Coronavirus, l’uomo ricoverato a Milano è di Sesto San Giovanni: “Stiamo ricostruendo contatti”


"Sono in corso le ricostruzioni per capire quali contatti abbia avuto l’uomo nell’ultimo periodo, cercando di stabilire se abbia avuto contatti con i contagiati legati al focolaio lodigiano". Lo ha detto il sindaco di Sesto San Giovanni a proposito dell'uomo di 78 anni ricoverato al San Raffaele di Milano con Coronavirus. Il 78enne, residente a Sesto, è ricoverato al San Raffaele da una settimana.
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Moviola SPAL-Juventus: il monitor del VAR non funziona, c’è il rigore di Rugani su Missiroli


Gli episodi da moviola di SPAL-Juventus. Il più importante nella ripresa, sul risultato di 0-2: Rugani interviene su Missiroli, l'arbitro La Penna lascia correre ma viene richiamato dal VAR. Dalle immagini risulta evidente il contatto tra il difensore della Juve e l'avversario. L'arbitro concede il rigore nonostante problemi tecnici al monitor del VAR.
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Coronavirus, tendone davanti all’ospedale di Cremona: a Codogno infermieri bloccati da 24 ore


Davanti agli ospedali di Cremona e Oglio Po, nel Cremonese, sono stati allestiti dei tendoni da campo dove sarà offerta accoglienza a chi si reca nelle strutture per farsi controllare. Questa una delle misure decise per far fronte all'emergenza Coronavirus, che nel Cremonese ha fatto registrare tre contagi. Intanto all'ospedale di Codogno, focolaio dei contagi in Lombardia, ci sono infermieri e sanitari bloccati da 24 ore: sono entrati in contatto con altri malati e attendono gli esiti dei test.
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Coronavirus: De Luca, sospendere le gite scolastiche

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale, ha invitato i dirigenti delle scuole a sospendere l’organizzazione delle gite scolastiche per motivi precauzionali. La Campania, insieme alle altre Regioni, e’ in diretto contatto con la Protezione Civile Nazionale ed il Governo.

Consiglia

Milan, il purgatorio è finito: l’Under 19 conquista la promozione in Primavera 1


Grazie alla vittoria per 3-1 con la Spal, la formazione allenata da Federico Giunti ha conquistato la matematica promozione in Primavera 1 con quattro turni d'anticipo. Per i giovani rossoneri è stato un campionato esaltante e dominato grazie alle 16 vittorie e ai due pareggi ottenuti nelle diciotto giornate di campionato fino ad ora giocate.
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Coronavirus, la ragazza di 17 anni di Codogno che racconta la quarantena sui social


Codogno, nella provincia di Lodi, è considerato l'epicentro del focolaio di Coronavirus che ha colpito il Nord Italia: il paesino è in quarantena. E allora, ai tempi dei social network, ecco che una ragazza di 17 anni racconta come trascorre le ore senza poter uscire di casa. Oggi è anche il suo compleanno, ma non può festeggiarlo come vorrebbe.
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Coronavirus, confermato il primo caso a Milano: positivo un paziente ricoverato al San Raffaele


C'è un primo caso di Coronavirus confermato anche a Milano. Si tratta di un uomo di 78 anni, residente a Sesto San Giovanni, che è ricoverato all'ospedale San Raffaele da cinque giorni. Era stato sottoposto ai tamponi nelle scorse ore. "Consigliamo alla gente quando possibile di ridurre la socialità e di avere norme igieniche", ha detto il sindaco Beppe Sala. Sono salite a 46 le persone risultate positive in Lombardia.
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Coronavirus spaventa le aziende lombarde: “Lavoratori a casa, grave danno economico”


Molte aziende lombarde e milanesi si preparano a fronteggiare l'epidemia del Coronavirus che finora ha coinvolto una quarantina di persone, tutte collegate al focolaio di infezione partito da Codogno. Gruppi come Eni, Snam e Saipem e molte altre aziende stanno contattando i dipendenti che risiedono nei comuni in provincia di Lodi. Lo stesso hanno fatto il Comune di Milano e la Camera di Commercio.
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La corsa a quattro per il post Merkel fra Laschet, Merz, Spahn e Röttgen

Dopo l'addio annunciato dalla delfina Akk, il futuro dell'Unione cristiano-democratica di Germania è affare loro. Un moderato centrista nel segno della continuità, un rigido "padrone" più a destra per recuperare i voti finiti ad Afd, il 40enne outsider gay simbolo del cambio generazionale e l'ex ministro ostile ad Angela. Guida alla successione della cancelliera.

Una poltrona per quattro. O forse per cinque, anche se l’ultimo della fila – il governatore della Baviera Markus Söder – sembra aver già inserito la retromarcia per lasciar strada al quartetto targato Nordreno Westfalia (Nrw). E pare che in ogni caso, vista la crisi incalzante dei conservatori, la soluzione del rebus dovrà essere trovata non certo sotto Natale, ma già in estate, ben prima di quanto avesse prospettato Annegret Karr Karrenbauer (Akk), l’ancora leader della Cdu, l’Unione cristiano-democratica di Germania, destinata a lasciare presto quindi il posto a uno dei quattro contendenti in lizza, tutti originari della più popolosa regione tedesca: Armin Laschet, Friedrich Merz, Jens Spahn e Norbert Röttgen.

LA CDU NON È PIÙ UN PARTITO DI MASSA CHE VALE IL 40%

Almeno questo è il quadro, ancora nel pieno inverno e in un momento in cui i cristiano democratici della cancelliera Angela Merkel stanno attraversando la peggiore fase da qualche anno a questa parte. Non solo questioni di numeri: la Cdu non è più il partito di massa che veleggiava oltre il 40% ed è abbondantemente sotto il 30, ma anche e soprattutto di uomini (e donne) e di contenuti. Il disastro in Turingia che ha condotto all’annuncio di Akk di voler lasciare la testa del partito e non partecipare alla corsa al Kanzleramt è solo il sintomo di una malattia che ha portato in depressione la formazione e che Frau Merkel non ha saputo curare.

L’ORIZZONTE: LE ELEZIONI FEDERALI DEL 2021

Anzi, secondo alcuni sarebbe proprio lei il virus, colpevole di essersi appiattita verso il centro e di aver fatto male i conti per la successione, scegliendo proprio la ex governatrice della Saarland, rivelatasi alla prova dei fatti un disastro. Comunque sia, la Cdu deve ripartire ora da zero e l’orizzonte è quello delle elezioni federali del 2021, su cui pende però la possibilità di un anticipo, qualora la cancelliera faccia un passo indietro.

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Annegret Kramp-Karrenbauer, detta Akk. (Getty)

INTANTO LA SPD È ORMAI OMBRA DI SE STESSA

Il nodo è quello ormai noto del nome del prossimo capo del partito che sarà anche candidato cancelliere: i conservatori hanno annunciato di voler tentare la quadratura del cerchio, affermando di voler risolvere le questioni personali interne e garantire il termine naturale della legislatura, obbiettivo difficile da raggiungere e che adesso è affidato alla grazia dei quattro moschettieri che dovranno trovare un compromesso condiviso per evitare di trascinare ancora più basso la Cdu e seguire il destino tragico dell’altro ex partito tradizionale di massa, la Spd – il Partito Socialdemocratico di Germania – ormai ridotta a un ombra di se stessa.

DUBBI SULLE REGOLE DELLA SUCCESSIONE: LA BASE VOTERÀ?

Teoricamente è ancora Akk a gestire il processo di successione, ma la segretaria ufficiale ha perso ormai ogni autorità, senza il supporto della cancelliera che ormai può giocare solo a fare il tifo, senza spostare pedine fondamentali. La partita se la giocano dunque in quattro, fermo restando che è ancora da vedere quale sarà il metodo decisionale interno, se cioè i conti verranno fatti alla fine solo ai piani alti oppure se sarà permesso alla base di esprimere un parere.

ARMIN LASCHET: IL MODERATO CENTRISTA DELLA CONTINUITÀ

L’attuale governatore del Nordreno Westfalia Armin Laschet rappresenterebbe un po’ la continuazione della linea Merkel. Ha ottimi rapporti con la cancelliera, anche se ultimamente non le ha risparmiato qualche critica. Non ha neanche 60 anni, da cinque è uno dei vice capi del partito e da due è ministro-presidente in Nrw, dove governa a braccetto con i liberali della Fdp. Dalla sua ha l’esperienza di governo e l’immagine vincente di uno che in un Land rosso è stato capace di far diventare la Cdu il primo partito, al netto dei demeriti della Spd.

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Armin Laschet. (Getty)

È considerato un moderato centrista, uno capace di conciliare le diverse anime del variegato spettro cristianodemocratico, anche se resta da vedere se la strategia “alla Merkel” sarà quella capace di salvare il partito. Per ora è quello che del quartetto si è tenuto più coperto, sia per ordini di corrente, sia perché rispetto agli altri due contendenti è quello che ha più da perdere. Un passaggio da Düsseldorf a Berlino, non concertato sino in fondo, potrebbe rivelarsi una catastrofe proprio come capitato ad Akk, arrivata dalla Saarland nella capitale con il sostegno solo della cancelliera e poi finita stritolata dei tentacoli della piovra conservatrice.

FRIEDRICH MERZ: UN NOME PER LA SVOLTA A DESTRA

La Cdu in mano a Friedrich Merz, 64enne ex chariman di Blackrock in Germania, sarebbe sicuramente un altro partito rispetto a quello di Angela Merkel. Sterzerebbe più a destra, con decisione, riportando le competenze economiche in primo piano, a discapito di quelle sociali. Niente più “Mutti”, la mammina della nazione, ma un rigido “Vater”, forse più padrone che padre. Merz si era allontanato dal partito nel 2009, dopo dissidi interni e una carriera che sembrava finita proprio a causa dei bastioni messi tra le sue ruote da Frau Merkel. Poi il tuffo nel privato, tra consulenze, lobbismo e incarichi vari, per arrivare al ritorno nel 2018, fiutando il declino della cancelliera, e al fallito tentativo di accaparrarsi la leadership del partito, sconfitto al congresso del 2018 da Akk.

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Friedrich Merz. (Getty)

Ha già promesso di voler recuperare i voti persi della Cdu e andati ai nazionalpopulisti di AfD (Alternative für Deutschland). Difficile dire se ci riuscirà, la questione della destra sovranista molto forte nelle regioni della ex Ddr (guidata per altro in larga parte da personaggi originari della vecchia Germania Ovest, ma questa è un’altra storia), è un po’ più complicata, ma è certo che Merz darebbe al partito un’impronta molto più conservatrice, in tutti i sensi.

JENS SPAHN: L’IMPROBABILE CAMBIO GENERAZIONALE

Jens Spahn è il più giovane del gruppo: 40 anni a maggio 2020, è quello che rappresenterebbe davvero il cambio generazionale in un partito invecchiato e stanco. È il candidato che ha meno chance, anche se nel suo ruolo di ministro della Sanità ha rafforzato la sua immagine. È gay dichiarato, il che comunque non gli ha ostacolato la carriera in una formazione cattolica.

Jens Spahn. (Getty)

Non è nemmeno il primo ministro omosessuale in un governo conservatore, preceduto da Guido Westerwelle, agli Esteri nel recente passato sempre sotto Merkel. In competizione per la guida del partito ha davvero poche chance, ma con l’era di Frau Angela al tramonto è l’intera Cdu che deve ridarsi una sistemata, per cui alla fine ognuno avrà il proprio ruolo.

NORBERT RÖTTGEN: LO SPARIGLIA CARTE NEL MIRINO DI ANGELA

Norbert Röttgen in realtà è l’unico che ha ufficialmente già proposto la candidatura, entrando quasi a gamba tesa nei piani del terzetto che già all’ultimo congresso era in odore di successione. È quello che ha meno possibilità di farcela, anche perché la cancelliera, che l’aveva già silurato quando era ministro azzoppandogli la carriera, si adopererà con tutti i mezzi per sbarrargli la strada.

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Norbert Röttgen. (Getty)

Classe 1965, è molto popolare per essere a capo della Commissione esteri al Bundestag e nel partito può ancora godere di forti appoggi. La sua candidatura è arrivata a sorpresa e per ora ha sparigliato solo le carte. Poi si vedrà. Quello che è certo é che l’era di Frau Angela al tramonto e l’intera Cdu che deve ridarsi una sistemata, per cui alla fine ognuno avrà probabilmente il suo ruolo.

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Coronavirus, parla l’esperto Galli: “Non è nato in laboratorio, come dicono i complottisti”


"Appare evidente che è un virus che si è evoluto e cresciuto in natura, non certo in laboratorio, come ipotizzato da alcuni complottisti", afferma Massimo Galli, esperto di malattie infettive e primario all'ospedale Sacco di Milano. La precisazione vuole sottolineare che se qualcuno avesse voluto mettere intenzionalmente in circolazione un'epidemia "avrebbe usato quello della Sars che era già pronto". Ma "non ha senso farne uno simile, solo in parte, a uno già esistente".
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Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha invitato i dirigenti scolastici degli istituti del territorio regionale a sospendere le gite scolastiche in via precauzionale a cause del focolaio di Coronavirus che è esploso nel Nord Italia. Lo si comunica in una nota della Regione Campania.
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Coronavirus, primo caso in Piemonte: è un 40enne contagiato in una maratona dal podista di Codogno


Primo caso di Coronavirus in Piemonte: si tratta di un uomo di 40 anni ricoverato all'ospedale Amedeo di Savoia di Torino. L'uomo sarebbe stato infettato dal podista 38enne di Codogno, il paziente uno del Covid-19. I due infatti avevano partecipato alla stessa maratona in Liguria. Il 40enne non ha gravi sintomi: la sua famiglia è in quarantena.
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