Da dove arrivano i fondi per la demolizione delle Vele di Scampia

Dei 57 milioni stanziati per il progetto, 48 arrivano da accordi tra i governi Renzi e Gentiloni e il Comune di Napoli, mentre 9 sono stati stanziati dall'Ue.

È ufficialmente iniziata alle ore 11.17 la demolizione della prima delle ultime quattro Vele di Scampia. In una area di Napoli per anni simbolo di degrado, spaccio di droga, camorra ma anche lotta dei cittadini per ottenere il riconoscimento dei loro diritti, parte così il progetto Re-Start Scampia che prevede, nella prima fase, l’abbattimento delle Vele A, C, D e la rigenerazione della Vela B. L’obiettivo è quello di trasformare la ‘Scampia di Gomorra’ in una periferia a misura dei cittadini.

Sono circa 57 i milioni di euro con i quali è stato finanziato il progetto di abbattimento e riqualificazione. Di questi, circa 18 arrivano dal Programma straordinario per le Periferie – un fondo istituito a fine 2015 dal governo Renzi e portato in essere sotto il governo Gentiloni nell’aprile 2017 – 30 arrivano dal Patto per Napoli firmato nell’ottobre 2016 dal sindaco De Magistris e dall’allora premier Matteo Renzi e 9 dal Programma Operativo Nazionale (Pon) “Città Metropolitane 2014 – 2020” finanziato dall’Unione europea. Altri 50 milioni sono stati assicurati dall’attuale governo per la conclusione dei lavori e la ricollocazione delle famiglie.

Le Vele furono progettate nei primi anni ’60 e finite di costruire negli anni ’80, su idea di Franz di Salvo, architetto palermitano con una lunga carriera a Napoli. Il complesso delle Vele era originariamente composto da 7 edifici (a corpo doppio), collocati su due lotti diversi: il lotto L, che ne accoglieva tre, e il lotto M, sul quale ne furono realizzate quattro. L’idea originale, tipica dell’edilizia popolare dell’epoca, era quella di costruire nuovi quartieri funzionali alla creazione di spazi comuni. Un progetto utopistico che negli anni si è dimostrato un fallimento. La demolizione delle tre Vele del lotto L (Vele E, F, G) avvenne in tre distinti momenti, con gli abbattimenti del 1997, del 2000 e del 2003. Dal 2003 ad oggi sono 17 gli anni passati e le ultime quattro vele sono ancora lì, almeno fino ad oggi.

Una lotta che il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris tira in ballo spesso. E parla di quello che arriverà dopo: l’abbattimento di altre due Vele, la riqualificazione della quarta. Saranno realizzati asili nido, nuove residenze, servizi urbani, attrezzature. «I soldi ci sono, mi ha chiamato il ministro Provenzano per assicurarmi i 50 milioni di euro richiesti. Ora non ci ferma più nessuno grazie anche ad una bella pagina di collaborazione con diversi governi». Ad oggi sono stati trasferiti nei nuovi comparti di edilizia residenziale pubblica più di 800 nuclei familiari. L’ultimo trasferimento ha riguardato gli abitanti della Vela A nei nuovi alloggi (124) realizzati lungo via Gobetti.

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Pavimenti romani e un dolium scoperti nel mare davanti a Pozzuoli

I reperti sono stati rinvenuti nel parco archeologico sommerso. Sono venuti alla luce grazie alle forti mareggiate di dicembre. Le foto.

Un dolium di circa due metri di diametro e alcuni piani pavimentali in cotto d’epoca romana sono venuti alla luce, a seguito delle intense mareggiate di dicembre scorso, nell’area archeologica sommersa di Pozzuoli.

Foto di Salvatore Franco Ruggiero.

Individuate dal sub professionista Franco Salvatore Ruggiero, i reperti sono stati regolarmente denunciati alle autorità competenti. «Si tratta di un antico dolium di circa 2 metri di diametro», dice Ruggiero. Il caratteristico contenitore in terracotta di forma ovoidale, forse uno dei più grandi oggetti in argilla utilizzati nell’antica Roma per la conservazione di vino ma anche per diversi prodotti alimentari, giaceva semi sommerso da sabbia e detriti, a pochi metri dalla riva.

Il dolium romano ritrovato nel parco di Pozzuoli. Foto di Salvatore Franco Ruggiero.

«Poco distante, ho poi individuato anche alcuni pavimenti in cotto, uno leggermente incurvato», aggiunge il sub, «anch’essi emersi a causa delle forti correnti che hanno sconvolto il fondale».

Il ritrovamento del dolium e di pavimenti romani. Foto di Salvatore Franco Ruggiero.

Il rinvenimento è avvenuto nello specchio d’acqua della Ripa Puteolana antistante lo stabilimento ex Sofer, durante un’immersione didattica sportiva, a circa tre metri di profondità e a pochi decine di metri di distanza dalla costa.

Pavimenti romani nel parco archeologico sommerso di Pozzuoli. Foto di Salvatore Franco Ruggiero.

L’area sommersa nei pressi del porto di Pozzuoli, già conosciuta dagli archeologi, conserva, a pochi metri di profondità, i resti di due quartieri suburbani, i vici Lartidianus e Annianus, fatti costruire dell’imperatore Adriano per ospitare artigiani e commercianti provenienti dall’Oriente.

Foto di Salvatore Franco Ruggiero.

Nel 1972 proprio in queste acque fu individuata una scuola di scultura attribuita ad Apollonio che ha restituito reperti di pregio, sculture e fregi, oggi conservati nel museo Archeologico dei Campi Flegrei.

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Franco Ortolani è morto, addio al senatore M5s

Professore di Geologia all'Università Federico II di Napoli era simbolo delle battaglie ambientali in Campania, in prima linea nella battaglia per la Terra dei fuochi.

È morto nella notte tra il 22 e il 23 novembre il senatore del Movimento 5 Stelle, Franco Ortolani. Professore ordinario di Geologia all’Università Federico II di Napoli, aveva 75 anni ed era malato da tempo. A stroncarlo sono stati due tumori di cui aveva parlato pubblicamente su Facebook, affermando di averli contratti «per colpa dei veleni in Campania».

UNA VITA AL SERVIZIO DELL’AMBIENTE

Ortolani era nato a Molinella, nel Bolognese, il 29 agosto 1943, ma aveva vissuto gran parte della sua vita a Napoli, a servizio della Campania e delle battaglie ambientaliste che ha condotto con grande coraggio. Simbolo della lotta alla Terra dei Fuochi, si era opposto anche alle discariche di Chiaiano e alle ecoballe. Negli Anni ’90 era stato in prima linea nella lotta al dissesto idrogeologico di Napoli città mentre erano aperti i cantieri per la ex linea tramviaria rapida (oggi Linea 6) che doveva collegare Fuorigrotta al centro e che è rimasto un progetto incompiuto dopo Tangentopoli.

SENATORE DAL 2018

Il suo impegno civile e ambientale e la sua propensione alla divulgazione scientifica lo hanno fatto notare alla stampa prima e alla politica poi. Così nel 2018 il Movimento 5 Stelle ha scelto di candidarlo al Senato. Ortolani è stato eletto nel collegio uninominale di Napoli-Arenella, portando nelle aule del parlamento la sua battaglia. A dare la notizia della scomparsa, sul suo profilo Facebook, è stata la collega pentastellata Vilma Moronese: «Qualche giorno fa ho scritto un messaggio al caro collega Franco Ortolani, per dirgli che stavamo ultimando i lavori sul dl clima, un provvedimento su cui ero certa gli sarebbe piaciuto lavorare. Gli ho scritto che comunque c’era ancora tanto da fare e che tutti i colleghi chiedevano di lui e che la commissione ambiente del senato lo aspettava. Purtroppo non abbiamo avuto neanche il tempo di un ultimo saluto. Franco mancherà a tutti anche per i modi garbati con cui si poneva agli altri. È un momento molto triste per tutti noi, abbiamo perso una grande persona, un cittadino esemplare, un guardiano dell’ambiente ed un validissimo servitore dello Stato».

Qualche giorno fa ho scritto un messaggio al caro collega Franco Ortolani, per dirgli che stavamo ultimando i lavori sul…

Posted by Vilma Moronese Cittadina Senatrice M5S on Friday, November 22, 2019

IL SALUTO DI DI MAIO

La morte di Ortolani è stata commentata anche dal leder del Movimento, Luigi Di Maio: «Una vita dedicata alla tutela del territorio, alla salvaguardia dell’ambiente. Quando c’era da proteggere il nostro territorio, da sostenere cittadini contro discariche illegali e roghi tossici in Campania, lui c’era sempre. Lo ricordo con grande affetto, non solo per il suo grande lavoro da Senatore del MoVimento 5 Stelle. Nel 2007 ero Presidente dell’associazione degli studenti di Giurisprudenza e del Consiglio degli Studenti di Facoltà. Riuscimmo ad ottenere un’intervista con l’allora Commissario all’emergenza rifiuti in Campania Gianni De Gennaro. Lo avevamo incalzato su una serie di questioni cocenti che riguardavano la nostra terra e le nuove discariche che si volevano realizzare. Se tante comunità in Campania non sono state intossicate da discariche o impianti inquinanti, lo si deve al professor Franco Ortolani. Grazie Franco, tutto il MoVimento ti abbraccia».

Si è spento il professor Franco Ortolani, Senatore del MoVimento 5 Stelle. Una vita dedicata alla tutela del…

Posted by Luigi Di Maio on Saturday, November 23, 2019

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Carfagna in tregua con Berlusconi decide sulla Campania

L'azzurra sponsorizza il fedelissimo Paolo Russo al posto di Caldoro. Ma il suo tira e molla ha esacerbato gli animi in Forza Italia. E più d'uno si chiede perché, se tiene tanto al suo territorio, non si candidi lei a governatrice.

Forza Italia alla resa dei conti con le Regionali in Campania e Calabria. Dalle scelte che si faranno per le candidature dipende il destino, o la fine, del movimento di Silvio Berlusconi. Grande segnale di forza agli altri partiti della coalizione: quando a indicare il candidato presidente è il partito del Cavaliere scoppiano le liti e si perde tempo per la campagna elettorale.

LO STALLO IN CALABRIA

In Calabria, dove si vota il 26 gennaio e un gruppo di colonnelli locali era pronto alla battaglia, tutto è fermo perché Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza con grande consenso ma anche qualche problema giudiziario, non va bene alla Lega di Matteo Salvini e anche il fratello, Roberto, vice capogruppo di Mariastella Gelmini alla Camera dei deputati, non convince: inviso al cerchio magico di Arcore perché troppo vicino a Mara Carfagna. Dunque la corrente di qualche deputato vicino agli Occhiuto minaccia la scissione, ma sono al massimo tre: lo stesso Roberto, il suo sodale Francesco Cannizzaro e forse la coordinatrice regionale Jole Santelli.

CARFAGNA ALLE PRESE CON L’AFFAIRE CAMPANIA

Nel frattempo, e facendo arrabbiare tutti, Carfagna ha fatto pace con il vecchio Silvio e gestirà personalmente l’affaire Campania, pur senza candidarsi. In forse l’ipotesi Caldoro, che comunque resta la prima opzione del Cav con il gradimento di Salvini, visto che l’azzurra punta sul fedelissimo Paolo Russo, uomo a L’Avana, anzi a Napoli. In cambio di questo, cercherà di convincere anche i calabresi a cedere il passo a una outsider. Donna, che fa sempre bene: Caterina Chiaravalloti, dalla società civile, magistrato, ma figlia d’arte. Suo padre Giuseppe fu governatore della Calabria dal 2000 al 2006. 

L’INSOFFERENZA DELLE AZZURRE PER IL TIRA E MOLLA DI MARA

E vissero tutti felici e contenti? Non proprio. Il tira e molla carfagnesco ha esacerbato gli animi in Forza Italia. Le donne del partito non la sopportano più. Un tira e molla continuo, di Mara e del suo compagno sempre presente Alessandro Ruben, senza sapere neanche bene cosa vuole. La Regione davvero? La vicepresidenza di Forza Italia, che tanto non conta niente, sulle ceneri di Antonio Tajani? Continuare a fare la bella statuina istituzionale nei salotti romani, con l’obiettivo del salto in quelli internazionali? Perché, si chiedono in molti tra gli azzurri, Mara non va a fare la governatrice nella sua terra, se davvero le interessano il territorio, il partito e vuole metterci la faccia?

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere.

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I problemi del centrodestra con la scelta del candidato in Campania

Per Forza Italia, Salvini, Berlusconi e Meloni sarebbero già d'accordo sul nome di Caldoro. Ma da Lega e Fdi arriva una brusca frenata.

C’è ancora parecchia incertezza sul nome del candidato del centrodestra alle Regionali in Campania. Fonti di Forza Italia hanno confermato che c’è l’accordo sul nome di Stefano Caldoro e che se n’era parlato all’ultimo vertice tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Decisamente più cautela dalle controparti. Per la Lega, in questo momento, si «sta ragionando di programmi e squadra, il dibattito sui candidati governatori verrà dopo».

BERLUSCONI AVEVA DATO L’ACCORDO PER FATTO

Silvio Berlusconi aveva parlato esplicitamente di un accordo con Salvini e Meloni, ma anche per Fratelli d’Italia «sul nome del candidato non ci risulta si sia chiuso alcun accordo. L’intesa che c’è è che in Campania sia Fi a dover individuare il nome, però non c’è nulla di deciso. Così come per la Puglia e le Marche spetta a Fdi indicare il nome».

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In Campania continua il braccio di ferro tra Anpal e Regione sui navigator

La giunta regionale non ha ancora dato il via libera alla convenzione. «L'impegno sottoscritto da De Luca non corrisponde ai fatti».

Stallo senza fine tra Regione Campania e Anpal sui navigator. L’Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro ha fatto sapere che è ancora tutto bloccato. «Apprendiamo con rammarico e stupore», si legge in una nota, «che la giunta regionale della Campania non ha approvato la convenzione tra Anpal Servizi e Regione Campania che definiva le modalità di assistenza tecnica dei navigator», senza la quale non si può procedere all’assunzione dei 471 navigator campani vincitori della selezione pubblica.

«In questi 15 giorni», hanno sottolineato Anpal e Anpal Servizi, «abbiamo accolto le molteplici modifiche richieste dagli uffici regionali per favorire l’avvio delle attività. Abbiamo operato con senso di responsabilità, forti dell’impegno sottoscritto con il presidente della giunta Vincenzo De Luca lo scorso 17 ottobre».

«Dobbiamo constatare che all’impegno sottoscritto e diffuso a mezzo stampa sui media non corrisponda la volontà fattuale del presidente di far partire le attività dei navigator in Regione Campania, che potrebbero essere avviate come avvenuto nelle altre 19 Regioni un attimo dopo la stipula della convenzione».

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