In Campania superati i 6mila morti per Covid, mille decessi in meno di un mese


In Campania superato il tetto dei 6mila morti per Covid19 dall'inizio della pandemia. Il 23 marzo scorso era a quota 5mila: in meno di un mese il Coronavirus ha stroncato la vita a mille persone. Con i 52 decessi di ieri (dei quali 32 nelle ultime 48 ore e 20 nei giorni precedenti ma registrati solo ieri), la quota dei decessi per Coronavirus in Campania è arrivata a 6.039.
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La situazione di mercoledì 21 aprile sul Coronavirus in Campania


Campania prima in Italia per numero di nuovi contagi da Covid19. Sono 1.750 i nuovi casi di Coronavirus registrati ieri in Campania su 15.885 tamponi molecolari, davanti alla Lombardia, con 1670 positivi nelle 24 ore, terza la Puglia con 1.180 casi. Campania prima anche per numero di persone al momento positive: 91.787, con al secondo posto l'Emilia Romagna a 60.963.
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La studentessa scrive a Draghi: “Riaprire le aule a fine anno scolastico e senza garanzie è una farsa”


Martina, studentessa liceale campana, affida a Fanpage.it la sua lettera al presidente del Consiglio Mario Draghi e al ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, sul ritorno in aula in presenza nell'ultima fase dell'anno scolastico: "Noi ragazzi siamo sempre voluti tornare a scuola. Ma abbiamo dovuto subire tutte le farse fatte su di noi"
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Ciarambino (M5S): “De Luca vuole scudo penale per chi spenderà i fondi del Recovery found”

“Con una seduta lampo la IV Commissione Trasporti e Lavori Pubblici ha avviato l’esame del disegno di legge, a firma del governatore De Luca, che punta a istituire uno scudo penale per chiunque gestirà i fondi Recovery e Next Generation Eu. Con una proposta di modifica alle Camere della legge nazionale, sbandierata come una misura di semplificazione, il governatore punta a introdurre un regime di impunità per il reato di abuso di ufficio in relazione a tutte le procedure adottate in esecuzione di progetti finanziati con le risorse in arrivo dall’Europa. Piuttosto che preoccuparsi della qualità e dell’efficacia della spesa dei fondi in arrivo, potenziando gli uffici e formando il personale, la prima misura proposta da De Luca è invece uno scudo penale per chi spenderà quei soldi. Se il buongiorno si vede dal mattino…”. Lo denuncia la vicepresidente del Consiglio regionale dalla Campania e capogruppo regionale M5S Valeria Ciarambino, a margine della seduta della IV Commissione a cui ha preso parte il consigliere regionale M55 Vincenzo Ciampi. “Da mesi chiediamo al governatore un impegno a riorganizzare uffici e dipartimenti, acquisendo le competenze che mancano, così da farci trovare pronti quando i fondi arriveranno e spendere ogni singolo euro per cambiare il volto della nostra regione. Ed è inconcepibile che ad oggi in Consiglio regionale non ci sia stato alcun momento di confronto su Recovery Fund, mentre la prima volta che se ne parla è solo per mettere in salvo da indagini chi sarà incaricato di spendere quei soldi. Siamo pronti a discutere su misure di semplificazione, assolutamente necessarie, tese a ridurre i tempi per l’esecuzione delle opere, ma non possiamo accettare che diventino il pretesto per introdurre scudi penali. D’altra parte non possiamo non rilevare la perfetta sintonia e sincronia del governatore con la visione di Salvini, che proprio oggi torna a chiedere la sospensione del Codice degli appalti fino al 2026”.

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Nasce l’associazione dedicata alla pesca nel cuore delle marinerie

di Monica De Santis

In costiera amalfitana, soprattutto tra Cetara e Salerno, staziona la flotta tonniera più grande dell’intero territorio nazionale. Un vanto per la nostra provincia. Un vanto di cui in pochi ne sono a conoscenza. Così come sono in pochi coloro che sanno che il segmento tonniero campano riveste una posizione di assoluto rilievo nel panorama della pesca nazionale, dal momento che rappresenta uno dei pochi nuclei di pesca industriale rinvenibili in Italia. La pesca in Campania, dunque, ha una connotazione tipicamente artigianale con l’85% delle imbarcazioni che operano abitualmente nell’immediato sotto costa, e solo in rari casi al di fuori delle 6 miglia di distanza. La gran parte utilizza reti da posta fisse (tramaglio ed imbrocco) come attrezzo principale ed il palangaro di fondo come attrezzo secondario. I battelli armati a strascico risultano l’11% del totale nazionale e operano generalmente entro i confini regionali, a distanze da costa inferiori a 12 miglia. Il segmento della circuizione conta 31 imbarcazioni, quasi sempre impegnate nella cattura dei piccoli pelagici, soprattutto acciughe, entro le 6 miglia da costa. Le draghe idrauliche contano 14 imbarcazioni concentrate nella parte settentrionale della regione (Fonte: Mipaaf – Programma Nazionale raccolta dati alieutici). Con più di 150 specie commerciali ed una moltitudine di attrezzi e di tipologie di pesca, l’attività praticata dal settore peschereccio in Campania si caratterizza prevalentemente come una pesca multi-specie e multi-attrezzo tale che uno stesso battello può effettuare più operazioni di pesca estremamente diversificate durante l’anno. E per tutti questi motivi che nasce ad Ischia nel cuore delle marinerie campane la prima associazione di PescAgri Cia dedita alla tutela del settore ittico e dell’acquacoltura. In collaborazione con Cia Campania l’associazione nazionale di Cia-Agricoltori Italiani dedita al settore ittico inaugura la prima associazione regionale in Italia, che conta tra i suoi iscritti pescatori provenienti soprattutto della costiera salernitana. I vertici nazionali e regionali illustreranno i dettagli dell’ambizioso progetto in occasione della conferenza stampa di venerdì 23 aprile ore 11.00 presso l’agriturismo “Il giardino del nonno” a Sant’ Angelo d’Ischia. Il comparto della mitilicoltura, nato negli anni venti nell’area flegrea, rappresenta un settore produttivo fondamentale se si pensa che la quasi totalità della produzione deriva da impianti ubicati nell’area flegrea, in quella torrese-stabiese e, di recente, da impianti creati nel Golfo di Salerno. Il comparto dell’acquacoltura, caratterizzata prevalentemente da realtà di modeste dimensioni alle quali solo di recente si sono affiancate unità produttive di maggiore respiro, rappresenta un’importante opportunità di crescita per la pesca campana. Le imprese di allevamento presenti sul territorio regionale sono rappresentate sia da impianti di acquacoltura a terra che da impianti di maricoltura off-shore. La zona flegrea e quella del litorale torrese stabiese restano quelle più produttive della Campania per quanto riguarda la mitilicoltura. La piccola pesca costiera, praticata con imbarcazioni di dimensioni ridotte, è il comparto più significativo sia per numero di addetti, che di battelli (circa il 60% del totale delle imbarcazioni italiane). La flotta è distribuita su tutto il territorio campano e si dedica prevalentemente alla pesca di pesce pregiato, nell’ambito della quale sono custodite le più antiche tradizioni pescherecce locali. L’acquacoltura in Campania L’acquacoltura è la produzione di organismi acquatici in impianti controllati per habitat, riproduzione ed alimentazione. Rappresenta, oggi, un settore economico molto importante della produzione alimentare e contempla aspetti fondamentali quali la rintracciabilità e la sicurezza dei prodotti. L’allevamento viene praticato sia in impianti a terra di acqua dolce o salmastra, sia in impianti a mare. Le principali tipologie di acquacoltura sono le seguenti: itticoltura o piscicoltura; crostaceicoltura; molluschicoltura, a sua volta divisa in venericoltura (vongole) e mitilicoltura (cozze e ostriche). In Campania, l’attività di acquacoltura costituisce una rilevante realtà produttiva, soprattutto per quanto riguarda l’allevamento dei mitili in mare aperto. Per quanto riguarda gli impianti in acque marine e in acque interne i Comuni competenti gestiscono direttamente il rilascio di concessioni demaniali marittime. L’attività è comunque soggetta all’iscrizione all’Anagrafe nazionale delle aziende di acquacoltura gestito dal Ministero della Salute. Il settore è regolato da differenti strumenti normativi, tra cui la Legge regionale 23 dicembre 2014, n. 22 “Disciplina della pesca marittima e dell’acquicoltura” ed il Programma Operativo FEAMP 2014-2020, che con la Priorità 2 punta a favorire un’acquacoltura sostenibile, efficiente, innovativa competitiva e basata sulle conoscenze.

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Napoli, code di tre ore per il vaccino Covid ai 60enni alla Fagianeria di Capodimonte


Lunghe code e attese di circa 3 ore al centro vaccinale della Fagianeria nel Bosco di Capodimonte dove oggi si stanno eseguendo le vaccinazioni anti-Covid19 ai 60enni, soprattutto con vaccini di tipo Astrazeneca. Code di centinaia di metri. I cittadini lamentano le poche postazioni a disposizione. Caos traffico in Zona Ospedaliera per i lavori in via Pietravalle.
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Crisi Covid Napoli, i bus turistici bloccano Santa Lucia: manifesti funebri e clacson spianati


Protesta dei bus turistici a Napoli questa mattina, che hanno bloccato via Santa Lucia, dove si trova la sede della Regione Campania, per chiedere ristori necessari a superare la crisi del Coronavirus che ha colpito la categoria. I bus hanno sfilato con manifesti funebri affissi ai finestrini e a clacson spianati. Traffico bloccato.
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La situazione di martedì 20 aprile sul Coronavirus in Campania


Sono 1.334 i contagiati dal Covid in Campania su 9.934 tamponi molecolari esaminati nelle ultime 24 ore, secondo i dati dell'Unità di crisi della Regione Campania. Sale, quindi, il tasso di incidenza, cioè il rapporto tra i positivi sui test effettuati, che passa dal 9,69% al 13,42%. Partite le vaccinazioni ai 60enni. La Regione: "Priorità ai lavoratori del turismo".
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Caos trasporti pubblici: “Inserire nel piano anche i lavoratori del tpl”, la richiesta della Filt Cgil

di Erika Noschese

Inserire nel piano vaccinale i lavoratori del trasporto pubblico locale. È la richiesta avanzata dal segretario generale Filt Cgil Napoli e Campania, Amedeo D’Alessio: da oggi, infatti, la Campania diventa zona arancione e con la riapertura in presenza delle scuole puntualmente ritorna anche la discussione sui trasporti pubblici locali “quale capro espiatorio di un’incapacità di gestione della pandemia che ha radici più profonde”, ha dichiarato D’Alessio che, come sindacato, ha più volte richiesto cabine di regia regionali per affrontare e governare gli elementi che determinano il trasporto pubblico a partire dalla rimodulazione degli orari delle scuole, dei luoghi di lavoro, dall’aumento dei mezzi a disposizione anche attraverso il ricorso ai mezzi turistici e dai sistemi di controllo per la misurazione della capienza a bordo. “Una volta conclusa la campagna per i soggetti prioritari, chiediamo di vaccinare tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori del trasporto che stanno garantendo la mobilità delle persone e delle merci – ha poi aggiunto il segretario generale Filt Cgil Napoli e Campania – Nel corso di questi mesi siamo riusciti ad ottenere risultati importanti, ma in alcuni casi è venuto a mancare il lavoro di raccordo e di ascolto tra qualche Prefetture del territorio e le organizzazioni sindacali di settore per un’interlocuzione fattiva nell’ambito dei tavoli di coordinamento istituiti per la ripresa in sicurezza della didattica in presenza. Ciò nonostante, domani le lavoratrici ed i lavoratori dei trasporti di tutta la Campania saranno ancora una volta in prima linea per garantire il regolare svolgimento del servizio a supporto della ripresa in sicurezza della didattica in presenza”. “La Filt Cgil Campania – conclude. D’Alessio – ribadisce però con forza che occorre mettere in sicurezza tale categoria, tutelando gli operatori front line che sono quotidianamente esposti al rischio di contagio”.

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Scuole chiuse in Campania: tutti i comuni che hanno bloccato il ritorno in presenza


Tanti i comuni della Campania che hanno prorogato la sospensione della didattica in presenza: ad Avellino e Benevento, sette giorni per gli studenti di scuole superiori. A Marigliano chiuse tutte le scuole per 15 giorni, Roccadaspide è in lockdown. A Solofra, scuole chiuse sine die. Tantissime le classi singole in quarantena dopo la scoperta di uno o più casi.
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Campania da oggi Zona Arancione Covid: cosa si può fare e cosa è vietato


Da oggi, lunedì 19 aprile 2021, la Campania torna in Zona Arancione Covid19: riaprono barbieri e parrucchieri, che assieme ad altri negozi potranno restare aperti tutti i giorni, dalle 7 alle 21,30. Ok agli spostamenti all'interno dello stesso Comune. Tornano in classe seconde e terze medie, e per le superiori dal 50 al 75% degli alunni. Tutte le novità.
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Vincenzo De Luca: “Da lunedì negozi aperti dalle 7 alle 21,30 tutti i giorni”

di Monica De Santis

E’ stata pubblicata nel tardo pomeriggio di ieri l’ordinanza numero 14 a firma del Governatore Vincenzo De Luca. L’ordinanza giunge a seguito del passaggio della Campania da zona rossa a zona arancione. Un passaggio atteso e annunciato già da divrsi giorni e che vede la ripartenza di molte attività commerciali chiuse oramai da quasi un mese. Oltre alla ripartenza in presenza delle classi seconde e terze medie che torneranno al 100% e delle scuole superiori che rientraranno nella misura del 50% o del 75% in quegli istituti che hanno spazi sufficienti a mantenre il distanziamento stabilito dall’istituto superiore di sanità. Nell’ordinanza firmata dal Governatore Vincenzo De Luca, si precisa che fatta salva la sopravvenienza di ulteriori provvedimenti in conseguenza dell’evoluzione del contesto epidemiologico, con riferimento all’intero territorio della regione Campania, a decorrere dal 19 aprile 2021 e fino al 15 maggio 2021, al fine di agevolarne la fruizione dilazionata da parte degli utenti, l’apertura degli esercizi commerciali e dei servizi alla persona consentiti sul territorio regionale, ai sensi del decreto legge 1 aprile 2021, n.44 e del DPCM 2 marzo 2021 è permessa, in deroga ad eventuali disposizioni più restrittive e fatti salvi orari più lunghi già previsti, dalle ore 7 alle ore 21,30 e senza obbligo di chiusura domenicale o settimanale, fermo l’obbligo di rispetto della normativa a tutela dei lavoratori dipendenti. Sono fatte salve le limitazioni di orario previste per specifiche attività dal DPCM 2 marzo 2021. Dunque da lunedì torna a riaprire al pubblico negozi di abbigliamento, di calzature, gioiellerie, pelletterie e mercati all’aperto. Ovviamente rispettando sempre il limite delle persone all’interno di ogni attività commerciale e con l’obbligo di misurare la temperatura a tutti i clienti. In funzione della ripresa in sicurezza delle attività e delle attività didattiche in presenza nelle scuole ed istituti del territorio regionale, sono disposte le seguenti misure, a carico dei soggetti rispettivamente competenti: a) riattivazione dei servizi aggiuntivi del TPL in tempo utile a consentire l’operatività dei servizi scolastici nel rispetto delle vigenti disposizioni in tema di limiti alle presenze a bordo dei mezzi e delle altre disposizioni vigenti; b) attivazione, ove necessario e su richiesta dei Comuni, del supporto dei volontari della protezione civile, nelle aree a maggiori rischio di assembramenti nei pressi degli istituti scolastici (in particolare, laddove si registrino concentrazione di plessi) e degli snodi critici del sistema di TPL (ad esempio, stazioni di interscambio), al fine di favorire l’ordinato afflusso e deflusso dei viaggiatori e per la dissuasione di condotte non rispettose degli obblighi di distanziamento interpersonale e di utilizzo dei DPI prescritti dalla disciplina vigente. Restano invece invariate le disposizioni per quanto concerne le attività legate alla ristorazione. Bar e ristoranti potranno riaprire e far sedere i clienti ai tavolini all’aperto a partire dal 26 aprile e solo se scendiamo in zona gialla.

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Il barista disperato vende il suo locale a pezzi: “Il Covid ha ucciso anche me”


Enrico ha aiutato il figlio Angelo di 25 anni ad aprire un bar a Terzigno investendo tutti i suoi risparmi. Purtroppo, a causa della pandemia causata dal Covid-19, dopo i primi tre mesi di lockdown il bar è andato in sofferenza e Angelo non è più riuscito a pagare l'affitto. Ora, il drammatico epilogo: i due stanno vendendo a pezzi quel che resta dell'attività commerciale.
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“No alla movida”, De Luca detta linea per riapertura dei locali in Campania

“Siamo l’ultima regione d’Italia per fornitura vaccini, è una vergogna. E la Campania è ultima per distribuzione di vaccino Pfizer-BionTech e Moderna, il primo al 16%, il secondo al 1,7 Moderna. Sono quelli che servono ad anziani. Vergogna doppia e nazionale. Scandaloso che non emerga. È una delinquenza politica, dovremmo essere tutti uguali e non è così”. Ancora un attacco da parte del governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca nei confronti del commissario straordinario Covid19 Francesco Figliuolo sul numero di vaccini fornito alla Campania. Durante la diretta social del venerdì per fare il punto della situazione sull’emergenza Covid, il presidente di Palazzo Santa Lucia ha puntato il dito contro il commissario per la questione vaccini: “Abbiamo duecentomila campani cui è sottratto il vaccino. Chiedo a tutte le forze politiche di avviare una proposta chiara. La Campania – aggiunge – ha ricevuto un numero di vaccini pari al 25% della popolazione, siamo ultimi per fornitura di vaccini in relazione alla popolazione. È una vergogna nazionale”, ha detto annunciando la Campania ha concluso ieri gli ultraottantenni vaccinati. Durante la settimanale diretta Facebook, il governatore parla non solo dei vaccini ma anche della situazione economica: “Abbiamo settori che sono stremati. La linea della Campania è mantenere vaccini per fasce d’età ma dobbiamo contemporaneamente guardare al rilancio dell’economia. Non possiamo essere ottusi. Se diciamo alle famiglie che in zona arancione si può andare a scuola almeno per il 50 percento, non ritenete sia priorità immunizzare autisti dei trasporti pubblici? – ha aggiunto il presidente di Palazzo Santa Lucia – Per prendere una decisione del genere non servono le fasce d’età occorre una decisione politica, senza essere ottusi o burocrati”. Sul turismo e sulle isole Covid Free ha ribadito, invece, la sua posizione: “Rischiamo di far saltare la stagione turistica 2021 e gettare nella disperazione centinaia di migliaia di persone che non ce la fanno più”. De Luca, a seguito dell’annuncio del premier Draghi ha chiarito che, per la movida, non è ancora tempo e dunque no alla riapertura dei locali notturni: “Il problema del contagio non sono i ristoranti aperti, ma la movida. Dobbiamo aprire i ristoranti ma le attività dalle 23-23.30 e dopo mezzanotte nessuno più in strada per almeno 2 mesi”. Ieri la Campania nel monitoraggio Iss è stata dichiarata in zona arancione e quindi fuori dalla zona rossa (dalla prossima settimana) dopo un mese e mezzo. L’Rt in Campania è 1 (0,96-1,03) e rischio basso ad alta probabilità di progressione. Ma i dati di incidenza indicano una nuova ripresa dei contagi Coronavirus. La provincia di Napoli infatti permane piena area di massimo rischio.

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