Whoopi Goldberg in Italia ha trovato davvero Un posto al sole

La prima apparizione è andata in scena venerdì scorso, su Rai3, all’ora di cena. Whoopi Goldberg, la Sister Act del mondo intero, quella che ha messo l’Oscar sul comodino insieme a un Grammy, un Emmy e un Tony, è sbarcata a Un posto al sole, tra i marmi di Palazzo Palladini. Il risultato? Un contrasto dichiarato, quasi comico. Da un lato il portiere Raffaele Giordano, in versione maggiordomo-col fiatone, che l’ha accolta con la devozione di chi riceve la Madonna di Pompei. Dall’altro Renato Poggi, l’unico a conservare un briciolo di buon cinismo, che l’ha osservata con lo sguardo di chi teme il furto del limoncello. Non è stata un’allucinazione da peperonata, ma il colpo di teatro per il trentennale della soap.

Dietro la comparsata della star non c’è solo l’amore per Napoli

La narrazione ufficiale ha fatto suonare le campane a festa. La star globale che atterra a Napoli, bacia il suolo (o quasi), dichiara amore eterno al Golfo e ci fa sapere, con l’entusiasmo di chi scopre la frittatina di pasta, che il set (questo set!) le ha «fatto ritrovare il piacere della recitazione». Tutto giusto. Tutto magico. Tutto, forse, un po’ zuccheroso. Perché basta abbassare il volume dei violini e alzare quello della stampa americana per sentire un’altra musica. Dietro il sorriso di Eleanor Price, l’imprenditrice venuta da Oltreoceano per comprare uno yacht dai cantieri Palladini e magari un pezzo di cuore di Raffaele, c’è una storia che sa di bonifici salvifici. I fatti parlano chiaro e li ha messi in piazza lei stessa. Bisogna tornare a novembre 2024, sul set di The View, il talk show della Abc che conduce dal 2007, con uno stipendio annuo compreso tra i cinque e i sei milioni di dollari. Si parlava di elezioni presidenziali e voto operaio pro-Trump. E Goldberg ha deciso di non usare filtri: «I understand that people are going through a difficult time. Me too. If I had all the money in the world, I would not be here, OK? I’m a working person, I work for a living». Tradotto per chi a Upas mastica l’inglese come Rosa: «Capisco che le persone stiano attraversando un periodo difficile. Anch’io. Lavoro per vivere. Se avessi tutti i soldi del mondo non sarei qui, chiaro?».

Anche i premi Oscar devono pagare le bollette…

Con un patrimonio che balla tra i 30 e i 60 milioni di dollari, l’accostamento alla classe operaia le è costato il linciaggio social. Ma lei ha rincarato la dose a Entertainment Tonight, lo scorso settembre. A chi le chiedeva se pensasse di godersi la pensione, ha risposto: «Chi può permetterselo? Se non fai un matrimonio fortunato devi continuare a lavorare. Le bollette non si pagano da sole». Una delle pochissime artiste al mondo ad aver conquistato i quattro premi principali dello spettacolo, ha rivelato, senza imbarazzo, di lavorare per necessità economica. Un ritornello che ha ripetuto anche nell’autobiografia Bits and Pieces: My Mother, My Brother, and Me: l’Oscar non ti fa ricco per sempre.

Whoopi Goldberg in Italia ha trovato davvero Un posto al sole
Whoopi Goldberg al Met Gala 2025 (Ansa).

Così l’Italia è diventata un buon rifugio

E mentre in America si confessava così, a Viale Mazzini si progettava il trentennale della soap. Serviva un nome. Quello giusto, a cui Hollywood ha smesso da un pezzo di mandare i fiori. Lo ha ammesso lei, senza giri di parole: «Non c’è più spazio per me a Hollywood, dal momento che ci sono attrici più giovani e più glamour che ottengono tutte le parti… nessuno mi manda più copioni…». È tutta lì, la verità. L’industria americana ha la memoria corta e la fedina del politicamente corretto sempre pronta: qualche polemica di troppo, qualche uscita infelice, tra dichiarazioni sull’Olocausto costate sospensioni e richiami, e il telefono ha smesso di squillare. L’Italia è diventata così il buon rifugio (con tanto di casa in Sicilia), dove una figura come la sua può ancora ottenere attenzione, rispetto, standing ovation. Non è un caso che il suo ultimo film, Leopardi & Co, sia stato girato nelle Marche, per la regia di Federica Biondi. Un lavoro onesto, dignitoso, per carità. Ma anche un segnale: il mercato si è ristretto verso produzioni più piccole, più accessibili.

Whoopi Goldberg in Italia ha trovato davvero Un posto al sole
Il cast di Upas con Whoopi Goldberg (dal profilo Instagram della soap).

Upas è una macchina perfetta, non serviva la benedizione straniera

Eccola allora a Upas. Venti episodi previsti per lei. Un personaggio creato ad hoc. Una storyline ritagliata per il pubblico casalingo che si sente rassicurato quando arriva qualcuno da fuori a certificare il valore di ciò che già conosce. È questo il punto. Non la sua presenza. Non la sua bravura. Il nodo è l’atteggiamento che abbiamo nei confronti di noi stessi. Quel vecchio complesso d’inferiorità per cui, se arriva un’americana a dirci «bravi!», allora valiamo qualcosa. È il riflesso di una credulità sentimentale che ci porta a innamorarci di chiunque venga da lontano e abbia vinto qualcosa. E noi ci sentiamo importanti per associazione. Ma Un posto al sole non ha mai avuto bisogno di stampelle. È una macchina perfetta che dal 1996, dall’intuizione di Giovanni Minoli (allora direttore di Rai3), macina ascolti e mette al centro i problemi reali degli italiani, il tessuto urbano di Napoli, e il respiro di una comunità intera. Benvenuta Whoopi, ci mancherebbe. Ma non ci serviva la benedizione straniera.

Whoopi Goldberg in Italia ha trovato davvero Un posto al sole
Whoopi Goldberg in Italia ha trovato davvero Un posto al sole
Whoopi Goldberg in Italia ha trovato davvero Un posto al sole
Whoopi Goldberg in Italia ha trovato davvero Un posto al sole
Whoopi Goldberg in Italia ha trovato davvero Un posto al sole
Whoopi Goldberg in Italia ha trovato davvero Un posto al sole
Whoopi Goldberg in Italia ha trovato davvero Un posto al sole
Whoopi Goldberg in Italia ha trovato davvero Un posto al sole
Whoopi Goldberg in Italia ha trovato davvero Un posto al sole

Sanremo 2026, Sabrina Ferilli e Achille Lauro tra i super ospiti?

Manca ormai meno di un mese alla 76esima edizione del Festival di Sanremo, la cui prima serata si svolgerà martedì 24 febbraio, due giorni dopo la conclusione dei Giochi invernali di Milano-Cortina. In attesa del debutto, proprio nel giorno in cui i giornalisti ascolteranno in anteprima di 30 brani dei Big in gara, spuntano interessanti indiscrezioni sui super ospiti che accenderanno il palco del Teatro Ariston. Come anticipato da Vanity Fair, attraverso la newsletter Celebrity Watch firmata da Santo Pirrotta, al Festival potrebbero approdare Sabrina Ferilli, Luca Argentero e Achille Lauro. Ecco quello che sappiamo.

Sanremo 2026, le indiscrezioni sui super ospiti del Festival

Già certa la presenza, confermata dal conduttore e direttore artistico Carlo Conti, di Laura Pausini in qualità di co-conduttrice delle cinque serate e di Max Pezzali. L’ex volto degli 883 sarà a Sanremo nei panni di super ospite sul palco della nave Costa durante il Party boat per interpretare i suoi grandi successi per tutta la durata della manifestazione. Tra gli ultimi nomi, spunta anche quello di Sabrina Ferilli, reduce dal grande successo della fiction A testa alta – Il coraggio di una donna trasmessa sulle reti Mediaset. L’attrice, che nel 2022 fu co-conduttrice con Amadeus, potrebbe apparire nella serata delle cover verosimilmente al fianco di Tommaso Paradiso, in gara con la canzone I Romantici: non è chiaro tuttavia quale sarà il suo ruolo e se duetterà con l’ex frontman dei Thegiornalisti.

Sanremo 2026, Sabrina Ferilli e Achille Lauro tra i super ospiti?
Achille Lauro in concerto (Ansa).

Tra le indiscrezioni del Festival di Sanremo 2026 anche un duetto che potrebbe coinvolgere Laura Pausini e Achille Lauro sulle note di 16 marzo, brano del rapper che la cantante di Faenza ha inciso e inserito nel suo disco di cover Io canto 2. Secondo il giornalista di Vanity Fair all’Ariston potrebbe tornare dopo diversi anni anche Luca Argentero, volto simbolo della fiction italiana, per promuovere il racconto televisivo del nostro Paese nel mondo. Nei giorni precedenti, invece, Adnkronos aveva ipotizzato la presenza di Tiziano Ferro, la cui ultima apparizione al Festival risale al 2020 nell’edizione condotta da Amadeus

Dati Agcom sui primi nove mesi del 2025: tg più visti, ascolti e streaming

Nei primi nove mesi del 2025 il Tg1 si conferma il telegiornale più seguito in Italia sia a pranzo sia in prima serata, mentre l’Agcom registra un calo complessivo degli ascolti televisivi e una crescita selettiva delle piattaforme di streaming a pagamento. È quanto emerge dall’Osservatorio sulle Comunicazioni dell’Autorità, aggiornato al terzo trimestre 2025.

Telegiornali: Tg1 primo a pranzo e alle 20

Dati Agcom sui primi nove mesi del 2025: tg più visti, ascolti e streaming
Sala di regia del Tg3 (Imagoeconomica).

Nella fascia delle 13.30 il Tg1 supera i 3 milioni di spettatori, con una crescita dell’1 per cento su base annua. Seguono il Tg5 delle 13.00 con oltre 2,6 milioni di telespettatori (-2,9 per cento), il TgR delle 14.00 su Rai 3 con poco più di 2 milioni (-3 per cento) e il Tg2 con meno di 1,4 milioni (-10,1 per cento). Crescono invece Studio Aperto delle 12.25 (oltre 1 milione, +1,9 per cento), il Tg4 delle 12.00 (+17,2 per cento) e il Tg La7 delle 13.30 (+14,1 per cento). Alle 20 il Tg1 registra poco più di 4,1 milioni di ascolti giornalieri, in aumento dell’1,3 per cento nel terzo trimestre 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024. Seguono il Tg5 con oltre 3,2 milioni (-4,4 per cento), il TgR serale con 2,1 milioni (-2,8 per cento) e il Tg3 con 1,6 milioni (-2,7 per cento). Il Tg La7 cresce da 1,17 a 1,23 milioni di telespettatori (+5 per cento), mentre il Tg2 perde il 15,3 per cento. Tra i Tg serali Mediaset, Studio Aperto delle 18.30 sale da 464 mila a 507 mila spettatori (+9,3 per cento) e il Tg4 delle 19.00 da 496 mila a 594 mila (+19,8 per cento).

Ascolti tv: flessione generale, Rai leader in prime time

Nel giorno medio fino al terzo trimestre 2025 gli ascolti tv calano del 2,9 per cento in prime time e del 3 per cento sull’intera giornata rispetto al 2024. In prima serata la Rai resta prima con 6,8 milioni di spettatori medi (37 per cento di share), ma scende del 6,8 per cento. Mediaset segue con 6,7 milioni (36,5 per cento di share) e cresce di 1,1 punti percentuali. Nell’intera giornata Mediaset guida con 2,9 milioni di spettatori medi (37,2 per cento), mentre la Rai registra 2,8 milioni (35,7 per cento), in calo del 6,4 per cento.

Streaming: Netflix resta prima

A settembre 2025 le piattaforme di streaming a pagamento contano 15,7 milioni di utenti unici, in calo di 210 mila rispetto al 2024 (-1,3 per cento). Nel terzo trimestre Netflix guida con 8,3 milioni di utenti unici (+1,6 per cento), seguita da Amazon Prime Video con 7,2 milioni (+5,5 per cento), Disney+ con 3,7 milioni (+0,8 per cento), Dazn con 2,3 milioni (+7,3 per cento) e Now con 1,3 milioni (-7,7 per cento). Il tempo complessivo di navigazione supera i 43 milioni di ore a settembre, in aumento dell’11,1 per cento su base annua.

Carlo Conti: «Madonna a Sanremo 2026? Impossibile»

Madonna non comparirà sul palco del Teatro Ariston. A smentire l’indiscrezione circolata nei giorni scorsi è lo stesso Carlo Conti, direttore artistico nonché conduttore del Festival di Sanremo 2026, in programma dal 24 al 28 febbraio prossimi. «Credo sia abbastanza impossibile», ha spiegato parlando con gli allievi della Scuola di Giornalismo di Perugia. «Si è creato un cortocircuito perché ha cantato una cover de La Bambola di Patty Pravo (incisa da Madonna per lo spot di Dolce&Gabbana, ndr.), che è una delle artiste in gara. Credo tuttavia che sia una strada non percorribile».

Carlo Conti: «Madonna a Sanremo 2026? Impossibile»
Carlo Conti (Imagoeconomica).

Carlo Conti: «Ecco come ho convinto Laura Pausini»

Incalzato dalle domande degli aspiranti giornalisti della Scuola di Perugia, Carlo Conti ha raccontato il suo stato d’animo alla vigilia del suo quinto Festival di Sanremo come conduttore nonché direttore artistico. «È una macchina a ciclo continuo, in cui la preparazione comincia il giorno dopo la chiusura dell’edizione precedente», ha sottolineato il presentatore. «Durante le cinque serate sono rilassato. Per me è un momento di divertimento: mentre tutti sono tesi, io scambio messaggi in una chat con Panariello e Pieraccioni». Spazio anche per una battuta su Laura Pausini e su come l’ha convinta ad affiancarlo alla conduzione per l’intera kermesse. «Ho capito che aveva gran voglia di farlo, mettersi in gioco e divertirsi con me. Laura è molto spontanea: se riusciamo a tirar fuori questa caratteristica, lavorando sull’improvvisazione, sarà una chiave vincente».

Sanremo, Laura Pausini co-conduttrice per tutte e cinque le serate

Laura Pausini affiancherà Carlo Conti alla conduzione delle cinque serate del Festival di Sanremo, in programma dal 24 al 28 febbraio. Per la cantante si tratta della prima esperienza all’Ariston nel ruolo di co-conduttrice, anche se la sua presenza al Festival conta numerosi precedenti: quella in arrivo sarà infatti la nona partecipazione complessiva, dopo le gare del 1993, quando vinse tra le Nuove Proposte con La Solitudine, e del 1994, chiusa con il terzo posto grazie a Strani Amori, oltre a sei apparizioni da superospite tra il 2001 e il 2022.

Accanto a lei e a Conti si alterneranno altri co-conduttori, mentre per l’intera durata della manifestazione Max Pezzali sarà presente come “capitano” sulla nave posizionata al largo della Città dei Fiori. Commentando l’annuncio, Carlo Conti ha dichiarato: «Ringrazio Laura per aver accettato subito con entusiasmo il mio invito, è un grande onore e una gioia condividere la conduzione del Festival con un’artista e una donna così forte, così carismatica e divertente come Laura. Con noi poi si alterneranno ogni sera vari co-conduttori e co-conduttrici con i quali animeremo il palco dell’Ariston». L’annuncio è stato accolto con grande entusiasmo dalla stessa Pausini, che sui social ha scritto: «Sanremo è il mio destino. Il mio sorriso. La mia tentazione. La mia paura. A Sanremo sono nata artisticamente nel 1993 e quest’anno torno orgogliosa e commossa perché con tutto l’onore e la gioia del mondo condurrò con Carlo Conti la 76ma edizione del Festival»

Sanremo 2026, la guida: cantanti, ospiti, conduttori e canzoni

Sanremo è pronta a illuminarsi per l’edizione 2026 del Festival, la 76esima nella storia della kermesse della canzone italiana. Riflettori puntati, come sempre, sul Teatro Ariston. Quest’anno, la “Settimana Santa” della nostra musica si terrà alla fine di febbraio, dal 24 al 28, per lasciar posto alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina che termineranno domenica 22. Direttore artistico e conduttore sarà per il secondo anno consecutivo – e il quinto in carriera dopo il trittico 2015-2017 – Carlo Conti. In gara 30 Big oltre a quattro Nuove proposte. Ecco tutto quello che bisogna sapere sul Festival.

Sanremo 2026, il format e le serate della 76esima edizione del Festival

Sanremo 2026, la guida: cantanti, ospiti, conduttori e canzoni
Carlo Conti, direttore artistico di Sanremo 2026 (Imagoeconomica).

Anche per l’edizione 2026, il format di Sanremo resterà invariato. Il Festival si articolerà in cinque serate. Si inizierà martedì 24 febbraio con l’esibizione di tutti i 30 Big: al voto la Sala Stampa, Tv e Web. Il giorno seguente, spazio a metà dei concorrenti (15), votati in questo frangente dal pubblico tramite il televoto e dalla giuria delle radio. Nello stesso appuntamento, spazio alle Nuove Proposte, suddivise in due semifinali per decretare chi si contenderà il titolo. In questo caso, a differenza dei Big, si esprimeranno tutte e tre le giurie. Identica modalità per quanto riguarda i Big nella serata successiva, giovedì 26, con la performance degli altri 15 artisti in gara. Momento clou sarà la finale per le Nuove Proposte con l’annuncio del vincitore di categoria.

Confermata per il venerdì la serata delle cover, con vincitore apposito come nel 2025. Ciascun Big potrà esibirsi in un brano edito italiano o internazionale insieme a un ospite. La classifica finale non inciderà su quella generale. Nella finale di sabato 28 febbraio saranno eseguite tutte le canzoni dei 30 artisti in gara e potranno votare tutte le giurie, compreso ovviamente il pubblico con il televoto. Il risultato, sommato a quello delle precedenti serate, determinerà la classifica. Seguirà una nuova esibizione con annessa votazione delle prime cinque, annunciate in ordine. Ogni preferenza si sommerà a quelle precedenti per determinare il vincitore.

I 30 Big, le rispettive canzoni e le Nuove Proposte

Sanremo 2026, la guida: cantanti, ospiti, conduttori e canzoni
Elettra Lamborghini al Festival di Sanremo nel 2020 (Ansa).

Invariato anche rispetto allo scorso anno il numero dei cantanti selezionati per il Festival di Sanremo. Come nel 2025, prima del ritiro alla vigilia di Emis Killa, sul palco dell’Ariston saliranno 30 artisti, cui si aggiungeranno i quattro emergenti che gareggeranno fra le Nuove Proposte. Ecco l’elenco ufficiale con le relative canzoni, i cui titolo e tema sono stati annunciati nella finale del contest di Sanremo Giovani.

I 30 Big e le rispettive canzoni

  • ArisaMagica favola
  • Bambole Di PezzaResta Con Me
  • ChielloTi penso sempre
  • Dargen D’AmicoAI AI
  • DitonellapiagaChe fastidio
  • Eddie BrockAvvoltoi
  • Elettra LamborghiniVoilà
  • Enrico NigiottiOgni volta che non so volare
  • Ermal MetaStella stellina
  • Fedez & MasiniMale necessario
  • Francesco RengaIl meglio di me
  • FulminacciStupida sfortuna
  • J-AXItalia Starter Pack
  • LDA & AKA 7evenPoesie clandestine
  • Leo GassmannNaturale
  • LevanteSei tu
  • LuchèLabirinto
  • Malika AyaneAnimali notturni
  • Mara SatteiLe cose che non sai di me
  • Maria Antonietta & ColombreLa felicità e basta
  • Michele BraviPrima o poi
  • NaytPrima che
  • Patty PravoOpera
  • RafOra e per sempre
  • Sal Da VinciPer sempre sì
  • Samurai JayOssessione
  • SayfTu mi piaci tanto
  • Serena BrancaleQui con me
  • Tommaso ParadisoI romantici
  • Tredici PietroUomo che cade

Le quattro Nuove Proposte

  • Angelica BoveMattone
  • Nicolò FilippucciLaguna
  • MazzarielloManifestazione d’amore
  • Blind, El Ma & SonikoNei miei DM

Sanremo 2026, i conduttori di Festival, PrimaFestival e DopoFestival

Sanremo 2026, la guida: cantanti, ospiti, conduttori e canzoni
Carolina Rey, Manola Moslehi ed Ema Stokholma (Imagoeconomica).

Alla conduzione del 76esimo Festival di Sanremo ci sarà, per il secondo anno di fila, Carlo Conti, che ricoprirà anche l’incarico di direttore artistico. Al suo fianco, ci sarà per tutte e cinque le serate della kermesse Laura Pausini, vincitrice dell’edizione 1993 con il brano La Solitudine e per sei volte super ospite fra il 2001 e il 2022. «Ringrazio Laura per aver accettato subito con entusiasmo il mio invito, è un grande onore e una gioia condividere la conduzione del Festival con un’artista e una donna così forte, carismatica e divertente», ha spiegato Conti al Tg1. «Con noi poi si alterneranno ogni sera vari co-conduttori e co-conduttrici con cui animeremo il palco dell’Ariston». Entusiasta anche l’artista. «Sanremo è il mio destino», ha postato sui social. «Il mio sorriso, la mia tentazione, la mia paura. A Sanremo sono nata artisticamente nel 1993 e quest’anno torno orgogliosa e commossa».

Come ogni anno, la kermesse sarà preceduta da una breve striscia nell’access prime time, il PrimaFestival, con interviste inedite nel backstage ai protagonisti e curiosità che accompagneranno i telespettatori alle cinque serate dell’Ariston. Alla guida un trio tutto al femminile: Ema Stokholma, Carolina Rey e Manola Moslehi. Confermato anche il DopoFestival, che andrà in onda alla conclusione della diretta dall’Ariston. A prendere il testimone di Alessandro Cattelan sarà quest’anno Nicola Savino: al suo fianco Aurora Leone dei The Jackal, Enrico Cremonesi e Federico Basso.

Tutti gli ospiti della 76esima edizione del Festival

Sanremo 2026, la guida: cantanti, ospiti, conduttori e canzoni
Max Pezzali in concerto (Ansa).

Oltre alle performance degli artisti in gara, ciascuna delle cinque serate del Festival di Sanremo si arricchirà con la presenza di alcune star dello spettacolo e della musica italiane e internazionali. Il primo super ospite della 76esima edizione della kermesse è Max Pezzali, che si esibirà sul palco della nave da crociera ancorata di fronte alla città dei fiori per l’intera manifestazione. L’ex frontman degli 883 porterà il suo progetto Max Forever – The Party Boat con cui è pronto a far ballare tutta l’Italia al ritmo dei suoi più grandi successi in carriera.

Sanremo 2024, annunciati i co-conduttori delle cinque serate del Festival

Nel corso del Tg1 delle 20, Amadeus ha annunciato i co-conduttori delle cinque serate del Festival di Sanremo 2024. Oltre a Marco Mengoni, che affiancherà il direttore artistico nella prima serata, saliranno sul palco dell’Ariston Giorgia (seconda serata, mercoledì 7 febbraio), Teresa Mannino (terza serata, giovedì 8 febbraio), Lorella Cuccarini (quarta serata, venerdì 9 febbraio) e Fiorello (quinta serata, sabato 10 febbraio).

 

 

Che Tempo Che Fa, Woody Allen ospite domenica 3 dicembre

Fabio Fazio colpisce ancora. Dopo aver portato nel suo studio di Che Tempo Che Fa Beppe Grillo, lontano dalla tivù dal 2014, il conduttore mette a segno un altro colpo annunciando sui social il prossimo ospite. Domenica 3 dicembre, infatti, l’attore e regista Woody Allen parteciperà alla trasmissione per parlare del suo nuovo film Un colpo di fortuna. Scrive su X la pagina ufficiale del programma: «Il quattro volte Premio Oscar Woody Allen questa domenica sarà ospite dell’ottava puntata di #CTCF sul Nove, con il suo ultimo film Un colpo di fortuna».

Un colpo di fortuna al cinema dal 6 dicembre

Presentato fuori concorso all’80° Mostra di Venezia, dove ha ricevuto un caloroso plauso da parte del pubblico e della critica, Un colpo di fortuna (Coup de chance) di Woody Allen arriverà nelle sale italiane il 6 dicembre con Lucky Red. Ambientato a Parigi e girato per la prima volta in lingua francese, questo film è il 50esimo del regista.

È sempre Cartabianca, scontro Sallusti-Berlinguer: «Non mi chiamo Enrica»

Nella puntata di martedì 28 novembre 2023 di È sempre Cartabianca, il programma di Bianca Berlinguer su Rete 4, il clima in studio si è animato per via di uno scontro tra la conduttrice e il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti. Al centro della controversia un errore della giornalista che ha sbagliato il nome di battesimo del suo ospite, chiamato Andrea invece che Alessandro, mossa questa che ha infastidito Sallusti che in tutta risposta ha chiamato la conduttrice Enrica, declinando dunque al femminile il nome del padre, leader scomparso del Partito comunista italiano.

La conduttrice: «Mi chiamo Bianca»

Dopo che Bianca Berlinguer ha chiamato, per sbaglio, il direttore de Il Giornale Andrea Sallusti, lo stesso ha deciso di usare contro di lei la stessa moneta e, appena ne ha avuto la possibilità, l’ha appellata come «Enrica Berlinguer». La padrona di casa ha subito replicato dicendo: «Mi chiamo Bianca, lo trovo veramente sgradevole. Lo considero un grandissimo complimento. Sia molto chiaro, sono molto contenta di essere la figlia di Enrico Berlinguer». Poi di nuovo Sallusti: «Io mi chiamo Alessandro», rimarcando dunque l’errore della conduttrice verificatosi all’inizio della puntata. La palla è ripassata alla Berlinguer che ha detto: «Io mi sono sbagliata, ti ho chiamato Andrea e non con il nome di tuo padre al femminile». Il direttore de Il Giornale ha quindi aggiunto: «La conduttrice di una grande trasmissione non dovrebbe commettere certi errori». La padrona di casa ha poi provato a chiudere dicendo: «Non sono questi gli errori. Lasciamo perdere».

Il clima è rimasto teso per tutta la puntata

Un clima teso che si è protratto durante tutta la puntata e anche durante gli stacchi pubblicitari. A testimoniarlo c’è anche un’altra accusa del giornalista che, in un altro episodio, si è lamentato del fatto che non gli venisse dato il tempo per argomentare le sue ragioni. Così Sallusti con tono adirato nei confronti della Berlinguer: «Se fai una domanda, fai dare una risposta. È mezzanotte meno un quarto, cosa ci sto a fare?».

La chiusura di Avanti Popolo di De Girolamo accelera il ritorno di Giletti in Rai intanto scoppia il caso Coppa Davis

Doveva durare fino a giugno. Invece chiuderà a Natale. Parliamo di Avanti popolo, il programma condotto da Nunzia De Girolamo che ha rappresentato uno dei maggiori flop di questo inizio di stagione di mamma Rai, insieme al Mercante in Fiera di Pino Insegno, che seguirà la stessa sorte. E al suo posto, nella serata del martedì, arriverà Massimo Giletti, con un suo programma di approfondimento e talk, sullo stile di Non è l’arena, chiuso a brutto muso da Urbano Cairo su La7. Al settimo piano di Viale Mazzini la tentazione di spegnere in anticipo Avanti popolo è via via andata crescendo col perdurare dei bassi ascolti: il talk ha mai superato il 3 per cento di share. Nelle ultime due puntate, per esempio, ha fatto il 2,1 per cento (martedì 14 novembre) e il 2,9 per cento (martedì 21).

La chiusura di Avanti Popolo di De Girolamo accelera il ritorno di Giletti in Rai intanto scoppia il caso Coppa Davis
Nunzia De Girolamo (dal profilo Fb).

La crisi di ascolti del martedì sera ha impresso una accelerata al ritorno di Giletti in Rai

Al contempo la tv pubblica aveva avviato una trattativa per il ritorno di Giletti: sarebbe arrivato a gennaio con una serata-evento, e poi a febbraio con una trasmissione tutta sua. Ma la crisi di ascolti del martedì sera ha impresso un’accelerazione al rientro del giornalista torinese. Vale a poco, così, la smentita (si far per dire) dell’amministratore delegato, Roberto Sergio. «Ancora una volta alcuni organi di stampa riportano notizie completamente diverse dalla realtà, frutto di una libera interpretazione. Parlare di ‘chiusure anticipate’ di alcuni programmi è fuorviante. È chiaro che dovremo fare una valutazione anche in riferimento all’andamento dei risultati approfittando della pausa natalizia. Come detto alla presentazione lo scorso luglio, i palinsesti autunnali terminano nel mese di dicembre. Quindi, nessuna chiusura anticipata, come qualcuno ha voluto strumentalmente rimarcare», ha dichiarato il capo azienda. Come a dire: Avanti popolo era solo nel palinsesto autunnale, poi per quello invernale si sarebbero tirate le somme. Ma non è così. Il nuovo talk, come spiegato proprio alla presentazione dei palinsesti a Napoli, era in programma per tutta la stagione: 30 puntate, con un budget di 200 mila euro a serata, per un totale di circa 6 milioni, con la produzione esterna della Fremantle di Lorenzo Mieli e la consulenza di Lucio Presta, manager di De Girolamo. Ma è proprio l’elevato costo a fronte dei bassi ascolti ad aver indotto il vertice Rai a un ragionamento diverso, fino alla decisione di chiudere il programma. La riflessione, dunque, c’è già stata, con una sentenza di condanna.

La chiusura di Avanti Popolo di De Girolamo accelera il ritorno di Giletti in Rai intanto scoppia il caso Coppa Davis
Massimo Giletti (Imagoeconomica).

Il conduttore, dopo la fine burrascosa con La7, avrebbe promesso ai vertici Rai maggior cautela

«Un programma in prima serata di Giletti è l’unico modo per risollevare lo share del martedì sera e competere con Giovanni Floris, Bianca Berlinguer e le Iene. Se si azzecca il programma, Giletti potrebbe addirittura superarli», racconta a Lettera43 una fonte di Viale Mazzini. Giletti, tra l’altro, non essendo di sinistra, gode di un certo sostegno nel centrodestra, soprattutto dalle parti della Lega di Matteo Salvini. L’unico suo difetto, agli occhi dei dirigenti della tv di Stato, è quello di essere ritenuto «incontrollabile». Insomma – erano le perplessità di qualcuno – se inizierà con inchieste che tireranno in ballo leader politici come la nota vicenda di Baiardo-fratelli Graviano-Silvio Berlusconi, sarebbero ulteriori dolori per la Rai meloniana. Ma alla fine s’è deciso di rischiare, anche perché Giletti, memore anche della passata vicenda, avrebbe promesso ai vertici di andarci più cauto. «Su La7 per farsi notare e macinare ascolti ogni domenica doveva spararla sempre più grossa, in Rai ha meno bisogno di tirare la corda», è il ragionamento che si è fatto. Fallisce, dunque, il tentativo di trasformare De Girolamo, ex ministra forzista e parlamentare riciclatasi in tv, come conduttrice di punta dell’informazione Rai, con un programma che, dando voce al “popolo” in studio, avrebbe dovuto mescolare il format dei moderni talk con quello di lontano programma di successo di Gianfranco Funari: A bocca aperta. Ma l’errore, forse, è stato proprio quello di pensare che De Girolamo potesse andar bene per tutto: dalla conduzione leggera di Ciao Maschio (che continuerà, il sabato sera) all’approfondimento politico.

La chiusura di Avanti Popolo di De Girolamo accelera il ritorno di Giletti in Rai intanto scoppia il caso Coppa Davis
Gian Marco Chiocci, direttore del Tg1 (Imagoeconomica).

Al via Far West, l’anti Report di Salvo Sottile, mentre monta il caso Coppa Davis e il mancato spostamento su Rai1

Intanto lunedì sera parte il nuovo programma d’inchieste Far West, su Rai3, condotto da Salvo Sottile, nello spazio che prima era di Report. «Non ci occuperemo di politica. Da noi la politica entrerà solo se sarà funzionale al racconto, altrimenti resterà fuori», ha spiegato lo stesso Sottile venerdì durante la presentazione, insieme al direttore dell’approfondimento Paolo Corsini. Staremo a vedere. Nel frattempo a Viale Mazzini scoppia il caso Coppa Davis. Domenica, infatti, da parte di Rai1, e del Tg1 in particolare, era arrivata al settimo piano la richiesta di spostare la finale della Davis dal secondo canale alla rete ammiraglia. Su Rai2 Jannik Sinner ha raggiunto il 23,4 per cento di share, ma su Rai1, secondo alcuni, avrebbe potuto anche superare il 35 per cento. Il vertice, però, non ha voluto: la Davis è rimasta su Rai2. E a rimetterci è stato proprio il Tg1, superato dal Tg5: 14,3 per cento per l’edizione serale del tg di Gian Marco Chiocci contro il 14,7 per cento del tg del Biscione. Il no al cambio di canale è arrivato dalla direttrice del marketing, Roberta Lucca, ma si sospetta che dietro ci sia la longa manus del dg Giampaolo Rossi, in pessimi rapporti con Chiocci: tra i due è in corso da tempo una guerriglia interna.

Sciopero generale, giornalisti Rai: «L’azienda non segnala ai telespettatori la nostra adesione»

Allo sciopero generale di venerdì 24 novembre, indetto da Cgil e Uil, ha aderito anche una parte del settore tecnico della Rai, che per la giornata di oggi ha rimodulato la propria programmazione a causa d’impossibilità di mandare in onda di alcune trasmissioni. L’Unione sindacale dei giornalisti della Rai (Usigrai), ha rilasciato un comunicato in cui lamenta che l’azienda non avrebbe segnalato ai telespettatori la motivazione dietro alla mancata messa in onda di alcuni programmi.

Il sindacato: «La Rai fa servizio pubblico e deve informare gli utenti dello sciopero»

«La Rai ha scelto di non segnalare ai telespettatori che la mancata messa in onda oggi di alcuni programmi di informazione è dovuta all’adesione di lavoratrici e lavoratori allo sciopero generale indetto da alcune sigle sindacali. Per l’Usigrai si tratta di una scelta incomprensibile perché disorienta i telespettatori che non sono in grado di sapere il motivo della mancata messa in onda, dovuta esclusivamente alla adesione allo sciopero di dipendenti della Rai. La Rai è un’azienda di servizio pubblico e riteniamo abbia il dovere di far sapere agli utenti le ragioni della mancata programmazione dell’informazione o di una rubrica giornalistica a causa di uno sciopero», si legge nella nota del sindacato.

La riposta della Rai

Immediata la risposta dell’emittente pubblica: «L’azienda da parte sua conferma di aver adempiuto a tutte le prescrizioni vigenti in materia di scioperi nei pubblici servizi, e in particolare di aver inserito ad inizio giornata un avviso per gli utenti in cui è stato comunicato che la programmazione della giornata avrebbe potuto subire variazioni a causa di uno sciopero, oltre ovviamente ad aver provveduto a dare ampia informativa preventiva».

Ascolti tv 23 novembre 2023, X-Factor in crescita dopo il licenziamento di Morgan: 3,4 per cento di share

L’effetto Morgan sugli spettatori di X-Factor è diventato evidente solo con la sua assenza. Il licenziamento del giudice pochi giorni prima della puntata del 23 novembre 2023 ha infatti portato un aumento degli ascolti per il talent show condotto da Francesca Michielin, che segna il miglior risultato stagionale: 604 mila spettatori con il 3,4 per cento (689 mila spettatori cumulati considerando on demand, replica e +1). Vince la serata Un Professore 2, in onda su Ra1, con 3 milioni e 530 mila spettatori pari al 19,3 per cento di share.

Gli ascolti tv del 23 novembre 2023

Per quanto riguarda le altre reti, su Canale 5 la prima puntata di Zelig, dalle 21.35 alle 00.25, ha totalizzato 2 milioni e 865 mila spettatori con uno share del 18,2 per cento. Su Rai 2 il film Borg McEnroe ha tenuto incollati allo schermo 370 mila spettatori (2 per cento). Su Italia 1, Le Iene Presentano: Inside ha collezionato 1.003.000 spettatori con il 6,7 per cento. Su Rai 3, Amore Criminale ha segnato 1.092.000 spettatori pari al 5,7 per cento. Su Rete 4 Dritto e Rovescio ha totalizzato una media di 932 mila spettatori (6,4 per cento). Su La7 Piazzapulita ha unito 833 mila spettatori e il 6 per cento. Su Tv8 Cucine da Incubo ha ottenuto 220 mila spettatori con l’1,3 per cento. Sul Nove Gli Stivali di Babbo Natale ha radunato 298 mila spettatori con l’1,6 per cento. Su Rai Movie House of Gucci ha totalizzato 288 mila spettatori con l’1,6 per cento. Su Rai Premium Ballando con le Stelle in replica è stato visto da 127 mila spettatori con l’1,2 per cento.

Antonella Clerici contro Mediaset e la trasmissione di Gerry Scotti: «Sono un po’ incavolata»

Antonella Clerici ha attaccato la Mediaset e si è definita «un po’ incavolata» per la controprogrammazione ricevuta in questi anni e per un programma in particolare, quello di Gerry Sconti dedicato ai bambini. Si tratta di Io Canto Generation, considerato molto simile a The Voice Kids, trasmissione con cui tornerà su Rai1 proprio Antonella Clerici, venerdì 24 novembre. Durante una conferenza stampa negli studi Rai di via Mecenate, a Milano, la conduttrice ha dichiarato: «Sono contenta, come sempre, di fare da apripista a questo genere di trasmissioni, e mi capita ogni volta. Inizio coi bambini e qualcuno mi viene dietro immediatamente. Mi tallona, mi attenziona molto, direi».

Clerici sul programma di Gerry Scotti: «Due cose diverse»

Poco dopo, Antonella Clerici è stata provocata da un giornalista: «Perché non far scontrare Io Canto Generation e The Voice Kids nello stesso giorno?». Lei ha risposto: «Perché no? Non c’è nessun problema per me, io non ho problemi. Gli scontri ci sono sempre e quindi va bene, insomma. Io non mi tirerei indietro mai. Anzi qualche volta andrebbe anche bene». Poi ha smorzato i toni: «Però dico che siamo totalmente due cose diverse, secondo me. Ieri non ho visto la puntata, ma credo che il nostro format sia diverso, internazionale… Insomma è diverso, in comune ci sono solo i bambini che cantano».

L’attacco a Mediaset: «Mi controprogramma il più forte che ha»

E infine, un attacco a Mediaset sulla controprogrammazione di Canale 5. Clerici ha spiegato: «Mi piace che la concorrenza mi controprogrammi moltissimo. Cioè non solo mi attenziona prima, ma mi controprogramma nello stesso giorno con uno dei prodotti più forti che ha e che, come sapete, è il mio amico Paolo Bonolis». Il riferimento è al programma Ciao Darwin. La conduttrice ha continuato: «Non vi nascondo che da una parte, onestamente, questo mi fa un po’ incavolare. Però, allo stesso tempo, mi fa piacere perché vuol dire che siamo bravi e facciamo un buon lavoro. Ci tengono, perché vincere contro il nulla è molto facile, però provare a lottare controprogrammati come siamo noi dà una certa soddisfazione. In qualunque modo vada a finire, noi ce la mettiamo tutta».

X Factor, l’effetto Morgan non si è mai visto sugli ascolti

«Lascio che le cose mi portino altrove». Una canzone, una profezia. Per lo meno per il suo (cant)autore, Morgan. Poco rilevante discograficamente da anni, ma spesso sulla bocca di tutti per le sue uscite mediatiche, l’ex frontman dei Bluvertigo è fresco fresco di licenziamento (anche se il comunicato parla di interruzione di collaborazione) da X Factor, a stagione in corso. La decisione, si legge nella nota Sky, è arrivata dopo «una valutazione fatta a seguito di ripetuti comportamenti incompatibili e inappropriati, tenuti anche nei confronti della produzione e durante le esibizioni dei concorrenti, e delle numerose dichiarazioni susseguitesi anche in questi giorni».

Tra i ripetuti comportamenti incompatibili e inappropriati ci sono le reazioni poco politically correct della puntata andata in onda il 16 novembre durante la quale gli scazzi tra i giudici, anche a telecamere spente (come si vede da alcune riprese fatte dagli spettatori in platea), hanno del tutto oscurato i concorrenti che sembrano già destinati a uno speciale di Chi l’ha visto condotto da Federica Sciarelli. Puntata che, però, è stata il Live meno visto della 17esima edizione del talent con un misero 2,4 per cento di share e 433 mila persone all’ascolto.

Il ritorno di Morgan a X Factor non ha aiutato gli ascolti

Un dato inferiore addirittura alla media (2,58 per cento) della stagione andata in onda nel 2021, la più sfortunata secondo l’Auditel. D’altronde X Factor, l’abbiamo detto, da tempo non regala più grandi emozioni né a livello di ascolti né a livello discografico. È dal 2018 che la platea media è sotto al milione. E dall’anno precedente che il 5 per cento non viene superato. La scelta di riportare Morgan, e tutte le polemiche che lo accompagnano (compresa quella di inizio stagione, per un insulto omofobo durante un suo concerto), dietro al bancone dei giudici a nove anni da un addio pieno di rancore da parte del cantautore (rimpiazzato nella pratica con Manuel Agnelli) aveva lo scopo di dare una spintarella ai numeri. Ma così non è stato, per lo meno finora, in attesa dei risultati della replica del mercoledì su Tv8 della puntata della rottura definitiva.

Nell’ordine, durante l’ultima apparizione di Morgan prima sono arrivate le critiche alla produzione che avrebbe tentato di sabotarlo, poi lo scontro con Dargen D’Amico, quindi quello con Ambra (ripreso dalla platea e diventato virale). Ma c’è stato spazio anche per Francesca Michielin, vittima di una battuta che per molti sui social e sui giornali è stata un atto di bullismo. Battuta alla quale la conduttrice ha risposto con un’espressione del viso diventata meme. Infine, l’attacco a Fedez: «Vuoi farmi da psicologo? Ah no, sei troppo depresso». Uscita infelice che il rapper ha incassato con classe: «Ti ringrazio per aver fatto notare con tatto che soffro di depressione».

Morgan potrebbe non essere sostituito dietro il bancone di X Factor

Una volta finita la diretta il passo indietro, con Morgan che sui social ha spiegato di aver fatto solo una battuta: «Più nei miei confronti che nei suoi. Ho una lunga storia di depressione, sia personale che familiare. Non si creda che abbia voluto colpire l’ammalato, non voglio offendere nessuno. Per me è importante riferirmi alla depressione per la mia storia personale. Mio padre a 46 anni si è tolto la vita perché ha avuto una crisi depressiva, se l’avessimo chiamata depressione forse sarebbe ancora qui». Ma, a quanto pare, non è bastato. Così X Factor 17 ha perso un giudice che lascia orfano il gruppo degli Astromare e che potrebbe non essere sostituito (peccato! Pensate all’hype che avrebbe creato l’arrivo di Bugo dopo il loro travagliato duetto a Sanremo 2020).

La replica: «Mi stanno diffamando. Prendete i popcorn, gente»

Nel frattempo, la voce di Altrove ha risposto. Prima con la frase: «L’editto satellitare è stato emanato» postata sui social. Poi con un’intervista a Repubblica. «Sto studiando la tutela nel caso di licenziamento discriminatorio e illegittimo di un lavoratore», ha annunciato. Secondo Morgan, Sky avrebbe compiuto un illecito cacciandolo (per ora solo a voce) senza una ragione. E sui comportamenti incompatibili e inappropriati è arrivata una specie di minaccia: «Mi stanno diffamando. Una calunnia. Non la passano liscia. Prendete i popcorn, gente». Quindi addirittura il paragone con Enzo Biagi mandato via dalla Rai sotto il governo Berlusconi: «È esattamente come l’editto bulgaro. E questo accade perché sono andato a scompigliare gli interessi di una lobby allucinante, perché bisogna sapere che dentro X Factor c’è una squadra che si è impossessata del meccanismo, una combriccola i cui protagonisti si firmano le canzoni uno con l’altro. Io, lì, sono visto come uno che rompe i progetti, sono tutti connessi. La mia testa l’hanno chiesta tutti».

Morgan ha accusato Fedez di aggressione dietro le quinte

E ancora: «Dietro le quinte sono successe cose contro di me, con la presenza di altre persone e delle telecamere». Quindi la bomba contro Fedez: «Mi ha detto cose orrende e diffamanti, mi ha aggredito mentre ero in camerino con mia figlia di tre anni, che ho dovuto abbracciare per tranquillizzarla, con lui che batteva i pugni sulle pareti dicendo che i depressi si sarebbero tutti scagliati contro di me, e ha chiesto il mio licenziamento urlandomi pezzente davanti a tutti. Gridava come un pazzo, faceva accapponare la pelle». Secondo Morgan sarebbero stati gli altri a provocarlo sin dalla prima puntata: «Un’inimicizia pazzesca, bullismo puro», ha concluso.

Sanremo, Amici, X Factor: tutte le volte in cui Morgan è stato allontanato

Nulla di nuovo per la narrativa a cui Morgan ci ha abituati negli anni quando chiude in modo polemico un’esperienza lavorativa. La colpa è sempre stata di qualcun altro. O di qualche potere che aveva interesse a farlo fuori. Il riferimento non è certo all’ingiusta squalifica da Sanremo 2010 dopo che in un’intervista pre festival si era un po’ sbottonato sul tema delle droghe pesanti. Ma, per esempio, a quella avvenuta 10 anni dopo, praticamente in diretta sul palco dell’Ariston dove l’artista aveva deliberatamente sabotato la sua partecipazione in duetto con Bugo per alcune tensioni con quest’ultimo e il suo team.

Qualche mese dopo venne cacciato dal panel dei giudici di Sanremo Giovani a causa delle accuse che aveva mosso alla produzione e ad Amadeus, reo di non averlo selezionato tra i big dell’edizione 2021 della kermesse. Non gli era andata meglio nemmeno alla corte di Maria De Filippi che nel 2017 l’ha rimosso dal ruolo di direttore artistico di una delle squadre di Amici dopo i problemi avuti con produzione e allievi. Insomma: non importa la rete, non importa il contesto, sono tutti sempre e comunque contro di lui.

Sinner-Djokovic, la finale delle Atp Finals in diretta su Rai 1: come cambia il palinsesto

La finale delle Atp Finals tra Jannik Sinner e Novak Djokovic verrà trasmessa in diretta su Rai 1 e non su Rai 2 come originariamente previsto. Così ha deciso Viale Mazzini vista l’importanza del match e l’impresa del tennista italiano, primo nella storia del torneo ad arrivare così in alto. Il palinsesto dell’ammiraglia verrà quindi modificato, con Domenica In che andrà in onda regolarmente fino alle 17.15 e Da noi… a ruota libera che terminerà alle 17.55 (invece che alle 18.45).

Saltano Reazione a Catena e Affari tuoi per lasciar spazio alla finale delle Atp Finals

Dopodiché il testimone passerà alla diretta dal PalaAlpitour di Torino, con la telecronaca di Marco Fiocchetti supportato in postazione di commento tecnico da Adriano Panatta. Saltano dunque Reazione a Catena e, con ogni probabilità, Affari Tuoi. Anche se tutto dipenderà dalla durata della gara. Il Tg1 dovrebbe andare in onda al termine della partita mentre resta confermata la trasmissione della fiction Lea – I nostri figli.

La decisione dopo i buoni ascolti delle partite precedenti

Il cambio di programmazione è stato deciso anche sulla base dei buoni dati di ascolto registrati dai match giocati da Sinner. Su Rai 2 la semifinale contro il tennista russo Medvedev ha tenuto davanti ai televisori 2 milioni e 370 mila spettatori (18.3 per cento di share). Su Sky Sport la stessa gara ha registrato 819 mila teste con un 5.4 per cento di share. Complessivamente, considerando quindi sia gli ascolti Rai che quelli Sky, si parla di oltre 3 milioni di persone sintonizzate. La partita contro il danese Rune fu seguita da 2 milioni e 581.000 spettatori su Rai 2 e 653 mila su Sky.

Amici di Maria De Filippi, analisi di un format sempre uguale a se stesso e garanzia di successo

Nulla cambi, perché tutto resti uguale. Sembra che i tempi del Gattopardo, almeno in televisione, siano passati. Perché se Tomasi di Lampedusa elevava a statuto di classico il concetto del gattopardismo, appunto un cambiamento apparente ed esteriore atto a lasciare che tutto rimanga immutato, Maria De Filippi, che della televisione contemporanea e volendo anche di quella del passato prossimo è regina incontrastata, ha stabilito che lasciare tutto com’è è il miglior modo per continuare a raccogliere risultati a dir poco incredibili, anche perché nel mentre tutto intorno a lei sembra sia arrivata l’apocalisse. Basta guardare a quel che succede nel programma Amici, talent in onda su Canale 5 ormai da tempo immemore: quella che sta scaldando i motori in queste settimane è l’edizione numero 23, se si contano anche le varie sfumature come Saranno famosi, Amici di Maria De Filippi e affini, una specie di standard che, a differenza di quanto succede nel jazz, non prevede né improvvisazioni né variazioni, ma la pedissequa riproposizione del sempre uguale a se stessa.

Molti concorrenti di Amici destinati al dimenticatoio

Cambiano giusto i nomi dei concorrenti, che spesso essendo solo nomi si ripropongono pure, ma come se Maria De Filippi fosse il colonnello Lobanovskij, mitico allenatore della nazionale sovietica quando ancora esisteva l’Urss, ideatore del calcio totale un attimo prima che questo divenisse pop per piede di Johan Cruijff e i suoi colleghi olandesi: i vari ruoli restano sempre gli stessi, portati a casa eseguendo ordini precisi, senza uscire dai binari e, ahiloro, con un destino segnato e molto spesso infelice, il dimenticatoio lì dietro l’angolo per la stragrande maggioranza dei concorrenti.

C’è quindi la ragazza che canta, caruccia di viso, voce limpida e potente, che però è totalmente o quasi priva di empatia. C’è il ragazzo ribelle, che fa perdere la testa alle colleghe concorrenti e a buona parte del pubblico femminile da casa. C’è qualcuno che ha già un piccolo fan club, perché magari ha già mosso i primi passi dentro un altro talent – X Factor – senza incontrare fortuna, o perché è passato da Sanremo Giovani o dal mercato, sempre e comunque in necessità di passare da Maria per avere su di sé qualche istante di celebrità. C’è, spesso ma non sempre, un vincitore predestinato, che non necessariamente poi sarà quello a avere maggior successo fuori di lì: ricordiamo che Amici non è solo un programma rivolto al canto, ma anche al ballo – chi scrive nulla sa di ballo e nulla vuole sapere – anche perché il successo, ultimamente, a chi passa da Amici arriva un po’ dopo esserci passato, e se così non è risulta solo perché il cammino verso quelle vette era già stato intrapreso da tempo.

Elodie e Annalisa, il successo dopo essersi lasciate il talent alle spalle

Penso, a tal proposito, a quel che è accaduto a Irama, arrivato da Maria dopo essersi abbondantemente messo in evidenza, a Sanremo come nel mercato, o a Gaia, anche lei già vista: suo un secondo posto a X Factor, l’apertura di un tour per Giorgia, alcuni  brani che erano anche passati per radio. Ma penso soprattutto alle due regine incontrastate del mercato pop femminile del momento. No, non sto parlando di Emma e Alessandra Amoroso, che sembrano ancora molto, se non troppo attaccate al cordone ombelicale che le lega a Maria De Filippi, l’una ora a girare per piccoli club con la scusa del “stiamo vicini vicini”, l’altra ferma al palo dopo la nota vicenda del video sfottò su TikTok. Parlo di Elodie e Annalisa, due non vincitrici di Amici – nelle loro edizioni hanno vinto rispettivamente tale Lele e Virginio, oggi autore di Laura Pausini -, artiste che hanno sì ottenuto il successo mainstream, ma lo hanno ottenuto dopo essersi lasciate Amici alle spalle, definitivamente, un po’ come del resto è successo a Marco Mengoni o ai Maneskin rispetto a X Factor.

Amici di Maria De Filippi, analisi di un format sempre uguale a se stesso e garanzia di successo
Annalisa (Getty).

Angelina Mango, oggi una delle più amate sulla scena pop

Per certi versi, sempre attenti a non brindare prima della mezzanotte, penso anche ad Angelina Mango, anche lei approdata a Amici quando già era sul mercato, ma grazie a Amici, lei sì, esplosa con Ci pensiamo domani, oggi come oggi una delle artiste più amate sulla scena pop, anche lei non vincitrice dell’ultima edizione (stesso copione di Sangiovanni, a sua volta già attenzionato, esploso subito essere uscito di lì e oggi un po’ appannato).

La categoria ormai fissa dei “figli di”

Angelina Mango, che è un vero talento, è per altro appartenente a un’altra categoria ormai fissa nel copione, quella dei figli di: lei del mai abbastanza compianto e celebrato Pino Mango, oltre che della strepitosa voce post Antonella Ruggero dei Matia Bazar, Laura Valente. L’anno prima c’era Lda, a sua volta talentuoso figlio di Gigi D’Alessio, quest’anno tale Holden, figlio di Paolo Carta, meglio noto come Mr Pausini, in quanto compagno di Laura.

Spariti Antonino, Sergio Sylvestre, Deborah Iurato, Moreno…

Perché Amici è una piece teatrale che va in replica con un copione fisso, e quando una piece funziona (Amici è un programma televisivo, non una agenzia di scouting) cambiarla in corsa sarebbe come rinunciare a un successo assicurato, forse addirittura darsi direttamente la zappa sui piedi. Quindi via di gare, amori, amicizie, pianti e critiche durissime ricevute sul campo, la voce neutra di Maria a riportare il tutto nell’alveo del nazional popolare, la carriera musicale è qualcosa di serio che si costruisce con sudore e fatica, ma alla fine arriva il successo. Poco importa allora se, su qualche centinaio di concorrenti passati da quelle parti, molti dei vincitori compresi, poco o nulla è rimasto a livello di percezione del pubblico: si pensi a nomi che sembravano destinati a fare sfaceli – che so? – Antonino, Sergio Sylvestre, Deborah Iurato, Moreno, ma anche gli stessi The Kolors, campioni di ascolti questa estate, ma per aver azzeccato una canzone come Italo Disco quando ormai la loro vittoria a Amici era stata quasi dimenticata e la loro carriera sembrava sulla via del declino.

Marco Carta, Valerio Scanu e Denis Fantina bruciati

Si pensi a Andrea Urso, Gerardo Pulli, Marco Carta, riemerso recentemente solo per faccende inerenti alla cronaca, Valerio Scanu, passato dal fare Anna Oxa a Tale e quale show a essere sparito dagli orizzonti, eccenzion fatta per i giornali di cronaca rosa, questo dopo aver contribuito a diventare memabile l’inciso «a far l’amore in tutti i luoghi, in tutti i laghi», in verità del talentuoso cantautore PierDavide Carone. Via via si arriva fino a Denis Fantina o Giulia Ottonello, per non dire di chi non ha vinto. Troppi nomi bruciati come meduse lasciate su un sasso sotto il solleone.

Rimane la compagnia di giro dei coach

Quello che rimane, per citare un romanzo di Paula Fox, è la compagnia di giro dei coach, e chi avrebbe anche sognato che un giorno su quelle poltrone si sarebbero seduti artisti come Elisa o J-Ax, per dire. Oggi invece abbiamo Lorella Cuccarini a vedersela con i miracolati Rudy Zerbi e Anna Pettinelli. È rimasta anche la compagnia dei giornalisti con paletta in mano, rinominati in Rete «gli amici a quattro zampe», a ragione, tutti a beneficiare della luce dei riflettori, oltre che del bacio benevolo di Maria, nostra Signora della televisione. Nulla cambi perché tutto resti uguale, tanto gli ascolti ci saranno e l’anno prossimo ci troveremo qui a dire le stesse cose sulla 24esima edizione.

Circeo stasera su Rai 1: trama, cast e anticipazioni sulla miniserie

Stasera 14 novembre 2023 andrà in onda la miniserie Circeo, su Rai 1 alle ore 21.35. È diretta da Andrea Molaioli, prodotta da Cattleya in collaborazione con Rai Fiction, Paramount Television International Studio e Paramount+ e scritta da Flaminia Gressi, Lisa Nur Sultan e Viola Rispoli. Le puntate verranno trasmesse il 14, il 21 e il 28 novembre in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. La serie racconta il massacro avvenuto a Roma nel 1975 e il processo che ne seguì.

Circeo: trama e cast della miniserie in onda da stasera 14 novembre su Rai 1

Il 29 settembre 1975, nel quartiere popolare della Montagnola a Roma, due giovani ragazze, Donatella Colasanti (interpretata da Ambrosia Caldarelli) e Rosaria Lopez (Adalgisa Manfrida), si preparano per uscire con dei ragazzi provenienti da famiglie agiate di Roma. Ignorano che alcuni di loro hanno un passato criminale e non possono immaginare che l’uscita si trasformerà in un terribile incubo. Le due ragazze vengono infatti sequestrate, picchiate e violentate per diverse ore in una villa al Circeo. Alla fine, vengono rinchiuse nel bagagliaio di un’auto perché si crede siano morte. La mattina del primo ottobre, le due ragazze vengono ritrovate in un’auto abbandonata a viale Pola, a Roma, avvolte in alcune coperte. Una di loro è deceduta, mentre l’altra, Donatella, è ancora viva. La notizia dell’atroce crimine al Circeo scuote l’Italia e il processo successivo è ampiamente coperto dai media nazionali. Donne provenienti da ogni parte del Paese si presentano al Tribunale di Latina per sostenere Donatella e assicurarsi che gli aggressori vengano condannati all’ergastolo. Da questo momento, Donatella diventa un simbolo del movimento femminista, poiché la sfida è quella di cambiare la mentalità di un Paese in cui lo stupro non è considerato solo un crimine contro l’individuo, ma anche un’offesa alla morale pubblica. A difendere Donatella c’è Teresa Capogrossi (personaggio di fantasia interpretato da Greta Scarano), una giovane e ambiziosa avvocata che inizialmente lavora per il rinomato penalista Fausto Tarsitano (interpretato da Enrico Ianniello) e successivamente per Tina Lagostena Bassi (interpretata da Pia Lanciotti), attiva in prima linea per la riforma della legge sulla violenza sessuale.

Circeo stasera su Rai 1: lo sguardo femminile della storia

Andrea Molaioli, nelle note di regia, spiega che «questa storia ci racconta un’epoca, ma ci riporta continuamente al presente perché la cultura che ha alimentato quella violenza o altre simili è oggi tutt’altro che debellata e perché le conquiste sociali e civili che sono state raggiunte nel tempo vanno strenuamente difese anche con l’uso della memoria e della conoscenza della storia. Ci aiuta a ricordare di puntare sempre i riflettori verso i responsabili e non, come purtroppo ancora oggi spesso accade, verso chi la violenza la subisce».

Circeo stasera su Rai 1: le anticipazioni

La serie spazia dal delitto avvenuto il 29 settembre 1975 fino al processo di secondo grado nell’ottobre 1980, coprendo gli eventi cruciali del percorso di Donatella Colasanti. Da una giovane anonima di periferia diventa una vittima che, suo malgrado, domina le prime pagine dei giornali. Successivamente, si trasforma in un’icona del movimento femminista e, infine, in una donna consapevole che rivendica la libertà di essere se stessa, con tutti gli errori compresi. La televisione e i giornali fungono da sfondo, narrando le mode, i gusti e gli eventi dell’epoca. La serie mescola la severità e la crudezza del massacro e del processo con il desiderio di leggerezza di una ragazza che non si arrende al ruolo di vittima, ma desidera vivere appieno, ascoltare musica, ballare e innamorarsi come le sue coetanee.

Blade Runner 2049 stasera su Rai Movie: trama, cast e curiosità

Stasera 14 novembre 2023 alle ore 21.20 andrà in onda il film Blade Runner 2049 sul canale Rai Movie. Il regista è Denis Villeneuve mentre la sceneggiatura è stata scritta da Hampton Fancher e Michael Green. Nel cast ci sono Ryan Gosling, Harrison Ford, Ana de Armas, Jared Leto e Robin Wright.

Blade Runner 2049 è il film che andrà in onda questa sera su Rai Movie, ecco trama, cast e curiosità della pellicola.
Una scena con Ryan Gosling (X).

Blade Runner 2049, trama e cast del film stasera 14 novembre 2023 su Rai Movie

La trama racconta la storia dell’Agente K (Ryan Gosling) un blade runner, un cacciatore di androidi, incaricato di indagare sulla società Wallace. Quest’ultima è riuscita a fare fortuna ereditando le tecnologie della Tyrell, multinazionale che era stata messa al bando dopo che gli androidi prodotti si erano ribellati ai padroni. A capo della Wallace c’è il misterioso Neander Wallace (Jared Leto) un uomo enigmatico che nasconde i suoi veri scopi.

Nel corso delle sue indagini, K scoprirà alcuni segreti che erano stati nascosti e cercherà di far luce sul caso degli androidi messi al bando. Per questa ragione, il suo percorso lo porterà a fare la conoscenza di Rick Deckard (Harrison Ford) un blade runner ritirato che ora vive in solitudine, lontano dalla città. I due stringeranno un’alleanza ma dovranno guardarsi le spalle perché la loro vita potrebbe essere in pericolo.

Blade Runner 2049, 5 curiosità del film stasera 14 novembre 2023 su Rai Movie

Blade Runner 2049, una scelta diversa per un personaggio

Il regista Denis Villeneuve voleva offrire il ruolo di Niander Wallace al cantante David Bowie. Purtroppo, 6 mesi prima delle riprese, l’artista morì. Al suo posto venne ingaggiato Jared Leto, anche lui una rockstar, visto che fa parte della band Thirty Seconds to Mars.

Blade Runner 2049, una versione definitiva del film

L’originale Blade Runner del 1982 diretto da Ridley Scott è stato rilasciato nel corso degli anni in tre versioni differenti. Quando è stato interrogato in merito a questa possibilità per il suo film, Denis Villeneuve ha dichiarato che non esistono altre versioni di Blade Runner 2049. In realtà, il regista in un primo momento aveva realizzato una pellicola di 4 ore e la produzione pensava di farla uscire in due parti. Tuttavia, dopo alcuni test, i dirigenti si resero conto che sembravano due capitoli diversi e non collegati, così Villeneuve decise di accorpare in un’unica versione il tutto.

Blade Runner 2049, la descrizione di Ryan Gosling del futuro del film

Il regista Denis Villeneuve ha spiegato che il futuro che si vede nella pellicola è una realtà alternativa dove non esiste la Apple. L’attore Ryan Gosling ha poi aggiunto che nell’universo di Blade Runner Steve Jobs non è mai esistito e le aziende tecnologiche si concentrano sulle funzionalità dei prodotti, non sull’aspetto estetico.

Blade Runner 2049 è il film che andrà in onda questa sera su Rai Movie, ecco trama, cast e curiosità della pellicola.
Una scena del film (X).

Blade Runner 2049, la location principale per le riprese

Gran parte delle riprese si sono svolte a Budapest, in Ungheria. Ecco perché nel film è possibile sentire qualcuno che parla ungherese. Tuttavia, alcune scene sono state girate in altre location: il rifugio di Deckard per esempio, si trova nelle vicinanze della città di Siviglia.

Blade Runner 2049, gli incassi non esaltanti

Il film secondo il portale Box Office Mojo ha incassato circa 270 milioni di dollari al botteghino. Si tratta di un risultato che ha deluso la produzione che ha speso per la realizzazione del progetto circa 180 milioni di dollari. Il regista Villeneuve e il produttore esecutivo Ridley Scott hanno affermato che lo scarso successo al botteghino è dovuto al ritmo del lungometraggio, troppo lento per intrattenere i più giovani.

Pino Insegno condurrà Reazione a catena al posto di Marco Liorni?

È già stata ribattezzata la exit strategy della Rai. Pino Insegno, attuale conduttore de Il mercante in fiera su Rai 2, dopo essere stato escluso dalla conduzione de l’Eredità, potrebbe condurre Reazione a catena al posto di Marco Liorni.

La serata evento per i 70 anni della Rai e il programma su Rai Radio 1

In base a quanto riferito dall’Ansa, Insegno dovrebbe chiudere la sua esperienza con Il mercante in fiera il prossimo 18 dicembre. La trasmissione ha registrato bassi ascolti, intorno alla media del 2 per cento di share, con la Rai che ha deciso per la rimozione del conduttore. Insegno ha però un contratto con la tv di Stato fino al 2025 e le annunciate ripercussioni da parte del suo agente avrebbero spinto l’emittente pubblica a un immediato ricollocamento. Ecco dunque che da giugno a dicembre 2024 potrebbe essere alla guida di Reazione a catena, format tra l’altro già condotto tra il 2010 e il 2013. Sempre da gennaio, dovrebbe partecipare a una serata evento per i 70 anni della tv di Stato e avrà anche un programma radiofonico su Rai Radio 1. Per quanto riguarda Reazione a catena, se andasse in porto Pino Insegno sostituirà Marco Liorni che conduce il format dal 2019. Per quest’ultimo potrebbero ora aprirsi le porte de L’Eredità, il cui avvio è previsto il 2 gennaio.

Pino Insegno chiude la campagna elettorale delle Presidenziali 2022 con Giorgia Meloni
Pino Insegno chiude la campagna elettorale delle Presidenziali 2022 con Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

«Se fossimo amici della Meloni nessuno ci avrebbe tolto L’Eredità»

La posizione di Pino Insegno in Rai è sempre stata molto criticata dall’opinione pubblica per via dell’amicizia che lega l’attore e doppiatore alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Proprio lui, tra l’altro, aveva chiuso la campagna elettorale della leader di Fratelli d’Italia prima delle Politiche del 2022, finendo al centro di una grande polemica. Secondo i denigratori, Insegno avrebbe ricevuto la conduzione di programmi in Rai solo perchè vicino alla oremier, tesi però smentita dal suo agente Diego Righini: «C’è stato un accanimento nei suoi confronti. Se fossimo amici della Meloni nessuno ci avrebbe tolto L’Eredità».

Gli ascolti di Fazio, la beffa di Soldi e l’abissale differenza tra Rai e Discovery

Si parla molto di Fabio Fazio, dei suoi ascolti record che ogni volta sono un colpo al cuore per la Rai che se lo è lasciato scappare con tanto di dileggio da parte della destra al governo (Il «Belli ciao», con cui il sempre tempestivo Matteo Salvini aveva commentato l’addio del conduttore), del fatto che il suo sbarco a Discovery ha reso ancora più lampante come dopo Mediaset il network americano sia diventato un temibilissimo competitor di viale Mazzini. Ironia della sorte, per una decina d’anni prima di diventare presidente della tivù di Stato il numero uno di Discovery era Marinella Soldi. Si intuisce che la manager non abbia portato nulla di quell’esperienza dentro la Rai. O perché ha perso il tocco felice o per convenienza, preferendo gli agi dell’incarico al caos e alla deriva di vecchi e nuovi programmi imbolsiti dal logorio del tempo e della politica. Sta di fatto che Soldi, nel 2023, ha accettato di entrare nel board della Bbc, oasi felice che la distoglie dalla triste realtà della Rai: a ben guardare, è come se Urbano Cairo entrasse nel cda di Gedi, totalmente illogico e con un vago sentore di conflitto di interessi.

Gli ascolti di Fazio, la beffa di Soldi e l'abissale differenza tra Rai e Discovery
Marinella Soldi (Imagoeconomica).

Non basta Fiorello, la stagione è già un imbarazzante flop

Ma in questa Rai a trazione meloniana l’illogico sembra essere la regola che presiede alle decisioni. Si dirà che viale Mazzini è sempre stata permeabile ai cambi di maggioranza, che il governo di tutti i colori ne hanno fatto strame senza eccezioni, piazzando senza ritegno i loro protetti. Però stavolta si è passato il segno, e la Rai ha toccato talmente il fondo che sarebbe arduo per chiunque fare peggio. Abbandonata l’idea del servizio pubblico, dismessa ogni voglia di fare sperimentazione inventandosi nuovi programmi (in questo siamo ancora a rimpiangere brillanti intuizioni e i format di Angelo Guglielmi), incapace di stare al passo con i tempi – ci sono conduttori che oramai hanno assunto il sembiante di mummie egizie – la tivù pubblica si è limitata a infarcire di talk i palinsesti e inventarsi spin off di trasmissioni per far posto alla sempre più nutrita cerchia di protégé dei partiti al governo, ingrossando contratti e numeri in rosso. Ma così si va a sbattere, e non basta il solito Fiorello per salvare una stagione che è appena partita ma già si preannuncia un’imbarazzante débâcle.

A Discovery pensano al prodotto e fanno sperimentazione

In Rai si servono strapuntini agli amici dei potenti, mentre a Discovery pensano al prodotto e fanno sperimentazione. Guardandosi bene dal cullarsi solo sui successi di Fazio o del collaudato Maurizio Crozza. Basterebbe citare i due più recenti programmi, Questa cassa non è un albergo, irresistibile situation comedy noir sulle peripezie della famiglia Taffo, o Case a prima vista che ha lanciato nel firmamento tivù la stella Ida Di Filippo, agente immobiliare con istrioniche doti attoriali degne della miglior commedia napoletana, per misurare la differenza tra una tivù che guarda al prodotto e una che si limita alla zelante servitù dei suoi dante causa. Unico neo di Discovery, siccome l’aumento dello share si traduce in quello degli introiti pubblicitari, è che il network sta sempre più diventando un palinsesto di spot interrotto da ottimi programmi. D’accordo che non si può avere tutto, ma fossi nei loro dirigenti cercherei un più equo bilanciamento tra le esigenze della cassa e quelle dello spettatore.

La volta buona con Caterina Balivo: ospiti e anticipazioni del 14 novembre 2023

Martedì 14 novembre 2023 a La volta buona, il programma di Rai 1 in onda dalle 14.00 alle 16.00 e condotto da Caterina Balivo, come sempre tanto divertimento, attualità e storie di gente comune. Tra gli ospiti presenti nel salotto della conduttrice ci sono Aldo Cazzullo e le vincitrici di The Voice Kids Melissa Agliottone e Ranya Moufd.

Aldo Cazzullo: biografia e carriera

Giornalista e scrittore, Cazzullo ha iniziato a lavorare a La Stampa nel 1988 e 10 anni dopo si è trasferito a Roma. Dal 2003 ha cominciato a lavorare al Corriere della Sera come inviato speciale ed editorialista, diventando nel 2022 vicedirettore ad personam. Ha raccontato i principali avvenimenti italiani e internazionali degli ultimi 30 anni oltre ad aver intervistato numerosi personaggi famosi del mondo dello sport, della politica e dell’arte. Ha scritto numerosi libri sulla storia e l’identità italiana come Viva l’Italia! (2010), Basta piangere! (2013), Possa il mio sangue servire (2015) e tra gli ultimi Mussolini il capobanda – Perché dovremmo vergognarci del fascismo (2022) da cui è tratto lo spettacolo Il Duce delinquente con Moni Ovadia e Giovanna Famulari. Dal 10 gennaio 2017 è titolare della rubrica delle lettere del Corriere della Sera e nel 2020 ha pubblicato A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia, incentrato sul racconto dell’Inferno con riflessioni dell’attualità. Dal 14 settembre 2022 conduce su La7 il programma di approfondimento storico Una giornata particolare. Per quanto riguarda la vita privata, dal 1998 è sposato con Monica Maletto e dal loro amore sono nati Francesco e Rossana che insieme al padre hanno scritto il libro Metti via quel cellulare.

Ospiti di La volta buona con Caterina Balivo, oggi 14 novembre 2023, Aldo Cazzullo e le vincitrici di The Voice Kids Melissa Agliottone e Ranya Moufd
Aldo Cazzullo e le vincitrici di The Voice Kids, Melissa Agliottone e Ranya Moufd.

Chi sono le vincitrici di The Voice Kids

The Voice Kids è uno dei programmi di Rai 1 in onda dal 4 marzo 2023 in prima serata, dedicato ai piccoli prodigi del canto. Si tratta dello spin-off di The Voice of Italy, andato in onda su Rai 2 dal 2013 al 2019, in cui i concorrenti erano tutti adulti. I piccoli cantanti si esibiscono davanti a una giuria di quattro coach seduta su delle poltrone rosse con un pulsante davanti e completamente di spalle al cantante. I giudici non sono così condizionati dall’aspetto fisico del concorrente ma soltanto dalla voce, unico elemento utile per far premere il pulsante e far girare uno o più coach, facendo entrare il concorrente nel proprio team. I partecipanti di The Voice Kids hanno tutti dai sette ai 14 anni. La prima edizione è andata in onda per due puntate con la conduzione di Antonella Clerici. I coach sono stati i Ricchi e Poveri, Loredana Bertè, Clementino e Gigi D’Alessio. Il vincitore è stato scelto attraverso il voto del pubblico in sala e a trionfare è stata Melissa Agliottone del team Loredana Bertè, seguita da Ranya Moufd. La seconda edizione del programma, con Arisa new entry tra i giudici, che va a sostituire i Ricchi e Poveri, è previsto su Rai 1 in prima serata da venerdì 24 novembre 2023 per un totale di cinque puntate.

2012 stasera su Tv8: trama, cast e curiosità

Stasera 14 novembre 2023 andrà in onda il film 2012 sul canale Tv8 alle ore 21.30. Il regista è Roland Emmerich che si è occupato di scrivere anche la sceneggiatura in collaborazione con Harald Kloser. Nel cast ci sono diversi attori famosi come John Cusack, Chiwetel Ejiofor, Danny Glover, Woody Harrelson, Amanda Peet e Thandiwe Newton.

Stasera andrà in onda il film 2012 sul canale Tv8, ecco trama, cast e curiosità della pellicola catastrofica.
Woody Harrelson in una scena (X).

2012, trama e cast del film stasera 14 novembre 2023 su Tv8

La trama racconta gli eventi che portano a un grande cataclisma in grado di eliminare ogni traccia di vita umana sulla Terra. Nel 2009 lo scienziato Adrian Helmsley (Chiwetel Ejiofor) scopre che a causa di alcune tempeste solari il clima sul pianeta si sta pian piano modificando e una catastrofe potrebbe accadere da un momento all’altro. I potenti del globo si preparano al peggio e accettano di costruire delle tecnologiche arche di Noè che potranno salvare solo una piccola parte della popolazione. Gran parte dell’umanità viene tenuta all’oscuro fino al 2012, quando un uomo di nome Charlie Frost (Woody Harrelson) comunica le sue strampalate teorie sulla fine del mondo sempre più vicina.

Nel 2012 anche lo scrittore di fantascienza e autista di limousine Jackson Curtis (John Cusack) scopre che qualcosa di grosso sta per succedere, quando si reca a Yellowstone con la famiglia e nota alcuni fenomeni particolari. Da allora, Jackson capirà che il cataclisma è imminente e scoprirà che solo i ricchi hanno l’opportunità di salvarsi. Per questa ragione, deciderà di infiltrarsi con la famiglia e altri superstiti in un’arca di Noè, sopravvivendo alla distruzione del pianeta. Per farlo però, dovrà rischiare la vita e raggiungere la Cina.

2012, 5 curiosità del film stasera 14 novembre 2023 su Tv8

2012, è un crimine guardare il film in Corea del Nord

Non tutti sanno che questo film è stato vietato in Corea del Nord. Il 2012 rappresentava per il paese un’occasione gioiosa, visto che si celebrava il 100esimo anniversario della nascita del primo Leader Supremo, Il-Sung Kim, e non poteva essere associato a catastrofe e distruzione. Alcune persone che hanno visto copie pirata della pellicola nella nazione sono state addirittura arrestate.

2012, una profezia avverata su New York

Nel film, la città di New York viene completamente allagata nel 2012. Si può dire che questa profezia si è rivelata “esatta” perché parte di New York è stata travolta dalle acque a causa degli effetti dell’Uragano Sandy nell’ottobre del 2012.

Stasera andrà in onda il film 2012 sul canale Tv8, ecco trama, cast e curiosità della pellicola catastrofica.
Locandina del film (X).

2012, il nome del personaggio principale omaggia un noto rapper

Il personaggio principale del lungometraggio, interpretato da John Cusack, si chiama Jackson Curtis. In realtà questo personaggio è stato chiamato in questo modo per omaggiare il rapper 50 Cent, alter ego di Curtis Jackson: a quanto pare, il regista Emmerich è un grande fan dell’artista.

2012, un attore considerato per il ruolo di protagonista

Inizialmente, la produzione voleva affidare il ruolo di protagonista a Gerard Butler. Tuttavia, l’attore rifiutò di prendere parte al progetto perché era già impegnato con le riprese di altri lavori.

2012, gli incassi stratosferici della pellicola

Il budget per realizzare la pellicola è stato enorme, circa 200 milioni di dollari. Tuttavia, questo film è diventato molto chiacchierato, già prima della sua uscita, e ha ottenuto un incredibile risultato al box office. Secondo il portale Box Office Mojo, la pellicola ha incassato circa 790 milioni di dollari in tutto il mondo.

Shooter stasera su Italia 1: trama, cast e curiosità

Stasera 14 novembre 2023 andrà in onda sul canale Italia 1 il film Shooter alle ore 21.20. Il regista è Antoine Fuqua mentre la sceneggiatura è stata scritta da Jonathan Lemkin. Nel cast ci sono Mark Wahlberg, Michael Pena, Danny Glover, Kate Mara ed Elias Koteas.

Shooter è il film che andrà in onda questa sera su Italia 1, ecco trama, cast e curiosità della pellicola d'azione.
Mark Wahlberg in una scena (X).

Shooter, trama e cast del film stasera 14 novembre 2023 su Italia 1

La trama racconta la storia di Bob Lee Swagger (Mark Wahlberg) un sergete dei marine che è anche un esperto cecchino. Nonostante la sua grande esperienza sul campo, la sua carriera come militare finisce quando perde il suo amico in una missione in Etiopia, il caporale Donnie Fenn (Lane Garrison). Decide quindi di isolarsi dalla società e vive sulle montagne del Wyoming. Tuttavia, il suo riposo dura poco, visto che viene contattato dal colonnello Isaac Johnson (Danny Glover). Quest’ultimo vuole affidargli un compito particolare: farlo entrare nella CIA e affidargli la protezione del Presidente degli Stati Uniti d’America.

In realtà, Bob dovrà fornire la sua consulenza per ipotizzare un eventuale attentato contro il Presidente durante il suo prossimo incontro con l’arcivescovo etiope. L’ex marine accetta e si occupa di svolgere questo compito, fornendo tutte le informazioni al colonnello. Quello che però non sa è che in realtà vogliono incastrarlo, attentando alla vita del presidente, facendolo poi apparire come capro espiatorio. Il Presidente viene ucciso e Bob diventa il ricercato numero uno degli Stati Uniti, dovrà fuggire dagli uomini che l’hanno incastrato e ora vogliono catturarlo. Grazie alla sua esperienza e all’appoggio di alcuni alleati, come la compagna dell’amico scomparso Sarah Fenn (Kate Mara), Bob riuscirà ad avere la sua vendetta.

Shooter, 5 curiosità del film stasera 14 novembre 2023 su Italia 1

Shooter, tanti attori hanno rifiutato il progetto

A quanto pare, sono stati davvero tanti gli attori che hanno rifiutato questo progetto. La parte del protagonista sarebbe stata offerta ad attori come Harrison Ford, Keanu Reeves, Clint Eastwood e Robert Redford ma avrebbero tutti deciso di non accettare. Alla fine la produzione ha deciso di dare il ruolo di protagonista a Mark Wahlberg. Per il ruolo di villain invece, la produzione aveva pensato al rapper Eminem, ma anche lui rifiutò di entrare a far parte del cast.

Shooter, l’impegno di Mark Wahlberg

Wahlberg ha preso molto seriamente il suo ruolo e si è allenato duramente per offrire un’interpretazione realistica. Infatti, l’attore ha perso circa 20 chilogrammi, dimagrendo molto, per poter interpretare un cecchino esperto e infallibile.

Shooter è il film che andrà in onda questa sera su Italia 1, ecco trama, cast e curiosità della pellicola d'azione.
Wahlberg in una scena (X).

Shooter, la sceneggiatura non originale del film

La sceneggiatura di questo film non è originale. La pellicola è tratta dal romanzo Una pallottola per il presidente, scritta dall’autore Stephen Hunter e primo capitolo di una saga dedicata al personaggio di Bob Lee Swagger.

Shooter, un buon incasso al botteghino

Il film d’azione ha avuto un buon incasso al botteghino. Il budget per la sua realizzazione è stato di 61 milioni di dollari mentre l’incasso globale, secondo i dati riportati da Box Office Mojo, è stato di circa 96 milioni di dollari.

Shooter, la serie tratta dal film

Visto il buon successo dell’opera cinematografica, nel 2016 USA Network ha deciso di lanciare una serie tv dal titolo omonimo. In Italia la serie è stata resa disponibile dalla piattaforma streaming Netflix.

Ascolti tv 12 novembre 2023: Che tempo che fa con Beppe Grillo vola al 12 per cento

Continua a registrare ottimi ascolti Che tempo che fa, che domenica 12 novembre 2023 ha registrato uno share del 12,1 per cento nella prima parte (per un totale di 2.487.000 spettatori) e del 9,7 per cento nella seconda, chiamata Il Tavolo (1.342.000 spettatori). La puntata, condotta come sempre da Fabio Fazio e Luciana Littizzetto sul Nove, ha avuto come ospiti l’attesissimo Beppe Grillo, ex attore e comico nonché fondatore del Movimento 5 stelle, il cantautore Francesco Guccini, Elodie, Michele Serra, Roberto Burioni, la vicedirettrice del Corriere della Sera Fiorenza Sarzanini e l’editorialista de La Repubblica Massimo Giannini.

Gli ascolti tv del 12 novembre 2023

Per quanto riguarda le altre reti, su Rai 1 la prima puntata di Lea – I Nostri Figli ha conquistato 3 milioni e 400 mila spettatori pari al 15,9 per cento di share. Su Canale 5 Terra Amara ha totalizzato 2 milioni e 507 mila spettatori pari al 15,3 per cento di share. Su Rai 2 la prima puntata de La Caserma ha raccolto 766 mila spettatori con il 3,8 per cento. Su Italia 1 Harry Potter e il prigioniero di Azkaban ha conquistato 1 milione 3 133 mila spettatori (6,4 per cento). Su Rai 3 Report ha raccolto 1 milione e 443 mila spettatori con il 7,2 per cento. Su Rete 4 Dritto e Rovescio è stato visto da 755 mila spettatori con il 5,1 per cento. Su La7 In Onda ha collezionato 388 mila spettatori (2,2 per cento). Su Tv8 Star Wars – Una nuova speranza è stato visto da 392 mila spettatori con il 2,2 per cento.

La volta buona con Caterina Balivo: ospiti e anticipazioni del 13 novembre 2023

Primo appuntamento settimanale lunedì 13 novembre 2023 con La volta buona, il programma di Rai 1 condotto da Caterina Balivo dalle 14.00 alle 16.00. Tra gli ospiti del salotto c’è Carlotta Proietti. Seguirà poi un focus su Ballando con le Stelle in compagnia di Leonardo Tano, i ballerini Lucrezia Lando e Giuliano Peparini e, da Tale e Quale Show, passeranno in studio Antonino Spadaccino ed Elena Ballerini.

Chi è Carlotta Proietti

Attrice e cantautrice, è figlia del compianto attore Gigi Proietti. Carlotta lavora sia a teatro sia al cinema e sia in televisione. Si è diplomata nel 2012 al corso biennale di formazione per attori professionisti il Cantiere Teatrale di Paola Tiziana Cruciani e ha da subito iniziato a lavorare a teatro. In tv ha interpretato Marzia nella serie tv Una pallottola nel cuore e Una pallottola nel cuore 2, per la regia di Luca Manfredi (2014 e 2016). Al cinema, invece, è stata nel cast del film Il Principe di Roma di Edoardo Falcone (2022). Per quanto riguarda la musica, Carlotta ha scritto la prima canzone a nove anni e a 16 ha iniziato a studiare canto. Più tardi ha cominciato a esibirsi in locali live con un repertorio jazz. Ha poi fondato la band Lotta’s, quintetto con cui ha sperimentato dal vivo i suoi primi brani inediti e cover riarrangiate. Nel 2012 è uscito il suo primo album da cantautrice. In seguito ha fondato la band Carlotta Proietti e i Blatters con cui collabora su brani originali. Essendo una persona molto riservata, non è noto se sia fidanzata o sposata.

Red Sparrow stasera su Italia 1: trama, cast e curiosità

Stasera 13 novembre 2023 andrà in onda sul canale Italia 1 alle ore 21.20 andrà in onda il film Red Sparrow. Il regista è Francis Lawrence mentre la sceneggiatura è stata scritta da Justin Haythe ed Eric Singer. Nel cast ci sono Jennifer Lawrence, Joel Edgerton, Charlotte Rampling e Mary Louise Parker.

Red Sparrow è il film che andrà in onda questa sera su Italia 1, ecco trama, cast e curiosità della pellicola.
Jennifer Lawrence, protagonista della pellicola (X).

Red Sparrow, trama e cast del film stasera 13 novembre 2023 su Italia 1

La trama racconta la storia di Dominika Ergorova (Jennifer Lawrence) una ballerina russa che è bellissima ed è abile nell’arte della seduzione. Tuttavia, in realtà, oltre ad avere un talento innato per il balletto, Dominika è una sparrow, una sorta di agente segreto del KGB che ha l’obiettivo di sedurre alcuni obiettivi, ottenere i loro segreti ed eventualmente eliminarli. Oltre alle sue abilità in combattimento e psicologia, Dominika è anche una maestra del travestimento e riesce a ingannare chiunque.

Per questa ragione, deve portare a termine un compito delicato e molto pericoloso: riuscire a sedurre l’agente della CIA Nate Nash (Joel Edgerton) e scoprire cosa sa sui servizi segreti russi. Nash infatti, da tempo indaga sulla Russia e potrebbe essere a conoscenza di alcuni segreti di stato che non dovrebbero essere rivelati. Inizialmente Dominika si concentra sul suo obiettivo ma a poco a poco entra in una spirale di attrazione e inganno, tra emozioni vere e false, riuscendo a capire quale sia la verità. Le loro peripezie però, potrebbero decidere il destino delle loro nazioni e l’equilibrio della pace mondiale.

Red Sparrow, 5 curiosità del film stasera 13 novembre 2023 su Italia 1

Red Sparrow, il film tratto da un libro

In realtà, questa pellicola non ha un soggetto originale. Infatti, la sceneggiatura è tratta da un libro intitolato Nome in codice: Diva. In realtà, l’autore del romanzo è l’ex agente segreto della CIA Jason Matthews e per questa ragione alcune scene rappresentate sono molto realistiche.

Red Sparrow, il duro allenamento di Jennifer Lawrence

Per prepararsi meglio alla parte, Jennifer Lawrence ha dovuto imparare il balletto e si è allenata con il maestro Kurt Froman per circa 4 mesi. Inoltre, l’attrice ha dovuto anche apprendere come parlare in inglese con un accento russo.

Red Sparrow è il film che andrà in onda questa sera su Italia 1, ecco trama, cast e curiosità della pellicola.
Jennifer Lawrence in una scena del film (X).

Red Sparrow, i personaggi russi non sono russi

I personaggi russi del film sono interpretati da attori provenienti dal Regno Unito, dai Paesi Bassi, dall’Ucraina, dagli Stati Uniti e dalla Germania. Curiosamente, il principale personaggio americano della storia, Nate Nash, è interpretato da Joel Edgerton, un attore australiano.

Red Sparrow, un progetto che poteva essere molto diverso

La produzione aveva intenzione di realizzare il film nel 2013 e il primo regista a essere scelto fu Darren Aronofsky. Tuttavia, dopo un anno Aronofsky decise di rinunciare e la produzione si mise in contatto con David Fincher e Rooney Mara, offrendogli rispettivamente il ruolo di regista e attrice protagonista. Solo nel 2015 vennero ingaggiati Francis Lawrence come regista e Jennifer Lawrence come protagonista e il progetto si concretizzò.

Red Sparrow, un buon incasso al cinema

La pellicola ha guadagnato bene al botteghino. Secondo il portale Box Office Mojo, in totale il film ha ottenuto circa 151 milioni di dollari, superando di gran lunga il budget iniziale di circa 69 milioni di dollari.

Don’t say a word stasera su Rai Movie: trama, cast e curiosità

Stasera 9 novembre 2023 andrà in onda sul canale Rai Movie, alle ore 21.10, il film Don’t say a word. Il regista è Gary Fleder mentre la sceneggiatura è stata scritta da Patrick Smith Kelly e Anthony Peckham. Nel cast ci sono Michael Douglas, Sean Bean, Brittany Murphy, Famke Janssen e Jennifer Esposito.

Stasera andrà in onda sul canale Rai Movie il film Don't say a word, ecco trama, cast e curiosità sulla pellicola.
Michael Douglas e Brittany Murphy in una scena (X).

Don’t say a word, trama e cast del film stasera 9 novembre 2023 su Rai Movie

La trama racconta la storia di Nathan Conrad (Michael Douglas) uno psichiatra brillante che vive a New York insieme alla sua moglie Aggie (Famke Janssen) e alla figlia Jessie (Skye McCole Bartusiak). La sua vita sembra perfetta e tutto scorre senza problemi fino a quando lo specialista deve occuparsi di una nuova paziente: la giovane Elisabeth Burrows (Brittany Murphy). Quest’ultima si rivela una sfida impossibile per Nathan, visto che sembra avere una mente impenetrabile ed è affetta da diversi problemi psichici.

La situazione precipita ulteriormente quando la figlia di Nathan viene rapita dal criminale Patrick Koster (Sean Bean) che sembra interessato al lavoro dello specialista con Elisabeth. Il malvivente vuole che la giovane ricoverata ricordi e riveli un codice a sei cifre che sembra essere molto importante. A poco a poco, Nathan riuscirà a entrare nella mente di Elisabeth e i due instilleranno un rapporto di fiducia. Ma quando il dottore la porterà fuori dalla clinica, il passato sconvolgente della ragazza riemergerà e ci saranno numerosi colpi di scena.

Don’t say a word, 5 curiosità del film stasera 9 novembre 2023 su Rai Movie

Don’t say a word, un destino comune e crudele per due attrici del cast

Curiosamente, due attrici che hanno collaborato sul set in questa produzione hanno condiviso un triste destino. Infatti, Brittany Murphy morì nel 2009 a 32 anni per un’intossicazione da droghe mentre Skye McCole Bartusiak morì a 21 anni nel 2014 per un’overdose.

Don’t say a word, un gran risultato per una giovane attrice

A quanto pare, Skye McCole Bartusiak era entusiasta sul set perché aveva insegnato all’attrice Famke Janssen come giocare con la console di videogiochi Nintendo Game Boy. In una scena infatti, il personaggio dell’attrice doveva divertirsi con questo dispositivo ma la Janssen non sapeva affatto come usarlo.

Don’t say a word, la scelta di un attore da parte del regista

Il regista Gary Fleder disse alla direttrice del casting che per la parte del patologo Sydney Simon voleva ingaggiare un «tipo alla Victor Argo». A quel punto, la direttrice del casting decise di contattare direttamente Argo e gli offrì la parte che venne accettata dall’attore.

Don’t say a word, un ruolo simile da parte di un’attrice

Brittany Murphy in questa pellicola interpreta il ruolo di una ragazza affetta da problemi mentali. La Murphy aveva già interpretato un personaggio simile nel film Ragazze interrotte che vantava nel cast anche Angelina Jolie e Winona Ryder.

Stasera andrà in onda sul canale Rai Movie il film Don't say a word, ecco trama, cast e curiosità sulla pellicola.
Brittany Murphy in una scena (X).

Don’t say a word, la sceneggiatura non è originale

In realtà il soggetto di questo film non è originale ma è basato sull’omonimo romanzo del 1991 scritto dall’autore Andrew Klavan. Inoltre, la sceneggiatura ha subito delle modifiche nel corso del tempo e alcuni elementi sono stati aggiunti in seguito, come la sottotrama dedicata al personaggio di Jennifer Esposito.

Il cortocircuito su Report tra nervosismo in casa Rai e rumor sulle prossime inchieste

È uno strano cortocircuito quello andato in scena la sera di martedì 7 novembre in Commissione di vigilanza Rai. Una battaglia di oltre due ore in cui i parlamentari del centrodestra, ma pure i renziani con Maria Elena Boschi, hanno “processato” Report per alcune inchieste delle ultime puntate (i casi La Russa, Santanchè, il testamento colombiano di Berlusconi), con Sigfrido Ranucci a ribattere colpo su colpo alle invettive di Maurizio Gasparri, che è stato a un passo dall’essere espulso dalla presidente Barbara Floridia (Movimento 5 stelle), dopo aver mostrato pure una carota in aula. Il cortocircuito è quello di un direttore dell’approfondimento, Paolo Corsini, da sempre punto di riferimento della destra a Viale Mazzini, impegnato a difendere Report (per inchieste che hanno riguardato esponenti del centrodestra) proprio dagli attacchi di parlamentari di quella fazione. «Noi non siamo Telemeloni!», ha ribadito con forza Corsini, citando a esempio programmi come quello di Ranucci, ma pure Presa diretta di Riccardo Iacona e Il cavallo e la torre di Marco Damilano. «A ottobre la Rai sta sopra Mediaset, ma è proprio questa narrazione fasulla di certi giornali sul fatto che la tivù pubblica sarebbe al soldo di Palazzo Chigi a creare disaffezione nel pubblico, col rischio proprio di farci perdere ascolti», ha evidenziato Corsini, che a tal proposito ha mostrato pure un sondaggio interno.

Pronti a togliere la tutela legale al programma di Ranucci

Qualcuno poi sostiene che il nervosismo della maggioranza nei confronti di Ranucci dipenda dall’arrivo di inchieste che riguardano altri esponenti del centrodestra. «Sarà roba grossa», racconta un deputato bene informato. Staremo a vedere. Sta di fatto che un tentativo di tagliare le ali a Report è in corso, come dimostra la volontà espressa da Maurizio Gasparri, ma pure da Matteo Renzi, di togliere la tutela legale al programma, che significherebbe la sua fine, viste anche le decine di procedimenti in corso tra cause e richieste di risarcimento danni. Tutti sono nervosi, dunque, anche lo stesso Ranucci che, dopo il botto di ascolti della prima puntata (oltre l’11 per cento), ora si è assestato su una media del 7,4 (domenica 5 novembre al 6,4 per cento), in calo ma comunque sempre un buon risultato, soprattutto a fronte dei numerosi fallimenti Rai.

Il cortocircuito su Report, il nervosismo in casa Rai e i rumor sulle prossime inchieste
Sit-in a sostegno di Report fuori dalla Commissione vigilanza Rai (Imagoeconomica).

In bilico Avanti popolo, che costa 200 mila euro a puntata

«Tireremo le somme alla fine dell’anno», sostiene il direttore generale Giampaolo Rossi, in queste ore coinvolto pure in una polemica con Corrado Augias. Ma dopo il disastroso 1,8 per cento (312 mila telespettatori) di Avanti popolo (strabattuto da Giovanni Floris e da Le Iene), il vertice potrebbe esser costretto a intervenire prima sul programma di Nunzia De Girolamo. Per molti dentro l’azienda Nunzia potrebbe non arrivare a mangiare il panettone, come si suol dire. Anche perché il programma (prodotto da Freemantle) costa la bellezza di 200 mila euro a puntata. E la stessa cifra, come ha raccontato lo stesso Corsini in vigilanza, verrà spesa per Far West, il nuovo format di Salvo Sottile in arrivo il lunedì sera.

Il cortocircuito su Report, il nervosismo in casa Rai e i rumor sulle prossime inchieste
Nunzia De Girolamo (Imagoeconomica).

Possibile ritorno anticipato per Massimo Giletti?

Due le ipotesi: Avanti popolo verrà totalmente rivisto e trasformato dallo stesso Corsini con la squadra degli autori, oppure sarà chiuso a breve, anche se al momento non c’è un’alternativa. A meno che non si decida di anticipare il ritorno di Massimo Giletti previsto per aprile con un programma di inchieste, anche se forse c’è ancora qualche problema contrattuale con Urbano Cairo. Che una voce di corridoio dà addirittura interessato a strappare Report alla Rai. Fanta-televisione? Dopo il passaggio di Fabio Fazio al Nove, nulla può essere escluso.

Guaccero già saltata, Insegno non condurrà L’eredità

Dunque la chiusura di Liberi tutti, il programma condotto da Bianca Guaccero, potrebbe essere solo la prima di una serie, che coinvolgerebbe anche il famigerato Mercante in fiera di Pino Insegno, inchiodato al 2 per cento, contro cui nei giorni scorsi s’è scagliato il comitato di redazione del Tg2 accusando il programma di essere la causa, col suo pessimo traino, del calo di ascolti dell’edizione serale del telegiornale. E infatti pare già scontato che per la conduzione de L’eredità, cui era destinato lo stesso Insegno, si stia già guardando altrove, dalle parti di Flavio Insinna e Marco Liorni.

Il cortocircuito su Report, il nervosismo in casa Rai e i rumor sulle prossime inchieste
Pino Insegno e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Bordata alla Rai persino da Pier Silvio Berlusconi

Nel frattempo Viale Mazzini si prende altri due schiaffi. Il primo è il ritorno di Beppe Grillo in tivù, non sulla Rai dove era comparso l’ultima volta (una decina d’anni fa da Bruno Vespa a Porta a porta), bensì sul Nove, dove sarà ospite domenica 12 novembre di Fazio a Che tempo che fa. L’altro arriva da Pier Silvio Berlusconi che, dalle pagine del Corriere della sera, ha invitato Viale Mazzini a «tornare a essere servizio pubblico» e a «distinguersi dalla tivù commerciale», anche se l’attuale difficoltà «non è colpa dell’attuale vertice, ma di errori del recente passato», che hanno reso l’azienda «un po’ involuta». Per il capo del Biscione, però, «è un errore ridurre il canone». Riflessione frutto del timore che la televisione pubblica possa ampliare anche solo di un paio di punti il tetto pubblicitario, com’è stato ventilato in uno degli ultimi cda dall’amministratore delegato, Roberto Sergio. E per Mediaset sarebbero dolori. Calo di risorse per Rai che preoccupano anche Monica Maggioni. «Senza la certezza delle risorse non si può progettare nulla e sarebbe un grande problema per l’azienda», ha detto l’ex presidente ascoltata in Vigilanza poche ore dopo la “battaglia” su Ranucci.

Chi l’ha visto?, stasera su Rai 3 i casi di Pierina Paganelli e la chiesa di Elisa Claps

Stasera 8 novembre 2023, alle ore 21.20, andrà in onda il programma Chi l’ha visto? condotto come sempre da Federica Sciarelli. Nel corso della trasmissione verranno analizzati diversi casi, con focus sull’omicidio di Pierina Paganelli e la scomparsa di Domenico Manzo. Spazio anche alla riapertura della chiesa di Potenza dove fu trovato il corpo di Elisa Claps con immagini inerenti alle proteste di questi giorni. Il programma sarà disponibile anche in diretta e on demand sulla piattaforma Rai Play.

Chi l'ha visto? stasera andrà in onda una nuova puntata della trasmissione su Rai 3 condotta da Federica Sciarelli, ecco le anticipazioni.
Federica Sciarelli, la conduttrice del programma (X).

Chi l’ha visto?, le anticipazioni della puntata di stasera 8 novembre 2023 su Rai 3

Il primo caso che verrà analizzato nella puntata di Chi l’ha visto? sarà proprio quello delle proteste per la riapertura della Chiesa della Santissima Trinità di Potenza. Questa chiesa è nota a tutti per essere stato il luogo dov’è stata ritrovata Elisa Claps, uccisa da Danilo Restivo quando aveva solo 16 anni. Per 17 lunghi anni il corpo della giovane è stato conservato in quella chiesa e nessuno si è mai accorto della sua presenza. Un mistero che ancora oggi non trova spiegazioni e i familiari di Elisa chiedono chiarezza e vogliono risposte precise. I membri della comunità cittadina sono insorti con delle proteste per la riapertura del luogo e il vescovo è stato addirittura costretto a uscire con la scorta. Chi l’ha visto? mostrerà le immagini che arrivano direttamente da Potenza e il pensiero di chi vive in quella zona.

Il programma tornerà a parlare poi dell’omicidio di Pierina Paganelli, la donna trovata morta nel garage di casa sua il 3 ottobre scorso. Non ci sono ancora risposte su quest’omicidio e gli inquirenti continuano a cercare indizi. Nessuno sembra sapere chi abbia potuto uccidere la 78enne e soprattutto per quale motivo l’avrebbe fatto: perché il killer ha inferto ben 27 coltellate alla donna, scagliandosi con forza e violenza inaudita? Provava del risentimento verso di lei? Chi l’ha visto?, cercando di trovare risposte, mostrerà agli spettatori le interviste delle persone vicine alla vittima, i documenti e le testimonianze inedite per cercare di far luce su questo omicidio che sembra essere un enigma senza soluzione.

La trasmissione analizzerà infine il caso della scomparsa di Domenico Manzo. L’operaio si trovava nella sua abitazione quando è sparito, ma poco prima della sua scomparsa era ancora in corso la festa della figlia. Com’è possibile che l’uomo si sia dileguato senza lasciare traccia? Soprattutto, si è allontanato volontariamente o è stato costretto da qualcun altro? Chi l’ha visto? analizzerà la situazione e proverà a ricostruire la vita di Domenico. Come sempre poi, verrà dato spazio agli appelli, le richieste e le segnalazioni da parte di coloro che sono in difficoltà per la scomparsa di un loro caro.

Beppe Grillo torna in tivù a Che Tempo Che Fa

Beppe Grillo torna in tivù e lo fa da Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa su canale Nove nella puntata in onda domenica 12 novembre 2023. È stato lo stesso conduttore ad annunciarlo su X, sottolineando la mossa esplosiva con delle emoji e taggando l’ospite.

Grillo mancava in tivù dal 2014

Il comico e leader politico mancava dalla televisione ormai dal 2014, quando partecipò a una puntata di Porta a porta condotto da Bruno Vespa. Sempre nello stesso era stato ospite di Enrico Mentana per Bersaglio Mobile. Al telefono con Mentana aveva parlato anche lo scorso anno, intervenuto nella maratona per precisare che lui e Conte non avevano mai parlato di Draghi al Colle.