un'intesa verbale col presidente De Laurentiis: rispettato il termine del 30 giugno, da domani potrà firmare per la Juventus.
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Le 15 spiagge più belle di Trapani e dintorni

Dalla spiaggia di San Giuliano perfetta per le famiglie a Cala Rossa e Cala Azzurra (sull'isola di Favignana) per gli appassionati gli sport, ecco la mappa delle spiagge più belle di Trapani.
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Colpito con un pugno in faccia a Napoli: Giuseppe Zizzi morto dopo 5 mesi in ospedale

L'uomo, 75 anni, era stato aggredito all'esterno di un bar a Pianura da un 18enne, che è stato arrestato. Sulla salma di Zizzi è stata disposta l'autopsia.
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Arrestato Galtier, per l’allenatore francese accuse di discriminazione razziale e religiosa
L’allenatore francese Christophe Galtier e il suo figlio adottivo John Valovic sono stati arrestati dalla polizia a Nizza. Il provvedimento è arrivato nell’ambito delle indagini su episodi di discriminazione razziale e religiosa da parte del tecnico, che nella stagione appena conclusa ha allenato il Paris Saint-Germain, relativi ai tempi in cui era sulla panchina del Nizza. Il fermo consentirà agli inquirenti di avere Galtier e figlio a disposizione per 24 ore, poi i due verranno rilasciati oppure portati davanti al tribunale per rispondere delle accuse.

I fatti risalirebbero all’inizio della stagione 2021/22, quando allenava il Nizza
I fatti, che risalirebbero all’inizio della stagione 2021/22, sono stati denunciati da Julien Fournier, ex direttore sportivo del Nizza, tramite un’email inviata al management di Ineos: la società, una delle più grandi aziende chimiche al mondo, è dal 2019 proprietaria del club francese che milita nella Ligue 1. Nella mail inviata al manager di Ineos Dave Brailsford, Fournier ha raccontato quanto accaduto il 9 agosto 2021: quel giorno Galtier, ribadendo un concetto appena espresso dal figlio (che è il suo procuratore), si sarebbe lamentato con il dirigente del Nizza per l’eccessiva presenza di «neri e musulmani nella squadra», cosa che andava in contrasto con «la realtà della città». Fournier aveva poi aggiunto: «Mi ha detto che era andato al ristorante e che tanti gli avevano fatto notare cheil Nizza è una squadra di neri».

Galtier, che era stato in lizza per la panchina del Napoli, ha smentito le accuse
Il tecnico ha sempre smentito fermamente le accuse e aveva persino sporto denuncia. Diversi giocatori e dirigenti del Nizza, tra cui il presidente del club Jean-Pierre Rivère, sono già stati interrogati dagli inquirenti. Galtier, prossimo a lasciare ufficialmente la panchina del PSG, è stato in lizza per sostituire Luciano Spalletti a Napoli, ma il presidente Aurelio De Laurentiis – forse perché a conoscenza di questa vicenda – gli ha poi preferito il connazionale Rudy Garcia.
Tracy Quade, chi è la seconda moglie di Bobby Solo
Roberto Satti in arte Bobby Solo, tra i più celebri interpreti della musica italiana a cavallo fra gli anni ‘60 e ‘70, è convolato a nozze per due volte nel corso della sua vita: la prima fu nel 1967, quando sposò la ballerina francese Sophie Teckel; la seconda è stata nel 2005, quando si è unito con Tracy Quade.
Chi è Tracy Quade, la seconda moglie di Bobby Solo
L’attuale compagna di Bobby Solo ha oggi 52 anni (28 in meno del marito, che ne ha 80) e di lavoro fa la hostess. Di origini coreano-statunitensi, Quade ha conosciuto il marito nell’ormai lontano 1995: a quanto pare la scintilla fra i due sarebbe scoppiata immediatamente, come un vero e proprio colpo di fulmine travolgente.
Insieme a Bobby Solo Tracy Quade (che vive una vita piuttosto riservata e non ha profili social) ha avuto un figlio, Ryan, venuto al mondo nel 2013. L’artista di Una lacrima sul viso ha in realtà un totale di 5 figli da tre donne diverse: i primi tre sono Alain (nato nel 1968), Chantal (classe 1971), Muriel (nata nel 1975) avuti dalla prima moglie; il quarto figlio l’ha avuto da una breve relazione con Mimma Foti, da cui ha avuto la figlia Veronica (riconosciuta solo in un secondo momento).
Bobby Solo parla della moglie Tracy: «Quando dissi a mia madre che ci saremmo sposati pensava che fossi matto»
Oggi la coppia si divide fra l’Italia e gli Stati Uniti ed è, a quanto pare, più unita che mai. A parlare più nel dettaglio del loro splendido rapporto è stato lo stesso Bobby Solo in una recente intervista concessa a Verissimo di Silvia Toffanin, trasmissione a cui ha partecipato con la stessa moglie e il figlio Ryan. A proposito, l’artista ha raccontato: «Da ragazzino mi innamoravo delle donne mature. Forse perché ero molto legato a mia mamma e mi davano un senso di protezione, ma invece con Tracy mi sono innamorato subito ed ho sentito un senso di romanticismo. Lei era assistente di volo, andava dal New Jersey a Roma tutte le settimane e un giorno le dissi che se non avessi avuto 28 anni più di lei l’avrei sposata. Lei allora mi disse ‘perché non me lo chiedi?’ e ci siamo sposati. È molto dolce e perfetta».
Una piccola curiosità: Bobby Solo, originario del Friuli Venezia Giulia, ha rivelato che in un primo momento la madre non aveva preso bene la relazione con l’hostess, secondo il suo gusto troppo giovane (l’aveva definita solo una «putea, cioè una ragazzina). Ecco le parole dell’artista a proposito: «Quando le dissi che ci saremmo sposati mi rispose ‘Ma sei matto? questa è una ‘putea’. Tuttavia, anche lei col tempo ha cambiato idea».
Accordo delle opposizioni sul salario minimo, cosa prevede la proposta di legge unitaria

Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Azione, Verdi e Sinistra e +Europa hanno trovato l'accordo sul salario minimo e presenteranno una proposta di legge unitaria alla Camera dei deputati: è la prima convergenza ampia tra le opposizioni al governo Meloni.
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Mike Tyson piange a dirotto durante l’intervista, è distrutto: “Spegni la telecamera”

Mike Tyson durante un podcast in Arabia con John Fury non è riuscito a reggere la commozione di fronte ad alcune rivelazione del suo grande fan.
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Mbappé contro Bolt, simulata una sfida di velocità: il calciatore francese è ridicolizzato

Qualcuno ha ipotizzato che Kylian Mbappé avrebbe potuto dare del filo da torcere a Usain Bolt sui 100 metri, adesso arriva la simulazione computerizzata che mostra come andrebbe a finire tra i due.
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