Antonello Rega: “Per andare avanti stampo mascherine per la prima comunione”

di Monica De Santis

Antonello Rega è il titolare del Centro Stampa Digitale Easy MEC sito a Campigliano. Un’attività questa aperta il 16 marzo 2019, esattamente un anno prima dell’inizio della pandemia. Come centro stampa Antonello nel suo primo anno di attività si era specializzato nel campo del Weddin & partyplanner, riuscendosi a creare una buona cerchia di clienti. Ma con lo scoppio della pandemia e le continue restrizioni purtroppo anche per lui tutto si è fermato… “Con il primo lockdown sono rimasto chiuso così come da decreto. Poi quando ci sono state le riaperture ho ripreso il mio lavoro, anche se tutto in maniera molto molto lenta. Poi sono arrivate le altre chiuse, gli altri stop per determinati settori e questo ha comportato che la mia attività essendo considerata “artigiano” poteva stare aperta, ma i miei clienti no. Quindi io aperto ma senza clienti”. Antonello Rega, spiega come in tutti questi mesi ha dovuto riadattarsi per cercare di andare avanti… “Inutile dirlo, i ristori sono stati insufficienti. Le spese ci sono e non sono poche e allora ho dovuto adattare il mio lavoro alla situazione. Ho cercato di produrre ciò che poteva essere venduto in questo periodo. E così ho iniziato a stampare adesivi e striscette personalizzate per penne, quaderni, libri e matite, così che i bambini che rientravano a scuola potessero avere tutti le loro cose con tanto di nome e cognome stampato sopra. Su questo devo dire che sono stato fortunato, perchè ho trovato l’appoggio delle mamme di Campigliano che visto il prodotto, me l’hanno richiesto quasi tutte per i loro figli. Certo non è che con questo ho risolto i miei problemi, però almeno qualcosina sono riuscito ad incassare, almeno per pagare una parte delle spese. Poi le scuole sono state richiuse e allora un nuovo stop”. Un nuovo stop che ha visto Antonello doversi riadattare nuovamente… “Ho chiuso un accordo con una sartoria e adesso produciamo mascherine, certificate, con stampe a scelta dei clienti. Ma anche questo tipo di prodotto, vorrei dire, non risolve la situazione. Il guadagno è minimo, troppo poco per sostenere i costi dell’attività e mantenere una famiglia”. Tra le mascherine che Antonello sta producendo in questo periodo, molte sono per i bambini che si stanno preparando per la prima comunione… “Forse questa è la cosa più triste, vedere un bambino o una bambina dover entrare in chiesa con il viso coperto da queste mascherine. Però è vero al momento questo tipo di mascherine sono le più richieste, insieme a quelle personalizzate per piccole e medie aziende”.

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L’ex assessore Fausto Vecchio candidato a carica di sindaco: il centrosinistra resta spaccato

di Erika Noschese

Si allunga ancora di più la lista dei candidati sindaci a Eboli. In pole position per la fascia tricolore sembra esserci ora anche l’ex assessore all’Urbanistica Fausto Vecchio. Le sue dimissioni sono giunte due giorni dopo l’arresto del sindaco Massimo Cariello, coinvolto in uno scandalo giudiziario senza precedenti per la città di Eboli. Vecchio aveva infatti rassegnato le dimissioni dopo la nomina di Luca Sgroia a sindaco facente funzioni. “Mai visto un vicesindaco non legittimato dal voto popolare assumere il comando del Comune in questa maniera”, aveva dichiarato in quell’occasione l’ex assessore. E già a pochi giorni dalle dimissioni si vociferava una sua discesa in campo, da protagonista. Dunque, la coalizione di centrosinistra sembra ormai spaccata: all’ex sindaco facente funzioni si contrappone oggi la, quasi certa, candidatura di Fausto Vecchio. Nessuno dei due, come facilmente prevedibile, sarebbe disposto a fare un passo indietro, in nome dell’unità e della coesione. Il centrosinistra sembra essersi spaccato fin dalla prima riunione del tavolo provinciale: il Psi continua la sua scalata verso Palazzo di Città con Giancarlo Presutto mentre Italia Viva non cede sull’ex parlamentare Tonino Cuomo.

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Francese-Santomauro, nemici-amici: l’ex sindaco lancia “Battipaglia 2021”

di Erika Noschese

Nemici, amici. L’ex sindaco di Battipaglia Giovanni Santomauro ci riprova e sostiene il primo cittadino uscente Cecilia Francese nella corsa – o meglio, rincorsa – verso Palazzo di Città. Una squadra che si ripropone, a distanza di cinque anni per provare a rientrare a Palazzo di Città. Alla guida del Comune dal 2009 al 2013, ha aderito al movimento “Battipaglia 2021”, a sostegno della Francese dopo che i due sono stati nettamente contrapposti quando il medico era a Palazzo di Città in veste di consigliere comunale. Ma si sa, in tempi elettorali tutto è permesso. E così, pace fatta. Il movimento Battipaglia 2021 sembra avere al suo interno una squadra ben delineata, composta dall’ex assessore Massimiliano Casillo, il consigliere comunale Egidio Mirra, Enrico Alfieri, Alfonso Amato, Salvatore Anzalone, Gennaro Barlotti, Marco Bonavita, Valter Calenda, Angelo Giannattasio, Piero Lascaleia, Luca Lascaleia, Feliciana La Torre, Francesco Manzi, Alfonso Pace, Giovanni Santomauro, Pasquale Tramontano. L’associazione nasce “dall’amara consapevolezza che la drammatica emergenza sanitaria, sociale ed economica che stiamo vivendo per gli effetti della pandemia, non ha cambiato il modo di fare politica”, hanno dichiarato gli esponenti. E nono sono mancate le accuse al centrosinistra: “Abbiamo assistito alla solita commedia-buffa messa in scena dai partiti, che hanno costituito tavoli-laboratori politici con contorno di comparse, con l’unico obiettivo di imporre a tutti il solito nome calato dall’alto”. Di fatti, altro non si tratta che sei cosiddetti dissidenti in casa centrosinistra che hanno scelto di non sostenere la candidatura di Antonio Visconti. Il presidente dell’Asi Salerno ha rilanciato la lista a suo sostegno Liberali e Solidali. “Il rosso, il blu e il giallo: i colori di Battipaglia. In primo piano l’Opificio Baratta, simbolo di una stagione economica, culturale e sociale illuminata – ha raccontato Visconti – E poi ancora l’agricoltura e la ferrovia, il mare e le colline, un territorio meraviglioso. Sulla pagina Liberali e Solidali il racconto completo. Liberali e Solidali crede nel rilancio di Battipaglia, nelle sue risorse e nelle sue persone. Un simbolo che unisce, con l’obiettivo di riscrivere assieme una bella storia”, ha detto il candidato sindaco. Intanto, sempre a Battipaglia ma in casa centrodestra è la Lega a mettere sul tavolo provinciale della coalizione il nome di un candidato sindaco: si tratta di Vito Santese, fratello di Renato, neo coordinatore cittadino. E proprio i leghisti lanciano un appello a Fratelli d’Italia affinché facciano un passo indietro per ricompattare la coalizione che resta comunque orfana dell’Udc che, nel frattempo, conferma ancora una volta il sostegno a Visconti. Resta invece da capire la posizione di Forza Italia che non sembra ancora aver dato parere favorevole alla candidatura alla carica di primo cittadino di Santese.

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Francesco Maria Perrotta: rete e dinamismo per il Ravello Festival

di Olga Chieffi

E’ Francesco Maria Perrotta, da nove anni presidente di ItaliaFestival, organismo nato in seno all’Agis (Associazione Italiana Generale dello Spettacolo), formato da alcuni tra i più prestigiosi festival italiani: dal Rossini Opera Festival di Pesaro al Festival di Spoleto, dal Festival Verdi di Parma al Ravenna Festival, dal Napoli Teatro Festival al Macerata Opera Festival, dal MiTo al Festival pianistico di Brescia e Bergamo passando per il Mittelfest e il Plautus Festival, nonché del board della European Festival Associations, l’associazione dei festival europei, il nuovo Presidente della Fondazione Ravello. Francesco Maria Perrotta va a “liberare”, così, Almerina Bove, Vice Capo di Gabinetto del presidente, che torna a sussidio della Regione. Con lui, Vincenzo De Luca mette fine a ben due anni e mezzo di commissariamento e dovrebbe entrare in carica per fine aprile, quando scadrà il mandato del commissario, o ai primi di maggio, per progettare il Ravello Festival, per il quale il direttivo ha già qualche proposta di livello internazionale. Calabrese di Paola, manager e chitarrista, Francesco Maria Perrotta, nella sua carica di ItaliaFestival, rappresenta 30 Festival italiani e sei reti di Festival che operano nell’ambito musicale, teatrali, delle arti performative e della danza, della letteratura e di altre manifestazioni artistiche, una mission-rete che tuteli e promuova i festival nazionali, anche attraverso una corretta strategia di fundraising e di internazionalizzazione, oltre che di tutela degli interessi degli associati, e di cui crediamo farà parte anche il Ravello Festival. Artisticamente, Perrotta si è formato alla Sagra Musicale Umbra, al fianco dell’indimenticato Massimo Bogianckino e i due termini chiave del suo operato attuato fino ad oggi sono rete e dinamismo, che dovranno essere la mission anche del Consiglio Generale d’ Indirizzo dalla Regione Campania, che vedrà i rappresentanti del Comune di Ravello e della Provincia di Salerno. Sua la definizione di Festival che calza perfettamente per il belvedere di Villa Rufolo: “Ciò che si chiama Festival è una realtà che produce spettacoli che soltanto lì, in quel contesto, si possono vedere e ascoltare”, e Ravello è, sicuramente una delle cornici più attraenti del mondo. Sale di cinema, teatri e festival stimolano l’economia e, al pari di un’infrastruttura o di un investimento immobiliare, attivano processi virtuosi di incremento della domanda di beni e servizi. Gli effetti economici e occupazionali di un evento derivano in primo luogo dagli investimenti e dalle spese attivati da gestori e organizzatori, sia pubblici che privati, per la realizzazione della loro attività, è questo il Perrotta-pensiero, che continua a credere ai Festival non solo come a realtà che convogliano gente, ma che esaltano gli interi territori con contenitori all’aperto. Si tratta di un’utile perimetrazione di un fenomeno che, dal punto di vista dell’offerta turistica, si rende prodotto sia attivando una specifica filiera, quella che fa leva primaria proprio sulla “risorsa musicale”, come protagonista, sia integrando ed arricchendo altre proposte, come sottofondo. I luoghi della musica, gli itinerari, i paesaggi, le dimore legate ai musicisti, i teatri, i musei specializzati rappresentano un potenziale che se ben ri-attivato, riporterà il nostro territorio, dopo il buio del Covid, agli splendori del gran Tour.

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Vallo di Diano,Inquinamento ambientale e traffico di rifiuti: 7 misure cautelari

di Pina Ferro

Traffico organizzato di rifiuti e inquinamento Ambientale. Con queste accuse, all’alba di ieri, i carabinieri del Comando Provinciale di Salerno hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Potenza – su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia – nei confronti di sette persone. In carcere Luigi Cardiello, già oggetto di numerose indagini in materia ambientale condotte dalle Procure di Napoli e Santa Maria Capua Vetere tra gli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000, che gli avevano valso il soprannome di “Re Mida” dei rifiuti (operazioni Re Mida e Cassiopea). Ai domiciliari, invece, Gianluigi Cardiello, Giovanni Cardiello, Pasquale Quagliano, Francesco Pinto e Raffaele Pinto; obbligo di dimora per Simone Nisi. Le attività d’indagine coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza, condotte dal Nucleo Investigativo di Salerno e dalla Compagnia Carabinieri di Sala Consilina, costituiscono un autonomo filone dell’inchiesta denominata “Febbre dell’oro nero” – relativa ad un vasto contrabbando di idrocarburi – nel corso delle cui captazioni era emerso in forma assolutamente chiara l’impegno di Raffaele Diana, già coimputato assieme a Cardiello nelle indagini sopra richiamate (Re Mida e Cassiopea), di agevolare l’ex compagno d’affari nella ricerca di nuovi siti di illecito stoccaggio e sversamento per rifiuti pericolosi, frutto di lavorazione industriale. Sebbene, con riguardo a questa specifica contestazione di traffico organizzato di Rifiuti e inquinamento ambientale a carico del Diana (tratto in arresto per altri gravi delitti connessi al citato traffico di idrocarburi) non siano stati, poi, acquisiti gravi indizi di colpevolezza, gli iniziali accordi tra il predetto ed il Cardiello consentivano di aprire un nuovo fronte d’indagine nei confronti dell’ex Re Mida, ritenuto, sia per capacità che per rilievo criminale, certamente in grado di gestire una nuova organizzazione completamente autonoma nel traffico di rifiuti, con proiezioni verso territori sino ad ora inesplorati dalle organizzazioni criminali operanti nel settore. Da subito, infatti, emergeva l’esigenza di Cardiello di individuare nell’area del Vallo di Diano ed in quelle limitrofe della Basilicata e della Puglia nuovi terreni che non dessero adito a particolari sospetti e che fossero ben collegati con gli assi viari principali, per facilitare le operazioni di trasporto. Le conseguenti investigazioni condotte con il supporto di moderne attività tecniche, ma, soprattutto, con i tradizionali servizi di osservazione occulta e di prossimità, hanno circoscritto comportamenti illeciti riconducibili alle lavorazioni della società “Pra. Cal” di Polla, operante nel settore del ferro e dell’alluminio e della società “Betonval” di Sant’Arsenio, già operante nel settore del cemento, le quali si sono rivolte all’organizzazione criminosa facente capo a Cardiello per uniche finalità di profitto, volte al considerevole risparmio dei costi aziendali rispetto allo smaltimento legale dei rifiuti prodotti. L’organizzazione delittuosa è risultata particolarmente pericolosa per avere piena disponibilità di terreni di proprietà degli indagati, i cui fondi sono stati trasformati in discariche – costituite per la maggior parte da liquami composti da acidi – dannosissime per le ripercussioni sull’ambiente e con alterazioni incalcolabili (e forse irreparabili) per l’eco-sistema. L’orizzonte investigativo è stato necessariamente contratto in ragione delle preminenti esigenze di salvaguardia del territorio (da qui il nome “Shamar” dato dalla PG all’operazione – parola ebraica il cui significato può tradursi in custodire gelosamente, tenere caro, ritenere prezioso). L’indagine, infatti, ha avuto il compito d’impedire che i continui sversamenti trasformassero il Vallo di Diano nella nuova “terra dei fuochi” a disposizione della criminalità organizzata campana. Nell’ottobre 2019, sono stati così intercettati e sequestrati 18.000 litri di solventi chimici pronti allo sversamento nel Comune di Atena Lucana. La pericolosità di tali rifiuti era ben nota agli indagati, uno dei quali, addirittura, se ne lamentava al telefono con i propri complici facendo riferimento al fatto che il liquido trasportato aveva corroso la vernice del proprio veicolo. Le successive operazioni di scavo, campionatura ed analisi svolte assieme all’Arpac hanno quindi permesso di certificare come il terreno fosse stato avvelenato da precedenti sversamenti. Situazione già peraltro ben evidente dalle fotografie aeree eseguite con droni, le quali palesavano nei terreni oggetto di sversamento chiazze colorate che hanno poi guidato con successo le operazioni dell’Arpac, i cui esami evidenziavano la presenza di rifiuti speciali pericolosi rientranti nella categoria “HP 14 Ecotossico”. Quanto rilevato oggettivamente dalle investigazioni svolte, assume connotati di drammatica importanza nella misura in cui il territorio interessato è qualificato area naturale protetta, essendo parte della Riserva Naturale Foce Sele-Tanagro. In tale maniera si è quindi impedito che l’organizzazione allargasse il proprio raggio d’azione ad altri siri, in parte già individuati nel Comune di Tursi (MT) e in parte oggetto di una pianificata espansione ancora a livello embrionale nella provincia di Foggia. Solidi riscontri al quadro probatorio già delineato sono arrivati dalle dichiarazioni fornite da uno dei complici non inserito nei destinatari di misura cautelare, altrettanti se ne prevedono dalle successive attività di scavo che la Dda lucana intende avviare nei prossimi giorni. L’operazione in argomento, che dimostra l’altissimo livello di attenzione che la Procura della Repubblica di Potenza e l’Arma dei Carabinieri riservano alla tutela dell’ambiente e della salute, ha portato al sequestro preventivo d’urgenza delle aziende coinvolte nel traffico.

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Alfieri, “Candidai la moglie di Squecco perché volevo vincere”

«Alle elezioni si vuole vincere. Potevo stare più attento, ma era una battaglia difficile e non c’era la necessità di non candidare la moglie di Squecco». E’ quanto si legge in un’ intervista rilasciata dal sindaco di Capaccio Paestum Franco Alfieri, al collega Vincenzo Iurillo e pubblicata, ieri mattina, su “Giustizia di Fatto”, la news letter del giovedì riservata agli abbonati de “Il Fatto Quotidiano”.

Intervista che riproponiamo integralmente. Sindaco Alfieri, quando ha conosciuto De Luca? «Lo conosco dal 2007, dal primo congresso di Salerno del Pd. Uno spartiacque per la classe dirigente democratica locale. Ero assessore provinciale e mi schierai con De Luca contro il presidente della Provincia, Villani».

Perché De Luca non riesce a fare a meno di lei nel suo staff? Prima consigliere all’Agricoltura, poi capo segreteria, ora consigliere ai progetti della costa di Salerno sud. Sei anni ininterrottamente al suo fianco, lei è considerato le chiavi della cassa della Regione Campania per il Cilento e la piana del Sele.

«Il presidente De Luca usa il principio del merito. Io ho un’esperienza trentennale di pubblico amministratore, ho maturato competenza e conoscenza dei problemi, sono stato sindaco in tre comuni diversi, sono radicato sul territorio, ascolto il territorio, mantengo gli impegni quando si affrontano questioni importanti. Credo sia questo il motivo, non la risposta a una lealtà, e io parlo di lealtà, non di fedelta»̀.

I suoi avversari sostengono che De Luca non può fare a meno di lei perché gli porta un sacco di voti.

«Il consenso è una conseguenza del buon lavoro sul territorio, dell’affidarsi a persone come me che lo svolgono bene, e non è la motivazione dell’incarico».

Quanto l’ha danneggiata il discorso di De Luca sulle “fritture di pesce” che invece ha fatto sembrare esattamente il contrario, ovvero che lei lavori con il governatore perché gli porta molti voti?

«Non ho rancore verso il presidente per questa battuta, ma credo che mi abbia danneggiato tantissimo».

Non pensavate che quella battuta potesse diventare pubblica? C’erano tantissimi sindaci in sala.

«Al momento non la valutai, non la valutammo, così devastante, era una riunione riservata. Il presidente ama scherzare e fa battute con tutti. Io però non ero uno qualsiasi, ero Alfieri, una persona in vista e mi hanno reso un bersaglio per tanto tempo. Sono un po’ sfortunato».

Lei e De Luca avete mai affrontato in privato questo argomento?

«Assolutamente no. Non ce n’è stata occasione e non ce n’era necessità. Era una battuta».

Arriviamo a Capaccio Paestum. Quando ha conosciuto Roberto Squecco?

«Poco prima della campagna elettorale (si è votato nel giugno 2019, ndr)».

In che circostanza?

Mentre si preparavano le liste. La moglie si candidava con me (risulterà la prima eletta, nel gennaio scorso è stata arrestata insieme al marito e si è dimessa da consigliere, ndr) e Squecco è stata una delle tante conoscenze di quel periodo, in una città dove non avevo tanti rapporti al momento della mia candidatura».

Lei era a conoscenza dei trascorsi giudiziari di Squecco (condannato con sentenza passata in giudicato pochi mesi prima del voto, accuse di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso)?

«No. Quando incontro una persona non gli chiedo i casellari giudiziari. E ricordo che dalle intercettazioni che avete pubblicato, Squecco nel 2018 per parlare con me si è dovuto rivolgere a una persona che non è tra i miei migliori amici (Pasquale Mirarchi, ex vice sindaco di Albanella, ndr)».

Però la moglie di Squecco l’ha candidata lei. Non c’è una responsabilità politica rispetto alle persone che si candidano nelle proprie liste, per le quali si presume che un candidato sindaco si informi prima di accettarle?

«Senza ipocrisia: la responsabilità politica, l’opportunità, è un confine molto sottile. Alle elezioni si vuole vincere. Potevo stare più attento, ma era una battaglia difficile e non c’era la necessità di non candidare la moglie di Squecco, un avvocato, una persona rispettata, alla quale tuttora darei molta fiducia».

Mirarchi nel 2018 la cercò in nome di Squecco, che lei ancora non conosceva personalmente, per il problema del Lido Kennedy, chiuso per i problemi giudiziari di Squecco. Lei fa qualcosa? Si attiva?

«Assolutamente no. Non avevo responsabilità e ruoli su Capaccio. Come amo dire, le orecchie ascoltano tante cose, ma sono un avvocato e so cosa posso fare e quando invece fermarmi. Non me ne occupai allora e nemmeno dopo che sono diventato sindaco».

Allora perché il nome di Squecco compare sul suo decreto di perquisizione del maggio 2019 nell’inchiesta che la vede indagato per voto di scambio politico mafioso per fatti fino al 2017?

«Non lo so, lo vorrei sapere, sarei curioso di saperlo, e quando lo saprò mi farò qualche risata».

Riderà? Perché si sentirà sollevato?

«Perché non lo so. Io non c’entro assolutamente nulla, ne con la persona ne con le vicende che lo riguardano. Credo che sia una minestra messa in pentola per poter fare provvedimenti molto pericolosi per me e la mia campagna elettorale».

Può spiegarsi meglio?

«Il decreto di perquisizione riportava delle ipotesi di reato che avevano un senso solo se accostate a taluni personaggi. Ma questi personaggi sono stati accostati a me solo sulle carte, nella realtà non li conoscevo e comunque conoscere delle persone è un conto, commettere reati è un’altra cosa».

Quale fu la sua prima reazione al corteo di ambulanze guidato da Squecco?

«Mi sono indignato. Una grande carnevalata senza senso, che gli è costata cara con le indagini della magistratura e le revoche dell’Asl. Una cosa devastante per l’immagine, ci ha rovinato la vittoria. Il giorno dopo si sarebbe dovuto parlare di un sindaco che vinceva nel terzo comune e invece si è parlato solo di questo e ancora adesso dopo due anni si parla solo di questo e mi chiedo: io che c’entro?»

Lei ha mai incontrato esponenti dei Marandino?

Assolutamente no.

Non la inquieta quello che ha letto nei nostri articoli sulle pressioni di Squecco in questo territorio? «Sono fatti che non mi riguardano, lontani nel tempo e non in relazione con la mia amministrazione. La mia storia politica è lontana anni luce da queste cose».

Dagli atti delle indagini su Squecco risulta dai tabulati che lei il 5 aprile 2019, due mesi prima del voto, ha chiamato Squecco e la telefonata è durata un minuto. Si ricorda cosa vi siete detti?

«Non lo ricordo di preciso, ma certamente avrà riguardato la campagna elettorale, la candidatura della moglie».

Lei purtroppo è sempre ricordato per la battuta delle fritture o il carosello di ambulanze. Come preferirebbe invece essere ricordato o descritto?

«Come il sindaco e il politico che ha sempre mantenuto gli impegni dei suoi programmi elettorali, ascoltando la gente con umanità. Chi mi ricorda per le fritture non mi perdona il successo, banalizza, ha provato a chiedermi l’impossibile o l’illecito e non l’ha ottenuto».

Lei è anche il sindaco del 92% ad Agropoli e di solito tanto consenso preoccupa, sollecita interrogativi sulla qualità del voto. Lei cosa replica?

«Che avrei potuto prendere anche di più, se non avesse prevalso un poco di invidia. Questo è il rendiconto delle cose che ho fatto ad Agropoli in dieci anni (e consegna un volume sui lavori svolti, ndr) e sfido a trovare un sindaco in Italia che ha programmato, iniziato, completato e consegnato alla sua comunità le opere che ho fatto io».

Se, come chiesto dalle opposizioni, a Capaccio dovesse arrivare una commissione d’accesso?

Saranno molto contenti di venirsi a mangiare le mozzarelle»

pieffe.

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Aperto il centro vaccinazioni a Fisciano

di Erika Noschese

E’ stato ufficialmente aperto ieri mattina il centro vaccinazione a Fisciano. Ad annunciarlo il sindaco Vincenzo Sessa. “La vaccinazione anti-Covid rappresenta uno strumento fondamentale per la lotta al virus in cui l’Amministrazione comunale crede fortemente. A seguito dell’attivazione drive-in dell’Usca, alla frazione Lancusi, per l’effettuazione dei tamponi molecolari, grazie alla volontà del Comune, del Distretto Sanitario 67, dei medici di famiglia e dei volontari dell’Associazione la Solidarietà, di fare fronte comune, abbiamo raggiunto l’ambito obiettivo dell’apertura del Centro vaccinazione anche a Fisciano”, ha dichiarato il primo cittadino. Il centro, sito a Via Roma a Fisciano Capoluogo, dispone di 4 ambulatori, forniti di ogni necessaria attrezzatura medica e di due aree di attesa distinte per chi deve vaccinarsi e per chi si è già vaccinato, vi è inoltre in presidio fisso un’ambulanza per qualsiasi evenienza. Martedì 13 aprile, dunque, inizieranno le inoculazioni dei sieri per le persone rientranti nella fascia di età 70- 79, i quali già hanno già avuto comunicazione di quanto detto, dalla piattaforma regionale. Il fine è vaccinare quanto più possibile, sconfiggendo così il virus. “Ringraziamo tutti per l’impegno profuso e ancora una volta i nostri Agenti della Polizia Municipale, i quali hanno dato disponibilità gratuita in caso di necessità ad intervenire a sostegno della struttura vaccinale – ha dichiarato ancora il sindaco Sessa – Per evitare che le dosi vadano disperse, per la mancata presentazione di alcuni pazienti, verranno create liste di riserva omogenee con le categorie interessate, secondo quanto disposto dall’ordinanza numero 2 del 2021 firmata dal Commissario straordinario per l’emergenza, il Generale Francesco Paolo Figliuolo. Occorre in questo momento un’unità di intendi e sforzi, affinché la lotta al virus venga potenziata, al fine di poter tornare quanto prima alla normalità e serenità della nostra vita”.

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Politiche giovanili e di genere, “ora istituzioni sono assenti”

di Erika Noschese

Non accenna a placarsi la polemica sull’ultimo consiglio comunale a Pontecagnano Faiano. Al centro della querelle, questa volta, le politiche giovanili e di genere che non avrebbe ricevuto l’attenzione tanto richiesta, soprattutto da associazioni e comitati che vorrebbero proprio i giovani al centro dell’agenda politica locale. “Mentre la politica locale, chiusa nella sua bolla, cerca di stabilire se sia più offensiva una pernacchia o il gesto delle corna, noi invece siamo molto dispiaciuti per come nell’ultimo consiglio comunale non sia emersa la dovuta attenzione da parte dell’amministrazione verso le politiche giovanili che sono state rappresentate come un’appendice rispetto all’indirizzo assunto dal governo locale: la mancanza di risposte rispetto alle sollecitazioni sul tema provenienti dalle minoranze durante la seduta e la reiterata assenza di suoi rappresentanti nelle commissioni dedicate (si pensi alla vicenda sulle modifiche al regolamento del Forum dei Giovani) danno l’idea di come l’argomento costituisca l’ultima delle priorità in un momento in cui invece sulle tematiche giovanili si dovrebbe avere un approccio differente. Qualora nessuno se ne fosse accorto, infatti, esiste un’altra faccia della pandemia che sta portando a mutamenti sociali e culturali soprattutto fra i più giovani, la cui portata non è ancora determinabile”, hanno infatti dichiarato gli esponenti del comitato Amina di Pontecagnano Faiano che chiedono all’amministrazione comunale di “cominciare a lavorare in maniera seria e competente sulla comunicazione e sulle strategie istituzionali che si vogliono mettere in campo perché i giovani sono il nostro inestimabile “capitale umano”. E’ necessario pertanto un cambio di passo così come per le politiche di genere”. Di fatti, con le dimissioni dell’Assessora Manzo, le deleghe alle politiche sociali/piani di zona sono state accentrate nelle mani del sindaco. “Nonostante ciò ci auguriamo che le istanze che provengono dalle associazioni che in queste settimane si sono mobilitate sul territorio siano raccolte dal primo cittadino. A cominciare dalla richiesta di “detassare” i prodotti igienici femminili essenziali da parte della farmacia comunale la cui attività speriamo venga presto rilanciata. Ricordiamo infatti che la legge vigente sulle aliquote dell’Iva prevede un’agevolazione per i prodotti considerati di prima necessità come alcuni generi alimentari, libri, giornali e riviste, materiali terapeutici e altro, ai quali è applicata un’imposta al 4% anziché al 22%. Ai prodotti igienici o sanitari destinati alle donne come assorbenti igienici, tamponi, coppe e spugne mestruali, invece, l’Iva viene applicata al 22% influendo notevolmente sul prezzo al consumo di questi beni. Un’ingiustizia bella e buona – hanno dichiarato ancora dal comitato – Possibile è impegnata sul tema sin dal 2016, da quando cioè fu presentata dai suoi parlamentari una proposta di legge seppellita in Parlamento”. Da qui poi l’appello ad un impegno concreto anche sullo Sportello Anti violenza: “abbiamo già sottolineato nelle scorse settimane come il fenomeno della violenza di genere nel salernitano sia stato definito nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario in allarmante aumento, anche questo un effetto “collaterale” della pandemia, dal momento che l’invito a restare a casa non sempre per tutt* ha rappresentato sinonimo di sicurezza – hanno aggiunto – Il tema di genere, infine, è anche una questione di comunicazione e di linguaggio e a tal proposito invitiamo chi rappresenta le istituzioni a confrontarsi sempre in maniera rispettosa e civile nei confronti di tutt*, al di là del colore politico, evitando considerazioni sessiste, misogine o maschiliste”.

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Bagarre in consiglio, Silvestri contro Lanzara: “Soffre di deliri di onnipotenza”

di Erika Noschese

È polemica, a Pontecagnano Faiano dopo quanto accaduto in consiglio comunale quando, durante, il consigliere Raffaele Silvestri è stato interrotto dal capogruppo Vaccaro. Nello specifico, l’, esponente dei Verdi ha chiesto al presidente del Consiglio comunale di poter intervenire in merito al punto all’ordine del giorno, relativo al Forum dei giovani. “Durante l’intervento che è iniziato con una mia dichiarazione di voto favorevole e che è poi proseguito con una mia valutazione sulle politiche giovanili, di cui il Forum dei giovani è parte integrante, sono stato interrotto dal presidente Vaccaro il quale non mi ha consentito di portare a termine il mio discorso – ha dichiarato Silvestri – Ho prontamente protestato per la decisione assunta, considerandolo l’interruzione una palese violazione dei miei diritti”, come prevede il regolamento, ha chiarito il consigliere che punta il dito contro il presidente che non avrebbe riservato lo stesso trattamento agli altri consiglieri e al sindaco. “Tante volte durante i consigli comunali, ci siamo dovuti sorbire interventi anche di 50 minuti, divagando da un argomento all’altro senza che il presidente intervenisse per interrompere il discorso ma è evidente che queste regole valgono solo per il consigliere Silvestro e vi dirò il perché: temeva dicessi cose scomode per quest’amministrazione”. Come se non bastasse, durante il suo voto, Silvestri è stato interrotto da “un gesto che definire riprovevole o deprecabile è un eufemismo e il presidente ha ignorato la parte in cui è prevista la possibilità di richiamare il soggetto”, ha poi chiarito l’esponente dei Verdi. Da qui poi l’attacco diretto al presidente Vaccaro: “Siamo al cospetto di un presidente del Consiglio comunale fazioso, siamo al cospetto di un sindaco che dinanzi ad una critica si rivolge in modo inappropriato, dimenticando la libertà di esprimere un’opinione perché il sindaco soffre di delirio di onnipotenza”, ha aggiunto Silvestri attaccando il primo cittadino. “Un cambiamento c’è stato, ma non quello che ci aspettavamo, con una squadra che non è mai esistita. Lanzara è in continuità con le precedenti amministrazione, con decisione telecomandate da Salerno e che nessuno può mettere in discussione, se non al prezzo di essere messo da parte”.

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Pace fatta tra la maggioranza del primo cittadino Lanzara e consigliere Ernesto Sica?

di Erika Noschese

Un cambio di passo inaspettato o forse solo una strategia, dettata dal delicato momento storico. Il consigliere di minoranza Ernesto Sica sembra aver sotterrato l’ascia di guerra nei confronti dell’amministrazione Lanzara. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, Sica si è infatti astenuto dal votare molti punti all’ordine del giorno. Una scelta che ha lasciato perplessi un po’ tutti, anche considerando il suo passato da primo cittadino e le accuse rivolte all’amministrazione Lanzara. Se c’è chi – in virtù della sua adesione a Italia Viva, in vista delle elezioni regionali – ipotizza un avvicinamento al sindaco c’è chi parla di strategia: il delicato momento storico dettato dalla pandemia in corso spinge le istituzioni a fare fronte comune per cercare soluzioni ai problemi dei cittadini e non puntare ancora su sterili polemiche di stampo politico. Nel frattempo, fonti certe parlano di un sindaco sempre più vicino al consigliere Sica, tanto da chiedergli consiglio e raggiungerlo spesso telefonicamente. Pace fatta? Per il momento non è dato saperlo ma il comportamento dell’ex leghista non lascia indifferenti.

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Il sindaco di Pontecagnano: “Impianto sì ma solo se eco sostenibile”

di Erika Noschese

Sì all’eco impianto ma solo con i dovuti controlli e a basso impatto ambientale. È questo, in sintesi, quanto emerso ieri, al termine dell’incontro tra il sindaco di Pontecagnano Faiano e il presidente della Commissione Speciale Aree Interne della Regione Campania Michele Cammarano, con il referente di Amici di Beppe Grillo Matteo Zoccoli. Tema centrale della riunione la possibile ubicazione dell’Ecodistretto all’interno del territorio picentino. Ribadita la comunione d’intenti rispetto al progetto di sviluppo della città, in un’ottica di sostenibilità ambientale e della tutela della salute. “Quello che ci chiedevano gli attivisti presenti sul territorio era avere una maggiore chiarezza sul processo decisionale che ha portato alla realizzazione dell’eco distretto. Il sindaco ci ha dato tutte le specifiche che ci servivano e ci ha rassicurato sul fatto che, come noi chiedevamo, fosse un impianto con meno di 30 mila tonnellate, non ampliabile in futuro perché questo è un rischio che, come regione Campania, corriamo sempre nei periodi di emergenza quando si cerca di convogliare tutti i rifiuti degli impianti esistenti e soprattutto ci fosse maggiore controllo sull’impianto – ha dichiarato il consigliere Cammarano – Abbiamo anche parlato del tema dei rifiuti regionali che, al momento, è praticamente saltato: noi abbiamo tre grossi impianti di compostaggio che avrebbero dovuto realizzarsi, quello di Fisciano, di Castelnuovo Cilento e lo Stir di Battipaglia che al momento non si fanno più e integrare l’impianto di Pontecagnano all’interno di questo sistema non è più plausibile; andrebbe rifatto ex novo tenendo conto dei flussi turistici, gli impianti privati che esistono sul territorio provinciale. L’impianto di Pontecagnano, con un dimensionamento basso, potrebbe esistere all’interno di questo territorio, fermo restando che andrebbe iper controllato, basilare per gli impianti ed evitare che si possa ampliare in futuro”. Il presidente della commissione Aree Interne in consiglio regionale chiarisce, infatti, che gli impianti, quando fatti a norma, hanno un bassissimo impatto ambientale: “io personalmente, con i miei colleghi in parlamento e in Senato ci siamo molto battuti per l’aeroporto di Pontecagnano ed è chiaro che non vorrei mai che un turista sentisse odori sgradevoli – ha aggiunto Cammarano – Si tratta di capire, anche con il Comune; nessuno si sbraccia per fare un impianto di compostaggio qui a Pontecagnano, si tratta di capire quali sono le garanzie che ci vengono date per capire se appoggiare quest’opera ma è chiaro che se non vengono date indicazioni precise con ubicazione precisa, sarebbe tutto da rivedere. Noi avremo un rapporto costante con l’amministrazione fino a quando non avremo e non vedremo bene i parametri sui quali si basa l’impianto”. Di fatti, nel salernitano, mancano impianti come questo che dovrebbe sorgere eco sostenibile, per compattare l’umido: “Noi tempo fa abbiamo proposto di variare il piano di investimento sul ciclo dei rifiuti in Campania cercando di dare ai comuni impianti sostenibili e di auto sufficienza, piccoli impianti per ogni comune per smaltirsi l’immondizia che produce – ha dichiarato infine il pentastellato ”. Nel corso del tavolo, è stata infatti ribadita la necessità di chiudere Sardone e di non ospitare mai più nella struttura ulteriori rifiuti anche in fasi ritenute emergenziali, come confermato dal sindaco Lanzara. “Non mi stancherò mai di ripeterlo, vogliamo essere autonomi come sub-ambito, fare scelte per le nostre comunità e non subiremo più quelle degli altri territori. Insomma, siamo tutti d’accordo per soluzioni condivise, partecipate, che si intreccino con le scelte nazionali e che, mai come ora, possano puntare sulla green economy e l’ecosostenibilità – ha dichiarato il primo cittadino – Chiaramente, seguiranno altre occasioni di confronto, con gli imprenditori, le associazioni, i cittadini per dimostrare la volontà chiara e forte di voler mettere al centro la salute, l’ambiente e gli interessi della nostra comunità”.

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Autonomi e partite Iva da Salerno a Roma contro chiusure e zone rosse

di Monica De Santis

Da Salerno a Roma per protestare contro un anno di aperture e chiusure delle loro attività a causa dell’emergenza Coronavirus, Un anno in cui molti di loro hanno sofferto e stanno soffrendo e rischiano di non riuscire a ripartire. Così giovedì mattina il Movimento Politico Autonomi e partite Iva è sceso in piazza a Roma, “in rappresentanza di autonomi, professionisti, imprenditori, aziende e tutti i loro dipendenti, per tutte le categorie produttive ormai stremate dalle chiusure prolungate e senza adeguati ristori e per i dipendenti che attendono da mesi la Cig, spesso anticipata dai loro datori di lavoro”. E’ quanto spiega il Movimento in una nota mettendo in fila le proposte che girano al governo. Il Movimento Politico Autonomi e partite Iva ha chiesto il riconoscimento dell’80% delle perdite aziendali, come da modello tedesco, sulla base del confronto tra i fatturati 2018 e 2019-2020; la riapertura di tutte le attività produttive comprese le strutture ricettive; la Costituzione di specifici Assessorati degli Autonomi e partite Iva presso le Amministrazioni locali. La sospensione della tassazione e contribuzione, nonché dei costi fissi delle utenze commerciali relativamente ai periodi di chiusura forzata per emergenza sanitaria; sospensione dei termini di protesto per titoli, assegni ecc., causati dai periodi di chiusura forzata per emergenza sanitaria; sospensione cartelle esattoriali 2020-2021; proroga sospensione sfratti dei locali commerciali di attività in crisi a seguito dei periodi di chiusura forzata; Bonus Covid moment, a tutela degli Autonomi e Partite Iva che, in caso di contagio, non percepiscono alcuna indennità pur essendo impossibilitati a lavorare e quindi a produrre reddito; Fondo di solidarietà a favore degli Autonomi e Partite Iva.

“Ancora una volta abbiamo manifestato e denunciato la mancanza di veri sostegni economici per arginare il più possibile questa grave crisi sia sanitaria ma attualmente anche sociale ed economica. Noi che veniamo da Salerno e dal sud abbiamo portato le istanze di tanti imprenditori salernitani, dove alcuni comparti non riusciranno ad aprire i battenti. Specialmente quelli del turismo, ristorazione, ho.re.ca. Ed attività correlate che stanno pagando lo scotto più caro”, afferma Enzo Giordano coordinatore citta di Salerno.

“Al governo chiediamo di non protrarre questo periodo di incertezza ancora per tanto tempo. – dice Giuseppe Calvanese coordinatore Regione Campania – Chiediamo una riapertura graduale e in massima sicurezza rispettando tutti i protocolli necessari. ad oggi Hanno chiuso più di 400.000 imprese e si prevede, dopo lo sblocco dei licenziamenti più di 1 milione di disoccupati, una vera e propria catastrofe sociale. I ristori hanno coperto dati alla mano solo tra il tre e il 5% delle perdite effettive per le partite Iva, una vera miseria, Considerando che in questi mesi i costi fissi non si sono fermati come quello degli affitti, delle utenze, imposte regionali provinciali e comunali.Riteniamo che in un periodo di emergenza come questo della pandemia bisognava bloccare, come abbiamo già chiesto diversi mesi fa, tutti i costi che non erano possibile coprire, dato la mancanza di entrate.

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Centrosinistra, c’è il documento politico

di Erika Noschese

La coalizione di centrosinistra, nei grandi comuni al voto, è unita solo a Battipaglia. A rivendicare il merito di questo successo, il candidato sindaco Antonio Visconti, presidente dell’Asi, annunciando che sabato è stato sottoscritto il documento politico da tutta la coalizione: “Negli ultimi due mesi, nella città di Battipaglia, le forze politiche di centrosinistra hanno profuso uno sforzo considerevole nel trovare una soluzione condivisa, ampia e unitaria in vista delle elezioni amministrative del prossimo autunno. Dopo numerosi confronti, in cui si sono condivisi dapprima indirizzi e linee programmatiche, si è giunti poi alla decisione unanime di investire Antonio Visconti quale candidato a sindaco della coalizione – hanno dichiarato – Una scelta che si fonda sull’indiscutibile competenza e sulle grandi qualità umane di Visconti, che negli ultimi anni si è fortemente impegnato, nel suo ruolo di presidente del Consorzio Asi, su importanti questioni che hanno interessato il lavoro e lo sviluppo della nostra città. In Antonio Visconti, le forze politiche e i movimenti che hanno preso parte al tavolo del centrosinistra, vedono una speranza per la nostra comunità. In altri luoghi e contesti, anche vicini, basti pensare a due grandi Comuni chiamati al voto come Eboli e Salerno non si è riusciti ancora a condurre verso l’unità le forze della coalizione. A Battipaglia, invece, ci siamo riusciti. Un risultato importante, in una città dove il centrosinistra unita è riuscito a vincere in una sola occasione”. Il nome di Visconti sembra dunque essere nato da un lungo confronto che ha portato poi ad elaborare le linee programmatiche da offrire al candidato per la stesura del programma di governo, che verranno sottoposte agli elettori. “Uno degli elementi più importanti della nostra proposta è rappresentato senza dubbio dalla presenza di un gruppo ampio e coeso, che si pone come una squadra, lontani dalla logica dell’uomo solo al comando. In questi anni siamo stati tristemente abituati a personalismi, lotte fratricide, congiure di palazzo e tradimenti, in cui a terra rimaneva sempre una sola vittima: Battipaglia. È il momento di voltare pagina, ridare serenità e futuro ad una comunità mortificata e abbandonata a sé stessa. È ora di scrivere insieme una nuova bella storia per la città – ha poi aggiunto la coalizione – L’insieme dei valori che ha ispirato l’azione della coalizione di centrosinistra ha visto estendersi in maniera esponenziale la condivisione delle idee e di un percorso in cui oggi si riconoscono non solo le forze storiche di centrosinistra, popolari e progressiste, ma anche forze politiche moderate e liberali – come quelle cattoliche democratiche e quelle di centro – insieme a pezzi della società civile, movimenti organizzati e associazioni civiche. La nostra è una coalizione aperta e inclusiva, democratica e vicina ai bisogni dei cittadini. È partendo da questo presupposto, che questa evoluzione dovrà essere determinata dalle istanze di chi il territorio lo vive tutti i giorni: i cittadini. Il centrosinistra c’è, è questo, ed è pronto ad affrontare questa sfida, ponendosi l’obiettivo di essere la guida amministrativa di questa città per i prossimi dieci anni. Per risollevare Battipaglia e restituire alla nostra città il prestigio che merita”.

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Tranquillo lunedì di Pasquetta ma “troppe persone in giro”

di Erika Noschese

Nel lunedì di Pasquetta troppe persone in giro senza una valida giustificazione. A dirlo il comandante della polizia municipale di Salerno, Rosario Battipaglia in un’intervista rilasciata all’emittente televisiva Telecolore per fare il punto della situazione sui controlli nella giornata del 4 e 5 aprile. “E’ difficile contenere una marea di persone in questa giornata particolare di bel tempo – ha dichiarato il comandante Battipaglia – Come è stato notato gli arenili sono completamente liberi ma c’è un dispendio di forze nostre per far sì che avvenga tutto questo per cui non è possibile monitorare tutto in città, sarebbe impossibile in relazione anche all’unità che abbiamo; c’è una bella sinergia con le altre forze dell’ordine, l’arma dei carabinieri, la polizia di stato, la guardia di finanza e la provinciale ma più di questo noi non riusciamo a fare”. Nella giornata di ieri, era possibile fare attività motoria nei pressi dell’abitazione e, ha ribadito il numero uno dei caschi bianchi, “sugli arenili oggi non c’è nessuno perché c’è la nostra presenza. Noi stiamo facendo molti verbali, in base al dpcm e all’ordinanza di De Luca, stamane (ieri per chi legge ndr) in piazza della Concordia 4 verbali nel giro di un’ora di persone che provenivano fuori comune senza un’urgente necessità o una valida motivazione”. Per tutta la giornata di ieri, infatti, diverse pattuglie delle forze dell’ordine hanno monitorato il corso Vittorio Emanuele mentre l’auto della polizia municipale ripeteva l’avvertimento e l’invito ad evitare assembramenti, nel rispetto delle norme anti contagio disposte dal governo centrale e l’ultima ordinanza firmata dal governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Presidiate anche le piazze ed il corso principale, mentre non sono mancati controlli anche nella zona orientale della città. I militari dei carabinieri hanno sorvegliato Piazza San Francenso, mentre gli agenti di polizia piazza della Concordia, con posti di blocco. Militari ed agenti anche sul lungomare in centro, chiuso, e su corso Vittorio Emanuele. A Mercatello, gli uomini della polizia municipale hanno tenuto sotto controlli gli accessi alle spiagge dove, nei giorni scorsi, era stata segnalata la presenza di troppe persone. Controlli anche al porticciolo di Pastena. Intanto, nella giornata di ieri il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli ha personalmente effettuato dei sopralluoghi per controllare la situazione, in occasione della Pasquetta: “Grazie Salerno. Siamo orgogliosi di esser salernitani. Con il sacrificio di tutti abbiamo vissuto una Pasquetta sicura. Uniti, vinceremo il Covid-19 e ci riprenderemo la nostra vita”, ha dichiarato il primo cittadino. Gli arenili, infatti, come confermato anche dal comandante della municipale sono stati lasciati liberi, grazie anche alla presenza delle forze dell’ordine che di fatti, hanno reso inaccessibile le spiagge. A Tramonti. Nel tentativo di allontanarsi velocemente da un incendio divampato tra le montagne di Tramonti, una 50enne si è infortunata, rendendo necessario l’intervento dei vigili del fuoco. I caschi rossi, già attivati per sedare il rogo, hanno inviato l’elicottero Drago 61 con elisoccorritori a bordo che hanno recuperato l’escursionista. La donna è stata trasportata fino al posto medico più vicino ed è stata, poi, soccorsa da un’autoambulanza che stazionava al cimitero di Tramonti. Contestualmente sono proseguite le operazioni di spegnimento delle fiamme. L’allarme era scattato intorno alle 12.35 per un incendio sviluppatosi a ridosso dell’area antropizzata nella località Paterno Sant’Arcangelo nel comune di Tramonti. Il comando provinciale ha, quindi, inviato le squadre terresti del distaccamento di Maiori e un direttore delle operazioni di spegnimento aereo per coordinare l’intervento dall’alto. Poco dopo i vigili del fuoco hanno ricevuto anche la richiesta d’intervento per il ferimento della donna che si trovava insieme ad altri escursionisti su di un sentiero a monte dell’incendio. Al momento le operazioni di spegnimento vedono impegnati due Canadair e un elicottero della Regione.

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Università: Gerardo Federico Attanasio è stato eletto con oltre 2600 voti nel dipartimento scientifico

La tornata elettorale presso l’Università degli Studi di Salerno è finalmente terminata. Si è trattato di una campagna molto particolare, che difficilmente verrà dimenticata all’interno della storia dell’università salernitana. Sono stati affrontati tre giorni di lucida determinazione e soprattutto di costanza, volti ad incentivare gli studenti ad effettuare la votazione attraverso il collegamento sulla piattaforma online, che purtroppo si è affermato come unico mezzo disponibile per concretizzare lo svolgimento delle elezioni. Nonostante la difficoltà degli studenti che per la prima volta si sono ritrovati a doversi adattare a svolgere l’ennesima azione attraverso un mezzo meccanico, il desiderio di esprimere le proprie preferenze in merito alle candidature è stato forte. L’affluenza alle “urne” è stata così alta che le statistiche hanno tracciato più del 65% degli accessi di studenti che hanno inserito il proprio voto nell’urna digitale, uno per ogni organo chiamato al rinnovo delle elezioni. L’esito delle stesse è stato reso pubblico nella pagina ad esse dedicata all’interno della home page del sito Unisa: venerdì 26 marzo Gerardo Federico Attanasio, giovane proveniente dal polo scientifico e candidato al Senato Accademico, ha registrato ben 2603 voti, guadagnandosi così la vittoria delle attesissime elezioni. I social pullulano di post e riferimenti circa l’accaduto e molti followers del giovane senatore ribadiscono e condividono una curiosa coincidenza: citano, come segno del destino “2603 voti, pubblicati il 26/03”. Il neo Senatore ha pubblicato nei suoi canali social, una lettera di ringraziamento, rivolta agli affetti che ha sentito più vicini durante il suo percorso, ma soprattutto agli studenti, aprendo la lettera con: “Ragazzi, vorrei ringraziarvi per tutto il supporto che mi avete dato e per avermi permesso di essere eletto al Senato Accademico per Scienze per i prossimi due anni. Ringrazio tutti coloro che si sono impegnati nel pubblicizzare me e le mie idee, ma anche la mia lista e quella dei candidati agli altri organi. Ringrazio il mio mentore, il Senatore uscente, Michele Raia. Ed ancora Vincenzo Talotta, che sin dal primo momento ha creduto in me. A loro due devo tutto. Inoltre tengo a ringraziare: Rosa Trezza e la struttura di Polo Scientifico Scienze per aver posto la loro fiducia in me e le altre associazioni come AsCBr, Libera Mente, Agorà Studenti Farmacia, Agorà Studenti Agraria, Polo Scientifico Farmacia Iperuranio, Ass 1972. Potrei continuare all’infinito con questi ringraziamenti, ma non basterebbero mai a descrivere la gratitudine che ho nei vostri confronti. Abbiamo fatto la storia, a Scienze un Senatore eletto con così tanto consenso non si vedeva da più di dieci anni e poter ricoprire questa carica, con tutte le responsabilità ad essa associate, mi riempie il cuore di gioia. Spero di poter rappresentare al meglio tutti noi per poter fare insieme grandi cose. Faccio i miei migliori auguri anche agli altri eletti, insieme a loro spero di poter lavorare al meglio per supportare tutte le vostre richieste. Inoltre, la mia gratitudine va alle persone che si sono candidate ed impegnate per queste elezioni, anche se, purtroppo, non sono state elette; il vostro aiuto è stato e sarà sempre di fondamentale importanza. Mi raccomando, ora che abbiamo questa grande opportunità e possiamo far sentire ancor di più la nostra voce, approfittiamone!

Adele Campagna

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Lutto nel mondo della polizia provinciale E’ morto ex comandante Roberto Casini

di Erika Noschese

A lui si deve la riorganizzazione della polizia provinciale, il nuovo codice della strada, la riorganizzazione del parco auto. Lutto nel mondo della polizia municipale e provinciale di Salerno. È venuto a mancare ieri, all’età di 69 anni, Roberto Casini, ex comandante della polizia provinciale di Salerno. Un curriculum di tutto rispetto il suo: nel 1991 è stato nominato dirigente della polizia municipale di Salerno, dopo aver vinto un concorso pubblico; sei anni dopo è invece stato nominato dirigente della polizia provinciale. Dal ’98 al 2009 è stato nominato ad interim prima direttore del personale e formazione professionale e successivamente dirigente coordinatore di area del personale. Fino al 2014 è stato in servizio presso la provincia di Salerno, in qualità di responsabile dell’ufficio straordinario del “contratto d’area” per la reindustrializzazione mentre fino al 2009 è stato vice segretario generale della provincia e, successivamente, segretario generale facente funzioni. Fino al 2016 ha invece guidato il settore polizia provinciale per poi essere assunto in Regione Campania da dirigente, assegnato alla direzione generale per le Politiche Agricole, alimentari e forestali. E proprio a capo della polizia provinciale ha mostrato tutte le sue capacità professionali: a lui si deve infatti la riorganizzazione dell’intero corpo e del parco auto, oltre al nuovo codice della strada. Tra le tante cose si è occupato della ricollocazione dei lavoratori, a capo del settore Rifiuti di Palazzo Santa Lucia. Da sposato – con la figlia dell’ex Questore Iuliano – viveva nella zona orientale, per poi trasferirsi in via Calenda. Il nome di Casini è stato presto noto anche a Roma, dove vive attualmente la figlia: lei, infatti, è stata la prima donna pilota nell’esercito italiano. In pensione da anni, di recente si era trasferito proprio nella capitale per assistere la figlia. Nel 2016 è stato coinvolto nella vicenda delle consulenze illegittime: ex amministratori sono stati condannati a risarcire la Provincia. In quell’occasione, l’Appello della Corte dei Conti aveva infatti dichiarato inammissibile il ricorso di Roberto Casini, dirigente dell’Avvocatura di Palazzo Sant’Agostino, ex comandante della Polizia Provinciale e proprio in quegli anni in servizio a Palazzo Santa Lucia, la cui condanna di primo grado era passata in giudicato in quanto aveva presentato in ritardo l’istanza per l’appello: era stato condannato a versare 21mila euro. Grande sgomento e dolore tra gli uomini della municipale e provinciale di Salerno.

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“Vaccinare gli operatori del turismo”. Richiesta supportata anche dalla Confcommercio e da Confesercenti

Sono tredici i sindaci del Cilento, da Castellabate a Sapri, che, insieme ai presidenti di Confcommercio e Confesercenti Salerno, in una lettera indirizzata all’unità di Crisi della Regione e all’Asl Salerno propongono l’avvio di una campagna vaccinale per il personale del settore turistico alberghiero della costa. Gli operatori turistici e le amministrazioni comunali si impegnano a mettere a disposizione dell’azienda sanitaria e della Regione Campania i siti per l’attivazione di centri e il personale medico e infermieristico per la somministrazione dei vaccini. “Per noi potrebbe essere una grande opportunità per ripartire”, sottolinea all’AGI il primo cittadino di Pollica Acciaroli, Stefano Pisani, spiegando che è stato messo in campo “tutto quanto necessario affinché, non appena siano a disposizione i vaccini, possiamo inocularli agli operatori turistici e ai dipendenti”. Come Comuni e associazioni di categoria – rimarca – abbiamo promosso al presidente De Luca, all’Unità di Crisi e al direttore generale dell’Asl Salerno un’azione specifica per far capire che siamo pronti. Se ci danno i vaccini e senza oberare ulteriormente le strutture sanitarie, perché’ tutto sarebbe a carico dei Comuni e degli operatori turistici sia i punti di vaccinazione che il personale, saremo in grado di vaccinare tutti rapidamente e magari puntare per il prossimo mese ad aver fatto la prima dose a tutti i dipendenti delle strutture turistiche”. Il leader di Confesercenti provinciale di Salerno, Raffaele Esposito, conferma che l’associazione di categoria, “tramite la propria rete Assoturismo provinciale, ha immediatamente accompagnato, senza esitare, questa richiesta” che definisce “esempio di buona pratica amministrativa” perché “mira al coinvolgimento territoriale e che vede insieme enti locali e imprenditori del settore turistico, che al pari degli industriali hanno dato ampia disponibilità alle istituzioni per ospitare all’interno delle proprie strutture turistiche corner vaccinali per somministrare il vaccino al proprio personale”. red.cro

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Il presidente del Cna, Lucio Ronca: “Scovati 100 parrucchieri ed estetisti abusivi Daremo i nomi al Prefetto”

di Monica De Santis

“Abbiamo individuato 100 persone che abusivamente in questo periodo di chiusura delle attività commerciali hanno offerti servizi di estetista e di parrucchiere. Ora porteremo questi nomi al Prefetto di Salerno”. Così Lucio Ronca, presidente del Cna di Salerno, spiega il lavoro che in questi giorni è stato svolto dai suoi collaboratori in difesa della categoria artigianali di estetiste e parrucchieri… “Abbiamo lavorato in maniera incessante per individuare queste persone che abusivamente svolgono il lavoro andando nelle case delle persone senza il rispetto delle regole. Attraverso post sui social, passaparole di conoscenti e segnalazioni di nostri iscritti, siamo riusciti ad individuarne 100 in tutto il territorio provinciale, domani (oggi per chi legge, n.d.r.) chiamerò il Prefetto per fissare un incontro e consegnare la lista con i nomi, gli indirizzi ed i numeri di telefono di queste persone. Lista che poi dovrà essere consegnata alle forze dell’ordine che mi auguro prenderanno seri provvedimenti contro questi abusivi. Voglio precisare che tutto questo non è stato fatto con cattiveria. Ma se i nostri artigiani per lavorare sono stati constretti ad adeguare le loro attività e dopo aver speso un bel po’ di soldi sono stati costretti anche alla chiusura, perchè allora queste persone possono continuare a lavorare, non pagando le tasse e soprattutto non rispettando alcuna norma di sicurezza, con l’alto rischio girando di casa in casa di trasmettere il covid ai loro clienti. Non mi sembra una cosa giusta e corretta”. Lei ha avuto anche un incontro con l’Unità di Crisi per valutare una possibile riapertura il 7 aprile? “Abbiamo avviato una petizione online. Il nostro scopo è permettere a parrucchieri ed estetiste di poter rimanere aperti anche in zona rossa. Va detto che l’ordinanza scade lunedì, quindi da martedì si potrebbe riaprire. Ma per prevenire altre disposizioni che possano prolungare queste chiusure, ho chiesto un incontro con l’Unità di Crisi per valutare la situazione e cercare di vedere se ci sono le condizioni, come noi crediamo, per poter riaprire. Purtroppo prolungare le chiusure non solo di estetiste e parrucchieri ma di tutte le attività commerciali sta portando alla morte di moltissime attività. Ma questo non sembra interessare. Non interessava al governo precedente che ha speso soldi per banchi a rotelle e monopattini e non interessa a questo governo che non è stato capace di creare un piano vaccinale utile a farci uscire da questa crisi”. Lei ora sta lottando anche per l’approvazione di un disegno di legge a tutela dell’Artigianato artistico? “Un intervento questo a carattere nazionale, perchè credo che vada tutelato il made in Italy. Nel nostro paese abbiamo una produzione artigianale che il mondo ci invidia ecco perchè serve una legge che lo tuteli e lo protegga”

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