Trovato il turista che ha sfregiato il Colosseo: è un personal trainer e vive a Bristol

Il turista che ha inciso su una delle pietre del Colosseo il proprio nome e quello della fidanzata è stato trovato. Ivan è un giovane residente in Inghilterra e i carabinieri del comando di Roma Piazza Venezia, coordinati dalla procura di Roma, sono riusciti a scovarlo dopo la denuncia presentata dall’Ente Parco del Colosseo e sfruttando al meglio i video e le foto circolate dal 26 giugno scorso sui social. Una scena che ha indignato l’Italia intera, compreso il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, che oggi esulta: «Grazie ai carabinieri, l’atto del giovane ha offeso tutti».

Ivan Dimitrov ha inciso il proprio nome e quello della fidanzata sul Colosseo: ora è stato identificato
Gennaro Sangiuliano, ministro della Cultura (Imagoeconomica).

Chi è l’autore dell’incisione

Ad aver compiuto il gesto è il 27enne Ivan Dimitrov, giovane di origini bulgare che vive a Bristol, in Inghilterra. Secondo quanto rivela il Daily Mail, è un istruttore di fitness. Per trovarlo, i carabinieri hanno setacciato gli alberghi e le prenotazione di biglietti aerei, documenti e foto. Non risulta indagata, invece, la fidanzata Hayley. Decisivo invece un altro turista, l’americano Ryan Lutz, autore del video. Per legge il ragazzo, che ha utilizzato una chiave e ha anche insultato chi lo stava riprendendo, rischia sanzione e perfino la reclusione. Si parla di una multa da 15 mila euro e fino a cinque anni di carcere.

Ivan Dimitrov ha inciso il proprio nome e quello della fidanzata sul Colosseo: ora è stato identificato
Una vista della parte interna del Colosseo (Getty).

Sangiuliano: «Ora applicare le leggi in maniera rigorosa»

Il ministro della Cultura è tornato sulla questione sfruttando Twitter. Due i tweet in cui annuncia che Ivan è stato identificato dalle autorità. Sangiuliano scrive: «Sono grato all’Arma dei Carabinieri per aver prontamente individuato il presunto responsabile del gesto incivile quanto assurdo commesso al Colosseo. Un atto che ha offeso tutti coloro che nel mondo intero apprezzano il valore dell’archeologia, dei monumenti e della storia». E poi rincara la dose: «Ora auspico che la giustizia faccia il suo corso applicando rigorosamente le leggi. Se si arriverà a un processo, il ministero della Cultura si costituirà parte civile. Intanto prosegue l’iter in Parlamento del disegno di legge presentato dal Governo per fare in modo che chi oltraggia il nostro patrimonio ne risponda in prima persona anche dal punto di vista patrimoniale. Chi danneggia paga».

Rogo del Corano, Erdogan contro la Svezia: «Insultare i musulmani non è libertà di pensiero»

A poche ore dal rogo del Corano davanti alla più importante moschea di Stoccolma, la Svezia incassa le critiche del mondo musulmano e del leader della Turchia, Recep Tayyip Erdogan. Durante un evento del proprio partito, l’Akp, il presidente turco prende posizione e lo fa in maniera netta, condannando il gesto. «La Turchia reagirà nel modo più forte fino a quando non verrà condotta una lotta decisa contro le organizzazioni terroristiche e i nemici dell’Islam», ha dichiarato Erdogan. «Chi consente questo crimine con il pretesto della libertà di pensiero e chi chiude un occhio davanti a questa insolenza non raggiungerà i propri obiettivi. Alla fine insegneremo ai monumenti occidentali di arroganza che insultare i musulmani non è libertà di pensiero».

Il presidente turco Erdogan attacca la Svezia per l'autorizzazione al rogo del Corano mentre monta la protesta dei Paesi musulmani
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan (Getty).

Il no della Turchia all’ingresso nella Nato della Svezia

Quanto accaduto il 28 giugno a Stoccolma, dove un 37enne ha preso a calci il Corano prima di bruciarlo, rischia di compromettere ulteriormente i rapporti già tesi tra la Svezia e la Turchia. Da tempo Ankara si oppone all’ingresso del Paese svedese, storicamente neutrale, nella Nato. Il governo di Stoccolma deve avere i sì di tutti gli Stati membri e fino ad ora Erdogan e Viktor Orban, leader dell’Ungheria, hanno posto il proprio veto. Adesso appare ancora più difficile che il leader turco possa cambiare idea. Erdogan si fa portavoce del mondo musulmano e l’11 luglio, al vertice Nato di Vilnius, sembra ormai scontato l’ennesimo no.

Proteste all’ambasciata svedese a Baghdad

Intanto le proteste generate dal rogo del Corano montano sia in Iraq sia in Marocco e in diversi altri Paesi musulmani. A Baghdad l’ambasciata svedese è stata presa d’assalto da alcuni sostenitori del leader sciita Moqtada al Sadr. I manifestanti hanno fatto irruzione e sono rimasto all’interno per un quarto d’ora prima di andare via all’arrivo delle autorità. Distribuiti anche volantini con la frase: «La nostra Costituzione è il Corano». Bruciate diverse bandiere arcobaleno, simbolo della comunità Lgbtq+. Il Marocco intanto ha richiamato il proprio ambasciatore in Svezia parlando di «nuovo atto offensivo e irresponsabile» che «ignora i sentimenti di oltre un miliardo di musulmani, in questo periodo sacro del grande pellegrinaggio alla Mecca e della festa benedetta di Eid al Adha». Proteste anche in Egitto, Iran, Arabia Saudita, Kuwait, Siria, Emirati arabi uniti, Palestina, dai talebani in Afghanistan e dall’Hezbollah libanese.

Il presidente turco Erdogan attacca la Svezia per l'autorizzazione al rogo del Corano mentre monta la protesta dei Paesi musulmani
Proteste nei Paesi musulmani: bruciate anche le bandiere della Svezia (Getty).

Alvaro Soler si è sposato con Melanie Kroll: il matrimonio svelato solo un mese dopo

Alvaro Soler e Melanie Kroll si sono sposati, ma la notizia delle nozze è stata resa nota solo un mese dopo. Il 28 giugno la neo sposa ha condiviso sui social alcuni scatti del grande momento.

Le nozze di Alvaro Soler e Melanie Kroll

Il matrimonio tra la modella tedesca e il cantante spagnolo si è celebrato lo scorso 23 maggio nel massimo riserbo. La notizia, infatti, è emersa solo settimane dopo quando la neo sposa ha pubblicato su Instagram alcune foto della giornata. La coppia, insieme dalla scorsa estate, è riuscita a non far trapelare nulla.

Gli scatti non lasciano dubbi: gli sposi sono ritratti felici e sorridenti nel loro grande giorno e, sotto le foto, si legge la data del 23 maggio 2023 scritta tra due cuori bianchi. La modella, che ha deciso di condividere l’evento con i suoi fan, non ha però svelato altri dettagli come il luogo o gli invitati presenti. Dal commento postato dal cantante Nico Santos a corredo delle foto del matrimonio, «Ed è stato magico!», si evince che il collega di Soler fosse presente alla cerimonia, ma non si conoscono altri nomi.

Sono insieme da un anno

Alvaro Soler e Melanie Kroll avevano ufficializzato la loro storia nell’estate 2022, quando erano stati visti insieme a un evento a Berlino. La modella di nazionalità tedesca ha 25 anni ed è nata negli Stati Uniti nel 1998. Alvaro Soler ha 32 anni ed è nato in Spagna nel 1991. Il cantante è salito alla ribalta internazionale grazie al successo dei singoli El mismo sol e Sofia, brani che hanno scalato le hit in gran parte d’Europa. Prima di avere al suo fianco Melanie Kroll, Soler è stato fidanzato per cinque anni con Sofia Ellar. I due parlavano anche di matrimonio che rimandarono a causa del Covid e che non riprogrammarono più, interrompendo la relazione nell’aprile 2021. Poi lo scorso anno, a giugno, l’artista è stato visto per la prima volta con la Kroll.

FS, Polo Infrastrutture: 3,6 miliardi di gare assegnate e lanciate in 72 ore

Il Gruppo FS guidato dall’amministratore delegato Luigi Ferraris prosegue senza sosta nel mettere a terra gli investimenti sulle infrastrutture. Sono infatti pari a oltre 3,6 miliardi di euro le gare assegnate e lanciate in sole 72 ore dal Polo Infrastrutture di FS, dalla Roma-Pescara all’Anello di Palermo fino al collegamento tra la stazione di Bergamo e l’Aeroporto Orio al Serio.

Le gare assegnate e lanciate dal Polo Infrastrutture di FS 

Nel dettaglio sono 2 i miliardi di euro per le nuove opere ferroviarie di RFI, di cui è ad Gianpiero Strisciuglio, e 1,6 i miliardi lanciati da ANAS, con l’ad Aldo Isi, per quelle stradali. Oltre 1 miliardo è dedicato ai lavori di manutenzione delle reti ferroviarie e stradali in tutto il territorio nazionale. Le gare di questi giorni rientrano nel piano del Gruppo FS e dell’ad Ferraris per rendere il sistema di trasporti del Paese più integrato, performante, veloce, accessibile e intermodale sia per i passeggeri che per le merci, con un investimento di oltre 180 miliardi in ferrovie e strade nei prossimi 10 anni. Ad oggi, sono già attivi 4 mila cantieri in tutta Italia per oltre 49 miliardi di euro tra nuove opere e manutenzione delle linee esistenti. Il PNRR, con circa 24 miliardi affidati a RFI di cui oltre l’80 per cento già in fase realizzativa, ne rappresenta una parte importante per realizzare infrastrutture che entreranno in funzione entro il 2026.

Dalla Roma-Pescara all’anello di Palermo

Tra le principali gare lanciate da Rete Ferroviaria Italiana vi sono: la Roma-Pescara (due tratte per 477 milioni complessivi), la Potenza-Metaponto (265 milioni), il tunnel del Virgolo (73 milioni), la linea diretta Torino Porta Nuova-Porta Susa (67,7 milioni) e l’anello di Palermo (93 milioni). Oltre a queste, si aggiunge una gara da 900 milioni per la manutenzione straordinaria delle infrastrutture ferroviarie in tutta Italia. Sono state inoltre aggiudicate le gare per il collegamento tra la stazione di Bergamo e l’aeroporto Orio al Serio (113 milioni) e quella per l’elettrificazione della linea Cagliari-Oristano (45 milioni).

 

Lotito sconfitto sulla lotta alla pirateria: quale sarà la prossima battaglia?

Claudio Lotito perde la sua battaglia per rendere ancora più stringenti le maglie della normativa per contrastare la pirateria dei contenuti audiovisivi a pagamento. Il senatore di Forza Italia, infatti, aveva spinto per modificare la proposta di legge in materia, arrivata a Palazzo Madama dopo il via libera dalla Camera. Per evitare un nuovo ritorno a Montecitorio – dove il testo era stato approvato all’unanimità – maggioranza e governo avevano deciso di non fare modifiche, così da arrivare all’approvazione in via definitiva più rapidamente. Tra le altre cose, si stabilisce il potere dell’Agcom di bloccare gli streaming illegali entro i 30 minuti di trasmissione.

LEGGI ANCHE: Claudio Lotito, il Mister Wolf di se stesso che guadagna sempre più potere

Quelle chiacchierata assenza in commissione Bilancio

Lotito, che è anche presidente della Lazio che vede tra le principali voci di ricavo la vendita dei diritti tivù delle partite, avrebbe voluto un giro di vite più stretto. Per questo aveva spinto Forza Italia a presentare una serie di emendamenti – unico tra i gruppi di maggioranza – per modificare il testo. Interventi tecnici per rendere più stringente la normativa. Di questa sua battaglia se ne era parlato nei giorni scorsi quando l’assenza di Lotito – e del collega di partito, Dario Damiani – in commissione Bilancio aveva mandato la maggioranza sotto su un passaggio tecnico del decreto Lavoro. Alcuni lessero nell’assenza del patron laziale un segnale proprio sulla legge anti-pirateria.

Lotito sconfitto sulla lotta alla pirateria: quale sarà la prossima battaglia?
Il senatore di Forza Italia e patron della Lazio Claudio Lotito (Imagoeconomica).

Spalma debiti, Molise e tutte le sue battaglie molto personali

A conti fatti, Lotito ha dovuto tirare i remi in barca. Alla fine gli emendamenti sono stati rimangiati e il via libera in commissione è andato liscio. Ma c’è da scommettere che non sarà l’ultima battaglia di Lotito, che in questi primi mesi di legislatura ha lottato non poco su temi che considerava importanti (dallo spalma debiti per le società sportive ai fondi per la diga di Ripaspaccata in agro del Comune di Montaquila in Molise, dove è stato eletto). C’è da aspettare solo il prossimo provvedimento sul quale mettersi il coltello in mezzo ai denti.

Mutui, Meloni a Bruxelles: «Sensibili al tema, ma bisogna fare di più»

«I mutui? Un grande tema». La premier Giorgia Meloni è intervenuta all’Europa Building di Bruxelles per il Consiglio europeo e tra i tanti temi toccati c’è anche il rialzo dei tassi da parte della Banca centrale europea. Una strategia che non piace al governo italiano. Il 28 giugno, dopo l’annuncio di Christine Lagarde, presidente della Bce, dell’inasprimento dei tassi, è stato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a criticare la decisione: «Così si rischia la recessione». Poche ore più tardi anche la presidente del Consiglio torna sull’argomento e ammette che «bisogna fare di più».

Meloni critica la Bce e parla dei mutui a Bruxelles: «Dobbiamo fare di più»
Giorgia Meloni arriva a Bruxelles (Getty).

Meloni: «Sui mutui sensibili fin dall’inizio»

Nel punto stampa del Consiglio europeo, Giorgia Meloni dichiara: «Sulla strategia della Bce ho già detto cosa penso. Sui mutui il governo era già intervenuto: è un grande tema, al quale siamo stati sensibili sin dall’inizio. Nella nostra legge finanziaria abbiamo immaginato una norma per consentire a tutti di poter convertire il loro mutuo a tasso variabile in mutuo a tasso fisso. Bisogna fare di più, ne sto discutendo col ministro dell’Economia Giorgetti. È una di quelle materie su cui l’impegno del governo deve essere quotidiano».

Critiche dal M5s: «In tavola non si porta la sua sensibilità»

Il capogruppo del Movimento 5 stelle alla Camera, Francesco Silvestri, passa all’attacco e accusa la premier: «Alla prova dei fatti la sensibilità di Giorgia Meloni è unicamente rivolta alle banche. A ogni modo la Presidente del Consiglio sappia che i cittadini non possono portare a tavola la sua sensibilità, quello che gli serve è il suo coraggio di tassare chi sta lucrando sull’aumento delle rate sui mutui. Il Movimento 5 Stelle ha presentato una proposta con la quale sarebbe stato possibile intervenire sugli extra-profitti miliardari di quelle banche che stanno facendo utili enormi a seguito di questi aumenti per istituire un fondo che aiuti chi è in difficoltà. Ma l’esecutivo ci ha detto di no. La verità è che il governo Meloni fa favori a evasori, corrotti, squadre di calcio della seria A indebitate, istituti di credito e grandi potentati economici, mentre per i cittadini ha solo mera propaganda. Quella che si è venduta come una destra sociale, è in realtà una destra da salotto».

Meloni critica la Bce e parla dei mutui a Bruxelles: «Dobbiamo fare di più»
Francesco Silvestri, capogruppo alla Camera del Movimento 5 stelle (Imagoeconomica).

L’ultima di Renzi: guru della dieta col digiuno intermittente

«Ho perso sei chili grazie al digiuno intermittente, corro quasi tutti i giorni e dormo meglio». È un Matteo Renzi tirato a lucido quello che, intervistato di recente dal magazine Sette del Corriere della Sera, ha parlato del suo ritrovato stile di vita in cui l’alimentazione ha un ruolo di primissimo piano.

Il fatidico incontro con il maestro Fiorello

Il leader di Italia viva, sentito sul tema – destinato a dettare l’agenda politica – anche da Porta a Porta, ha tenuto poi ad aggiungere: «Occhio, bisogna fare anche movimento», probabilmente non a 5 stelle. Da sempre appassionato di running, il senatore di Rignano ha raccontato di aver iniziato a seguire il digiuno intermittente a inizio 2023, folgorato sulla via di Viva Rai2!: «Fiorello è il maestro di tutti noi, quando sono andato in trasmissione da lui a gennaio mi ha mostrato come dopo le 16 ore di pausa si stesse praticamente sbranando un toro da quanto stava mangiando». Digiuno intermittente ed esercizio: tutti i parametri fisici, cardiaci e del sonno di Renzi, ha spiegato lui stesso, vengono monitorati da un anello 3.0 collegato a un’app, che gli ha regalato la moglie Agnese per programmare gli allenamenti.

L'ultima di Matteo Renzi: guru della dieta col digiuno intermittente. Il leader di Italia Viva ha perso sei chili.
Renzi a Porta a Porta: sullo sfondo l’immagine di Calenda (Imagoeconomica).

Il dubbio: avrà mangiato al royal wedding in Giordania?

Si fa presto a dire digiuno intermittente. Ma di cosa si tratta? Chiamato anche digiuno controllato, è un sistema alimentare che comporta la quotidiana astensione dall’assunzione di cibo, in uno specifico arco temporale. Il whole-day fasting comporta regolari digiuni della durata di un giorno, alternati a giorni di normale alimentazione. Quello di Renzi, stando a quanto svelato, è il time-restricted feeding, che concede di alimentarsi solo in un intervallo di ore nell’arco di ogni giornata: la formula 16:8 – la più popolare – richiede di concentrare l’assunzione di cibi e bevande caloriche a una sola finestra temporale di 8 ore, mentre nelle restanti 16 sono concesse esclusivamente acqua e bevande non caloriche. Per intenderci, un esempio: tarda colazione alle 10 e cena già finita alle 18, come uno svedese qualsiasi. In mezzo magari un pranzo frugale come quello consumato da Mario Draghi a Fiumicino. Non è dato sapere se, al royal wedding in Giordania, Renzi sia riuscito a far inserire il rinfresco nella sua finestra temporale.

L’atleta ritrovato che all’Italia mancava da troppo tempo

Conquistato dal digiuno intermittente, Renzi si è poi ripreso tutto quello che era suo. Da sempre appassionato di running, si è rimesso a correre come faceva una volta. Anzi, persino di più: il 2 aprile ha infatti chiuso la Milano Marathon in 3 ore e 58 minuti (First reaction: shock!), prendendosi una grossa soddisfazione personale.

Partecipante illustre della 42,195 km lombarda, Renzi aveva già corso due maratone a Firenze, quando era sindaco del capoluogo toscano, siglando un personal best di 4h 11’01 nel 2011. Ai tempi di Palazzo Vecchio, Renzi andava spesso a correre da solo, all’ora di pranzo, nel parco delle Cascine o sulla strada che porta al piazzale Michelangelo. Approdato poi a Palazzo Chigi, aveva cercato di mantenere le buone abitudini da podista, anche durante i viaggi ufficiali all’estero: indimenticabile l’immagine della corsa sul lungomare dell’Avana con indosso la maglia della Nazionale. A Chicago, invece, si era allenato insieme con l’allora sindaco Rahm Emanuel.

L'ultima di Matteo Renzi: guru della dieta col digiuno intermittente. Il leader di Italia Viva ha perso sei chili.
Renzi di corsa sul lungomare dell’Avana (Facebook).

I quattro etti di pasta burro e parmigiano sono un ricordo

Ma la realtà dei continui spostamenti e delle più stringenti misure di sicurezza lo aveva poi costretto a ripiegare dalla corsa (non sempre praticabile) al tennis. «Sveglia all’alba e partita alle 7», aveva raccontato. Alla fine del 2016 Renzi si dimise da presidente del Consiglio, certo non da sportivo: «Mi ha detto che ora ha più tempo per andare a correre, ma sta studiando di dedicarsi al triathlon: ha fatto molta piscina in questi mesi. In bici va bene, la corsa si arrangia, quindi potrebbe andare bene. Non è ingrassato, l’ho trovato abbastanza in forma», disse in quei giorni il suo pizzaiolo di fiducia, Maurizio Mandola, proprietario di un locale a Pontassieve. Stava mentendo sapendo di mentire: Renzi era clamorosamente ingrassato nei quasi tre anni da premier. Nel 2019 il futuro fondatore di Italia viva avrebbe confessato i suoi peccati di gola a Myrta Merlino, su La7: «La sera a palazzo Chigi quando restavo solo a dormire mi facevo tre-quattro etti di pasta con burro e parmigiano». Poi il digiuno, anche di voti.

LEGGI ANCHE: Lula si è lamentato del cibo mangiato al Quirinale

L'ultima di Matteo Renzi: guru della dieta col digiuno intermittente. Il leader di Italia Viva ha perso sei chili.
Renzi a inizio 2017, poco dopo le dimissioni da premier (Imagoeconomica).

La sfida dei chili buttati giù l’ha vinta però Calenda

Dal digiuno intermittente di Renzi alla dieta intermittente: quella di Carlo Calenda, i cui buoni propositi a lungo non sono stati seguiti dai fatti. Nel 2018, commentando su Twitter una foto di un piatto di spaghetti, l’ex ministro dello Sviluppo economico aveva scritto: «Sono a dieta. Per ora solo soddisfazioni dello spirito. Buona pasta».

Nell’aprile del 2021, in risposta a un meme contro di lui creato da un consigliere comunale di Roma, che aveva usato la foto di un ragazzino sovrappeso, ospite da Myrta Merlino (sempre lei), Calenda aveva detto: «Devo dimagrire per ragioni di salute ma si dica che sono grasso io, ma si può mettere un bambino così sbattuto come un mostro in prima pagina? È una roba abominevole, questo è oltre il limite della decenza». Pochi mesi dopo, al seggio per le elezioni comunali della Capitale, aveva dichiarato: «Oggi la prima giornata di riposo dopo un anno. E ricomincio la dieta». Nel 2022, in vista delle politiche, ha poi raccontato al Corriere della Sera di non aver cambiato le sue abitudini in vista della tornata elettorale, continuando a mangiare ciò che voleva (e a fumare): «Tutti i miei amici che facevano sport sono morti da tempo» (citazione Andreottiana). La dieta, tanto citata e sempre rimandata, infine c’è stata. Sono 15 i chili persi da Calenda negli ultimi mesi, complice un intervento programmato, come ha spiegato lui stesso a Libero: «Me lo ha imposto il dottore. Ma appena lo risolvo mi sono ripromesso di riprenderli tutti. La cura dell’immagine è la fine della politica. E se ingrasserò un po’ non sarà un dramma». E nel caso, ci sarà sempre Renzi per un consiglio. Sempre che gli risponda al telefono.

Fondazione Veronesi e Autogrill insieme per la ricerca scientifica d’eccellenza

Al via la seconda edizione de La macedonia per la ricerca, il progetto di Fondazione Umberto Veronesi, realizzato in partnership esclusiva con Autogrill, per sostenere il lavoro di medici e ricercatori che dedicano la propria vita alla ricerca scientifica.

Fondazione Veronesi e Autogrill insieme con La macedonia per la ricerca

Dal 29 giugno al 30 luglio 2023, per ogni confezione di macedonia di frutta da 200 grammi venduta in tutti i punti vendita Autogrill sul territorio, l’azienda devolverà parte del ricavato alla fondazione per finanziare eccellenti ricercatori e ricercatrici che lavorano nel campo della nutrigenomica, ossia la scienza che studia le relazioni tra patrimonio genetico e cibo – come le molecole che introduciamo con la dieta influenzano i nostri geni e quindi la nostra salute, sia positivamente che negativamente. La nutrigenomica va dunque di pari passo con la prevenzione, soprattutto delle malattie croniche cardiovascolari, cerebrovascolari e soprattutto dei tumori, responsabili dei tre quarti dei decessi nei paesi sviluppati.

Fondazione Veronesi e Autogrill insieme con La macedonia per la ricerca
L’importanza di mangiare frutta (Autogrill).

Consumare frutta è un’abitudine importante per un’alimentazione sana, varia ed equilibrata. Le linee guida suggeriscono infatti di consumare dalle due alle tre porzioni di frutta al giorno e la macedonia è un’ottima soluzione che unisce praticità e gusto, soprattutto se si è in viaggio. La frutta è la fonte migliore di zuccheri semplici e apporta minerali, vitamine, molte molecole bioattive utili come i polifenoli e fibra, che aumenta il senso di sazietà e favorisce un microbiota in salute. Può essere consumata a colazione, come spuntino ma anche dopo i pasti principali, così da favorire l’assorbimento dei nutrienti e soddisfare la voglia di dessert con un apporto calorico moderato. Autogrill, partner tecnico ed esclusivo del progetto, è al fianco di Fondazione Umberto Veronesi dal 2021, con l’obiettivo di sensibilizzare chi viaggia sull’importanza di un’alimentazione equilibrata per uno stile di vita sano. Un sostegno concreto che ha permesso, grazie alla prima edizione de La macedonia per la ricerca, di finanziare interamente per l’anno 2023 il progetto di ricerca della Dottoressa Rosarita Nasso, impegnata quotidianamente a valutare gli effetti benefici dei polifenoli sui processi coinvolti nella progressione del tumore gastrico.

Le dichiarazioni dei vertici 

Monica Ramaioli, direttore generale di Fondazione Umberto Veronesi, ha così commentato l’iniziativa: «Da 20 anni siamo impegnati nel finanziamento della ricerca scientifica d’eccellenza e nella divulgazione dei corretti stili di vita che comprendono anche l’alimentazione, quale arma di prevenzione contro numerose patologie. Progetti come La macedonia per la ricerca hanno come obiettivo quello di informare e sensibilizzare i consumatori a intraprendere scelte responsabili in materia di salute». Le ha fatto eco Luca D’Alba, general manager di Autogrill Italia: «Anche quest’anno insieme a Fondazione Umberto Veronesi scegliamo di sostenere la ricerca scientifica in campo nutrizionale. Rinnoviamo quindi l’impegno a sensibilizzare ulteriormente i nostri clienti promuovendo stili di vita e di consumo sostenibili e di qualità, con l’obiettivo di rispondere al meglio alle nuove esigenze di una crescente fascia di consumatori alla ricerca di un’alimentazione sana e bilanciata».

Fondazione Veronesi e Autogrill insieme con La macedonia per la ricerca
Luca D’Alba, Marco Bianchi e Monica Ramaioli (Autogrill).

Queste infine le dichiarazioni di Marco Bianchi, food mentor e divulgatore scientifico per Fondazione Umberto Veronesi e testimonial de La macedonia per la ricerca: «Sono onorato di essere anche quest’anno al fianco di un progetto così importante e che sono certo verrà nuovamente accolto e sostenuto da moltissime persone. Questo bicchiere di frutta non solo finanzia la ricerca scientifica d’eccellenza, ma è fondamentale per ricordare l’importanza dei benefici dati dall’assunzione quotidiana di frutta, soprattutto se di stagione».