I libri di Meloni ignorati negli Usa: zero recensioni e pessimo tempismo

Giorgia Meloni lost in translation: la traduzione americana del suo libro Giorgia’s Vision si è persa nel vuoto mediatico, è caduta nel nulla. Un rapido check conferma che non è uscita nemmeno una recensione. Né il New York Times, né il Washington Post, né il Wall Street Journal si sono dati la pena di parlarne. Eppure il libro scritto a quattro mani con Alessandro Sallusti era stato lanciato con una sbandieratissima prefazione del vicepresidente JD Vance e un blurb in copertina firmato addirittura da Donald Trump, che definiva Meloni «one of the real leaders of the world»: probabilmente lo pensava davvero, quando ad aprile è uscito il libro; poi, come sappiamo, qualcosa tra loro si è irrimediabilmente rotto. Quanto alle vendite, è ancora troppo presto per sapere com’è andato.

I libri di Meloni ignorati negli Usa: zero recensioni e pessimo tempismo
La copertina del secondo libro di Giorgia Meloni tradotto per il mercato Usa.

L’endorsement di Trump non è servito

L’endorsement ad alto voltaggio pensato dall’editore per posizionare il volume non è servito a nulla: mentre ignoravano la donna che Politico, ai bei tempi, aveva definito la persona più potente d’Europa, i grandi media si sono affannati piuttosto a coprire il memoir dell’ex premier neozelandese Jacinda Ardern, A different kind of Power (tradotto anche in italiano da Baldini+Castoldi). Eppure i blurb, gli “strilli” sulle fascette, solitamente funzionano, e uno firmato Trump non tutti se lo possono permettere. Breve excursus sulla curiosa storia della parola: fu inventata nel 1907 dall’umorista Gelett Burgess; per promuovere il suo nuovo libro, creò una finta copertina con la foto di una donna – chiamata scherzosamente Miss Belinda Blurb – ritratta mentre gridava estasiata: «Meraviglioso! Leggetelo!».

I libri di Meloni ignorati negli Usa: zero recensioni e pessimo tempismo
La copertina del primo libro di Giorgia Meloni tradotto per gli americani.

Anche il primo libro era stato praticamente ignorato

Il libro della Ardern era uscito nel 2025 quasi in contemporanea con il primo di Meloni tradotto negli Usa, I Am Giorgia: My Roots, My Principles, e non portava alcun endorsement, mentre la premier italiana esibiva la prefazione di Donald Trump Jr, il figlio del presidente, e il solito blurb firmato da Trump senior, il poco fantasioso «Meloni is a fantastic leader». Niente, neanche in questo caso l’accoppiata padre-figlio servì ad attirare l’attenzione dei giornaloni: uscirono due sole critiche, una su un blog di sinistra radicale, Anti-Capitalist Musings, che lesse il libro come mito delle origini costruito nella “grammatica populista”. Giorgia della Garbatella, working-class, senza padre, sovrappeso, bullizzata, sottovalutata: «Quella che sembra un’autobiografia in realtà è una predica: soffri, obbedisci, riproduciti e vota di conseguenza».

I libri di Meloni ignorati negli Usa: zero recensioni e pessimo tempismo
La recensione di Anti-Capitalist Musings del libro “I Am Giorgia”.

Sul versante opposto, American Affairs Journal pubblicò un pezzo lungo e benevolo (“An Iron Lady for Our Times“, agosto 2025) che la inquadrava nella tradizione conservatrice atlantica. Un po’ poco. Contribuisce probabilmente il fatto che Skyhorse, la casa editrice che ha pubblicato i due libri, non ha il peso di un grande gruppo editoriale per imporsi all’attenzione dei desk culturali.

La specialità di Skyhorse: pubblicare libri rifiutati dagli altri

Skyhorse è di proprietà di Tony Lyons, piccolo editore indipendente newyorkese, che la fondò nel 2006, specializzandosi nel pubblicare libri che i grandi editori rifiutano, per ragioni politiche, di correttezza, o per paura di controversie. Il Guardian l’ha definito «l’editore americano che pesca tra i libri cancellati dagli altri». Tra i suoi autori Robert F. Kennedy Jr. (noto no-vax) e una quantità di libri sulle teorie di vari complotti, molti incentrati sull’assassinio di Kennedy, scritti dai due complottisti doc Roger Stone e Jesse Ventura. Ha pubblicato anche il memoir di Melania Trump: Lyons fece scalpore nel 2024 quando il libro uscì, nella fase finale della campagna presidenziale di Donald, perché chiese alla Cnn 250 mila dollari per un’intervista all’autrice.

I libri di Meloni ignorati negli Usa: zero recensioni e pessimo tempismo
L’editore Tony Lyons.

I libri paiono peraltro ottimamente tradotti da Sylvia Notini, nata a Boston e cresciuta a Lexington (Massachusetts), solida formazione accademica con una laurea in Italiano all’Università del Massachusetts e un Master e un Dottorato in Lingue e Letterature Romanze alla Harvard University. Si è trasferita a Bologna, città dove vive tuttora e dove ha insegnato Lingua Inglese e Traduzione all’Università, lavorando parallelamente come traduttrice freelance. Tra i suoi lavori recenti figurano anche traduzioni di testi di Aldo Cazzullo.

Il volume è arrivato in libreria proprio mentre Trump rompeva con Meloni

Il timing dell’uscita di certo non ha aiutato Giorgia’s Vision, arrivato in libreria proprio mentre il rapporto Meloni-Trump cominciava a deteriorarsi, con lo scontro aperto su papa Leone XIV, sull’Iran e infine sulla famosa foto al G7 di Evian. Un libro con la prefazione di Vance e il blurb di Trump in copertina, pubblicato nel momento in cui tra i due cala il gelo: difficile immaginare una congiuntura editoriale più scomoda. Il risultato è che i volumi americani di Meloni esistono, ma in una specie di vuoto critico: ignorati dalla stampa liberal e dimenticati dall’ecosistema MAGA (Make America great again), che nel frattempo ha altre beghe di cui occuparsi. Un caso da manuale di operazione editoriale concepita per un pubblico politico specifico che, al momento dell’uscita del libro, aveva già cambiato umore.

Il Premio Strega 2026 tra trend e polemiche: cosa ci dice la sestina

Il Premio Strega 2026 conferma una dinamica sempre più riconoscibile nel panorama letterario italiano: la centralità delle grandi case editrici, la forza dei filoni narrativi consolidati e una progressiva trasformazione del romanzo in oggetto editoriale sensibile al marketing, non solo letterario. In questo quadro, la sestina dei finalisti offre un osservatorio privilegiato.

Un caso mediatico senza precedenti per lo Strega

Lo Strega compie 80 anni e la premiazione di mercoledì 8 luglio è stata organizzata in via eccezionale in piazza del Campidoglio. Come favorito era dato I convitati di pietra di Michele Mari, che ha raccolto nella votazione per la finale le maggiori preferenze. Ma poi un caso mediatico senza precedenti per lo Strega, a proposito di un giudizio poco lusinghiero di Mari nei confronti della scrittrice Michela Murgia, morta nel 2023 a 51 anni, potrebbe aver rimesso tutto in discussione.

Quanto verrà influenzato il voto degli Amici della domenica?

La Fondazione Bellonci, che assegna il premio, si è espressa subito per sopire la diatriba, auspicando che «la parola torni alla letteratura», non ai bisticci tra scrittori. Il critico letterario Gianluigi Simonetti, che dello Strega è uno dei massimi esperti (suo il saggio Caccia allo Strega. Anatomia di un premio letterario uscito nel 2023), spiega a Lettera43: «Non possiamo sapere con certezza in che misura ciò che è accaduto influenzerà il voto degli Amici della domenica, il corpo elettorale che decreta il vincitore».

Il Premio Strega 2026 tra trend e polemiche: cosa ci dice la sestina
Il critico letterario Gianluigi Simonetti.

Mari, una scrittura che punta sulla riconoscibilità stilistica

«Prima dell’incidente, il libro di Mari poteva essere considerato favorito per vari motivi. Intanto perché ha alle spalle una macchina editoriale come quella di Einaudi. E poi perché Mari è certamente uno dei più grandi scrittori italiani viventi, riconosciuto dalla critica anche se non sempre dal mercato. Non è fatto per piacere a tutti: la sua è una scrittura che punta sulla riconoscibilità stilistica. Per lo Strega questo è forse l’unico libro di Mari che può funzionare bene, perché ha una linearità, una velocità, una commestibilità che lo rende più trasversale del solito», continua Simonetti.

Il Premio Strega 2026 tra trend e polemiche: cosa ci dice la sestina

C’è chi ha definito I convitati di pietra un’opera minore dell’autore, ma il critico respinge questa lettura: «Non è il suo libro migliore, però è un bel libro. Le caratteristiche di fondo della sua scrittura ci sono tutte e la lingua resta quella di Mari, una lingua letteraria».

Funzionano le biografie romanzate, come nel caso di Nucci

Lo Strega rappresenta anche un osservatorio privilegiato sulle principali tendenze della narrativa contemporanea, con il suo posizionarsi per generi, filoni letterari riconosciuti e apprezzati da una precisa tipologia di pubblico. Come le biografie romanzate. È il caso del secondo autore più votato, Matteo Nucci, con Platone. Una storia d’amore edito da Feltrinelli e frutto di un lungo e accurato lavoro di documentazione.

Il Premio Strega 2026 tra trend e polemiche: cosa ci dice la sestina

Il romanzo appartiene al filone che recupera personaggi del passato diventati brand, nel bene e nel male, come dimostra il successo dei cinque libri su Benito Mussolini di Antonio Scurati, vincitore non a caso dello Strega 2019, o guardando oltre confine le opere della francese Maylis Besserie sul pittore Lucian Freud, nipote di Sigmund, e sugli ultimi giorni di Samuel Beckett, Premio Nobel per la letteratura nel 1969. Senza dimenticare Il mago di Colm Tòibin su Thomas MannIl rumore del tempo di Julian Barnes sul compositore e pianista sovietico Shostakovich.

Piace molto la ricostruzione narrativa di grandi personalità

«Ma anche il libro finalista di Elena Rui Vedove di Camus, pur molto diverso stilisticamente, si inserisce in questo filone», fa notare Simonetti. «In generale le biografie romanzate, incrociate spesso al romanzo storico, sono una presenza fissa nei premi letterari degli ultimi anni, perché incontrano il favore di lettori colti e di un pubblico in cerca di cultura, interessato alla ricostruzione narrativa di grandi personalità».

Il Premio Strega 2026 tra trend e polemiche: cosa ci dice la sestina

Quello di Pitzorno è un libro pienamente di genere

Un filone interno al genere è quello della «biografia romanzata di donne straordinarie, in cui predomina il tema molto contemporaneo del riscatto, dell’eroismo quotidiano, opere di solito ambientate in un passato più o meno lontano, come un altro candidato, La sonnambula di Bianca Pitzorno, nel quale l’autrice applica le regole del romanzo d’appendice, senza però sovvertirle. Un libro pienamente di genere, che forse per questo non ci aspetteremmo in una finale di un premio letterario prestigioso».

Il Premio Strega 2026 tra trend e polemiche: cosa ci dice la sestina

Ciabatti mixa diversi sottogeneri di tendenza: una matrioska

Una storia al femminile (anzi più storie) occupa in qualche misura anche Donnaregina di Teresa Ciabatti, una sorta di reportage sulla camorra attraverso l’intervista al collaboratore di giustizia Giuseppe Misso. Ciabatti mixa diversi sottogeneri di tendenza, e il risultato è un libro che ne contiene altri due, come una matrioska.

Il Premio Strega 2026 tra trend e polemiche: cosa ci dice la sestina

Il primo, spiega il critico, è quello sul camorrista, simile a una versione più problematica e frammentaria di Gomorra. «Dal punto di vista narrativo si ritrova lo stesso meccanismo di Resistere non serve a niente di Walter Siti, che vinse nel 2013, guarda caso», ricorda Simonetti. «Lo scrittore autofittivo incontra un simpatico criminale, che dopo averlo annusato e apprezzato gli commissiona la propria biografia. Ma all’interno del libro di Ciabatti si aggiunge prima la storia dell’adolescenza difficile della figlia della narratrice e, successivamente, una patografia della malattia di M., il cui referente empirico è evidentemente Michela Murgia». Nell’insieme si intravede il calcolo di tenere il piede in più scarpe «per accattivarsi il lettore usando tutti i generi alla moda, ma la scrittura non ha la forza di tenere tutto insieme».

Il Premio Strega 2026 tra trend e polemiche: cosa ci dice la sestina

Il lavoro di Pierantozzi è uno dei più interessanti

Infine, accanto ai filoni consolidati, lo Strega continua a mostrare una tensione verso forme ibride tra fiction e non fiction, dove memoir, autopatografia e autofiction si intrecciano. È il caso di Alcide Pierantozzi, con Lo sbilico, che Simonetti considera uno dei più interessanti della sestina, «un bel lavoro che supera i limiti usuali del genere e realizza un’opera molto potente e originale nella quale la forza metaforica della scrittura riesce a dare valore universale a una storia molto personale».

Editoriali: Il racconto come misura della qualità della fantascienza

Il racconto come misura della qualità della fantascienza

di Carmine Treanni

Il racconto è considerato, almeno dal punto di vista della narratologia, una delle forme più feconde e non solo come momento di formazione nell’apprendistato di uno scrittore, ma proprio come una scelta consapevole che lo scrittore compie, convinto che la storia che intende narrare si può mettere nero su bianco in poche migliaia di parole. E così è stato per molti autori nell’ambito della fantascienza, tant’è che ci sono scrittori, tanto britannici quanto americani, che sono riconosciuti dei veri e propri maestri della forma breve e la loro identità come autori si è formata proprio attraverso il racconto. Va certamente segnalato che dal punto di vista storico era il mercato della science fiction quello appunto... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Editoria - 28 giugno 2026 - articolo di Carmine Treanni

Racconti: Frammenti di Angelica

Frammenti di Angelica

di Giancarlo Manfredi

“Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese io canto.” (Ariosto, “Orlando Furioso”)   1. La nostra storia inizia con due vecchi amici seduti sulle panche di legno di un teatro dei pupi siciliani   – Vedi Salvo, i pupi si manovrano con ferro e filo. È un’arte antica che un tempo andava in scena tutte le sere in spazi come questo. La scuola palermitana prevedeva tre quinte, con i pupari che muovevano le marionette dai due lati, uno per i saraceni e uno per i cristiani. – Udite udite, popolo tutto! – la voce del cuntatore recita stentorea – Di selva in selva dal crudel s'invola la bella Angelica e di paura trema e di sospetto… – Claudio, mi hai invitato per... - Leggi l'articolo

 

NARRATIVA - Racconti brevi - 28 giugno 2026 - articolo di Giancarlo Manfredi

Anteprime dal Futuro: La nuova epica saga di Peter F. Hamilton

La nuova epica saga di Peter F. Hamilton

Libri in uscita sul mercato anglosassone e che forse, un domani, potremmo leggere anche nel nostro Paese. O magari anche oggi.

di Redazione

In un'epoca remota, l'umanità fuggì da una Terra morente a bordo di enormi navi-arca. Queste esplorarono la galassia alla ricerca di una nuova casa. Una flotta scoprì Centauri, un denso ammasso di stelle brulicante di pianeti abitabili. Ora, migliaia di anni dopo, i coloni di Centauri si sono evoluti in esseri avanzati noti come Celestiali, e le loro grandi casate governano vasti sistemi stellari. Mentre si contendono il dominio, le navi-arca terrestri continuano ad arrivare, e gli umani sono costretti a servire questi padroni repressivi. Ma esiste una vita migliore al di là dell'impero? Finn è un umano nato su Centauri e anela a un futuro più luminoso. Così, quando un'altra nave-arca, creduta perduta, giunge sul posto, Finn coglie... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Anteprime dal Futuro - 28 giugno 2026 - articolo di Redazione

Radio Libera Albemuth : Lo spettacolo della fine del mondo

Lo spettacolo della fine del mondo

Una rubrica sui topos della fantascienza, alla segnalazione di opere particolarmente interessanti di cinema/libri/anime alla riflessione aperta sullo scrivere fantascienza (worldbuilding, coerenza scientifica, ecc…).

di Andrea Cattaneo

Colazione e Ken il guerriero era l'inizio giornata di tanti ragazzini cresciuti negli anni Ottanta, me compreso. La peculiarità di quella storia era l'ambientazione: la sigla iniziale cominciava dando le coordinate temporali (199X) e da lì in avanti il peggio era già accaduto. Noi non lo vedevamo ma l'umanità era sopravvissuta a una nuova guerra mondiale, combattuta con le bombe atomiche. La Terra era diventata un deserto arido in cui solo due cose contavano: l'acqua e la benzina. Per conquistarle o difenderle, i sopravvissuti ricorrevano a qualsiasi forma di violenza. Questo per dire quanto gli esseri umani siano capaci di imparare dai propri errori… In quegli anni l’esposizione all’apocalisse post-atomica era sistematica. In piena... - Leggi l'articolo

 

SERIE TV - Radio Libera Albemuth - 28 giugno 2026 - articolo di Andrea Cattaneo

Inside Science Fiction: Verità, fatti, opinioni e post-verità

Verità, fatti, opinioni e post-verità

Perché il concetto di verità è problematico?

di Antonino Fazio

“Roba da fantascienza” si dice, per riferirsi a cose spettacolari o poco credibili. Il motivo è che la fantascienza tratta per definizione di cose che non esistono (ma sono possibili). Paradossalmente, questo fa sì che la fantascienza resti ancorata alla realtà, perché non si può lavorare con i contro-fattuali se non si ha una chiara idea di cosa sia un fatto. Ma, per l’appunto, cos’è un fatto? Il fatto è qualcosa (un oggetto, una situazione, un evento) che si presume sia “reale”, cioè che abbia un’esistenza oggettiva. Enunciare un fatto equivale dunque a dichiarare che quel fatto sia vero, e dunque la verità è la corrispondenza tra descrizione e realtà. Questa... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Inside Science Fiction - 28 giugno 2026 - articolo di Antonino Fazio

Dall’estero: Science fiction e cultura di massa: un punto di vista teorico

Science fiction e cultura di massa: un punto di vista teorico

Il critico americano John Rieder propone una lettura differente della fantascienza, come uno dei generi cardini di un sistema letterario di cui fanno parte altri generi come il giallo, il fantasy, l’horror e altri.

di Carmine Treanni

Il rapporto tra la fantascienza e la cultura di massa è al centro della teoria sulla science fiction formulata da John Rieder, professore d’Inglese all’università delle Hawai, nel suo saggio Science Fiction and the Mass Cultural Genre System (2017). Lo studioso americano sottolinea come premessa alla sua teoria che esistono due sistemi di generi letterari, uno accademico, e che potremmo definire classico, e un secondo invece che si può definire di massa, legato alla commercializzazione su vasta scala della letteratura. Del primo sistema fanno parte generi quali l’epopea, la tragedia, la commedia, la satira e la lirica. Generi che da Aristotele in poi sono stati oggetto di studio da parte di accademici e studiosi e che di fatto hanno costruito le... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Dall'estero - 28 giugno 2026 - articolo di Carmine Treanni

Editoria: Che cos’è la cultura di massa?

Che cos'è la cultura di massa?

Dall'Ottocento ai primi decenni del Novecento, ecco come la science fiction è diventata una delle colonne della cultura di massa. 

di Carmine Treanni

Nella seconda metà del Novecento è emerso con forza il concetto di cultura di massa, che ha a che fare con un insieme di valori, simboli, linguaggi, rappresentazioni, riti, pratiche sociali determinate in un preciso periodo storico e che si può generalmente identificare con l’avvento della cosiddetta società di massa. La cultura di massa ha trovato, infatti, il suo consolidamento come fenomeno intorno alla prima metà del Novecento, ma è anche il frutto di un processo storico che è partito all'inizio dell'Ottocento e che ha visto come premessa sia la nascita dei mezzi di comunicazione di massa (mass-media), attraverso i quali è stata veicolata, sia lo sviluppo di un'apposita industria (industria culturale), fiorita proprio... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Editoria - 28 giugno 2026 - articolo di Carmine Treanni

Servizi: Il ritorno agli alieni di Steven Spielberg

Il ritorno agli alieni di Steven Spielberg

Disclosure Day è il nuovo capitolo della personale storia del regista americano sul tema del primo contatto con gli alieni.

di Arturo Fabra

Il ritorno di Steven Spielberg alla fantascienza ufologica con Disclosure Day (2026) è la migliore occasione per rivedere e rileggere i due precedenti film del regista americano che hanno definito e plasmato l'immaginario sul contatto tra terrestri e alieni: Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977) e E.T. l'extraterrestre (1982). Due opere apparentemente opposte, una costruita come una cronaca quasi documentaristica del contatto, l'altra come una vicenda emotiva vista attraverso gli occhi di un bambino, che in realtà rispondono alla stessa, identica domanda: “come reagirebbe l'essere umano alla prova che non siamo soli?”. Spielberg ha coltivato fin dall'adolescenza un interesse profondo per gli UFO e i fenomeni inspiegati. Questo interesse è nato... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - Cinema - 28 giugno 2026 - articolo di Arturo Fabra

Editoria: La fantascienza è masscult o midcult?

La fantascienza è masscult o midcult?

I critici e gli appassionati hanno spesso indugiato su due atteggiamenti, entrambi sbagliati: considerare la fantascienza superiore agli altri generi letterari; o considerarla una narrativa in grado di fondersi con la letteratura mainstream.

di Carmine Treanni

Sul numero 1 della rivista “Robot”, dell'aprile del 1976, Giuseppe Lippi suggellava l'uscita della più importante e iconica rivista di fantascienza italiana con un intervento critico dal titolo Fantascienza e letteratura popolare. La premessa all’interessante e brillante riflessione, era la constatazione da un lato che la fantascienza era nata sui dime novel degli inizi del Novecento e sui pulp degli anni Venti e Trenta, cioè sulle riviste popolari su cui veniva pubblicata tanto la science fiction, quanto il western o la narrativa poliziesca, e dall’altro che i vari scrittori di fantascienza non erano degli incompresi geni che meritavano di vincere il Premio Pulitzer della letteratura e che per pura sfortuna erano finiti a pubblicare sulle... - Leggi l'articolo

 

LIBRI - Editoria - 28 giugno 2026 - articolo di Carmine Treanni

Servizi: Oltre il Cyberpunk e il Fantasy Classico: come Web Novel e LitRPG stanno riscrivendo la narrativa speculativa

Oltre il Cyberpunk e il Fantasy Classico: come Web Novel e LitRPG stanno riscrivendo la narrativa speculativa

Tra fantascienza e fantasy, ecco il nuovo formato narrativo ibrido che sta conquistando i lettori più giovani.

di Umberto Moroni

Fino a un decennio fa, l’immaginario fantastico di matrice asiatica in Occidente era quasi esclusivamente sinonimo di “Manga” e “Anime”. Quando si pensava a mondi magici, distopie futuristiche o avventure spaziali provenienti dal Sol Levante, il medium di riferimento era il fumetto o l'animazione. Oggi, il paradigma è radicalmente cambiato. Basta scorrere le classifiche dei franchise più redditizi del momento, o guardare le line-up di colossi come Netflix e Crunchyroll, per accorgersi di un dettaglio fondamentale: i più grandi successi mondiali dell'intrattenimento odierno (da Solo Leveling a Mushoku Tensei, passando per Sword Art Online) non nascono come fumetti. Nascono come prosa. Nello specifico, come Web Novel e Light Novel. Non... - Leggi l'articolo

 

GIOCHI - Dall'Italia - 28 giugno 2026 - articolo di Umberto Moroni

Servizi: Astro Quantum: Andrea Mutti e Arturo Fabra ci raccontano la loro creatura

Astro Quantum: Andrea Mutti e Arturo Fabra ci raccontano la loro creatura

La saga a fumetti è pubblicata negli Stati Uniti da Mad Cave, ma è stata creata e realizzata da un team tutto italiano. Ne parliamo con lo sceneggiatore e disegnatore.

di Carmine Treanni

Andrea Mutti In una galassia lontana, l'energia vitale viene estratta dal sangue di colossali bestie spaziali chiamate Molok. La storia segue le vicende di Ishmaeel, un giovane esiliato sul mondo tossico di Maku. Lì incontra Quee-Keg, una feroce guerriera aliena dal passato tormentato. Insieme, i due affrontano i pericoli della galassia per imbarcarsi sulla leggendaria astronave cacciatrice di Molok, la Pekuod. Il loro viaggio li porta a scontrarsi con l'implacabile e ossessionato Capitano Akhabb, la cui ricerca del leggendario Molok Bianco (noto come Goyakla) rischia di condannare l'intero equipaggio. È questa la trama di Astro Quantum, serie a fumetti fantascientifica edita dalla casa editrice americana Mad Cave Studios e ideata dal team creativo tutto italiano... - Leggi l'articolo

 

FUMETTI - Dall'estero - 28 giugno 2026 - articolo di Carmine Treanni

Anteprime: L’alba dell’UCCI

L’alba dell’UCCI

Un estratto dal racconto di Lanfranco Fabriani che fa parte dell'antologia  Nei labirinti del tempo, con tutti i racconti che accompagnano la fortunata saga dei vicoli del tempo due volte vincitrice del Premio Urania.  

di Lanfranco Fabriani

Marina Savoldi rimase per un attimo con gli occhi chiusi, mentre le ultime note del Weihnachtsoratorium ancora le si riverberavano nella mente. Poi, una volta uscita dalla sala da concerto e rientrata nel proprio appartamento, aprì gli occhi e allungò la mano destra per raggiungere il bicchiere di Lagavulin 16 anni Islay single malt e ne bevve un sorso distendendosi sulla poltrona. Tolse la cuffia che aveva usato per non infastidire i vicini con la musica ad alto volume, poi con il telecomando spense l’amplificatore. Allungò la mano verso il pacchetto di sigarette ma lo posò di nuovo, non aveva senso sporcare con il fumo di una sigaretta il gusto dello scotch whisky che aveva ancora sulla lingua. In quel momento il video del cellulare, silenziato e... - Leggi l'articolo

 

NARRATIVA - Racconti brevi - 28 giugno 2026 - articolo di Lanfranco Fabriani

Il meglio: Fantascienza.com, il meglio della settimana della legge sulla caccia

Fantascienza.com, il meglio della settimana della legge sulla caccia

La “nuova Stranger Things” già cancellata, prime immagini di Klara e il sole, la storia strana di uno strano scrittore, il cattivo di Spider-Man Brand New Day, Star Trek a Riccione e molto altro nella settimana di Fantascienza.com

“Mi viene da piangere” ha detto Licia Colò in un post molto emotivo su Facebook, a proposito della nuova legge sulla caccia proposta dal Centro destra e già approvata in Senato.  “La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali” ha detto Gandhi, e ci piace usare il termine “nazione”, tanto caro a chi ci governa che la usa spesso al posto di paese. Con la legge Malan, la “grandezza” di questa nazione si misura in millimetri, e praterie di vergogna. Una legge... - Leggi l'articolo

 

Notizie - Il meglio - 28 giugno 2026 - articolo di S*

IA, l’effetto collaterale di cui quasi nessuno parla: gli episodi psicotici legati ai chatbot

A un certo punto aveva scritto al chatbot che credeva di poter volare. Il sistema gli aveva risposto che, se ci credeva davvero, non sarebbe caduto da un edificio di 19 piani. È uno dei casi raccolti in uno studio pubblicato su una rivista del gruppo Nature, che prova a mettere a fuoco un problema ancora nuovo ma già molto spinoso: il rapporto tra chatbot e psicosi, cioè tra innovazione tecnologica e salute mentale.

Una piccola parte di utenti mostra segni di disagio mentale

Gli autori – esperti del King’s College di Londra e dell’Università Protestante di Scienze Applicate di Bochum – partono da un dato reso pubblico da OpenAI: secondo la società americana che ha sviluppato ChatGPT, lo 0,07 per cento degli utenti attivi mostra possibili segni di disagio mentale legati a psicosi o mania. Dentro questo numero rientrano anche i casi più inquietanti di chatbot che hanno confermato a un utente paranoico di essere sorvegliato e di altri che hanno sconsigliato, dopo specifica domanda, di continuare a prendere farmaci.

IA, l’effetto collaterale di cui quasi nessuno parla: gli episodi psicotici legati ai chatbot
Utente pronto all’uso di ChatGPT su uno smartphone (Ansa).

Come funziona la «spirale dell’amplificazione»

Gli autori dello studio hanno individuato un modello, definito «spirale dell’amplificazione». L’idea è piuttosto semplice: una persona già fragile entra in una chat. Magari è isolata, ha bisogno di conferme continue, ha difficoltà a entrare in relazione e a confrontarsi con gli altri, e quindi anche a mettersi in discussione. Il chatbot non si limita a offrire contenuti che poi l’utente interpreta, ma li costruisce insieme all’utente nel momento stesso in cui l’interazione prende vita, fornendo risposte su misura, abbassando sempre di più il livello di resistenza, con il risultato di una spirale che si autoalimenta, come in una bolla autoreferenziale. In buona sostanza, il delirio prende forma durante la conversazione, in sessioni che possono durare anche centinaia di ore.

I tre tratti dei chatbot che sostengono le psicosi

A sostenere questa spirale ci sarebbero tre tratti del chatbot, che d’altra parte non è un mezzo passivo come potevano essere la radio o la televisione. Il primo è l’allineamento linguistico: il modello prende il tono dell’utente, ne imita il lessico, ne segue il ritmo. La conversazione sembra naturale e proprio per questo si abbassano le difese. Il secondo tratto è la generazione iper-personalizzata: il sistema non si limita a rispondere, ma costruisce contenuti cuciti sulla storia dell’utente, per quanto visibile al chatbot, sulle sue paure e sulle convinzioni condivise con la macchina. Il terzo tratto è la sycophancy, cioè la tendenza a compiacere. Il paper la definisce come la propensione dei modelli a confermare le tesi dell’utente anche a scapito della verità. Si tratta di un dettaglio tecnico, ma dalle implicazioni rilevanti.

IA, l’effetto collaterale di cui quasi nessuno parla: gli episodi psicotici legati ai chatbot
App di intelligenze artificiali conversazionali su uno smartphone (Ansa).

L’IA conversazionale non offre la “prova di realtà”

In pratica, un sistema così disegnato non corregge, non interrompe, non mette attrito, non offre quella che gli esperti definiscono prova di realtà. Al contrario, fa tre cose precise: segue, conferma e rilancia. Così la spirale si avvita su se stessa. Ed è proprio questo il punto che rende l’IA diversa dagli altri mezzi di comunicazione. I social, per esempio, mostrano contenuti già esistenti e li filtrano attraverso l’algoritmo. Il chatbot, invece, li produce dentro una relazione “uno a uno”. Se l’utente dice di essere spiato, il sistema può assecondare quella pista. Se l’utente dice di poter volare, può persino suggerire che la sua convinzione abbia una logica.

Entrare nella fragilità mentale e spingerla oltre

Gli autori non fanno il passo successivo, dicendo che tutti gli utenti sono a rischio, né che il chatbot da solo basti a spiegare un delirio. Anzi, tengono ben separate le tre componenti del modello e scrivono che, pur essendo descritti insieme come convergenti, i tre meccanismi restano distinti e non vanno sovrapposti. Insistono anche sul fatto che il quadro proposto è ancora da verificare attraverso casi clinici e studi empirici. Eppure è proprio qui che il paper si fa interessante anche al di là del dato clinico: suggerisce infatti che, in determinate condizioni, l’IA possa entrare dentro una fragilità mentale, adattarsi ad essa e spingerla più in là. Non è ancora una prova definitiva, ma è un’ipotesi abbastanza concreta che merita attenzione, soprattutto se si pensa a quanto questi strumenti siano accessibili e persuasivi.

Schillaci, quattro anni di incomprensioni sulla Salute: un ministro isolato a destra

Al momento della nomina al ministero della Salute, c’era chi rassicurava: Orazio Schillaci sarà anche un tecnico, ma non è un battitore libero e soprattutto sa fare gioco di squadra. In quattro anni di governo Meloni però il ministro è apparso più volte isolato. Guardato con diffidenza dagli alleati di una coalizione di centrodestra che fatica a stare alle sue regole del gioco.

Schillaci, quattro anni di incomprensioni sulla Salute: un ministro isolato a destra
Schillaci con la famiglia il giorno del giuramento del governo Meloni (foto Ansa).

La guerra sfiorata e poi rientrata contro i medici di famiglia

L’ultimo segnale è arrivato con le polemiche che avevano bloccato momentaneamente la riforma sui medici di famiglia nelle case di comunità. Il testo proposto dal ministro era deflagrato in un nulla di fatto a causa della contrarietà dei partiti di maggioranza. Una mossa che, hanno spiegato a Lettera43 fonti tra le fila di Forza Italia, era stata compiuta con l’obiettivo di «dare avvio alle case di comunità senza però snaturare la figura dei medici di famiglia». In parole più schiette, per «evitare una guerra con la categoria».

Schillaci, quattro anni di incomprensioni sulla Salute: un ministro isolato a destra
Orazio Schillaci (foto Imagoeconomica).

Sostenuta, dopo lunghe trattative, dalla maggior parte delle Regioni, la riforma si era schiantata sul muro delle sigle di rappresentanza dei medici, partite all’attacco contro una proposta ritenuta calata dall’alto. Non solo. Nel mirino era finita la possibilità per i medici di famiglia, che generalmente esercitano previo accordo convenzionato con l’Asl, di diventare dipendenti del Sistema sanitario nazionale. Condizione che, secondo il loro parere, non teneva conto del rapporto fiduciario tra medici e pazienti.

Il ministro costretto al passo indietro e ad aprire il tavolo di confronto

Il niet della maggioranza, comunque, non è stato poi così improvviso. «Nel corso di questi mesi Forza Italia è stata protagonista della discussione», chiarisce un fedelissimo di Antonio Tajani, che parla di «interlocuzioni avvenute fra tutti». E così, dopo che «ne hanno ragionato anche i tre leader», Schillaci era stato costretto al passo indietro e ad aprire il tavolo di confronto, stavolta con la lobby dei medici, per cercare un nuovo accordo e dare avvio alle 1.700 strutture finanziate con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) entro la scadenza europea del 30 giugno. Nonostante lo sgambetto ricevuto, alla fine il ministro ha trovato la quadra, grazie a un’accelerata: nell’intesa è finito l’obbligo di lavorare fino a 6 ore settimanali, tra le 8 e le 20, con un compenso di 38,72 euro l’ora.

Schillaci, quattro anni di incomprensioni sulla Salute: un ministro isolato a destra
Schillaci, quattro anni di incomprensioni sulla Salute: un ministro isolato a destra
Schillaci, quattro anni di incomprensioni sulla Salute: un ministro isolato a destra
Schillaci, quattro anni di incomprensioni sulla Salute: un ministro isolato a destra
Schillaci, quattro anni di incomprensioni sulla Salute: un ministro isolato a destra
Schillaci, quattro anni di incomprensioni sulla Salute: un ministro isolato a destra
Schillaci, quattro anni di incomprensioni sulla Salute: un ministro isolato a destra
Schillaci, quattro anni di incomprensioni sulla Salute: un ministro isolato a destra
Schillaci, quattro anni di incomprensioni sulla Salute: un ministro isolato a destra

La commissione Nitag, quel pasticcio no vax e le dimissioni minacciate

Certo è che la freddezza nei rapporti con il resto del governo non è questione solo degli ultimi giorni. Nell’estate del 2025 Lettera43 aveva anticipato l’idea di dimissioni da parte del ministro, travolto dalle polemiche sull’inserimento di due medici no vax all’interno della commissione Nitag, il gruppo di consulenza sui vaccini, poi revocata appena 10 giorni dopo la nomina. In quell’occasione, secondo alcune indiscrezioni, si valutò addirittura un rimpasto di governo con l’entrata in campo di Arianna Meloni. Profezia mai avverata, anche se più volte la sorella della premier si è spesa sul tema della sanità, da ultimo nel recente convegno “Spazio Salute” a Cagliari.

Le frecciate al veleno di Salvini e Lollobrigida

Tornando al Nitag, quella decisione non concordata fece davvero indignare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nonché alcuni colleghi ministri. Primo fra tutti Matteo Salvini, che parlò di «qualcosa che non funziona» nel ministero della Salute. E poi il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che in un’intervista a Il Foglio disse, velenoso: «Ora gode di ampio consenso anche tra le opposizioni».

Schillaci, quattro anni di incomprensioni sulla Salute: un ministro isolato a destra
Il ministro della Salute Orazio Schillaci con il titolare dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida (foto Ansa).

E pensare che era stato il dem Speranza ad anticiparne l’ascesa

Che Orazio Schillaci sia una figura apartitica non è in effetti un mistero. È stato scelto dalla premier per dare l’idea di un governo che su temi delicati come la Salute non guarda a logiche politiche, eppure ad anticipare l’ascesa del ministro fu il dem Roberto Speranza. Nel 2020 l’allora ministro della Salute del governo Conte II scelse il rettore dell’Università di Roma Tor Vergata come componente del comitato scientifico dell’Istituto superiore di sanità. Lo stesso Speranza che però ora ha giudicato, in un’intervista a Il Fatto Quotidiano, sbagliata l’iniziale scelta di Schillaci di non essersi seduto al tavolo con i medici di famiglia.

Schillaci, quattro anni di incomprensioni sulla Salute: un ministro isolato a destra
Roberto Speranza con Orazio Schillaci nel 2022 (foto Imagoeconomica).

Dalla gaffe sui Parisi fino all’Oms, gli attacchi della sinistra

Insomma, anche da sinistra i colpi non mancano. E non sono di certo solo recenti. Si pensi, per esempio, al caso dell’errore commesso con la nomina in commissione antidoping del Nobel Giorgio Parisi al posto dell’omonimo rettore dell’Università di Roma Foro italico, Attilio Parisi. Una gaffe non passata inosservata e che ha alimentato l’immagine di uno Schillaci distratto e poco attento al suo ministero. O ancora alle critiche piovute dalle opposizioni per la mancata firma del nuovo regolamento sanitario dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Schillaci, quattro anni di incomprensioni sulla Salute: un ministro isolato a destra
Schillaci, quattro anni di incomprensioni sulla Salute: un ministro isolato a destra
Schillaci, quattro anni di incomprensioni sulla Salute: un ministro isolato a destra

Alle interviste preferisce i convegni pubblici

Degli attacchi e delle scaramucce, però, il titolare di Viale Ribotta non pare curarsene troppo. Sempre presente alle interrogazioni parlamentari, il ministro non ama intrattenersi troppo a parlare nei corridoi del Transatlantico. Alla buvette sembra prediligere gli uffici del ministero. Alle interviste – poche e per lo più volte a tranquillizzare i cittadini come per il caso Hantavirus – preferisce i convegni pubblici. Insomma, il suo lo fa. Anche quando non è poi così gradito.

Short Movie: Velocità di fuga

Velocità di fuga

In questo corto ungherese un astronauta deve fuggire da uno strano pianeta e da una belva che lo insegue.

In questa settimana successiva all'approvazione in Senato della più selvaggia e sconsiderata legge sulla caccia mai concepita in Europa, una vergogna per il nostro paese se dovesse passare anche alla Camera, pubblichiamo un corto che affronta a suo modo il rapporto con la fauna, anche quando, almeno apparentemente, è pericolosa. S intitola Escape Velocity, velocità di fuga, la velocità che è necessario raggiungere per poter arrivare in orbita senza essere ricatturati dalla gravità di un pianeta. È un corto di animazione, con un suo stile... - Leggi l'articolo

 

CINEMA - Short Movie - 27 giugno 2026 - articolo di S*

Caos Rai: rebus Chi l’ha visto?, vertici spaccati e tensioni al Tg1

Alla presentazione dei palinsesti Rai (la kermesse è in programma venerdì 3 luglio ad Ancona) i vertici della tivù pubblica ci arrivano in un momento di grande difficoltà. Innanzitutto, entro quella data si deve decidere il nuovo conduttore o conduttrice di Chi l’ha visto?. L’intenzione è arrivare ad Ancona con un nome da presentare a stampa e inserzionisti, dando così l’idea di non essere stati presi in contropiede dalla rinuncia di Federica Sciarelli. Come invece è stato, nonostante la giornalista abbia mandato da tempo segnali di stanchezza e lasciato intendere la volontà di fermarsi col programma, dopo 22 anni, e intraprendere qualcosa di nuovo.

Caos Rai: rebus Chi l’ha visto?, vertici spaccati e tensioni al Tg1
Caos Rai: rebus Chi l’ha visto?, vertici spaccati e tensioni al Tg1
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Caos Rai: rebus Chi l’ha visto?, vertici spaccati e tensioni al Tg1
Caos Rai: rebus Chi l’ha visto?, vertici spaccati e tensioni al Tg1

Al momento il nome più accreditato alla sostituzione, anche se non è un’interna Rai, sembra essere quello di Luisella Costamagna. Ma naturalmente girano anche altri candidati come Francesca Fagnani, Eleonora Daniele, Francesca Fialdini e addirittura Stefano Coletta, che però è un dirigente che non ha mai condotto nulla. Staremo a vedere. Intanto Sciarelli e l’amministratore delegato Giampaolo Rossi stanno discutendo su un nuovo progetto, che però deve ancora prendere forma.

Caos Rai: rebus Chi l’ha visto?, vertici spaccati e tensioni al Tg1
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Caos Rai: rebus Chi l’ha visto?, vertici spaccati e tensioni al Tg1
Caos Rai: rebus Chi l’ha visto?, vertici spaccati e tensioni al Tg1

Sembra invece risolta, ma vedremo poi come andranno gli ascolti, la sostituzione di Milo Infante, passato a Mediaset. Ore 14 sarà condotto da Salvo Sottile, mentre a Far West arriverà Antonino Monteleone, che questa estate è impegnato anche con Filorosso.

Caos Rai: rebus Chi l’ha visto?, vertici spaccati e tensioni al Tg1
Caos Rai: rebus Chi l’ha visto?, vertici spaccati e tensioni al Tg1
Caos Rai: rebus Chi l’ha visto?, vertici spaccati e tensioni al Tg1

Polemiche su due programmi cancellati

Mentre hanno fatto discutere altre chiusure: il programma di Stefano Massini Riserva indiana, quello di Stefano Bollani e sua moglie Valentina Cenni Via dei matti numero 0 e anche il programma radiofonico Caterpillar. Le polemiche sembrano però esagerate, anche perché, come fa notare qualcuno, «non è che un programma Rai è un diritto divino, ogni prodotto può essere cambiato, modificato o cancellato quando si mette a punto un nuovo palinsesto».

Caos Rai: rebus Chi l’ha visto?, vertici spaccati e tensioni al Tg1
Caos Rai: rebus Chi l’ha visto?, vertici spaccati e tensioni al Tg1

È anche vero che non si è mai visto un amministratore delegato vantarsi della perdita di telespettatori, come ha fatto Rossi parlando di Rai 3. «Prima era TeleKabul, ora è molto più pluralista e poco importa che se molte persone che la guardavano si sono trasferite su La7», è stato il suo ragionamento molto poco aziendale partorito alla festa de Il Foglio.

Marano e Sergio, lite durante il cda

Ai palinsesti si arriva anche con un vertice Rai spaccato, con il presidente Antonio Marano e il direttore generale Roberto Sergio che non si parlano, dopo lo scontro avuto in un consiglio di amministrazione in cui si discuteva del piano immobiliare messo a punto dal dg. Tanto che Sergio ha fatto ventilare la possibilità di dimissioni, salvo poi smentire le voci messe in giro da lui stesso.

Caos Rai: rebus Chi l’ha visto?, vertici spaccati e tensioni al Tg1
Caos Rai: rebus Chi l’ha visto?, vertici spaccati e tensioni al Tg1
Caos Rai: rebus Chi l’ha visto?, vertici spaccati e tensioni al Tg1

Il problema nasce dal fatto che lo stesso Sergio aveva architettato un piano per portare Simona Agnes a diventare direttrice generale al suo posto e lui sarebbe diventato presidente sostituendo Marano. Cosa che il dirigente leghista ha sventato, ma se l’è legata al dito, contrattaccando. La questione Agnes resta quindi bloccata, con la conseguenza che è paralizzata pure la commissione di Vigilanza Rai, che ogni tanto riesce a riunirsi, ma dove il braccio di ferro tra maggioranza e opposizione continua proprio sulla candidatura di Agnes alla presidenza.

La redazione del Tg1 contro il direttore Chiocci

A tutto ciò si aggiunge anche il conflitto al Tg1 tra una parte della redazione e il direttore Gian Marco Chiocci dopo le sue parole pro-Meloni. «Siamo amici, ci sentiamo spesso, ma lei sul Tg1 non è mai intervenuta perché si fida». La parte della redazione iscritta all’Usigrai è subito partita all’attacco, con l’idea di sfiduciare Chiocci (anche se poi in Rai le mozioni di sfiducia delle redazioni ai direttori contano poco), ma la novità è che il sindacato rosso ha trovato sponda anche in una parte di Unirai, la sigla di destra, dove c’è una fazione che non ha particolare simpatia per il direttore, ex capo dell’Adnkronos.

Caos Rai: rebus Chi l’ha visto?, vertici spaccati e tensioni al Tg1
Gianmarco Chiocci (foto Imagoeconomica).

Infine, si sono aperti altri due casi. Con il siluramento di Giuseppe Carboni dalla direzione di Rai Parlamento, i cinque stelle sono rimasti senza alcun direttore di testata e questo è stato fatto notare dal partito di Giuseppe Conte ai vertici della tivù pubblica. Nelle prossime nomine i pentastellati attendono dunque una compensazione. Mentre è andato in scena sotto Via Asiago un flash mob di parlamentari e militanti di Futuro nazionale.

Caos Rai: rebus Chi l’ha visto?, vertici spaccati e tensioni al Tg1
Giuseppe Carboni (Imagoeconomica).

Il movimento di Roberto Vannacci, infatti, nonostante i sondaggi in continua crescita non ha praticamente alcuna visibilità nei programmi e nei tg della televisione di Stato. Tanto che qualcuno ipotizza ci sia stato un diktat da Fratelli d’Italia e Lega per dare il minor spazio possibile al generale. Che però se n’è accorto e ora reclama visibilità. Con i palinsesti all’orizzonte, davvero un bel clima.

Vigile morto a Milano, arresti domiciliari per l’uomo al volante del suv

Andrà agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico Genti Berisha, il 26enne albanese che era alla guida del suv inseguito in motocicletta dal vigile Francesco Imprezzabile, morto poi in seguito a una caduta. La misura, che era stata chiesta dalla pm Francesca Crupi al posto della custodia in carcere, è stata decisa per fuga pericolosa e per morte come conseguenza di altro reato e concessa in virtù dell’ammissione delle proprie responsabilità da parte dell’indagato (che aveva forzato un posto di blocco) e dell’arrivo dall’Albania della madre e della sorella.

Chi l’ha visto?, la Rai vuole affidare la conduzione a Stefano Coletta

La Rai avrebbe individuato in Stefano Coletta, attualmente direttore del Coordinamento Generi, il successore di Federica Sciarelli alla conduzione di Chi l’ha visto?, che la giornalista abbandonerà dopo 22 anni. Il nome di Coletta, già citato come possibile candidato di Sciarelli assieme a quelli di Eleonora Daniele, Massimo Giletti, Francesca Fagnani, Giorgia Cardinaletti e Serena Bortone, avrebbe assunto i contorni di una scelta quasi definitiva. Ma, va precisato, le altre ipotesi non sono state ancora accantonate. Coletta, spiega Adnkronos che dà per quasi fatto l’avvicendamento, rappresenterebbe una precisa strategia editoriale da parte della Rai: affidare uno dei programmi più identificativi del servizio pubblico a una figura che ne conosce la storia e la missione. Il diretto interessato, ormai abituato a lavorare dietro le telecamere, starebbe valutando la proposta.

LEGGI ANCHE: Addio a Chi l’ha visto?, ora Sciarelli può cercare il consenso sparito della sinistra

Chi l’ha visto?, la Rai vuole affidare la conduzione a Stefano Coletta
Stefano Coletta (Imagoeconomica).

Chi è Stefano Coletta

Romano classe 1965, Coletta è entrato in Rai nel 1991 come redattore e conduttore radiofonico a Radio 2, prima di passare alla televisione tra Rai 1 e Rai 3. Tra il 1997 e il 2007 ha firma da autore e capo progetto diversi programmi di prima e seconda serata, come Mi manda Raitre, Tatami e Amore criminale. Nel 2008 è stato scelto come responsabile del Nucleo Produttivo di Programmi di servizio sociale: in queste vesti si è occupato anche di Chi l’ha visto?. La svolta dirigenziale è arrivata nel 2013, quando è stato nominato vicedirettore di Rai 3 con delega a palinsesto e marketing. Quattro anni dopo ha poi assunto la direzione della terza rete. Nel 2020 Coletta – di area Pd – è diventato direttore di Rai 1, per poi essere “retrocesso” nel 2022 alla direzione di genere Intrattenimento Prime Time, ottenendo peraltro ottimi risultati con il Festival di Sanremo targato Amadeus. Nel 2023 l’ultimo – finora – spostamento: la direzione di Distribuzione e Coordinamento Generi.

Giorgetti vuò fà l’Amerikano, il “mozzico” di Alemanno e le altre pillole

Alla faccia di Giorgia Meloni, ancora alle prese con gli strascichi della rissa con Donald Trump, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti andrà alla festa di Villa Taverna, il tradizionale ricevimento dell’ambasciatore degli Stati Uniti Tilman Fertitta per le celebrazioni del 4 luglio, Giorno dell’Indipendenza degli Stati Uniti. Giorgetti nella giornata di venerdì 26 giugno è impegnato con gli “Stati Generali della Cultura della Lega Lombarda” (sì, esiste anche un appuntamento sui temi delle arti e delle lettere, nel Carroccio) e poi, ma sempre in video collegamento, il 2 luglio al mattino farà sentire la sua voce all’assemblea dell’Ania, ossia il mondo delle assicurazioni. Invece all’Independence Day, sempre il 2 luglio ma alle 18.30, come si legge nella sua agenda, ci sarà in carne e ossa. Per la gioia di Matteo Salvini.

Giorgetti vuò fà l’Amerikano, il “mozzico” di Alemanno e le altre pillole
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e la premier Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Cardini e d’Orsi, che coppia

Nella mattina di sabato 27 giugno, a Roma, nella sala congressi Cavour, a pochi passi dalla stazione Termini, imperdibile assemblea nazionale di “Agorà“, cioè «il primo polo delle piazze fisiche e digitali che vogliono uscire dall’Ue del riarmo e dell’economia di guerra». Patron dell’evento lo storico Angelo d’Orsi, che avrà accanto un collega di estrazione politicamente opposta come Franco Cardini. E poi l’ex giornalista del Tg5 Paolo Di Mizio, che conduceva la rassegna stampa nell’edizione notturna, quindi Moni Ovadia e non solo…

Quel “Mozzico” in arrivo da parte di Vannacci e Alemanno

«Annamo sulla Tiburtina a festeggià Gianni», era il coro di tanti militanti che in auto si sono presentati per celebrare il ritorno alla libertà di Gianni Alemanno. «Non sulla Tuscolana, meglio di no, quello era il locale dell’ex sottosegretario Andrea Delmastro…», scherza qualcuno. Fatto sta che al ristorante “Il Mozzico”, vicino al carcere di Rebibbia, erano in tanti, insieme al gruppo del partito Futuro nazionale sotto la guida del generale Roberto Vannacci. C’era anche Sylvie Lubamba. «Ho trovato empatia. Non ci crederete, ma i detenuti sono quasi tutti di destra», ha detto Alemanno, non facendo grande pubblicità alla sua parte politica. Comunque nella Capitale il suo ritorno fa discutere, e a destra incute persino paura per la capacità dell’ex sindaco di Roma di entrare in sintonia con le fasce popolari della città. Un “mozzico” – che nello slang romano vuole dire “morso” – che punta direttamente ai polpacci delle gambe di Fratelli d’Italia.

Giorgetti vuò fà l’Amerikano, il “mozzico” di Alemanno e le altre pillole
Giorgetti vuò fà l’Amerikano, il “mozzico” di Alemanno e le altre pillole
Giorgetti vuò fà l’Amerikano, il “mozzico” di Alemanno e le altre pillole
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Giorgetti vuò fà l’Amerikano, il “mozzico” di Alemanno e le altre pillole
Giorgetti vuò fà l’Amerikano, il “mozzico” di Alemanno e le altre pillole

Bellisario, premio a Minozzi jr

Sarà la cantautrice Malika Ayane a condurre su Rai 1 le tradizionali Mele d’oro del Premio Marisa Bellisario: commissione esaminatrice presieduta da Gianni Letta, premiate Alessandra Galloni, direttrice di Reuters, Reem Al Hashimy, ministro per la Cooperazione internazionale degli Emirati Arabi Uniti, suor Nathalie Becquart, sottosegretaria del Sinodo dei vescovi, Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl, Valentina Pellegrini, ad del gruppo Pellegrini, Elisabetta Colacchia, Head of People & Organization di Enel, Raffaella Pannuti, presidente della Fondazione Ant, Francesca Sofia, dg della Fondazione Cassa depositi e prestiti. Il Premio Women Value Company Intesa Sanpaolo, giunto alla sua decima edizione e dedicato alle Pmi virtuose, sarà assegnato a 3TI Progetti, realtà italiana di ingegneria integrata, attiva a livello internazionale, e ad Antur, società benefit impegnata nei settori della sostenibilità ambientale, della ricerca scientifica e dell’innovazione Esg. Il Premio Women Empowerment Company promosso in collaborazione con Confindustria va a Iris Ceramica Group, storica eccellenza italiana guidata da Federica Minozzi. La famiglia Minozzi vanta partecipazioni azionarie in Snam e Mediobanca, in passato deteneva quote di Italgas e Terna. Lo scenario del premio? Il Colosseo, nella serata di sabato.

Acquazzone sul premio Agnes

Quando meno te l’aspetti, dopo una giornata caldissima, ecco che il cielo di Roma in serata ha regalato un acquazzone improvviso, fortissimo. E dove poteva cadere, se non su piazza di Spagna, location del premio Biagio Agnes? Panico tra i presenti, tutti vestiti da sera, con corse a cercare un riparo sotto un cornicione di uno dei palazzi che circondano l’area. Quello che nella Capitale viene chiamato “sgrullone” ha fermato per più di un’ora la kermesse, con serie difficoltà per Mara Venier e Antonio Matano che conducevano la premiazione. Un diluvio che ha colpito anche la vicina Villa Medici, dove i francesi avevano organizzato “La nuit des cabanes”, con allestimento di eventi e spettacoli nei giardini.

Giorgetti vuò fà l’Amerikano, il “mozzico” di Alemanno e le altre pillole
Simona Agnes e Giampaolo Rossi alla cerimonia del Premio Biagio Anges (foto Imagoeconomica).

Ferrarelle in America e la “Monda family”

L’acqua minerale italiana sbarca sulla tivù americana. Ferrarelle e Fremantle hanno siglato un accordo di sponsorizzazione all’interno di America’s Got Talent, il programma creato da Simon Cowell, co-prodotto da Fremantle e Syco Entertainment, in onda su Nbc dal 2006. Obiettivo, rafforzare la notorietà del marchio e consolidarne la presenza, eccetera eccetera. L’operazione è frutto della collaborazione tra il team marketing di Ferrarelle e il team global branded entertainment di Fremantle, si legge nei dispacci diramati dalle società: «Questa partnership segna un passo significativo nel nostro percorso di crescita internazionale», ha detto Gabriele Monda, marketing director di Ferrarelle. Già, Monda: e a tutti vengono subito in mente i fratelli Monda, uno alla guida de L’Osservatore Romano, Andrea, e l’altro «l’uomo del cinema», Antonio, più noti nel circuito della politica come «i nipoti di Riccardo Misasi», lo scomparso democristiano calabrese, più volte presente nei governi della Prima Repubblica.

Fininvest ha ceduto la quota residua del 20 per cento del Monza

Fininvest ha perfezionato la cessione della residua partecipazione del 20 per cento detenuta nell’AC Monza. «Si conclude così, con il ritorno della squadra in Serie A, il percorso di Fininvest nell’azionariato del club, che ha rappresentato l’ultimo, grande progetto sportivo di Silvio Berlusconi», si legge in una nota della finanziaria della famiglia dell’ex premier, morto nel 2023: «Proprio nel segno della passione e della visione del suo fondatore, Fininvest rivolge all’AC Monza l’augurio di continuare a scrivere nuove importanti pagine della sua storia sportiva».

Ora a detenere la totalità delle quote è il fondo Beckett Layne Ventures

Fininvest aveva ratificato la cessione dell’80 per cento delle quote azionarie del Monza a Beckett Layne Ventures a fine settembre, annunciando contestualmente che il restante 20 per cento sarebbe stato rilevato dal fondo d’investimento statunitense guidato da Brandon Berger entro giugno 2026. E così è stato. BLV aveva corrisposto tre milioni di euro all’atto della firma (avvenuta a luglio 2025) e altri 21 al momento del closing. Berlusconi aveva rilevato il 100 per cento dell’Associazione Calcio Monza nel 2018.

Il disastro di Banca Ifis con Illimity, ossia quando la narrazione incontra il bilancio

In ogni operazione finanziaria, grande o piccola che sia, arriva il momento in cui la narrazione (abilmente costruita a suon di storytelling e munifici investimenti pubblicitari) incontra il bilancio. Per Banca Ifis quel momento è arrivato venerdì 26 giugno, con un crollo in Borsa che in tarda mattinata ha sfiorato il 40 per cento. Non quella che gli analisti chiamano una correzione di un titolo giudicato sopravvalutato, ma proprio una resa dei conti.

L’utile 2026 si è quasi dimezzato rispetto alle promesse

Il mercato, che pur nei mesi scorsi aveva applaudito la scalata a Illimity, la banca fondata da Corrado Passera, ha deciso di leggere bene i numeri. L’utile 2026, che a febbraio il presidente Ernesto Fürstenberg Fassio prometteva tra i 170 e i 190 milioni «in assenza di shock geopolitici», si è quasi dimezzato a 100-110 milioni. Un tonfo tanto più clamoroso se si pensa che, complice il risiko bancario in corso, l’intero settore viaggia sui massimi. Evidentemente lo shock Banca Ifis ce l’aveva già in casa, e si chiama appunto Illimity. Un brutto inciampo per le ambizioni di Fürstenberg Fassio.

Il disastro di Banca Ifis con Illimity, ossia quando la narrazione incontra il bilancio
Corrado Passera (foto Imagoeconomica).

Fuori dai crediti spazzatura proprio mentre si scopre di averne ereditati

Da notare l’ironia, tipica di quelle che la finanza confeziona con rara perfidia. Banca Ifis ha comprato l’istituto di Passera con l’idea di crescere nella specialty finance, ma nel frattempo aveva dato l’addio al business degli Npl, quello dei crediti deteriorati, prevalentemente nel segmento di mercato small tickets unsecured, crediti di piccolo taglio e senza garanzia. Cioè il mestiere che ne ha fatto la fortuna. Quindi la banca veneziana di Fassio esce dai crediti spazzatura proprio mentre scopre di averne ereditati a sufficienza altrove. Un miliardo e mezzo di portafoglio messo in vendita, firma entro l’anno, perfezionamento «a inizio 2027». Almeno si spera.

Il disastro di Banca Ifis con Illimity, ossia quando la narrazione incontra il bilancio
Ernesto Fürstenberg Fassio, presidente di Banca Ifis (foto Imagoeconomica).

Comprarsi un competitor e portarsi in dote anche i rilievi della Vigilanza

Ma il capitolo più istruttivo è quello degli accantonamenti: 70 milioni, già stanziati, di cui 30 su «alcune esposizioni creditizie di grandi dimensioni» riviste con approccio «ancor più conservativo». Gli altri 40 su esposizioni cartolarizzate di Illimity, su cui Bankitalia aveva già acceso un faro, di cui Banca Ifis si è fatta carico con la sua acquisizione. Insomma, un capolavoro: si compra un competitor per le sinergie e ci si porta in dote anche i rilievi della Vigilanza. Che infatti è in casa: ispezione conclusa, rapporto finale atteso «tra la fine di luglio e l’inizio di settembre». Tradotto dal banchese: prima dell’estate non si sa nulla.

Il disastro di Banca Ifis con Illimity, ossia quando la narrazione incontra il bilancio
Banca Ifis.

A scongiurare il crollo della baracca sono arrivati puntuali altri 70 milioni di attività fiscali differite, le benemerite Dta, che «contribuiranno positivamente alla generazione di capitale negli esercizi successivi». È l’alchimia di sempre: una perdita di oggi promossa a risorsa di domani, purché domani vada tutto bene. Il Cet 1 dovrebbe attestarsi a 13,5 punti, ma l’amministratore delegato Frederik Geertman si dice «impegnato a raggiungere i 14». L’impegno, come la guidance, resta un genere letterario.

Il disastro di Banca Ifis con Illimity, ossia quando la narrazione incontra il bilancio
Ernesto Fürstenberg Fassio, presidente di Banca Ifis, con l’amministratore delegato Frederik Geertman (foto Imagoeconomica).

Sul piano industriale, prospettive diciamo nebulose. Niente «guidance formale» per il prossimo anno perché «abbiamo diverse cose in divenire». E sui dividendi, vero termometro per la famiglia Fürstenberg Fassio, imparentata con gli Agnelli e padrona del 50,5 per cento via la lussemburghese La Scogliera, la rassicurazione è di quelle che inquietano: la politica «non è cambiata formalmente».

Acquisire a sconto una banca in difficoltà è facile. Ma poi gli azionisti…

Resta la fotografia di un istituto che nel 2025 ha celebrato la «tappa storica», doppiato gli utili a 328 milioni grazie al badwill di una preda pagata meno del suo patrimonio, e che oggi scopre il significato meno nobile di quel termine inglese: cattiva volontà, sì, ma anche cattivo presagio. Comprare a sconto una banca in difficoltà è facile. Il difficile viene quando tocca poi spiegarlo agli azionisti. Che infatti hanno risposto nel modo più eloquente: vendendo i titoli a manetta.

Alessandra Priante lascia la presidenza dell’Ente Nazionale Italiano per il Turismo

Dopo due anni Alessandra Priante lascia la presidenza dell’Ente Nazionale Italiano per il Turismo. È stata la stessa economista ad annunciarlo, tramite una nota diffusa dall’Ansa. «Ho comunicato al ministro del Turismo Gianmarco Mazzi e ai componenti del mio consiglio di amministrazione la decisione di concludere il mio percorso alla presidenza di Enit Spa, al termine di due anni che restano tra i più intensi della mia vita professionale», si legge nel comunicato.

Chi è Alessandra Priante

Economista di grande esperienza internazionale e diplomatica, Priante dal 2010 al 2015 è stata inviata del Governo presso i Paesi del Golfo per la promozione della cultura e dell’istruzione italiana. Dal 2019 al 2024 è stata Direttrice Europa presso l’Agenzia delle Nazioni Unite per il Turismo. Dal 2018 è inoltre docente e ricercatrice presso la LUISS Business School, dove insegna strategie turistiche e management culturale. «Ora è arrivato il momento di dare un nuovo volto alla mia carriera, tornando a dedicarmi con pienezza a ciò che resta il cuore dei miei interessi: l’impegno accademico e nelle istituzioni internazionali», si legge nel comunicato di Priante.

Alessandra Priante lascia la presidenza dell’Ente Nazionale Italiano per il Turismo
Alessandra Priante (Imagoeconomica).

I compiti dell’Enit

Posta sotto la vigilanza del Ministero del Turismo, l’Enit ha il compito di promuovere il patrimonio culturale, enogastronomico e paesaggistico italiano all’estero, supportando la commercializzazione dell’offerta turistica nazionale nel mondo. «Chi viene chiamato a guidare un’istituzione ha il dovere di servirla con dedizione assoluta, senza mai risparmiarsi, ed è quello che ho cercato di fare ogni giorno», ha scritto Priante nella nota.

Strage di Viareggio, Moretti si è costituito in carcere

Si è costituito in carcere Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Rete Ferroviaria Italiana. Rigettando i ricorsi presentati dagli imputati contro la sentenza dell’appello ter, nella serata del 25 giugno la Cassazione ha reso definitiva la condanna a 5 anni di reclusione inflitta a Moretti per la strage di Viareggio del 29 giugno 2009, in cui persero la vita 32 persone e oltre un centinaio rimasero ferite.

Moretti potrà chiedere di scontare la pena ai domiciliari

I giudici della Quarta sezione penale della Cassazione, accogliendo le richieste della procura generale della Suprema Corte hanno inoltre confermato le condanne anche per altri 10 imputati tra ex dirigenti e tecnici delle società coinvolte nella gestione e manutenzione del convoglio deragliato. «Come sto? Ho raggiunto questo momento in perfetta forma fisica e psichica e ora sono pronto a schiena dritta, spero che non sia per troppo tempo. Per i manager è un precedente pericoloso», ha dichiarato Moretti. Vista l’età (ha 72 anni), potrà chiedere di scontare la pena ai domiciliari.

Attacco hacker ai database Trenitalia: l’email ai passeggeri

Tramite una email inviata ai passeggeri, Trenitalia ha reso noto di aver subito un pesante attacco hacker da parte di «soggetti esterni non identificati», che sono riusciti a violare i sistemi informatici della principale compagnia ferroviaria italiana, ottenendo un accesso non autorizzato ai database legati ai titoli di viaggio. Come spiega Trenitalia, la lista delle informazioni potenzialmente finite nelle mani dei pirati informatici comprende dati anagrafici e identificativi, indirizzo e-mail e numero di telefono, dati di viaggio, estremi dei documenti d’identità. La comunicazione arriva all’indomani dopo le dimissioni di Stefano Donnarumma dal ruolo di amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e, va detto, non è esattamente il migliore dei biglietti da visita per l’attuale ceo di Trenitalia Gianpiero Strisciuglio, dato favorito per prendere il suo posto.

Attacco hacker ai database Trenitalia: l’email ai passeggeri
Treno Frecciarossa (Imagoeconomica).

L’email inviata da Trenitalia

Questo il contenuto della email “Comunicazione di violazione dei dati personali ai sensi dell’art. 34 del Regolamento UE 679/2016”.

La informiamo che, a seguito di alcune verifiche, abbiamo rilevato un incidente di sicurezza informatica causato da soggetti esterni non identificati. Questo evento ha determinato un accesso non autorizzato ad alcuni dati personali legati ai titoli di viaggio.
Per individuare con precisione i soggetti interessati potenzialmente coinvolti è stato necessario svolgere approfondite analisi tecniche e di sicurezza da parte delle nostre strutture IT. Queste verifiche hanno richiesto tempo, perché si è trattato di ricostruire nel dettaglio eventuali accessi impropri ai dati. Solo al termine di queste attività siamo stati in grado di identificare i clienti interessati e inviare questa comunicazione, come previsto dall’art. 34 del Regolamento (UE) 2016/679 e in conformità con le Linee guida EDPB n. 9/2022 versione 2.0 del 28 marzo 2023 (punti 86 e ss.).

Ci teniamo a rassicurarla su un punto importante: non sono stati coinvolti dati di accesso agli account, credenziali personali o informazioni relative ai pagamenti (come il numero della carta, la scadenza o il codice di sicurezza).
Le informazioni che La riguardano e che potrebbero essere state oggetto di accesso non autorizzato, qualora presenti sui nostri sistemi informatici in relazione al titolo di viaggio, rientrano nelle seguenti categorie di dati personali:

  • Dati anagrafici e identificativi (nome, cognome, data e luogo di nascita del passeggero; nome e cognome dell’eventuale acquirente);
  • Dati di contatto (e-mail, numero di telefono);
  • Dati di viaggio (informazioni associate al titolo di viaggio, quali, a titolo esemplificativo, tratta, data e orario del viaggio, numero del titolo di viaggio);
  • Codice carta fedeltà, ove associato al titolo di viaggio;
  • Società/ Ente datore di lavoro;
  • Tipologia di offerta o servizio associata al titolo di viaggio e dati necessari a fruire di dette offerte;
  • Estremi documento d’identità;
  • Dati connessi alla generazione del titolo di viaggio.Non appena rilevato l’evento, abbiamo immediatamente adottato tutte le misure necessarie per interrompere l’anomalia, mettere in sicurezza i sistemi e rafforzare ulteriormente i controlli, così da ridurre il rischio che situazioni simili possano ripetersi.

Non appena rilevato l’evento, abbiamo immediatamente adottato tutte le misure necessarie per interrompere l’anomalia, mettere in sicurezza i sistemi e rafforzare ulteriormente i controlli, così da ridurre il rischio che situazioni simili possano ripetersi.

Abbiamo inoltre notificato l’accaduto all’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali e allo CSIRT Italia, in conformità alla normativa vigente, e presentato denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. Considerata la tipologia di dati coinvolti, potrebbe esserci il rischio che Lei riceva comunicazioni fraudolente o tentativi di contatto ingannevoli che fanno riferimento ai suoi viaggi. Per questo Le consigliamo di prestare particolare attenzione a eventuali messaggi sospetti, soprattutto se richiedono dati personali o finanziari o contengono link o allegati inattesi. In caso di dubbio, verifichi sempre l’affidabilità del mittente. Le ricordiamo inoltre che Trenitalia non la contatterà mai per chiederLe password o dati di pagamento. Per qualsiasi chiarimento, abbiamo attivato un servizio di assistenza dedicato: – può inviare una richiesta tramite il webform opzione “Privacy – Gestione dei dati personali”. La preghiamo di inserire nell’apposito campo il seguente codice di riferimento: C68NE#.

Amadeus lascia Warner Bros Discovery con due anni di anticipo

Amadeus dice addio a Warner Bros Discovery, dove era approdato nell’agosto del 2024 dopo aver lasciato la Rai, con due anni di anticipo. A dare la notizia è la stessa multinazionale attraverso una nota: «Warner Bros Discovery e Amadeus comunicano di aver raggiunto un accordo per la risoluzione consensuale del contratto che legava per altre due stagioni televisive la media company internazionale e il conduttore. Il percorso, avviato nel 2024, ha visto Amadeus impegnato nella realizzazione di diversi programmi andati in onda su Nove in prime time e nelle fascia dell’access prime time. Warner Bros. Discovery desidera ringraziare Amadeus per il lavoro svolto, per la professionalità dimostrata e per il valore profuso da lui e dalla sua squadra nella realizzazione dei progetti insieme al gruppo Warner Bros Discovery».

Amadeus: «Sono stati due anni intensi»

«Sono stati due anni intensi, ringrazio Alessandro Araimo (ndr l’amministratore delegato) per la stima, assolutamente reciproca, e faccio un grosso in bocca al lupo a tutto il gruppo Warner Bros Discovery per i progetti futuri», ha detto Amadeus.

Venezuela in ginocchio dopo il terremoto, 50 mila dispersi

È di almeno 235 morti e 4.300 feriti l’ultimo bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito il Venezuela e in particolare la zona costiera dello Stato de La Guaira, con due scosse ravvicinate di magnitudo 7.2 e 7.5. Ma i numeri del bollettino sono inevitabilmente destinati a salire: i dispersi sono infatti circa 50 mila, come segnala la piattaforma online lanciata per rintracciare i cittadini di cui non si hanno notizie. Il Paese sudamericano è in ginocchio e, mentre si scava senza sosta tra le macerie, aumenta il timore di una catastrofe umanitaria.

A La Guaira crollati più di 100 edifici

Più di 100 gli edifici crollati nello Stato costiero di La Guaira, vicino Caracas. Lo ha riferito il ministro dell’Interno Diosdado Cabello, spiegando che «sono più di 70 mila» le famiglie sfollate.

Tra i morti anche un italo-venezuelano

La Farnesina ha avuto conferma del decesso di un cittadino italo-venezuelano, nato a Caracas nel 1970 e con parenti in Italia, coinvolto nel crollo di un edificio proprio a La Guaira. Il Ministero degli Esteri stima che in Venezuela ci siano circa 170 mila titolari di passaporto italiano.

Aiuti e solidarietà da tutto il mondo

La comunità internazionale si è subito attivata in sostegno del Venezuela, fornendo squadre di soccorso e aiuti umanitari. La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha confermato l’arrivo di squadre di soccorso dall’estero per rafforzare le operazioni di ricerca dei superstiti. L’Italia sta inviando un team di vigili del fuoco formato da 41 unità.

Trump: «Al fianco dei nostri nuovi amici»

«Gli Stati Uniti sono pronti, disponibili e pienamente in grado di aiutare! Ho dato istruzioni a tutte le agenzie del nostro governo di prepararsi ad agire rapidamente. Saremo al fianco dei nostri nuovi e grandi amici». Lo ha scritto Donald Trump su Truth. Gli Usa hanno revocato le sanzioni al Venezuela: in particolare Washington ha autorizzato transazioni verso il Paese sudamericano, a condizione che siano legate alle «operazioni di soccorso».

Carlo e Camilla lasciano Buckingham Palace

Re Carlo e la regina Camilla lasceranno Buckingham Palace e vivranno stabilmente nella vicina Clarence House. Lo rivela il rapporto finanziario della monarchia britannica. L’obiettivo è di aumentare l’accesso del pubblico nel palazzo reale poiché, quando il sovrano è in sede, le misure di sicurezza limitano il numero di persone e le aree di accesso ai visitatori. Buckingham Palace, che dal 1837 funge da residenza ufficiale del sovrano del Regno Unito ed è attualmente in ristrutturazione, continuerà a essere la sede amministrativa della monarchia britannica. Il portavoce della casa reale ha specificato che i sovrani continueranno ad avere accesso ad alcune stanze private all’interno del palazzo «dove potranno ritirarsi durante la giornata lavorativa» e che potrebbero essere utilizzate come «possibile residenza in futuro».